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Einaudi

Tutti i libri editi da Einaudi

Teorie del design in Italia. 1954-1989

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 592
Questa antologia è senza equivalenti. Ripercorre i dibattiti che hanno segnato l'età dell'oro del design italiano, dal boom economico alla crisi di fine anni Ottanta. E dà voce ai suoi protagonisti: non solo designer celebri, come Gio Ponti, Bruno Munari, Enzo Mari, Ettore Sottsass, Andrea Branzi, Tomás Maldonado, Gae Aulenti o Paola Navone, ma anche storici dell'arte e dell'architettura come Giulio Carlo Argan e Manfredo Tafuri, critici e curatori come Germano Celant e Lara-Vinca Masini, filosofi e semiologi come Antonio Banfi, Enzo Paci e Umberto Eco, scrittori come Pier Paolo Pasolini e Franco Fortini. Attraverso il prisma del design, questa comunità composita si confronta con le grandi trasformazioni sociali legate all'industrializzazione del paese, all'avvento delle tecnologie, alle nuove forme di consumo e comunicazione, alle questioni ambientali. I punti di vista divergono ma unica è la domanda: che forma dare alle cose che compongono il mondo, «dal cucchiaio alla città»? Teorie del design in Italia è una risorsa indispensabile non solo per gli appassionati di arte, design e Made in Italy, ma per chi vuole comprendere il ruolo della cultura materiale nel Novecento italiano. «L'idea che ispira il nostro volume è che la singolarità del Made in Italy risieda nella combinazione specifica di pensiero ed esperienza progettuale, una sintesi in cui convivono a pari titolo le parole e le cose. All'ineguagliata ricchezza di artefatti che ha contraddistinto la produzione materiale italiana lungo tutto il XX secolo si affianca una produzione verbale altrettanto straordinaria: dichiarazioni di poetica, manifesti di gruppi e movimenti, riviste, dibattiti, scambi epistolari, interviste, recensioni, testi per cataloghi, tavole rotonde, convegni. Discorsi sul design e per il design spesso dotati di un'attitudine riflessiva, di un rigore e di una lucidità non inferiori a quelli di chi fa teoria per professione».
32,00 € 30,40 €

Le storie di San Francesco. Guida agli affreschi della Basilica superiore di Assisi. Ediz. italiana e inglese

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 208
Assisi e Giotto: scena per scena, in tutti i particolari, il racconto serrato della vita e della straordinaria esperienza di San Francesco negli affreschi che danno avvio alla grande storia della pittura italiana. Oltre a spiegare ai lettori, con un linguaggio semplice e piano, il ciclo di affreschi dedicato a San Francesco nella Basilica superiore di Assisi, Chiara Frugoni ci racconta i segreti, le novità pittoriche introdotte da Giotto, i retroscena di un'opera che narra, con l'efficacia di uno straordinario romanzo illustrato, la vita e la morte di un santo vicino alla gente, in un'epoca storica percorsa da mille contraddizioni.
13,50 € 12,83 €

La cultura del femminicidio

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 248
Le tristi cronache attuali, ormai purtroppo quasi quotidiane, hanno imposto l'emergere di una parola che prima non eravamo soliti sentire: femminicidio. In effetti è una parola recente, eppure ha una storia antica. Il copione è sempre lo stesso, c'è una donna, c'è il suo corpo, c'è il desiderio di possederlo al di là della sua volontà; e poi ci sono, in diverse varianti, aggressione, tentativi di violenza e uccisione. Ma com'è possibile che tutto ciò sia diventato una componente centrale del nostro immaginario, una cosa ovvia, una legge non scritta, un passaggio obbligato di libri, opere d'arte, film? Ivan Jablonka ci mostra come si è andata consolidando, dalla Bibbia alle serie tv che guardiamo ogni sera su Netflix, l'ideologia «ginocidaria» del dominio maschile. Nel 2020, nel mondo, 47000 donne sono state uccise da un partner o da un membro della famiglia, vale a dire una ogni undici minuti. Il femminicidio non è solo un crimine patriarcale che insanguina le nostre società da millenni, ma anche uno sguardo, una modalità di pensiero ormai profondamente radicata in noi. L'assassinio a sfondo sessuale è una delle ossessioni che ci portiamo piú sepolte nel profondo, anche se con una certa ambiguità: sappiamo che è un atto odioso, eppure siamo culturalmente assuefatti. Ma come siamo arrivati a questo punto? Ivan Jablonka affronta l'oscura genealogia delle varie forme di messa in scena della violenza contro le donne, facendoci entrare nelle strutture simboliche e sociali che tengono in piedi la cultura del femminicidio. Se infatti adesso i delitti misogini, almeno nella gran parte delle persone, suscitano orrore, sono però assai diffusi in svariate forme artistiche e narrative, godendo di una certa benevolenza critica e intellettuale: mitologia, poesia, disegno, pittura, giornalismo, varietà, cinema, pubblicità, moda, canzone popolare. Da Gezabele ai film horror degli anni Settanta, dai martiri medievali ai numeri di magia dei prestigiatori tra Otto e Novecento sempre pronti a segare in due la loro avvenente assistente, dal mito greco alle hit pop che canticchiamo senza pensarci: una sovrastruttura culturale vastissima e diffusa capillarmente, che giustifica il femminicidio in tutte le sue piú svariate rappresentazioni, e attraverso la quale le società hanno nel corso dei secoli legittimato il dominio degli uomini sulle donne.
24,00 € 22,80 €

I titoli di coda di una vita insieme

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 248
Fosco e Alice tra poco si diranno addio. Ma si sono amati tanto. Per questo decidono di raccontare la propria storia a modo loro, con ostinazione, dolore e persino ironia. «L'amore non è una storia, ma due». Cosí Fosco e Alice hanno affidato ai loro rispettivi avvocati le parole che non sanno dirsi, lasciandosi. Come in tutte le separazioni, le loro posizioni si tradurranno in documenti mortificanti, che nulla dicono perché nulla sanno di una vita insieme. Che riassumono il dolore, e anche la gioia, in parole povere. Per riscrivere con una dignità diversa i titoli di coda della loro storia, decidono allora di ritirarsi in una casa amata, tra i fantasmi dal passato e di ciò che è stato tradito, che siano gli anni felici dell'infanzia, quel tempo bello in cui s'impara il mondo, gli amici di sempre o il loro stesso legame. Senza rinunciare all'ironia che lo contraddistingue, come modo di illuminare ciò che conta, Diego De Silva riesce a raccontare con forza le speranze, le delusioni, le felicità sepolte, il complicato groviglio di sentimenti che accompagnano da sempre la fine di un amore.
13,00 € 12,35 €

La prova del ghiaccio

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 416
Le donne armate di fucile non piacciono a nessuno, tantomeno se hanno la fama che ha Tupaarnaq. È da tempo che lei si tiene alla larga dalla città. Ma adesso che il suo amico Matthew ha bisogno di lei, bisogna che torni a Nuuk per aiutarlo. Le terre selvagge della Groenlandia in un thriller che gela il sangue. Tom Cave è stato accusato di un doppio omicidio. Molti lo credono morto, in realtà sono anni che si nasconde. Ma quando sua figlia scompare il caso viene riaperto. Anche Matthew, il figlio giornalista di Tom, si mette alla ricerca della sorellastra. E in questa missione, che lo porterà a scoprire un complotto in cui sono coinvolti l'esercito americano, politici e strane sette religiose, Matthew potrà contare solo sull'amica inuit Tupaarnaq, l'unica in grado di guidarlo tra i ghiacci. Ma a convincere Tupaarnaq a seguirlo è prima di tutto un desiderio di vendetta e nessuno immagina fin dove la donna sia pronta a spingersi per ottenerla.
20,00 € 19,00 €

Il sistema periodico

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 264
«Tutto in questo libro è essenziale, meravigliosamente puro...» Saul Bellow Azoto, carbonio, idrogeno, oro, arsenico... Sono ventuno gli elementi chimici che dànno il titolo ai racconti di questo libro, e ventuno i capitoli di un'autobiografia che per affinità e accostamenti corre sul filo di una storia personale e collettiva, affondando le radici nell'oscura qualità della materia, raccontando le storie di un mestiere «che è poi un caso particolare, una versione piú strenua del mestiere di vivere». È questo il gigantesco minuscolo gioco che lega osservazione, memoria, scrittura. Ne esce ricostruita la vicenda di una formazione maturata negli anni del fascismo, poi nelle drammatiche vicende della guerra: di chi, partendo dalla concretezza del lavoro, impara a capire le cose e gli uomini, a prendere posizione, a misurarsi con ironia e autoironia. Un De rerum natura metafora dell'esistenza, in cui emergono, nel volgersi del racconto, stranezze, fallimenti e riuscite imprevedibili.
13,00 € 12,35 €

La chiave a stella

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 208
«L'ho scritto con estrema facilità. Mi sembrava veramente di registrare con un magnetofono quello che uno mi raccontava» Primo Levi Faussone, detto Tino, il protagonista di questa «opera prima» di Primo Levi, ovvero del suo primo romanzo d'invenzione, è un operaio specializzato che si lascia alle spalle la dura esperienza della catena di montaggio alla Lancia e gira per il mondo a montare gru, ponti sospesi, strutture metalliche, impianti petroliferi. Il romanzo racconta la sua vita e il suo lavoro: una sorta di Odissea moderna con protagonista una specie di Ulisse che dall'India alla Russia, dall'Alaska all'Africa offre agli altri la sua voglia di fare e la sua tecnica e che Levi racconta con gusto e ironia, immedesimandosi nel personaggio e nelle sue avventure. Il libro piú ottimista e allegro di Primo Levi scritto trent'anni dopo Auschwitz e la sconvolgente testimonianza sui Lager nazisti rivelata in Se questo è un uomo.
12,50 € 11,88 €

Se questo è un uomo

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 280
«Un magnifico libro che non è solo una testimonianza efficacissima, ma ha delle pagine di autentica potenza narrativa». (Italo Calvino) Testimonianza sconvolgente sull'inferno dei Lager, libro della dignità e dell'abiezione dell'uomo di fronte allo sterminio di massa, Se questo è un uomo è un capolavoro letterario di una misura, di una compostezza già classiche. È un'analisi fondamentale della struttura e della storia del Lager, ovvero dell'umiliazione, dell'offesa, della degradazione dell'uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio. Primo Levi, reduce da Auschwitz, pubblicò Se questo è un uomo nel 1947. Einaudi lo accolse nel 1958 nei «Saggi» e da allora viene continuamente ristampato ed è stato tradotto in tutto il mondo.
13,50 € 12,83 €

Scrivo per restare umano

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 200
In una Gaza plasmata dalle bombe, dopo il 7 ottobre 2023, la famiglia dell'autore si ingegna in ogni modo per sopravvivere all'estrema ferocia del conflitto. Coi droni che affollano il cielo, la chiusura dei valichi e l'intensificarsi dei bombardamenti, la guerra si stringe intorno ai protagonisti come un anello di fuoco, e da questa costrizione progressiva nasce un canto di sofferenza, in cui risuona l'assoluta necessità di restare umani. Muhammad al-Zaqzouq condensa in questo diario mesi di patimenti e incertezza, dal 7 ottobre 2023 fino alla fine del 2024. Insieme alla moglie 'Ulā e ai tre figli piccoli, fugge dalle bombe e dai carri armati, spostandosi da un capo all'altro di Gaza all'interno di una rete famigliare fitta e radicata nel territorio, in una serie apparentemente interminabile di sfollamenti. Il ritmo di questi spostamenti è dettato dagli ordini di evacuazione dell'esercito israeliano, che annuncia le sue incursioni e i suoi bombardamenti lanciando volantini dagli aerei. Cosí, il viaggio dell'autore diventa una panoramica della vita a Gaza, delle strategie messe in atto dagli abitanti per adattarsi a una realtà in cui l'unica certezza è la presenza della morte e del pericolo: è piú sicuro stare in una casa col tetto di cemento o di lamiera? Quanto dura una batteria portatile che deve alimentare un intero appartamento? Cosa si è disposti a bruciare per cuocere un po' di pane? Da queste pagine, impariamo che non c'è una risposta giusta, che certe decisioni vanno prese a intuito, ignorando i dubbi martellanti e l'angoscia costante di fare un passo falso. Mentre Gaza viene rasa al suolo a ritmo di marcia, la famiglia allargata dell'autore si riunisce e si disperde, si cerca tra le macerie e trova nel gruppo un senso di protezione ancestrale, mossa da una tenace e incrollabile volontà di sopravvivere. Allora, nei pochi momenti in cui il genocidio rallenta o si interrompe, non stupisce che la vita torni a mettere radici nelle città distrutte dalle bombe, che i negozi riaprano e che basti un telo a coprire una parete crollata e a ripopolare una casa. Preso nel «vortice della guerra», l'autore decide di ancorarsi alle parole, per non essere spazzato via insieme alla sua capacità di amare e di piangere per la devastazione che lo circonda. Attraverso la scrittura, cerca di risvegliare l'attenzione alla realtà, di trascendere il meccanismo animale della sopravvivenza che non lascia spazio al cordoglio e alla riflessione, e cosí facendo ci consegna un racconto straziante, traboccante di macerie materiali e metaforiche: una voce in lamento, che si leva dal cuore pulsante della guerra.
19,50 € 18,53 €

Giorni futuri

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 288
La fine di un'amicizia può far tremare il mondo anche più della fine di un amore: almeno, per Irene e Ottavia è andata così. La loro è sempre stata una simbiosi giocata sugli opposti: una al liceo si nascondeva, l'altra era la più popolare; una è cresciuta con una madre molto ingombrante, l'altra con una madre molto assente; a una piaceva Pietro, ma a Pietro piaceva l'altra. Perché adesso non si parlano più? Con una scrittura contemporanea e letteraria, Gabriella Dal Lago ci trascina tra i non detti e i giochi di specchi di un'amicizia tra due millennial a partire da una domanda: provare a tenere in vita un rapporto finito è un gesto di speranza o di paura? La nuova, potentissima voce di una giovane autrice italiana: la voce che mancava a una generazione. Dopo dieci anni passati in giro per il mondo a costruire una carriera accademica che non la soddisfa, Irene torna a Torino e non riconosce più nulla. Nei giorni galleggianti delle vacanze natalizie prova a innamorarsi, va alle feste degli ex compagni di liceo e si intrufola nella quotidianità di chi è rimasto, cercando di riallacciarsi alla sua vita di prima e di prendere le misure alla malattia della madre. Ma quella vita sembra sfocata senza Ottavia. Tra di loro è successo qualcosa per cui non si parlano da due anni - anche se forse sarebbe più onesto dire che Ottavia non le risponde più. E Irene non può far altro che spiarla attraverso i social, seguendo i suoi popolarissimi canali dove carica meditazioni ed esercizi di yoga. Che fine hanno fatto Irene e Ottavia? Alternando i loro punti di vista, muovendosi avanti e indietro per l'Europa e spostandosi lungo un arco temporale di vent'anni,Giorni futuri tiene insieme molte questioni centrali del contemporaneo: il precariato culturale e la pressione performativa, i ritorni e le partenze degli expat, il tentativo di costruire nuove forme di famiglia, il rapporto genitori-figli dalla prospettiva di una generazione che fatica a pensarsi adulta. Gabriella Dal Lago ha scritto un romanzo di relazioni che funziona come un romanzo di trama, la storia di un'amicizia che si sfilaccia e si riacciuffa, e che nel tempo, per non morire, fa quello che di solito le amicizie non riescono a fare mai: si trasforma.
19,50 € 18,53 €

Frammenti di un discorso di classe. Racconto di vite e di conti che non tornano

Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 176
Da qualche tempo ci siamo convinti che le classi sociali non esistano piú. Che si siano dissolte come per magia nell'aria. Eppure restano l'elemento che piú condiziona il destino di un'esistenza: le nostre aspirazioni e le nostre scelte, le nostre parole e i nostri silenzi. Giusi Palomba, in queste pagine sospese tra dolcezza e rabbia, tra intimo e politico, riflette sulle proprie origini, sulla voglia di rifuggirle e sul bisogno di ritornarci per dare voce a chi una voce non ha mai pensato di poterla avere. Cosa significa crescere in un contesto dove ti viene prima di tutto insegnato a non dare fastidio, dove si impara che per tirare avanti bisogna trovare un nascondiglio, farsi piccoli per non mettersi in imbarazzo o in pericolo? Dove si lavora, quando il lavoro c'è, ma un orizzonte comune sembra troppo distante, e le rivendicazioni di classe troppo complesse, apparentemente inimmaginabili anche se ovunque si mettono in atto piccole forme di resistenza. Crescere in luoghi in cui il tempo procede per frammenti difficili da ricomporre, in cui la politica condiziona le esistenze ma rimane spesso lontana, si fa altrove. Una condizione comune a molte persone nate dopo la fine degli anni Settanta, dopo la presunta fine della Storia. E cosa significa sentire che in una tradizione familiare, fatta di remissività e di ostinati esercizi di fatalismo, si sta stretti? Sentire un vuoto viscoso da cui si vuole scappare per scoprire come riempirlo: spostarsi di città in città, sempre precari, sempre in bilico, rincorrendo la possibilità di una lotta che non sia soltanto individuale, di una realizzazione che non sia solo la propria. Finendo con lo scoprire invece che forse non si sarà mai abbastanza appagati, rimanendo stranieri a ogni luogo che si cerca di abitare, comprese le proprie memorie. Giusi Palomba ci racconta questa storia fatta di conti che non tornano: conti economici, conti con se stesse, conti con un passato la cui vergogna è stata scritta da altri, nei corpi e nelle teste di chi si è abituato ad avere il peso del mondo sulle spalle evitando di farci caso. Una storia personale ma anche collettiva, una storia di classe senza nulla di epico, nulla di cui, apparentemente, poter andare orgogliosi, ma della quale è necessario riappropriarsi, narrarla con le proprie parole. Una storia scritta per vendicare l'omertà e la rassegnazione, per restituirle dignità, giustizia e la possibilità di generare altre storie, altri desideri, altre lotte.
18,00 € 17,10 €

La casa del dormiveglia

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 256
Ci sono uomini che per tutta la vita non fanno altro che rincorrere se stessi. Convinti che il futuro, quando arriverà, potrà ricompensarli della fatica. Toschi è uno di loro: il suo mondo inizia e finisce nell'azienda di ceramiche di cui è proprietario. Ha poco tempo da dedicare alla famiglia, solo nei fine settimana riesce a caricare in macchina moglie e figlio per rifugiarsi nella casa in montagna. Le notti che passa tra quelle mura, però, anziché dargli un po' di tregua, lo proiettano in una dimensione dove ogni sua scelta sembra chiedergli il conto. Sarà proprio in quel limbo tra il sonno e la veglia, districandosi tra simboli e presagi, che si avvicinerà a un'imprevedibile rivelazione. La casa del dormiveglia racconta di un lavoro che mangia l'anima, e che spinge a dubitare di qualsiasi cosa - anche della propria ombra. Perché quando tutto comincia ad andare a rotoli, le possibilità sono sempre e soltanto due: provare a reagire o abbandonarsi alla caduta. Tutto ruota attorno a una casa di montagna, una villetta bifamiliare costruita negli anni Settanta. Toschi l'ha acquistata non troppo distante dal paese in cui è cresciuto con l'idea di trasferirsi lí con Federica e con Giulio, il loro bambino. I soldi a Toschi non mancano: è il proprietario di un'azienda di ceramiche in una valle dell'Appennino, e il lavoro gli riempie la vita. Ci sono i rapporti da tenere con i fornitori, con i clienti e con il laboratorio. C'è la produzione da sorvegliare. E poi c'è il forno, la cui bocca sputa fuori le piastrelle fatte di quell'argilla che un tempo si estraeva dalle colline nei dintorni e che ha reso ricco e devastato un territorio intero. Insomma, Toschi è un uomo devoto alla religione del lavoro, che a certe latitudini sembra l'unico modo per stare al mondo. Si è sempre pensato un tipo pratico, che sa godersela senza eccessi. Eppure Federica lo sopporta sempre meno, e Giulio ora che sta crescendo gli sembra un estraneo. Cosí ben presto Toschi si ritrova ad abitare da solo nella casa di montagna, in uno dei due appartamenti speculari che la compongono. Dall'altra parte non vive nessuno. La siepe è potata, le piante sembrano ben curate: se c'è un giardiniere che passa, non si vede mai. Anche la vicina che sta in fondo al campo ne sa poco. Ma sa diverse cose sull'inquilino precedente, cose su cui l'agente immobiliare che ha venduto la casa è stato volutamente vago. Ha sempre dormito male, Toschi, e le notti che passa in montagna aumentano questo disturbo. Gli sembra di sentire voci e rumori provenire al di là del muro, a cui non riesce a dare una spiegazione. Via via che le cose importanti della sua vita gli sfuggono di mano lasciandolo solo, si convince che la parte vuota della villetta sia un luogo da cui è meglio stare lontani. Ma questo non è un racconto gotico, non ci sono fantasmi o case stregate. Ci sono soltanto le persone, con i loro pregi e i loro difetti. Libro dopo libro, Sandro Campani ha disegnato nell'Appennino tosco-emiliano una geografia affettiva popolata da personaggi dolenti e vitalissimi, che litigano, discutono, si amano o si odiano mentre il tempo non smette di scorrere. La casa del dormiveglia rinnova la tradizione italiana dei romanzi sul lavoro, facendo emergere con il procedere della trama un'atmosfera squisitamente lynchana. Con voce calda e ipnotica da cantastorie, Campani ci suggerisce che i luoghi da noi abitati possono comportarsi proprio come fanno le persone: scegliendoci o rifiutandoci.
19,50 € 18,53 €

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