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Einaudi

Tutti i libri editi da Einaudi

Il sistema periodico

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 264
«Tutto in questo libro è essenziale, meravigliosamente puro...» Saul Bellow Azoto, carbonio, idrogeno, oro, arsenico... Sono ventuno gli elementi chimici che dànno il titolo ai racconti di questo libro, e ventuno i capitoli di un'autobiografia che per affinità e accostamenti corre sul filo di una storia personale e collettiva, affondando le radici nell'oscura qualità della materia, raccontando le storie di un mestiere «che è poi un caso particolare, una versione piú strenua del mestiere di vivere». È questo il gigantesco minuscolo gioco che lega osservazione, memoria, scrittura. Ne esce ricostruita la vicenda di una formazione maturata negli anni del fascismo, poi nelle drammatiche vicende della guerra: di chi, partendo dalla concretezza del lavoro, impara a capire le cose e gli uomini, a prendere posizione, a misurarsi con ironia e autoironia. Un De rerum natura metafora dell'esistenza, in cui emergono, nel volgersi del racconto, stranezze, fallimenti e riuscite imprevedibili.
13,00 € 12,35 €

La chiave a stella

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 208
«L'ho scritto con estrema facilità. Mi sembrava veramente di registrare con un magnetofono quello che uno mi raccontava» Primo Levi Faussone, detto Tino, il protagonista di questa «opera prima» di Primo Levi, ovvero del suo primo romanzo d'invenzione, è un operaio specializzato che si lascia alle spalle la dura esperienza della catena di montaggio alla Lancia e gira per il mondo a montare gru, ponti sospesi, strutture metalliche, impianti petroliferi. Il romanzo racconta la sua vita e il suo lavoro: una sorta di Odissea moderna con protagonista una specie di Ulisse che dall'India alla Russia, dall'Alaska all'Africa offre agli altri la sua voglia di fare e la sua tecnica e che Levi racconta con gusto e ironia, immedesimandosi nel personaggio e nelle sue avventure. Il libro piú ottimista e allegro di Primo Levi scritto trent'anni dopo Auschwitz e la sconvolgente testimonianza sui Lager nazisti rivelata in Se questo è un uomo.
12,50 € 11,88 €

Se questo è un uomo

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 280
«Un magnifico libro che non è solo una testimonianza efficacissima, ma ha delle pagine di autentica potenza narrativa». (Italo Calvino) Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, Se questo è un uomo è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della struttura e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio. Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò Se questo è un uomo nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei «Saggi» e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo.
13,50 € 12,83 €

Scrivo per restare umano

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 200
In una Gaza plasmata dalle bombe, dopo il 7 ottobre 2023, la famiglia dell'autore si ingegna in ogni modo per sopravvivere all'estrema ferocia del conflitto. Coi droni che affollano il cielo, la chiusura dei valichi e l'intensificarsi dei bombardamenti, la guerra si stringe intorno ai protagonisti come un anello di fuoco, e da questa costrizione progressiva nasce un canto di sofferenza, in cui risuona l'assoluta necessità di restare umani. Muhammad al-Zaqzouq condensa in questo diario mesi di patimenti e incertezza, dal 7 ottobre 2023 fino alla fine del 2024. Insieme alla moglie 'Ulā e ai tre figli piccoli, fugge dalle bombe e dai carri armati, spostandosi da un capo all'altro di Gaza all'interno di una rete famigliare fitta e radicata nel territorio, in una serie apparentemente interminabile di sfollamenti. Il ritmo di questi spostamenti è dettato dagli ordini di evacuazione dell'esercito israeliano, che annuncia le sue incursioni e i suoi bombardamenti lanciando volantini dagli aerei. Cosí, il viaggio dell'autore diventa una panoramica della vita a Gaza, delle strategie messe in atto dagli abitanti per adattarsi a una realtà in cui l'unica certezza è la presenza della morte e del pericolo: è piú sicuro stare in una casa col tetto di cemento o di lamiera? Quanto dura una batteria portatile che deve alimentare un intero appartamento? Cosa si è disposti a bruciare per cuocere un po' di pane? Da queste pagine, impariamo che non c'è una risposta giusta, che certe decisioni vanno prese a intuito, ignorando i dubbi martellanti e l'angoscia costante di fare un passo falso. Mentre Gaza viene rasa al suolo a ritmo di marcia, la famiglia allargata dell'autore si riunisce e si disperde, si cerca tra le macerie e trova nel gruppo un senso di protezione ancestrale, mossa da una tenace e incrollabile volontà di sopravvivere. Allora, nei pochi momenti in cui il genocidio rallenta o si interrompe, non stupisce che la vita torni a mettere radici nelle città distrutte dalle bombe, che i negozi riaprano e che basti un telo a coprire una parete crollata e a ripopolare una casa. Preso nel «vortice della guerra», l'autore decide di ancorarsi alle parole, per non essere spazzato via insieme alla sua capacità di amare e di piangere per la devastazione che lo circonda. Attraverso la scrittura, cerca di risvegliare l'attenzione alla realtà, di trascendere il meccanismo animale della sopravvivenza che non lascia spazio al cordoglio e alla riflessione, e cosí facendo ci consegna un racconto straziante, traboccante di macerie materiali e metaforiche: una voce in lamento, che si leva dal cuore pulsante della guerra.
19,50 € 18,53 €

Giorni futuri

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 288
La fine di un'amicizia può far tremare il mondo anche più della fine di un amore: almeno, per Irene e Ottavia è andata così. La loro è sempre stata una simbiosi giocata sugli opposti: una al liceo si nascondeva, l'altra era la più popolare; una è cresciuta con una madre molto ingombrante, l'altra con una madre molto assente; a una piaceva Pietro, ma a Pietro piaceva l'altra. Perché adesso non si parlano più? Con una scrittura contemporanea e letteraria, Gabriella Dal Lago ci trascina tra i non detti e i giochi di specchi di un'amicizia tra due millennial a partire da una domanda: provare a tenere in vita un rapporto finito è un gesto di speranza o di paura? La nuova, potentissima voce di una giovane autrice italiana: la voce che mancava a una generazione. Dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, Irene torna a Torino e non riconosce più nulla. Nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianità di chi è rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre. Ma quella vita sembra sfocata senza Ottavia. Tra di loro è successo qualcosa per cui non si parlano da due anni - anche se forse sarebbe più onesto dire che Ottavia non le risponde più. E Irene non può far altro che spiarla attraverso i social, seguendo i suoi popolarissimi canali dove carica meditazioni ed esercizi di yoga. Che fine hanno fatto Irene e Ottavia? Alternando i loro punti di vista, muovendosi avanti e indietro per l'Europa e spostandosi lungo un arco temporale di vent'anni,Giorni futuri tiene insieme molte questioni centrali del contemporaneo: il precariato culturale e la pressione performativa, i ritorni e le partenze degli expat, il tentativo di costruire nuove forme di famiglia, il rapporto genitori-figli dalla prospettiva di una generazione che fatica a pensarsi adulta. Gabriella Dal Lago ha scritto un romanzo di relazioni che funziona come un romanzo di trama, la storia di un'amicizia che si sfilaccia e si riacciuffa, e che nel tempo, per non morire, fa quello che di solito le amicizie non riescono a fare mai: si trasforma.
19,50 € 18,53 €

Frammenti di un discorso di classe. Racconto di vite e di conti che non tornano

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 176
Da qualche tempo ci siamo convinti che le classi sociali non esistano piú. Che si siano dissolte come per magia nell'aria. Eppure restano l'elemento che piú condiziona il destino di un'esistenza: le nostre aspirazioni e le nostre scelte, le nostre parole e i nostri silenzi. Giusi Palomba, in queste pagine sospese tra dolcezza e rabbia, tra intimo e politico, riflette sulle proprie origini, sulla voglia di rifuggirle e sul bisogno di ritornarci per dare voce a chi una voce non ha mai pensato di poterla avere. Cosa significa crescere in un contesto dove ti viene prima di tutto insegnato a non dare fastidio, dove si impara che per tirare avanti bisogna trovare un nascondiglio, farsi piccoli per non mettersi in imbarazzo o in pericolo? Dove si lavora, quando il lavoro c'è, ma un orizzonte comune sembra troppo distante, e le rivendicazioni di classe troppo complesse, apparentemente inimmaginabili anche se ovunque si mettono in atto piccole forme di resistenza. Crescere in luoghi in cui il tempo procede per frammenti difficili da ricomporre, in cui la politica condiziona le esistenze ma rimane spesso lontana, si fa altrove. Una condizione comune a molte persone nate dopo la fine degli anni Settanta, dopo la presunta fine della Storia. E cosa significa sentire che in una tradizione familiare, fatta di remissività e di ostinati esercizi di fatalismo, si sta stretti? Sentire un vuoto viscoso da cui si vuole scappare per scoprire come riempirlo: spostarsi di città in città, sempre precari, sempre in bilico, rincorrendo la possibilità di una lotta che non sia soltanto individuale, di una realizzazione che non sia solo la propria. Finendo con lo scoprire invece che forse non si sarà mai abbastanza appagati, rimanendo stranieri a ogni luogo che si cerca di abitare, comprese le proprie memorie. Giusi Palomba ci racconta questa storia fatta di conti che non tornano: conti economici, conti con se stesse, conti con un passato la cui vergogna è stata scritta da altri, nei corpi e nelle teste di chi si è abituato ad avere il peso del mondo sulle spalle evitando di farci caso. Una storia personale ma anche collettiva, una storia di classe senza nulla di epico, nulla di cui, apparentemente, poter andare orgogliosi, ma della quale è necessario riappropriarsi, narrarla con le proprie parole. Una storia scritta per vendicare l'omertà e la rassegnazione, per restituirle dignità, giustizia e la possibilità di generare altre storie, altri desideri, altre lotte.
18,00 € 17,10 €

La casa del dormiveglia

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 256
Ci sono uomini che per tutta la vita non fanno altro che rincorrere se stessi. Convinti che il futuro, quando arriverà, potrà ricompensarli della fatica. Toschi è uno di loro: il suo mondo inizia e finisce nell'azienda di ceramiche di cui è proprietario. Ha poco tempo da dedicare alla famiglia, solo nei fine settimana riesce a caricare in macchina moglie e figlio per rifugiarsi nella casa in montagna. Le notti che passa tra quelle mura, però, anziché dargli un po' di tregua, lo proiettano in una dimensione dove ogni sua scelta sembra chiedergli il conto. Sarà proprio in quel limbo tra il sonno e la veglia, districandosi tra simboli e presagi, che si avvicinerà a un'imprevedibile rivelazione. La casa del dormiveglia racconta di un lavoro che mangia l'anima, e che spinge a dubitare di qualsiasi cosa - anche della propria ombra. Perché quando tutto comincia ad andare a rotoli, le possibilità sono sempre e soltanto due: provare a reagire o abbandonarsi alla caduta. Tutto ruota attorno a una casa di montagna, una villetta bifamiliare costruita negli anni Settanta. Toschi l'ha acquistata non troppo distante dal paese in cui è cresciuto con l'idea di trasferirsi lí con Federica e con Giulio, il loro bambino. I soldi a Toschi non mancano: è il proprietario di un'azienda di ceramiche in una valle dell'Appennino, e il lavoro gli riempie la vita. Ci sono i rapporti da tenere con i fornitori, con i clienti e con il laboratorio. C'è la produzione da sorvegliare. E poi c'è il forno, la cui bocca sputa fuori le piastrelle fatte di quell'argilla che un tempo si estraeva dalle colline nei dintorni e che ha reso ricco e devastato un territorio intero. Insomma, Toschi è un uomo devoto alla religione del lavoro, che a certe latitudini sembra l'unico modo per stare al mondo. Si è sempre pensato un tipo pratico, che sa godersela senza eccessi. Eppure Federica lo sopporta sempre meno, e Giulio ora che sta crescendo gli sembra un estraneo. Cosí ben presto Toschi si ritrova ad abitare da solo nella casa di montagna, in uno dei due appartamenti speculari che la compongono. Dall'altra parte non vive nessuno. La siepe è potata, le piante sembrano ben curate: se c'è un giardiniere che passa, non si vede mai. Anche la vicina che sta in fondo al campo ne sa poco. Ma sa diverse cose sull'inquilino precedente, cose su cui l'agente immobiliare che ha venduto la casa è stato volutamente vago. Ha sempre dormito male, Toschi, e le notti che passa in montagna aumentano questo disturbo. Gli sembra di sentire voci e rumori provenire al di là del muro, a cui non riesce a dare una spiegazione. Via via che le cose importanti della sua vita gli sfuggono di mano lasciandolo solo, si convince che la parte vuota della villetta sia un luogo da cui è meglio stare lontani. Ma questo non è un racconto gotico, non ci sono fantasmi o case stregate. Ci sono soltanto le persone, con i loro pregi e i loro difetti. Libro dopo libro, Sandro Campani ha disegnato nell'Appennino tosco-emiliano una geografia affettiva popolata da personaggi dolenti e vitalissimi, che litigano, discutono, si amano o si odiano mentre il tempo non smette di scorrere. La casa del dormiveglia rinnova la tradizione italiana dei romanzi sul lavoro, facendo emergere con il procedere della trama un'atmosfera squisitamente lynchana. Con voce calda e ipnotica da cantastorie, Campani ci suggerisce che i luoghi da noi abitati possono comportarsi proprio come fanno le persone: scegliendoci o rifiutandoci.
19,50 € 18,53 €

Le sorelle

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 656
Venite a conoscere le sorelle Mikkola. Ina, ordinata, rigorosa, insomma una maniaca del controllo. Evelyn, che incanta tutti in un batter d'occhio, sicura di sé, ma sempre in fuga. Anastasia, lunatica, turbolenta, in testa fin troppe direzioni per sceglierne una. Vedrete poi Jonas che le segue da lontano. Come le sorelle, è svedese-tunisino, cresciuto a Stoccolma e alla ricerca di nuovi orizzonti. Le loro vite si intrecciano attraverso gli anni e i continenti, mentre tentano di sottrarsi a una misteriosa maledizione... Le sorelle Mikkola: Jonas le sente nominare per la prima volta dai suoi genitori mentre costruisce il suo castello di Lego, a cinque o sei anni. Il suono di quel cognome è strano, non gli sembra svedese, né francese, la lingua che i suoi usano per le faccende serie. Pare che le sorelle siano figlie di una vecchia amica del padre di Jonas, e che insieme a lei si trasferiscano di continuo per «allontanarsi», non si capisce bene da cosa. Sarà solo sette anni piú tardi che Jonas conoscerà le Mikkola, quando andranno a vivere nel suo quartiere di Stoccolma. Svedesi-tunisine proprio come lui, da ragazzine Ina, Evelyn e Anastasia sono un mondo intero da scoprire. Parlano inglese tra di loro, sono dirompenti, inarrivabili per i coetanei - quindi vittime delle dicerie piú disparate - e tutto tranne che ordinarie: Ina è una fuoriclasse del basket seria e rigorosa, Evelyn una sognatrice che distribuisce aneddoti ipnotici, Anastasia una presenza vulcanica e confusionaria. Le sorelle Mikkola esercitano un fascino irresistibile su Jonas che, a parte alcuni brevi e mai dimenticati momenti, si accontenta di seguirle da lontano fin dal primo incontro, e per i decenni a venire, rincorrendo le loro tracce tra feste di Capodanno, corsi di arabo, crisi esistenziali, amicizie perdute e amori ritrovati, dalla Svezia alla Germania, dalla Tunisia agli Stati Uniti. Mentre cerca di diventare adulto tra un'ingombrante figura genitoriale e mille difficoltà, Jonas si tiene stretta una certezza: qualcosa di molto profondo lo lega alle sorelle Mikkola, forse un'eredità culturale, un percorso comune, un destino. O magari una misteriosa maledizione. Nelle pagine magnetiche e travolgenti di questa saga famigliare contemporanea, Jonas Hassen Khemiri esplora l'enigma dell'identità nelle sue molteplici forme, il segreto delle trasformazioni a cui ci sottopone il tempo, la tenacia dei sogni che non lasciamo andare. Ma soprattutto con Le sorelle Khemiri celebra il potere delle storie che raccontiamo, capaci di cambiare una vita. E di spezzare maledizioni, vere o immaginarie che siano.
24,00 € 22,80 €

Le terme dell'Indirizzo

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 240
L'omicidio di un clochard interrompe l'estate «quasi felice» di Vanina Guarrasi, vicequestore della squadra Mobile di Catania. E la porta a far luce anche su una vicenda ormai dimenticata. Non fosse per i problemi che angosciano i suoi amici più cari, Vanina starebbe attraversando un buon periodo; persino la relazione con il pm Paolo Malfitano pare aver raggiunto il giusto equilibrio. È proprio mentre si sta godendo qualche giorno di riposo con lui che, fra le rovine delle terme dell'Indirizzo, un complesso di età imperiale nel centro del capoluogo etneo, viene ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un uomo cui hanno sparato un colpo alla testa. I suoi effetti personali sono andati distrutti, solo il viso, miracolosamente scampato alle fiamme, permette alla polizia di riconoscerlo: è un senzatetto che tempo addietro era stato aggredito dagli scagnozzi di un potente clan mafioso. La direzione delle indagini sembra segnata, ma la Guarrasi non è tipo da fermarsi alla prima ipotesi. Con l'aiuto della sua squadra - per l'occasione rinforzata - e dell'immancabile ex commissario Biagio Patanè, comincia a esplorare nuove piste, che si intrecciano a episodi mai del tutto chiariti, fino a ricostruire una storia sorprendente.
18,00 € 17,10 €

Se vogliamo provare ancora a salvare la Terra

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 112
La Terra appartiene a tutti gli esseri viventi e noi dipendiamo in definitiva da tutti gli esseri viventi. Ci salveremo o moriremo con loro e con lei. Il 30 settembre 1987, due mesi e mezzo prima di morire, Marguerite Yourcenar pronuncia la conferenza Si nous voulons encore essayer de sauver la Terre. È il suo testamento spirituale: un appello a proteggere la natura e le specie minacciate, una scossa alle coscienze davanti al pericolo «della distruzione della Terra, da noi sfruttata e inquinata », un invito ad agire da «consumatori ponderati e non [da] predatori sconsiderati». Alla radice, la consapevolezza che la Terra appartiene non solo agli umani, ma a ogni creatura vivente. Questo libro offre anche un testo di Yourcenar del 1981, Chi sa se il soffio vitale delle bestie scenda in basso, verso terra?, una mirabile riflessione sugli «animali sacrificati all'appetito dell'essere umano, o sfruttati al suo servizio». Dall'accorta postfazione di Stefania Ricciardi, che cura il volume, emergono l'attualità di questi scritti, il loro intreccio con il nostro presente e un impegno a tutela dell'ambiente e dei diritti che, per espresso volere di Yourcenar, va oltre la sua esistenza terrena e funge da richiamo per tutte e tutti noi.
13,00 € 12,35 €

Il calcio è potere. Una storia critica dei mondiali da Mussolini a Trump

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 336
Il calcio non è mai stato innocente: fin da subito si rivela come uno strumento di potere. E nell'evoluzione della sua manifestazione piú importante, i Campionati mondiali di calcio maschile, si può intravedere una fitta trama di vittorie e sconfitte che esce dal campo e investe la storia sociale e politica dell'ultimo secolo. Dal trionfo del fascismo nei Mondiali di Italia 1934 ai diritti umani calpestati per Qatar 2022, il calcio è il prodotto dell'industria culturale che meglio rappresenta la vittoria del capitale nel conflitto contro il lavoro. E adesso gli Stati Uniti di Donald Trump si apprestano a ospitare i Mondiali del 2026. Luca Pisapia legge il rapporto tra calcio e potere attraverso l'evoluzione del gioco e del linguaggio, per raccontare il regno a venire della Fifa, che da semplice organismo burocratico si è trasformata nella multinazionale che amministra la religione piú diffusa del pianeta, con oltre cinque miliardi di discepoli.
19,50 € 18,53 €

Il seminario. Libro IV. La relazione oggettuale 1956-1957

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 464
Testo stabilito da Jacques-Alain Miller. In psicoanalisi la relazione oggettuale indica il modo di relazione del soggetto con il mondo. Ma il mondo del soggetto non è la realtà grezza bensí la realtà filtrata dal fantasma. Fantasma che si costruisce nell'interrelazione tra il soggetto e i suoi oggetti pulsionali, ma anche nella relazione con quelle persone che hanno per il soggetto un ruolo fondamentale: in primis la madre. Per questo motivo la madre è un personaggio chiave del Seminario IV. In questo seminario Lacan critica la posizione dei postfreudiani. Sappiamo infatti che, sebbene Freud la citi, la relazione oggettuale non fa parte del suo apparato concettuale. Che cosa critica Lacan? Critica il fatto di porre come centrale l'oggetto oppure la relazione con la madre. Sia perché l'oggetto è la cosa piú variabile nella pulsione sia perché la madre, nel suo legame con il bambino, si presenta già in rapporto con una mancanza che è costitutiva del suo essere donna. Lacan insegna quindi che non è l'oggetto ma la sua mancanza, elaborata nelle sue diverse modalità - castrazione, frustrazione, privazione - e secondo i diversi registri - immaginario, simbolico, reale - a essere fondamentale per ogni soggetto che viene al mondo. Questo seminario sulla relazione oggettuale è dunque, in realtà, un seminario sulla relazione che il soggetto ha con la mancanza di oggetto. Rispetto alla madre, il bambino rappresenta una soluzione alla sua mancanza. Soluzione in difetto, poiché il bambino non può colmare tale mancanza, ovvero, in termini freudiani, malgrado l'equivalenza bambino-fallo, il bambino rimane un sostituto insufficiente. È a partire da questa equivalenza che Lacan sviluppa la teoria della perversione e dell'oggetto feticcio, in cui il bambino si identifica immaginariamente con il fallo materno. La relazione madre-bambino non è quindi una relazione duale: è una relazione triadica che vede come protagonisti, oltre alla madre e al bambino, il fallo freudiano. A essi viene ad aggiungersi la funzione paterna, come quel quarto elemento che li lega in una relazione simbolica. È per supplire a una carenza a livello dell'altro paterno che interviene l'oggetto fobico, il cui valore significante è messo in luce nel caso del piccolo Hans.
30,00 € 28,50 €

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