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Mursia: Testimonianze fra cronaca e storia

Tutte le nostre collane

Vivrò libera nella terra promessa

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2018
pagine: 160
1934, l’ombra nera dell’antisemitismo si allunga sull’Austria. La famiglia di Edith decide di lasciare il Paese e di trasferirsi a Fiume, dove gli ebrei vivono in pace. Ma l’ombra dilaga e nel 1938 comincia la persecuzione razziale: con la famiglia viene internata nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia (Cosenza), poi viene mandata al confino nel Nord d’Italia. Costretta a cambiare nome e a nascondere la sua identità ebraica, Edith nonostante tutto vive la sua adolescenza, con i suoi sogni, i suoi amori, le sue delusioni, le piccole liti domestiche. È la vita che si oppone alla tragedia della storia e vince. Edith, sopravvissuta al nazismo, diventata una giovane donna, sposa un soldato ebreo che combatte con gli inglesi. Nel febbraio del 1946 riuscirà a raggiungere la "Terra Promessa" dove finalmente potrà vivere da ebrea, senza più paure e offese.
15,00 14,25

Il tribunale speciale e la presidenza di Guido Cristini 1928-1932

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 500
«La sentenza firmata da Cristini aveva salvato l’inviolabile vita di Mussolini. C’era scritto che “attentare a Mussolini è attentare all’umanità, perché il Duce appartiene all’umanità”.» Quello di Guido Cristini, presidente del Tribunale speciale dal 1928 al 1932, è stato uno dei nomi più temuti dagli oppositori del fascismo: sotto la sua presidenza le condanne sono state 1725, gli anni di prigione comminati 8806, le condanne a morte 9. Tutte eseguite. Abruzzese, combattente, avvocato, deputato, faccendiere, è stato una meteora nell’universo fascista e nel giudizio contro i gerarchi, dopo la caduta del regime, riuscì a passare indenne. Una vicenda esemplare del Belpaese dove tutto si dimentica e i conti con la Storia non si chiudono mai. La storia, o meglio la storiaccia, di Guido Cristini viene raccontata in questo libro, ricco di documenti e di fotografie che fanno luce su una delle figure più controverse del Ventennio fascista. (Con inserto fotografico).
19,00 18,05

Morire per il Grappa. Monte Asolone 1917-1918

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 220
«Erano seri, silenti, ma dai volti dei soldati traspariva una fierezza grave, una sicurezza orgogliosa: ognuno sentiva la grandezza del mandato che la Patria affidava, in quel momento del supremo pericolo, ai primi difensori del Grappa.» Dopo Caporetto, l’esercito italiano si attestò su due importanti capisaldi difensivi: una montagna, il Grappa, e un fiume, il Piave. La battaglia sul massiccio del Grappa ebbe diversi punti focali, ma i combattimenti che si sono svolti per dodici mesi sull’Asolone fanno di questa montagna la più martoriata tra tutte. Questa cima era per i comandi imperiali il trampolino di lancio per scendere nella pianura veneta, per i comandi italiani l’ultima linea difensiva montana da proteggere a qualsiasi costo. Attraverso importanti documenti e testimonianze, Paolo Volpato ricostruisce i combattimenti che si sono consumati nel settore dell’Asolone tra il 1917 e il 1918: trincea dopo trincea, si addentra lungo i sentieri e i prati ancora oggi segnati dai colpi delle due artiglierie, coinvolte in una guerra che ha modificato per sempre le sorti di un intero continente e la vita di migliaia di uomini. (Con inserto fotografico).
17,00 16,15

Nell'inferno degli U-Boot

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 208
«Da poppa a prua i colpi nemici producevano una grande devastazione. La tolda del sommergibile era già tutta lacerata. I serbatoi d’aria compressa, che arrivavano fino alla pressione di 150 atmosfere, scoppiavano con grande fragore. Un vero inferno dappertutto.» Edgard von Spiegel, comandante di sottomarino della Marina imperiale tedesca, è stato uno dei leggendari corsari degli abissi impegnati contro il blocco navale inglese imposto alla Germania. Dopo una lunga serie di vittorie, il 30 aprile 1917 cade nell’imboscata di una nave civetta britannica. Il sottomarino è perduto, von Spiegel, salvato dagli inglesi, è internato in un campo per ufficiali. Attraverso i racconti che fa ai suoi compagni di prigionia, il lettore rivive non solo l’epopea pionieristica dei sommergibili, ma anche la vita di un mondo militare di regole, di onore e rispetto per il quale non ci sarà più posto nella Germania sconfitta. Tra duelli sottomarini e colpi di scena, un diario che è più avvincente di un romanzo di guerra.
17,00 16,15

Breve storia di Caporetto

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 134
«Il Tagliamento era gonfio di pioggia ma le Sturmtruppen tedesche riuscivano a passarlo lo stesso mentre la grande massa dei soldati italiani in ritirata si fermava e si affollava sulle poche passerelle che il Genio in fretta aveva ricostruito.» Nonostante le molte e precise informazioni di disertori austriaci, pervenute ai comandi italiani, il 24 ottobre 1917 le truppe tedesche forzarono a Caporetto il fronte italiano e dilagarono alle spalle del sistema difensivo. Nel giro di pochi giorni tutta la linea di combattimento fu sconvolta da una disordinata ritirata che per gli aspetti che presentava fu chiamata «lo sciopero dei soldati». L’esercito italiano, dopo aver lasciato 300.000 prigionieri e quasi tutto il materiale di cui disponeva nelle mani degli austro-tedeschi, si attestò sulla linea del Piave e, lentamente e con sussulti di coraggio, riuscì a tener testa alle truppe nemiche. Giacomo Properzj ricostruisce in tutti i suoi aspetti, politici e militari, la battaglia che per le sue conseguenze decise le sorti della Prima guerra mondiale.
11,00 10,45

Diario. 6 settembre-31 dicembre 1943

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 350
"Un governo fascista, costituito non si sa dove e che parla in nome di Mussolini, incita i militari italiani ad affiancare le truppe germaniche. Sarebbe certo doloroso se reparti italiani venissero a trovarsi dalle due parti della barricata!". (12 settembre 1943, Mario Roatta). Il diario del 1943 di Mario Roatta, capo di Stato Maggiore dell’Esercito e membro del Consiglio della Corona, è un documento storico di grandissima importanza. In queste pagine, scritte nell’immediatezza degli avvenimenti, emergono con evidenza il caos dei comandi delle Forze Armate, le incertezze del re pronto a smentire il governo sull’Armistizio, la mancanza di informazioni che i vertici militari e politici avevano su quello che stava avvenendo a Roma o nei Balcani dove si consumava, tra le altre, la tragedia di Cefalonia. E ancora: le trattative con Eisenhower per il cosiddetto «Armistizio lungo», i complicati rapporti con i nuovi alleati, i dettagli privati e quotidiani del governo provvisorio a Brindisi. Roatta assiste alla caduta di un mondo dalle cui rovine verrà travolto: il governo jugoslavo lo accusa di crimini di guerra. Il maresciallo Tito vuole la sua testa, gli alleati premono e Badoglio la servirà loro su un piatto d’argento. Il diario è a cura di Francesco Fochetti. Con inserto fotografico.
21,00 19,95

1917 Lubiana o Trieste? Le ultime spallate di Cadorna viste «dall'altra parte»

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 334
In quest’opera le ultime due battaglie del generale Cadorna vengono osservate dal punto di vista austro-ungarico. La decima e l’undicesima battaglia dell’Isonzo sono ricostruite e analizzate sulla base delle fonti austriache e in particolare della Relazione ufficiale sulla guerra 1914-1918, pubblicata negli anni Trenta a cura del Kriegsarchiv di Vienna. Un lavoro che l’autore ha potuto svolgere grazie alla sua specifica competenza in campo storico-militare unita a una sicura conoscenza della lingua tedesca. Il testo raccoglie anche qualche testimonianza di chi visse in prima persona una delle più grandi tragedie europee e vide con i propri occhi il vero volto della guerra. In Appendice, oltre agli ordini di battaglia delle forze contrapposte, sono stati riportati i bollettini italiani e austriaci di quei giorni.
19,50 18,53

La vera storia della Repubblica delle banane. 1954: la CIA in Guatemala

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 186
«Se ci fosse stata scelta, sarebbe stato meglio per il Guatemala vivere sotto il dominio comunista che convivere per 50 anni con la United Fruit.» Jacobo Árbenz, presidente del Guatemala Sotto l’amministrazione repubblicana di Dwight D. Eisenhower, nel 1953 la CIA e il Dipartimento di Stato USA progettarono un secondo colpo di stato in Guatemala (il primo, poi fallito, fu approvato l’anno prima da Harry Truman). L’obiettivo era quello di ristabilire un governo più vicino agli interessi della United Fruit Company, multinazionale produttrice di banane – conosciuta oggi come Chiquita – nonché gestore dell’intero sistema dei trasporti e delle comunicazioni del Paese, la quale con la Rivoluzione democratica del 1944 aveva visto enormemente ridotto il proprio potere. Dopo le dimissioni del presidente Árbenz, accusato di «comunismo» e costretto a un interminabile esilio, una lunghissima serie di governi fantoccio ha finito per decapitare ogni movimento d’opposizione. Nasce così nel sangue, dominata dalla corruzione e dalla violenza, la classica Repubblica delle banane, ancor oggi un luogo nel quale si perpetuano «stragi a riflettori spenti».
16,00 15,20

Rodi. I giorni dell'attesa (1941-1943)

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 160
«Io sto andando a combattere, e come me migliaia di italiani, in un’isola in mezzo all’Egeo. E vogliamo far capire cos’è la Patria.» Il 2 luglio 1941 Lodovico Longhi, tenente della 91a Compagnia Genio artieri, sbarca a Rodi, nel Mar Egeo. È il momento più alto delle aspirazioni del Duce che poco più di un anno prima ha portato l’Italia in guerra. Longhi è un fascista, vuole combattere per la Patria, si ritrova, invece, lontano dal fronte, in un’isola meravigliosa dove accade poco o niente. Il giovane vuole combattere e non si rassegna: scrive lettere all’amico Giorgio Pini per essere trasferito in Africa o in Russia, sollecita, protesta, ma niente. L’8 settembre tutto precipita e per il giovane tenente, dopo due anni, ecco l’umiliazione della resa all’ex alleato tedesco. Internato nel campo di Biala Podlaska, aderisce alla RSI e torna in Italia per combattere una guerra ormai persa. Per salvare l’onore e, forse, le proprie illusioni. Prefazione di Mario Cervi
15,00 14,25

Ritorno a Caporetto

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 160
Un libro da leggere camminando lungo i luoghi dove, alla fine di ottobre del 1917, si è combattuta la Dodicesima battaglia dell’Isonzo, più nota come battaglia di Caporetto. Un viaggio nella storia che passa attraverso Plezzo, Tolmino e ovviamente Caporetto, e gli altri piccoli borghi sloveni della Valle dell’Isonzo ricostruendo ciò che è avvenuto: le cause e i responsabili della sconfitta militare che ebbe pesanti conseguenze anche per i civili di Friuli e Veneto, costretti a lasciare le loro case. Un percorso in cui riecheggiano le voci di fanti, alpini, bersaglieri che a Caporetto non hanno alzato le mani davanti ad austro-ungarici e tedeschi, questi ultimi i veri artefici della disfatta dell’Esercito italiano.
16,00 15,20

La brigata Bologna. Il 40° Reggimento Fanteria, dal Carso alla battaglia del Monte Ragogna 1917

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 208
«Le operazioni sulla fronte Giulia avevano già avuto inizio il 12 maggio con potentissimi duelli di artiglieria: il 14, le fanterie, avanzate da Plava, erano riuscite a conquistare importanti linee difensive nemiche a est della testa di ponte e sulle alture a oriente di Gorizia.» La Brigata Bologna, unità storica del Regio Esercito Italiano, ebbe un ruolo fondamentale nella 10a e nell’11a Battaglia dell’Isonzo sull’infernale fronte di Castagnevizza e di Jamiano (Carso). Nei giorni successivi a Caporetto, nella Battaglia di Ragogna sul Tagliamento, la brigata passò alla storia sacrificandosi quasi interamente per rallentare l’avanzata austro-germanica e permettere al grosso dell’Esercito Italiano di ripiegare e riorganizzarsi sul fronte Piave-Monte Grappa. Le cronache drammatiche di quelle battaglie eroiche vengono ricostruite a partire dal memoriale inedito del generale Carlo Felice Prencipe, all’epoca comandante del II Battaglione del 40° Reggimento Fanteria della Brigata Bologna, scritto durante il periodo in cui l’autore si trovava nei campi di prigionia di Rastatt, Augustabad, Cellelager e integrato nei primi anni del dopoguerra. Un documento di straordinario valore storico in cui si ritrovano il coraggio, la forza e l’onore di chi ha lottato per il bene del nostro Paese.
17,00 16,15

Il silenzio dei colpevoli. Libia: 228 giorni nelle mani dei rapitori

Libro: Libro in brossura
editore: Mursia
anno edizione: 2017
pagine: 144
«Certe prigionie non finiscono mai, se non c’è verità. Questo libro è come un biglietto d’accusa mite e doloroso, per noi che non sapevamo e per quelli che sapevano e sanno.» (Toni Capuozzo). Il 19 luglio 2015 Gino Pollicardo, insieme ad altri tre colleghi, viene rapito durante il viaggio per raggiungere il posto di lavoro in Libia. Sono quattro padri di famiglia che hanno accettato un lavoro lontano da casa, in un Paese pericoloso, per necessità non per voglia d’avventura. Queste pagine raccontano la prigionia di quei quattro italiani, per 228 giorni in balia di uomini violenti e crudeli che si scopriranno essere militanti dell’Isis. Sette mesi e mezzo di paura, fame, percosse, speranze e soprattutto silenzio e tante domande senza risposta. Chi tratta per la loro liberazione? Chi sono i rapitori? Che sta succedendo fuori dalla loro prigione? Che cosa fanno i mass media? Un memoriale che con parole pacate chiama in causa gli apparati dello Stato italiano che non hanno salvato Salvatore Failla e Fausto Piano e hanno lasciato gli altri due, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, al loro destino di sopravvissuti, senza assistenza, senza notizie, senza risposte. Un silenzio colpevole che non è ancora finito.
14,00 13,30

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