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Tutti i libri editi da UTET

L'ultimo re d'America. Vita, regno e pazzia di Giorgio III

Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 960
Si racconta che Giorgio III, perso nella sua pazzia, un giorno offrì «con cordialità e riguardo estremi» la mano a un ramo di una quercia nel grande parco di Windsor, convinto di essere di fronte al re di Prussia. In questo caso “si racconta” non è un modo di dire, perché la vicenda è inventata di sana pianta da un tal Philip Withers, nel suo "Una storia della malattia reale" con una serie di aneddoti divertenti del 1789. Come non è vero che abbia sfidato a una gara di corsa un cavallo, né che scrivesse lettere a corti straniere su questioni inventate o che svuotasse addosso al medico il contenuto del vaso da notte… La vita di Giorgio III è talmente intrisa di storie false spacciate per vere che è molto difficile distinguere le une dalle altre, come si è accorto lo storico britannico Andrew Roberts misurandosi con la sfida di questa monumentale biografia. Ma dove nascono tutte queste fandonie? La sfortuna di Giorgio III è quella di essere stato, tra le altre cose, l’ultimo re d’America, e in quanto tale il nemico giurato di Thomas Jefferson e degli altri padri fondatori americani. In pieno secolo dei lumi, la guerra d’indipendenza americana fu infatti combattuta con ogni mezzo possibile, ivi compresi i pamphlet e le vignette satiriche, i giornali e le dicerie. E Giorgio III non solo ne è uscito sconfitto politicamente, perdendo quelle tredici colonie d’oltreoceano, ma ha anche subìto la peggiore beffa che il destino potesse riservargli: il ritratto impietoso e dissacrante della propaganda rivoluzionaria è diventato Storia, falsificando il ricordo di un sovrano dal notevole coraggio (sopravvissuto a diversi attentati, sempre con britannica compostezza) e dalla viva intelligenza, dimostrata dagli scambi di lettere con i grandi pensatori dell’epoca, come Samuel Johnson (che lo definì «il più raffinato gentiluomo che io abbia mai conosciuto»). A 250 anni dalla dichiarazione di indipendenza del 1776, L’ultimo re d’America è la prima affidabile biografia di Giorgio III, ma è anche una controstoria della nascita degli Stati Uniti d’America, dal punto di vista del più regale dei vinti.
48,00 € 45,60 €

Odissea. Testo greco a fronte

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 864
L’Odissea di Omero, fra i più antichi racconti di viaggio della storia dell’umanità, è il poema che narra del «tormentato ritorno» di Odisseo alla sua patria Itaca e alla sua famiglia, come egli stesso lo descrive al re dei Feaci nel IX canto, che l’eroe affronta perché «niente è più dolce per un uomo della sua patria e dei genitori, pur se abita una casa opulenta, ma lontano, in terra straniera, separato da quelli». Eppure l’Odissea è molto più del racconto di un viaggio avventuroso. Con i suoi ventiquattro canti, che narrano le vicende di Odisseo nei dieci anni che seguirono la conquista di Troia, quelle del figlio Telemaco partito alla sua ricerca, la lunga attesa di Penelope, sposa fedele, e infine la riconquista del trono e del palazzo del re, il poema di Omero è certamente una delle più complesse e affascinanti epopee della storia. Nelle parole del poeta Nikolaj Vasil’evič Gogol’, l’Odissea è «decisamente la più perfetta opera di tutti i secoli», e «abbraccia tutto il mondo antico, la vita pubblica e domestica, tutte le sfere di attività degli uomini di allora». Ma è anche e soprattutto una profonda allegoria alla ricerca dei confini dell’uomo, un testo introspettivo e favoloso, popolato da genti fantastiche, dee seduttrici e maghe ammaliatrici, giganti cannibali, sirene e mostri marini. Quello che Omero dipinge con i suoi versi è un mondo insidioso e bellissimo, che oltrepassa persino i confini della vita e della morte, e che, tra incanti, seduzioni e mari mortali, si oppone in tutte le sue forme al ritorno di Odisseo. L’impresa del re di Itaca, che veste di volta in volta i panni del prode guerriero, dell’astuto ingannatore, dell’appassionato amante e del supplice alla corte di altri sovrani, incarna il tentativo dell’uomo di ogni tempo di raggiungere la propria meta, e di ritrovare se stesso e il proprio ruolo di fronte ai mille volti, affascinanti e pericolosi, della realtà.
20,00 € 19,00 €

Fare film è un inferno. Follie, eccessi e disastri che hanno fatto grande il cinema americano

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 336
Nel 1994 Kevin Costner sta pianificando con il regista le riprese di Waterworld, distopia ambientata in un mondo sommerso. Decidono di chiedere a Steven Spielberg, che vent’anni prima aveva diretto tra mille difficoltà Lo squalo, qualche dritta su come girare al meglio in mare aperto. Risposta: «Semplice: non girate in mare aperto!». Ma Costner nel 1994 si sente un dio del cinema, e pensa bene di ignorare il monito di Spielberg. Avanti veloce di pochi mesi: ecco Costner in costume di scena, legato all’albero di una nave alla deriva, senza che la troupe possa avvicinarsi per il vento forte. Questo aneddoto basterebbe da solo a dimostrare come Hollywood sia incapace di imparare dai propri errori, probabilmente perché è una gigantesca macchina che spesso funziona per caso. Così tra produttori gangster, attori megalomani, registi paranoici, incidenti e disastri, il dietro le quinte diventa un film a parte – che oscilla di continuo tra melodramma, catastrofico e commedia sgangherata. Eppure, a guardare bene, da queste cronache infernali c’è molto da imparare, e Gabriele Niola lo sa benissimo. In questo libro esilarante e rigoroso racconta l’essenza del cinema americano attraverso le rocambolesche vicende produttive di grandi capolavori e piccoli cult, tra la vecchia Hollywood degli anni trenta e quella dirompente dei settanta, tra i blockbuster anni novanta e il cinema d’autore. Di film in film, scopriremo: quanto è difficile far recitare Marilyn Monroe (ma che gioia quando ci riesci); fino a che punto Biancaneve e i sette nani fosse un’ossessione per Walt Disney; come Francis Ford Coppola impazzì sul set di Apocalypse Now; quanto sono pericolosi 71 leoni veri su un set; com’è possibile che abbiano offerto a David Cronenberg di girare Flashdance e a David Lynch Il ritorno dello Jedi; che cosa ci faceva una lametta appesa nella cabina di montaggio di Titanic con il post-it “Da usare in caso il film faccia schifo”; com’è che Thelma & Louise non si intitola alla fine Tette & Proiettili… Ma soprattutto impareremo l’unica cosa che a Hollywood sanno tutti: Fare film è un inferno.
20,00 € 19,00 €

Terra santa e dannata. Dalla promessa di Abramo alla guerra di Gaza: storia e preistoria della Palestina

Libro: Libro rilegato
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 546
A lungo gli archeologi hanno scavato negli antichi siti di Megiddo, Hasor e Gezer, portando alla luce i resti di magnifici palazzi e fortificazioni, credendoli il segno tangibile del biblico regno di Salomone. All’inizio degli anni duemila, il colpo di scena: quelle rovine potrebbero essere almeno di un secolo più tarde, mentre ai tempi di re Salomone persino Gerusalemme non era che poco più di un villaggio. Fu un piccolo terremoto, perché in nessun altro posto al mondo, forse, è così difficile il lavoro dello storico: in quel pezzo di Vicino Oriente stretto tra il Mediterraneo, il fiume Giordano, il Mar Morto e giù giù fino al Mar Rosso, per molti secoli i testi sacri si sono sovrapposti alla Storia, l’hanno condizionata, piegata e a volte forgiata. Allo stesso modo, gli interessi economici si sono fusi e confusi con le istanze culturali, i nazionalismi hanno dettato l’agenda della politica e delle guerre, il fanatismo ha tracciato o cancellato confini, al punto che quelle terre contese hanno avuto molti e diversi nomi: Terrasanta, Regno crociato di Gerusalemme, Eretz Israel, Palestina… Franco Cardini, grande storico medievale ed esperto del Vicino Oriente, conosce quella lunghissima storia e sa che spesso, nel dibattito, ci concentriamo sugli eventi recenti: per spiegare il 7 ottobre o l’invasione di Gaza si risale fino alla guerra dei Sei Giorni, o al conflitto arabo-israeliano del 1948 e alla nascita dello stato di Israele. In pochi si avventurano nelle pieghe del “Grande Gioco” con cui le potenze europee si contesero l’influenza sul Medio Oriente. Raramente ci si spinge oltre il XIX secolo. Eppure, bisogna andare ancora indietro. Molto più indietro. Terra santa e dannata risale fino alla terra promessa di Abramo e alla conquista babilonese, racconta il giogo dei romani e poi l’arrivo degli arabi musulmani, l’impero d’Oriente e il lungo dominio ottomano, per poi continuare appunto con gli eventi sanguinosi più recenti e familiari. Perché per capire questo intricato presente, dobbiamo districare i fili intricatissimi di un passato che non passa.
24,00 € 22,80 €

Ciò che in me sente sta pensando. Sul divenire dei corpi

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 176
Gabriella Caramore percorre da molto tempo le strade della ricerca filosofica e spirituale attraverso i suoi libri, la collaborazione a Rai Radio3, e in numerosi interventi pubblici. Questa volta, forse sorprendentemente, mette al centro della sua scrittura il corpo, in tensione con la dimensione della mente: «Certo, il corpo ha a che fare con una fisicità che fa resistenza. E lo spirito con qualcosa di inafferrabile, impalpabile. Ma quanto vi è di spirituale anche nel corpo, e quanto di fisico anche in ciò che per convenzione chiamiamo anima?». È a partire da questo interrogativo, e grazie alle indicazioni che provengono dalla poesia, dalla filosofia, dalle arti – con qualche incursione nella biografia personale – che Caramore dipana la sua riflessione sul corpo, stretto oggi in una morsa tra l’esaltazione superficiale nell’era della sua esibizione globale e costante sui social network e l’accantonamento mortificante del dato umano da parte dell’intelligenza artificiale, che pare sul punto di eliminarlo del tutto. Ma non si tratta di elaborare un lutto sulla fine del corpo, o un’elegia rivolta a un passato di maggiore naturalezza e felicità. Partendo dai cinque sensi classici, Caramore indaga anche altri modi di esperienza – il desiderio, il dolore, la memoria, l’errore, la fine – celebrando la straordinaria capacità del corpo di percepire, godere, soffrire e impastarsi con il mondo e con gli altri corpi. Alternando parole di sapienza a lampi di conoscenza, Caramore ci guida in un percorso affascinante, in cui la presunta antinomia tra corpo e spirito, sensibilità e razionalità, materia e anima, si scioglie nella meravigliosa immagine di Pessoa, che non a caso dà il titolo a questo volume: Ciò che in me sente sta pensando.
18,00 € 17,10 €

Ai nostri innumerevoli perduti baci. Le origini dell'omofobia in Occidente

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 304
Nell’Iliade il rapporto tra Achille e Patroclo è notoriamente ambiguo: tra i due cugini si stringe un’amicizia che sembra troppo intensa per non nascondere qualcosa di più. Qualche secolo dopo, nei Mirmidoni di Eschilo, i due sono esplicitamente ritratti come amanti e, quando il fantasma di Patroclo appare a uno sgomento Achille, lo rimprovera di non aver portato rispetto «ai nostri innumerevoli perduti baci». D’altra parte è risaputo che l’educazione giovanile (la paideia) poteva prevedere un’unione erotica tra giovane discepolo e saggio maestro, senza che nessuno ad Atene trovasse sconveniente. E allora: com’è possibile che ciò che veniva visto come amore o persino educazione affettiva divenne per il mondo cristiano un peccato mortale? Harry Tanner è un giovane professore, studioso del mondo antico, che da ragazzo è stato dolorosamente sottoposto alle terapie di conversione all’eterosessualità diffuse negli ambienti cristiani più tradizionalisti. Decide così di usare i suoi strumenti da ricercatore per risalire alle origini profonde dell’omofobia occidentale. Scava tra le fonti letterarie e storiche, tra i poemi e i frammenti, tra le leggi di Sparta (le prime a punire l’omosessualità) e quelle dell’antica Roma, tra le pagine del Vecchio Testamento (dove ci sono tracce nascoste di un amore tra Davide e Gionata), nella vita di Alessandro Magno e tra le pieghe della filosofia di Platone, nelle arringhe di Cicerone e nel pensiero stoicamente omofobico di San Paolo. E più ricerca, più quello che sembrava un cammino lineare di progresso si fa labirinto: il mondo antico nei secoli ha alternato momenti in cui l’amore queer era perfettamente lecito ad altri in cui invece veniva stigmatizzato e punito. Eppure c’è un pattern, perché questa alternanza coincide con l’avvicendarsi di abbondanza e carestia, pace e guerra, tranquillità e crisi. E se fosse lì, la chiave? Ai nostri innumerevoli perduti baci è il paziente disvelamento di un enigma storico e culturale, uno scavo affascinante nel passato che affiora tra le ombre del nostro presente.
25,00 € 23,75 €

Cadere sette volte, rialzarsi otto. Il Giappone e il giapponese per autodidatti

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 256
Flavio Parisi è capitato a Tokyo quasi per caso: l’ha scelta d’istinto come meta di vacanza dopo i mesi a rovistare tra le carte di un archivio friulano, per la tesi in indologia. In Giappone ha trovato una cultura che mescola antico e moderno, tra panorami struggenti e notti al neon, ma soprattutto una lingua viva e per lui sostanzialmente ignota. Sapeva infatti tre frasi in croce di giapponese, ma si è subito intestardito a impararlo da autodidatta, attaccando bottone con gli avventori un po’ alticci delle izakaya e con gli anziani che popolano i sentō, i bagni pubblici dove si va per riscaldare le ossa prima di coricarsi sui futon in case di legno piene di spifferi. Nel giro di qualche mese ha imparato i primi rudimenti, si è iscritto a un corso di calligrafia e soprattutto ha deciso di fermarsi a vivere lì, grazie a uno stipendio da insegnante di dizione per cantanti lirici – con cui parlava per lo più italiano. Ma alla fine il giapponese l’ha imparato, anche perché le persone che incontrava erano tutte incuriosite da questo giovane friulano che voleva a tutti i costi entrare nella loro splendida e difficilissima lingua. Vent’anni dopo, Parisi ha deciso di restituire il favore, insegnando un po’ di giapponese a tutti noi. Ma non solo: sfrutta le espressioni idiomatiche, gli alfabeti sillabici e gli ideogrammi, il linguaggio non verbale, le poche regole e le infinite eccezioni, per farci entrare nella filosofia e nella cultura di uno dei paesi più affascinanti al mondo. Scopriremo i vari gradi con cui ci si può inchinare e il complicato galateo per non provocare meiwaku (“fastidio”, ma è un eufemismo); ci aiuterà a ordinare al ristorante e a orientarci nelle labirintiche stazioni, ma anche a capire il modo in cui si esprimono (o non si esprimono) le emozioni in pubblico; ci racconterà del rapporto controverso che i giapponesi hanno con la natura e dell’ossessione che hanno per gli hobby altrui, e propri. Alla fine di questo libro forse non saprete parlare giapponese, ma saprete parlare con i giapponesi nel vostro prossimo, inevitabile, viaggio a Tokyo.
15,00 € 14,25 €

Reprocidio. Come distruggere un popolo colpendo madri e figli

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 192
Se il linguaggio definisce i limiti del nostro pensiero, nominare significa riconoscere, provare a comprendere e, in alcuni casi, denunciare. Il termine “reprocidio” è stato utilizzato per la prima volta da Loretta J. Ross per descrivere quelle pratiche di oppressione riproduttiva e sterilizzazione forzata di popolazioni indigene, nere e marginalizzate negli Stati Uniti. Non uno sterminio fine a se stesso, dunque, ma l’interruzione deliberata della catena della vita: il tentativo pianificato di negare la possibilità di procreare e quindi di dare un futuro a un popolo. La storia coloniale dell’Occidente è tragicamente ricca di genocidi riproduttivi e di tentativi di limitare e soggiogare le genealogie dei popoli nativi. Ma non serve andare troppo indietro nel tempo. Il 16 settembre 2025, nel rapporto dell’ONU stilato dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sui territori occupati, si denuncia la volontà delle autorità israeliane di infliggere deliberatamente al popolo palestinese «condizioni di vita volte a provocarne la distruzione fisica totale o parziale» e «l’imposizione di misure volte a impedire le nascite all’interno del gruppo». Impedire l’accesso alle cure necessarie a un neonato o a una donna in stato di gravidanza distruggendo le infrastrutture sanitarie, limitare l’arrivo di cibo e beni essenziali come il latte artificiale, devastare la psicologia e le condizioni abitative di un’intera popolazione: tutto questo rientra nelle pratiche reprocidiarie. Tenendosi lontana da letture ideologiche, Ilaria Maria Dondi analizza gli eventi di questi anni: i rapporti delle associazioni internazionali indipendenti, le dichiarazioni dei politici alla Knesset o dei vertici militari israeliani. Per poter giustificare tali azioni, il nemico deve essere disumanizzato. Le parole vengono distorte fino ad arrivare a mettere in dubbio anche la definizione di bambino. E, se siamo al punto in cui le parole vengono svuotate del loro senso, imparare a nominare le azioni con il termine giusto è un atto dovuto.
18,00 € 17,10 €

Rossobruni. Quando gli estremi si uniscono per colpire la democrazia

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 208
La politica può anche essere semplice: una sinistra (non necessariamente comunista), una destra (non necessariamente fascista), un centro (non sempre moderato). Da un po’ di tempo a questa parte, invece, si vedono cose strane: neofascisti e nostalgici del bolscevismo che combattono in Ucraina dalla stessa parte, quella di Putin; militanti storici di sinistra che propugnano politiche draconiane sull’immigrazione, magari denunciando presunti complotti ebraici; reduci delle lotte per il terzo mondo e contro la globalizzazione che si saldano alle derive più attuali del sovranismo di destra. Stefano Cappellini, vicedirettore del quotidiano “la Repubblica”, indaga da anni quella zona di confine e di convergenza tra estremi politici che dovrebbero, a rigor di logica, escludersi a vicenda, e invece finiscono in pratica per confondersi: il cosiddetto rossobrunismo. Prima di tutto, ci invita a scoprire la lunga storia di questo fenomeno, che affonda le radici nella Francia dell’Ottocento, trova un interprete di eccezione in Benito Mussolini, serpeggia lungo tutta la storia europea degli ultimi due secoli per arrivare oggi a una visibilità indiscutibile. Ma non si tratta solo di storia: dalle oscure trame dell’affaire Dreyfus ai nazi-maoisti che partecipano all’occupazione dell’Università La Sapienza di Roma nel 1968, dalla nuova estrema destra tedesca che viene direttamente dal comunismo della ddr fino alla situazione italiana attuale, densa di attraversamenti, ritorni di fiamma, confusioni e alleanze inedite, Cappellini ci guida nel ventre molle dell’estremismo contemporaneo. Rossobruni è una grande inchiesta, fatta di storie e personaggi spesso ai limiti del verosimile, che getta una luce necessaria su un fenomeno che, lungi dall’essere di nicchia, è oggi una delle strade più frequentate da parte di chi mira all’indebolimento della democrazia in Occidente.
19,00 € 18,05 €

Eppure il vento soffia ancora. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 240
7 giugno 1984, piazza dei Frutti a Padova, ore 22.09. Enrico Berlinguer sta tenendo un affollatissimo comizio. Improvvisamente, lo coglie un malore, ma riesce a portare a termine il suo discorso. Cinque giorni dopo, il segretario del più grande partito comunista in Occidente muore all’Ospedale civile. La fine di un sogno, per milioni di italiani. Tra le centinaia di persone presenti al comizio, e poi in attesa fuori dal nosocomio, si trovava Piero Ruzzante, giovane militante della Fgci locale. A più di trent’anni da quei giorni, Ruzzante li ricostruisce passo per passo, dall’allestimento del palco insieme ai compagni dell’organizzazione giovanile alla realizzazione della diretta video, dal trasporto in albergo del segretario subito dopo il malore alla prima diagnosi, dalle visite dei politici e uomini di Stato – accorata quella di Pertini, molto tesa quella di Craxi – al termine dell’agonia, fino al solenne e immenso corteo funebre. Grazie a un’imponente raccolta di resoconti inediti e documenti d’archivio, Ruzzante intreccia alla cronaca di quelle drammatiche giornate la ricostruzione del ruolo cruciale di Berlinguer nella politica del suo tempo, in Italia e non solo: le grandi battaglie sociali, il compromesso storico e la questione morale, i rapporti con l’Unione Sovietica, il legame fortissimo con gli operai, i presunti attentati falliti e le tensioni con i socialisti. Alla dimensione politica si affianca poi quella più intima di un uomo perbene, tanto serio e umile da essere definito triste, amato dai compagni e rispettato dagli avversari, schiacciato infine da una volontà stoica che non gli permise mai di sottrarsi ai suoi doveri, di restare indifferente di fronte alle rivendicazioni degli ultimi. Quel giorno in piazza dei Frutti si concluse una fase cruciale della politica italiana, ma il messaggio e la condotta etica di Berlinguer hanno continuato a essere d’ispirazione per molti. Raccontare la sua storia quindi non è solo un semplice esercizio rievocativo, ma un atto necessario, affinché oggi quel vento soffi ancora.
15,00 € 14,25 €

Gli ultimi campioni. Il romanzo dei mondiali 2006

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 224
Tutti ci ricordiamo dove eravamo quando la nazionale di calcio vinse i campionati del mondo nel 2006. Tutti ci ricordiamo quella corsa di Fabio Grosso in semifinale, quella testata fatale di Zidane a Materazzi, Cannavaro che solleva la coppa. Sono istantanee che fissano un momento irripetibile e che meritano di essere tirate fuori una a una e messe in fila per raccontare una storia epica ed emozionante, un vero e proprio romanzo. Un grande romanzo. Gli azzurri partono per la Germania inseguiti dai fantasmi dello scandalo Calciopoli, con una federazione commissariata e molti giocatori – nonché lo stesso ct Marcello Lippi – chiacchierati e contestati. Mentre la nazionale cerca di chiudersi nella trance agonistica e alterna buoni risultati ad altri meno convincenti, il cammino si allunga, le emozioni crescono, i colpi di scena si susseguono, dentro e fuori dal campo. Un mese incredibile, fino a quell’ultimo rigore, nella finale stregata all’Olympiastadion di Berlino. Luigi Garlando, storica firma della “Gazzetta dello Sport” e all’epoca inviato in Germania al seguito della nazionale, ha scritto questo grande romanzo in prima persona, come solo lui poteva fare. Garlando ha frequentato l’albergo che ospitava la nazionale, ha passeggiato negli stadi prima delle partite, ha chiacchierato con i tifosi, i giocatori, il personale tecnico, gli altri giornalisti. Ha visto le partite, ma anche tutto il resto, tutto quello che in televisione non si può vedere: i malumori e gli sfoghi dei protagonisti, i momenti di leggerezza e le crisi di spogliatoio, ma anche le storie, colorate e appassionanti, della varia umanità che ruota intorno al calcio giocato. Sono passati vent’anni, il calcio italiano è cambiato, ed è forse ingeneroso fare confronti con quella generazione di fenomeni che fece l’impresa. Dopo tre qualificazioni mancate, il sospetto che quei campioni resteranno gli ultimi per molto tempo alimenta la nostalgia, ma anche la voglia di ricordare come eravamo quando siamo stati felici, tutti in festa al Circo Massimo, sul tetto del mondo.
18,00 € 17,10 €

Il nostro terrorismo

Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2026
pagine: 192
Dai dirottamenti aerei che hanno colpito gli Stati Uniti l’11 settembre 2001 alla serie di attacchi compiuti da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023, fino alle stragi che accompagnano i conflitti attualmente in corso in vari teatri mondiali, negli ultimi venticinque anni il termine “terrorismo” è diventato una presenza costante nella narrazione pubblica: attacchi suicidi, pacchi bomba, assalti a colonne militari, sabotaggi. Da quel giorno, ogni atto contro il potere costituito è stato etichettato come attacco terroristico. Ma siamo davvero in grado di comprendere cosa sia il terrorismo, chi lo pratica e perché? È possibile stabilire un criterio oggettivo per distinguere il sabotaggio dall’omicidio politico, la lotta partigiana dalle violenze di massa volte a suscitare terrore? Eric Gobetti prova a rispondere a queste e ad altre domande, proponendo una definizione del termine libera dallo strabismo propagandistico e dai pregiudizi ideologici, per dare senso a una parola spesso utilizzata per criminalizzare l’avversario politico o militare. Alla luce di tale definizione, Gobetti ripercorre la storia d’Italia, dall’Unità a oggi, identificando le stagioni di conflitto nelle quali il terrorismo è stato usato come metodo di lotta, contro il nostro Paese o da noi stessi contro altri popoli. Uno sguardo nuovo, non convenzionale, che mostra come, nella nostra storia nazionale, la violenza e il terrore siano la regola e non l’eccezione.
15,00 € 14,25 €

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