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Mondadori: Strade blu. Non Fiction

Tutte le nostre collane

L'Emergenza

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 420
Crollano così gli imperi: prima in modo impercettibile, poi con un improvviso scossone. Il dottor Hugo Rustin, stimato primario di chirurgia, lo sa bene. L'ha studiato a scuola, e lo vede accadere al suo mondo in un giorno di fine primavera, quando l'élite governativa fugge d'un tratto dalla capitale, i funzionari abbandonano i loro posti, la polizia scompare dalle strade. Così inizia l'Emergenza. E, mentre tutto attorno a lui si sgretola - la legge, le gerarchie, perfino il linguaggio - Rustin tenta di aggrapparsi a ciò che conosce: il lavoro, la famiglia, un'idea di umanità fondata sul rispetto e sulla responsabilità individuale. Nel vuoto lasciato dall'impero prende forma una nuova visione collettiva che promette uguaglianza, solidarietà e rinascita. Le vecchie differenze si annullano, i ruoli si dissolvono, e persino gli ultimi - i giovani, gli Stranieri arrivati da lontano - trovano spazio in questo ordine nuovo e imprevedibile. Per molti è un tempo di entusiasmo e scoperta; per Rustin, invece, diventa una lenta perdita di controllo. L'ospedale che dirige non gli appartiene più, le regole che lo guidavano vengono messe in discussione, e la sua stessa famiglia - la moglie Annabelle e la figlia Selva - sembra abbracciare con crescente fervore quel cambiamento che lui fatica ad accettare. Firma di primo piano dell'«Atlantic» e vincitore del National Book Award per i suoi scritti sulla società americana, George Packer porta nella narrativa la stessa lucidità dei suoi saggi, costruendo un potente romanzo sulle fratture del nostro presente e la ricerca di umanità. In L'Emergenza esplora i conflitti generazionali e di classe, l'erosione delle norme condivise, interrogandosi su ciò che resta dei legami umani quando una società si disgrega. Con atmosfere che richiamano le pagine di Orwell, Huxley e Atwood, tesse un universo che corre in parallelo al nostro e ne riflette le crepe con tagliente acutezza.
22,00 € 20,90 €

Per vincere domani. Come il calcio italiano può uscire dalla sua crisi più nera

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 192
Questo libro non è solo un atto d'accusa contro l'avidità e l'indifferenza delle istituzioni, è una riflessione urgente sulla necessità di restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico. Il 31 marzo 2026, per la terza volta consecutiva, l'Italia non si è qualificata ai Mondiali. Dare la colpa a un rigore fallito o a un capriccio della sorte è un errore, perché la Nazionale non è il problema ma il sintomo, il punto d'arrivo di una filiera che ha deciso di curare le foglie anziché le radici. Ivan Zazzaroni attraversa le macerie di questo fallimento con un'analisi schietta e necessaria, denunciando come il calcio - storicamente strumento di mobilità sociale del Paese - si sia trasformato in un servizio a pagamento che seleziona per censo e non per merito. «Giocano solo i ricchi» scrive, e non è una provocazione, ma la constatazione di un paradosso: in un sistema che ha triplicato i dirigenti e dimezzato i talenti, l'accesso al campo è filtrato da barriere economiche insormontabili. Dalle scuole calcio ridotte a franchising alle quote annuali che pesano sui bilanci familiari come affitti, il pallone ha smesso di rotolare negli oratori e nelle periferie per chiudersi in recinti d'élite, dove i bambini diventano clienti e il talento un fattore secondario. Attraverso un serrato confronto con i modelli europei - dalla coerenza tecnica della cantera spagnola alla programmazione metodica della Germania - l'autore mette a nudo un sistema che brucia le tappe e usa i giovani come pedine di bilancio, dimenticando che il talento ha bisogno di tempo, protezione e, soprattutto, di quella «fame» che si coltiva solo nello spazio libero del gioco. Questo libro non è solo un atto d'accusa contro l'avidità e l'indifferenza delle istituzioni, è una riflessione urgente sulla necessità di restituire al calcio la sua dimensione di bene pubblico. Bisogna ripartire dalla base, abbattendo le barriere che tengono fuori troppi ragazzi e restituendo ai bambini il diritto all'errore e al divertimento: sono questi i passaggi fondamentali da fare oggi, per vincere domani.
18,50 € 17,58 €

Abbondanza. Come costruire un futuro migliore

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 300
Tra i libri più discussi degli ultimi anni, Abbondanza è un invito a lasciarsi alle spalle il disfattismo e tornare a credere davvero nel progresso, per costruire una società in cui la prosperità non sia un privilegio di pochi, ma un bene condiviso. Raccontare il XXI secolo, fin qui, significa raccontare una storia di crescente scarsità. Una crisi abitativa sempre più acuta, soprattutto nelle grandi città; la coesistenza paradossale di disoccupazione e carenza di lavoratori in settori strategici; filiere produttive che si rivelano fragili dopo decenni di delocalizzazione. E, nonostante gli avvertimenti sul cambiamento climatico, gli investimenti nelle infrastrutture energetiche restano largamente insufficienti. Dagli Stati Uniti all'Europa, viviamo in un sistema in cui è diventato fin troppo facile bloccare qualsiasi progetto e sempre più difficile costruire. Le soluzioni di ieri sono diventate i problemi di oggi: norme nate per garantire equità e proteggere i cittadini hanno finito per rendere sempre più difficili gli interventi pubblici. Due fra le firme più autorevoli del giornalismo americano partono da questa diagnosi per avanzare una tesi netta: la scarsità non è un destino, ma il frutto di specifiche scelte politiche e culturali. La loro è soprattutto una critica dall'interno all'agenda progressista e alla sua diffidenza verso la crescita e gli strumenti necessari a realizzarla. Una postura che, dati alla mano, produce effetti opposti a quelli desiderati: quando i beni restano scarsi - dalle case ai servizi pubblici - l'accesso si restringe e le disuguaglianze si accentuano. È essenziale ripensare il ruolo dello Stato come attore capace di intravedere possibilità - non solo rischi - nella creazione di nuove idee e progetti, e di dare forma a sistemi e istituzioni che rendano possibile realizzarli.
22,00 € 20,90 €

L'età del malcontento. La polarizzazione del dibattito pubblico e il fallimento di un grande sogno

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 276
Se la presidenza di Barack Obama sembrava aver inaugurato una nuova epoca - un'epoca in cui il colore della pelle non aveva più importanza -, gli anni successivi hanno raccontato una storia diversa. L'elezione di Donald Trump nel 2016, le proteste di movimenti globali come Black Lives Matter e #MeToo hanno infranto quel sogno e riportato al centro del dibattito pubblico occidentale, non solo americano, pressanti questioni di giustizia sociale, inclusività e diritti delle minoranze. Thomas Chatterton Williams, firma di «The Atlantic» e intellettuale tra i più controversi del nostro tempo, ci offre una riflessione lucida e provocatoria osservando come questo clima di rivendicazione e conflittualità abbia influenzato e mutato linguaggi, simboli e sensibilità con esiti spesso paradossali. Le sacrosante lotte per una maggiore uguaglianza, inclusione e, sopra ogni altra cosa, per una sincera estensione della dignità e del riconoscimento per tutti non ci stanno infatti consegnando un mondo più giusto, bensì più polarizzato. «Nella smania di sanare torti tanto inconfutabili quanto multiformi», stiamo ottenendo l'effetto opposto, esacerbando ferite e rafforzando quelle stesse categorie che vorremmo superare. Con voce personale e incisiva, l'autore critica gli eccessi dell'attivismo, gli atteggiamenti radicali da destra e da sinistra, e indaga le conseguenze di un discorso pubblico che sembra aver abbandonato il confronto autentico a favore di un inedito desiderio di mettere a tacere e neutralizzare la diversità di opinioni. Williams ci ricorda che, al contrario, non esiste alcuna contraddizione tra la lotta per questi valori e una società dedita ai più solidi principi di libertà di espressione e pluralismo di vedute. E ci invita a un atto di coraggio democratico: «Dobbiamo individuare e ripudiare i mezzi dell'estremismo, anche quando si manifestano al servizio di fini che potremmo condividere. È questo il prerequisito elementare della democrazia».
22,00 € 20,90 €

Il prezzo del potere. Un'indagine su come la ricchezza plasma il mondo e le nostre vite

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 360
«Gli effetti dei grandi patrimoni sono occultati da un manto di segretezza ed espressioni in codice. Solo occasionalmente - quando qualcosa crolla (qualche mito, qualche fiducia riposta, qualche velo di correttezza) - il vero potere viene alla luce.» Evan Osnos, giornalista per il «New Yorker», ha avuto accesso a questa dimensione parallela in cui vive l'élite delle élite mondiali, e in queste pagine ce ne offre un ritratto che intrattiene, incuriosisce, inquieta e indigna. Al centro c'è l'impatto del denaro e di chi lo possiede su di sé, sul prossimo e sulla società globale. Muovendosi nelle enclaves dei super-ricchi, tra Monte Carlo, Palm Beach, Palo Alto e Hollywood, Osnos rivela un mondo popolato di superyacht, feste esclusive, bunker di lusso a prova di catastrofe, conti bancari al continuo ingrasso, escamotage fiscali e ingenti donazioni politiche: così vive una classe privilegiata che non solo ha perso il contatto con la realtà, ma ha anche gettato a mare qualsiasi sistema di valori. Attraverso le storie di magnati caduti in disgrazia, truffatori hollywoodiani autori del più grande schema Ponzi e visionari della tecnologia - da Mark Zuckerberg in poi -, Osnos racconta l'ambizione sfrenata, le fortune inimmaginabili, l'ossessione per lo status, per la ricchezza fine a se stessa, alla ricerca di una soddisfazione che non sarà mai piena. E poi il lato più oscuro: la plutocrazia che si infiltra nelle fondamenta della democrazia e nei rapporti umani, la crescente influenza esercitata dalla Silicon Valley e da Wall Street e le reazioni esplosive che tale potere suscita. Coinvolgente e meticoloso, Il prezzo del potere è un libro più attuale che mai, una riflessione sulle distorsioni di potere e ricchezza che plasmano la nostra società e un invito a non restare indifferenti di fronte alla cultura dell'eccesso.
22,00 € 20,90 €

Noi siamo i tempi. La Chiesa di Francesco e Leone nel mondo a pezzi

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 336
Attraverso interviste e testimonianze inedite, Damilano ricostruisce il progetto geopolitico, ma soprattutto culturale, dei due papi venuti dalle Americhe. Sono le «cose nuove» del XXI secolo di un cattolicesimo sempre in missione, impegnato contro ogni fondamentalismo, che, nel cuore dell'Occidente in guerra, lotta per una pace «disarmata e disarmante». «Sono tempi cattivi, dicono gli uomini. Viviamo bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi.» Agostino di Ippona disse queste parole 1600 anni fa, mentre crollava l'Impero Romano. Leone XIV le ha ripetute dopo la sua elezione, mentre si allargava la «guerra mondiale a pezzi», come l'ha chiamata papa Francesco. La «pace con tutti voi» è il compito di Robert Francis Prevost, il primo Papa americano, chiamato a guidare la Chiesa in un'epoca drammatica, attraversata dall'odio e dalle guerre di distruzione. Marco Damilano racconta Francesco, il Papa arrivato quasi dalla fine del mondo, la stanza 201 di Santa Marta da cui per dodici anni ha combattuto la sua battaglia, fino all'ultimo respiro. Ripercorre il complotto globale partito dagli Stati Uniti e arrivato a Roma e lo scontro sotterraneo nei giorni del conclave. Raccoglie in un reportage coinvolgente volti, voci e immagini lungo le Americhe, dalla Buenos Aires di Bergoglio alla Route 66, tra i palazzoni di Chicago e i sobborghi dove Prevost è nato e ha conosciuto la fede, per arrivare alla frontiera americana dove la Chiesa e i suoi pastori si battono in difesa dei migranti contro le politiche di Trump, in un Paese lacerato dalla violenza politica. Attraverso interviste e testimonianze inedite, Damilano ricostruisce il progetto dei due papi venuti dalle Americhe, geopolitico, ma soprattutto culturale. Sono le «cose nuove» del XXI secolo di un cattolicesimo sempre in missione, impegnato contro ogni fondamentalismo, che, nel cuore dell'Occidente in guerra, lotta per una pace «disarmata e disarmante». Con il rischio di restare una voce inascoltata, di trovare piazze vuote e chiese deserte, nella crisi della fede. Di fronte ai capi delle Nazioni che ripetono ossessivamente prima noi, prima i nostri, prima il nostro Dio, dire «tutti, tutti, tutti», accogliere tutti, salvare tutti, è oggi il messaggio più radicale, eversivo, evangelico.
20,00 € 19,00 €

Cucina ambientale. Il cibo come atto di cura

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 180
In questo libro, Chiara Pavan condivide il percorso che l'ha portata fin qui, il suo rapporto creativo e curioso con il cibo e l'amore per una cucina che esprime una visione precisa del mondo. Dopo gli studi di filosofia, Chiara Pavan ha scelto la cucina come spazio di ricerca ed espressione. Oggi, sull'isola di Mazzorbo nella laguna di Venezia, guida un ristorante premiato con una stella Michelin e con la Stella Verde per la sostenibilità. Lì, nell'orto e nel vigneto che circondano il ristorante, è maturata la sua idea di cucina, profondamente legata all'esperienza in laguna: un ambiente fragile, dove gli effetti del cambiamento climatico sono più visibili che altrove - dall'acqua alta del 2019 alla siccità del 2022, dall'invasione dei granchi blu alla progressiva perdita di biodiversità marina - e incidono ogni giorno sulla disponibilità degli ingredienti e sul modo stesso di cucinare. In questo libro, Pavan condivide il percorso che l'ha portata fin qui, il suo rapporto creativo e curioso con il cibo e l'amore per una cucina che esprime una visione precisa del mondo. Scopriamo così i principi cardine della sua «cucina ambientale», che si lascia guidare dalle materie prime del territorio - ciò che si pesca al mattino, che matura nell'orto, che resiste al sale e alla siccità - per valorizzare erbe spontanee e specie invasive, immaginare nuovi usi per gli scarti e reinventare la tradizione. Nella realtà della laguna, infatti, vita lenta, stagionalità e filiera corta non sempre sono scelte: spesso sono obblighi dettati dall'isolamento o dai ritmi della natura. Il risultato è una cucina che interroga il presente e prova a immaginare l'alimentazione del prossimo futuro: dove lo scarto diventa risorsa, il granchio blu un alleato, le piante alofite ingredienti preziosi e il vegetale si fa protagonista. Tra riflessione etica, curiosità ed esperimenti, Pavan costruisce un racconto personale e insieme politico che invita a ripensare il nostro rapporto con il paesaggio: non più un deposito di risorse da sfruttare, ma un sistema complesso con cui entrare in equilibrio. Perché «il lusso non è abbondanza, ma connessione»: con il territorio, con le stagioni, con chi produce il nostro cibo. Il vero lusso, dunque, non è avere tutto quello che desideriamo a portata di mano, ma imparare a fare il massimo con quello che si ha.
19,00 € 18,05 €

I partigiani di Allah. Dall'Iran all'Arabia Saudita, la lotta per il controllo del Medio Oriente

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 264
Agli occhi di un occidentale, il Medio Oriente può sembrare puro caos: una trama di conflitti latenti e alleanze precarie che lo rendono, a prima vista, indecifrabile. La verità è che lo definiamo «caos» perché non possediamo le categorie per leggerlo. Eppure è proprio lì che si giocano alcuni degli equilibri decisivi del nostro tempo. Per orientarsi bisogna partire da due domande essenziali: chi esercita davvero il potere nella regione? E quali forze stanno lavorando per ridisegnarne il futuro? Giornalista e profonda conoscitrice del mondo arabo, Laura Silvia Battaglia ci aiuta a seguire i fili che legano Teheran a Doha, Sana'a a Riad. Al centro c'è l'Iran, perno strategico di un sistema di alleanze e milizie noto come Asse della resistenza, alle prese con la sua crisi più profonda dalla fondazione della Repubblica islamica nel 1979. Intorno, si intrecciano i nodi irrisolti di una storia comune: colpi di Stato, guerre per procura, apparati religiosi e poteri economici che si contendono la scena, società civili che resistono in modi inediti e coraggiosi. Dall'ascesa dei Partigiani di Dio yemeniti alla rinnovata importanza dei Paesi del Golfo, dal crollo del regime siriano al fallimento di Hezbollah e dell'ISIS, Battaglia descrive un territorio infiammabile quanto una «scatola di fiammiferi», ora più delicato che mai per via della nuova dottrina della vendetta iraniana. Ma non dimentica la voce di chi vive questi luoghi, offrendo, con le loro storie e testimonianze, una prospettiva interna sugli eventi, capace di superare i pregiudizi e le semplificazioni occidentali. In questo saggio, rigore giornalistico e narrazione in presa diretta si fondono per tracciare un itinerario vivido e attuale, essenziale per restituire al Medio Oriente ciò che spesso gli neghiamo: complessità, razionalità, e una storia che chiede di essere letta con gli strumenti giusti.
19,00 € 18,05 €

Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 216
Alle nove di sera del 6 maggio 1976, a Gemona, la terra comincia a tremare. Mila è a pochi chilometri di distanza, ancora non sa che la sua cittadina è l'epicentro di un sisma di magnitudo 6,5 che in pochi secondi sconvolge il Friuli Venezia Giulia, distruggendo 17.000 edifici, devastando 900 chilometri quadrati di territorio e portandosi via 990 vite. Mila e la sua famiglia si salvano, ma la casa scompare in un attimo e, con essa, anche i nidi delle rondini, che a lungo non faranno ritorno. Per anni Mila vive in una baracca costruita per gli sfollati. Abita lì quando incontra Augusto, giovane volontario del servizio civile venuto per aiutare nella ricostruzione, e se ne innamora. E abita ancora lì quando nasce Giada. "Figlia del terremoto", Giada Messetti non ha mai avuto il coraggio di riaprire quel cassetto della memoria. Fino a ora. A cinquant'anni dal sisma che ha ferito a morte il Friuli, decide di tornare alle origini e intrecciare i suoi ricordi con quelli di chi il terremoto lo ha vissuto in prima persona. Ne nasce il racconto di una devastazione, ma anche di una rinascita possibile. Perché al terremoto è seguito il «momento della scelta», la scelta di rialzarsi e di guardare avanti, ma soprattutto la scelta di farlo insieme, in un patto solidale che ha coinvolto istituzioni e cittadini. Se quello che è passato alla storia come "modello Friuli" ha funzionato, è stato perché tutti hanno risposto alla chiamata, dando vita a una mobilitazione potente e orchestrata con intelligenza, il primo e purtroppo unico esempio italiano di ricostruzione riuscita. I testimoni di quella tragedia non smettono di ripetere che c'è una vita prima del terremoto e una vita dopo. Di ciò che è successo durante, anche i ricordi sembrano macerie scomposte: il boato, il buio, lo smarrimento, la paura, la polvere ovunque. Restano però alcuni oggetti, che a dispetto del tempo e della confusione continuano a rappresentare un momento, un'emozione, una persona cara che non c'è più. Giada Messetti li raccoglie per noi, per raccontarci una terra ferita, ma coraggiosa e caparbia, che ha saputo ripartire da zero. E ha visto, finalmente, le rondini tornare.
19,00 € 18,05 €

Pane e cannoni. Un mondo in guerra e le sue nuove regole

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 432
Per trent'anni abbiamo creduto di vivere nell'era della globalizzazione: mercati aperti, catene produttive planetarie, cooperazione economica destinata a rendere la guerra sempre meno probabile. Quell'illusione è finita. Oggi l'economia parla il linguaggio delle strategie militari, e al tempo stesso la guerra torna a essere più «normale». Le nazioni combattono sempre con i missili e le portaerei, ma anche con dazi e sanzioni, il controllo di tecnologie strategiche, il dominio su risorse energetiche e materie prime critiche. Le catene di approvvigionamento diventano strumenti di pressione geopolitica. Le aziende private sono arruolate nella competizione tra potenze. I generali entrano nei consigli d'amministrazione e i governi tornano a fare politica industriale per difendere la sicurezza nazionale. È la nuova epoca della geoeconomia, dove commercio, tecnologia, finanza e potenza militare si fondono in un unico campo di battaglia. In questo libro Federico Rampini racconta come siamo arrivati a questa svolta storica e cosa significa per il futuro dell'Occidente. Spiega le nuove dimensioni della rivalità tra Stati Uniti e Cina, destinata a dominare il XXI secolo; perché la Russia resta una minaccia strategica; perché la corsa alle tecnologie decisive - intelligenza artificiale, energia, semiconduttori - determinerà i nuovi equilibri di potere e come è entrato in crisi il modello europeo, un continente che per decenni ha potuto permettersi il lusso del pacifismo perché altri garantivano la sua sicurezza. La storia non ha mai smesso di essere governata dai rapporti di forza. Oggi lo scopriamo di nuovo, mentre le guerre divampano, la capacità militare riemerge come ultima garanzia della libertà, e la sua assenza può risultare fatale. Perché, nel mondo che sta nascendo, pane e cannoni tornano a essere inseparabili: la prosperità economica e la sicurezza nazionale sono ormai due facce della stessa realtà. E ignorarlo è il più pericoloso degli errori.
22,00 € 20,90 €

Lo specchio americano. Lo sguardo della Cina sugli Stati Uniti

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 204
Citando curiosità, fraintendimenti e occasioni d'incontro fra due civiltà che da sempre si osservano a distanza, Pieranni racconta le storie di intellettuali, scrittori e pensatori cinesi che hanno rielaborato l'immaginario americano, prima adorato (e copiato) e poi rigettato, restituendo il riflesso di una Cina che non si sente più inferiore. Un riflesso, soprattutto, che riguarda noi europei, stretti fra questi due giganti nella posizione più scomoda: in mezzo. C'è stato un tempo in cui per un giovane cinese mangiare pollo fritto da KFC a Pechino era un atto di trasgressione, e guardare Titanic al cinema significava sognare un futuro come quello di Los Angeles. Per decenni, la Cina ha osservato gli Stati Uniti con una fascinazione magnetica, un misto di desiderio e complesso d'inferiorità. L'America non era solo un partner o un nemico: era lo specchio in cui la Cina cercava la propria immagine riflessa per capire cosa sarebbe diventata «da grande». Oggi quel mondo è finito e quelle immagini sono cambiate. In un presente in cui tutti si affannano a decifrare le ambizioni di Pechino, per capire dove stia andando la Cina dobbiamo capire cosa pensano i cinesi dell'Occidente. In queste pagine, Simone Pieranni ci accompagna nel complesso rapporto fra i due Paesi, ripercorrendo oltre un secolo di relazioni culturali: dall'epoca di Mao alla Guerra Fredda, dalle riforme di Deng Xiaoping al «sogno cinese» di Xi Jinping, fino alle sfide dell'intelligenza artificiale. Ne emerge un sentimento ambivalente di amore e odio, e una lunga fascinazione della Cina nei confronti degli Stati Uniti, talvolta con effetti paradossali, come nel caso dei giovani cinesi che guardano con simpatia a Trump e al fenomeno MAGA. Una fascinazione che, tuttavia, negli ultimi anni è cambiata: la Cina è passata dall'essere uno dei Paesi più poveri al mondo a divenire una superpotenza, e in questo percorso l'America è sempre stata lo specchio in cui cercarsi, il gigante da sfidare e, forse, da superare.
18,50 € 17,58 €

E ancora chiediamo perdono. Una testimonianza da Gaza

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 216
Sembra un giorno qualunque quello in cui Loris De Filippi si trova davanti a una scelta imprevista: rinunciare alla missione per Haiti e rispondere a una chiamata urgente da Gaza. Nonostante le paure di chi gli vuole bene, parte. Dopo giorni di preparativi febbrili, arriva in una Gaza irriconoscibile: quartieri polverizzati, ospedali al collasso, una popolazione sospesa tra terrore e resistenza quotidiana. È lì, tra incubatrici spente e vite ridotte a un respiro, che comprende di aver superato un limite e decide di fare ciò che in trent'anni di lavoro umanitario non aveva mai voluto fare: raccontare. Perché Gaza richiede un'eccezione. Perché, questa volta, il silenzio sarebbe complicità. Con un linguaggio asciutto, fermo, a volte straziante, restituisce dignità ai «bambini senza nome», alle madri che stringono i figli mentre l'inferno si abbatte sulle loro case, ai medici che lottano come ultimi baluardi di umanità. Sapendo che lavorare a Gaza significa resistere, farsi argine in un presente ferito che chiede, ostinatamente, di «restare umani». Quando l'annuncio di un fragile accordo di pace irrompe nella notte, la speranza diventa un «atto di fede», l'unico antidoto al «pessimismo dell'intelligenza». Ma De Filippi sa che una pace senza giustizia non è pace: è una tregua concessa dai più forti. Un motivo in più per testimoniare. Questo libro è il racconto diretto e senza sconti di chi ha scelto di non voltarsi dall'altra parte. Un esercizio di memoria, ma anche un messaggio di speranza. Perché se nascerà una pace, pur fragile e imperfetta, non sarà da un trattato, ma dalle mani di chi ogni giorno sceglie di non odiare, di curare invece che ferire, di costruire invece che distruggere. Non dalla voce di chi accusa e ingiuria, ma da quella di chi sa chiedere perdono, ancora e ancora.
19,00 € 18,05 €

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