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Adelphi: Piccola biblioteca Adelphi

Tutte le nostre collane

Sulle rive del mar Nero

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 121
Ad attrarre come una calamita Pinkhas Fradkin, un diciottenne senza un soldo in tasca che ha lasciato loshtetl natio per andare a Odessa, dove vivacchia dando lezioni di ebraico, è il porto: perché è da quei moli che salpano le navi, rumene, greche, turche, e lui sogna di imbarcarsi per Istanbul e da lì raggiungere la Terra di Israele. Come dice un verso del suo poeta preferito, infatti, se lui è in Occidente, il suo cuore è in Oriente. Ma il vento della Storia lo trascinerà lontano da quel porto – e da quel sogno. Quando, dopo quattro anni di guerra, tornerà a Odessa, vi troverà solo desolazione e miseria. In città vedrà succedersi molti «padroni»: i tedeschi, gli ucraini, i soldati a cavallo dello zar, e infine gli uomini con la stella rossa sul berretto – e non porteranno che fame, epidemie, torture e morte. Finché un giorno, appreso che la sua famiglia è stata interamente sterminata, anche Pinkhas deciderà di indossare un'uniforme con la stella rossa, e comanderà un battaglione, ordinerà di uccidere e ucciderà lui stesso. Alla fine, l'unica cosa che avrà cocciutamente salvato dalle macerie del suo mondo sarà quel sogno: andare in Oriente, dove, da sempre, è il suo cuore.
12,00 € 11,40 €

La bella età. Note di lavoro

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 150
«La bella età», come Tullio Pericoli definisce la vecchiaia con spavalda complicità, «ingigantisce, anziché ridurre, i dettagli», restituendo della vita - e immaginiamo anche della pittura - «una visione nuova, più precisa». Forse per questo ha deciso di raccontare a noi lettori-osservatori quella «magia bianca» che dà accesso a quanto è «nascosto dentro le cose», vale a dire quel che accade nella sua mente e nella sua mano quando prendono vita un ritratto o un paesaggio. Il che significa far luce sui momenti cruciali dei suoi processi creativi: l'ispirazione, che si manifesta da «luoghi a spazio zero» situati fra la coscienza razionale e la zona «abitata dalle follie»; l'impulso a «scavare nella geostoria» di un luogo per raffigurarne l'anima; i primi segni che consentono di afferrare una faccia; la risolutezza della mano, che, guidata da «forze e sentimenti» autonomi e coadiuvata dai complici attrezzi, persegue il suo volere (e piacere). Ma a rendere ancor più affascinante questa fisiologia della creazione è una caratteristica distintiva di Pericoli: la sua capacità di coinvolgerci in questo tragitto, di farsi a sua volta osservatore, di mettersi dalla nostra parte. D'altro canto i quadri – ci ricorda – vivono dello sguardo che viene loro rivolto e della perspicacia di chi riesce a «guardare sotto i vestiti della pittura».
15,00 € 14,25 €

I tre delitti dei miei amici

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 217
All'incrocio tra reportage, cronaca nera e quello che oggi chiameremmo autofiction,I tre delitti dei miei amici rappresenta un unicum nella produzione narrativa di Simenon. Il quale insistette non poco affinché il sottotitolo «Storia vera» comparisse sul frontespizio del volume, pubblicato nel 1938 da Gallimard (che invece, per tutelarsi da guai giudiziari, preferì spacciarlo per un romanzo), dove aveva raccolto gli articoli commissionatigli un anno prima dal settimanale «Confessions», sempre alla ricerca di vicende sensazionali e possibilmente torbide. E torbidi lo erano davvero, i trefaits divers i cui protagonisti lo stesso Simenon aveva frequentato a Liegi nel corso della sua giovinezza: il suicidio del pittore Joseph Kleine sotto il portico della chiesa di Saint-Pholien; l'assassinio per mano di Ferdinand Deblauwe del ballerino di locali notturni Carlos de Tejada; e il triplice omicidio a opera di Hyacinthe Dans dell'amante, della madre e del suo ex confessore. Tre naufragi esistenziali che Simenon vede quasi come un'immagine rovesciata del proprio percorso di affermazione e di successo – tanto più nella consapevolezza di aver sfiorato egli stesso la tentazione, o il rischio, della perdizione, e chiedendosi ogni volta: perché loro e non io? Del resto, descrivere la discesa agli inferi di molti dei suoi personaggi romanzeschi sarà anche un modo per mettere in scena, e al tempo stesso esorcizzare, le sue paure e le sue ossessioni più profonde.
15,00 € 14,25 €

Perdersi negli altri e nelle cose. Lettere scelte

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 214
Costretto, nel 1942, ad abbandonare Napoli, Croce confessa a un amico che a tormentarlo, oltre all'assenza della sua biblioteca, sono le disastrose comunicazioni postali. Una sofferenza che si può comprendere solo se si tiene presente che nel corso della sua vita Croce ha intessuto una rete di stupefacente ampiezza, strumento indispensabile per costruire quella comunità intellettuale nella quale credeva caparbiamente. Ma le decine di migliaia di lettere che ha scritto non sono soltanto lo specchio di queste relazioni e della sua intransigente etica del lavoro: sono dono di sé, schegge di letteratura, concentrati trattati filosofici, e, sempre, esemplari di un'arte della conversazione epistolare dove Croce – che si rivolga a Labriola, a Borgese, a Laterza, a Cecchi, alla moglie Adele, a Einstein o a Togliatti – esercita duttilità espressiva ed efficacia comunicativa, dosando con sapienza fermezza e schiettezza (ciò che definiva «parlare senza complimenti»), sobrietà e affabilità. Un'affabilità che può tuttavia trasformarsi in micidiale strategia retorica: come quando, nel 1925, alle «contumelie tonitruanti» che gli giungevano dai giornali del «partito dominante», risponde ricordando che ad attaccarlo sono gli stessi che invocano da lui consigli e incoraggiamenti per i loro tentativi letterari: «in Italia ci conosciamo tutti, e quegli apparenti ingiuriatori, in fondo, mi vogliono bene».
14,00 € 13,30 €

Risveglio di primavera. Una tragedia di adolescenti

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 132
Ci furono anni, meno remoti di quanto si vorrebbe, in cui la sessualità era davvero un problema – un problema che toccava le radici di tutto, ma che nessuno poteva toccare. In questa temperie irrompe Frank Wedekind, scrittore destinato a dare scandalo e a rivoluzionare il teatro con Risveglio di primavera, pubblicato nel 1891 ma portato in scena solo nel 1906, e in una versione censurata. L'attacco sferrato da Wedekind alla cultura borghese era infatti troppo violento per non risultare oltraggioso. Tanto più che a patire nella loro carne l'ottusità e il moralismo repressivo di un'intera società sono fragili adolescenti: Moritz, che angosciato dalle prime pulsioni erotiche si convince di essere affetto da un'incurabile malattia dello spirito e si toglie la vita; Wendla, che il bigottismo della madre condanna a ignobili pratiche abortive; Martha, sottoposta a brutali punizioni per le più innocenti vanità. Intorno a loro, adulti murati nel rispetto di una legge che il padre di Melchior incarna nella sua forma più implacabile e cieca, tanto che le accuse di «pazzia morale» da lui mosse al figlio si capovolgono nella più feroce requisitoria che Wedekind potesse pronunciare. Letta oggi, in anni in cui dovremmo sentirci più al sicuro, ma non lo siamo, quest'opera – definita da Jonathan Franzen «la più bella e longeva della sua epoca» – sembra suscitare in noi più turbamento e vergogna di un secolo fa, per quanto poco ancora sappiamo di un'età misteriosa e terribile: l'adolescenza.
13,00 € 12,35 €

La Russia e l'Occidente

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 230
«Per la prima volta in Europa si levò la voce ferma e coraggiosa dell'opinione pubblica russa». Con queste lapidarie parole lo scrittore Ivan Sergeevič Aksakov accolse una serie di articoli apparsi in Germania e in Francia sul finire degli anni Quaranta dell'Ottocento e destinati a suscitare una vasta eco in Occidente. L'autore di quelle pagine anonime, che osavano rivolgersi all'Europa con inaudita libertà e dignità, era Fëdor Tjutčev. Diplomatico, poeta ammirato da Puškin e da Turgenev, da Dostoevskij e da Tolstoj, uomo di grandi vizi e virtù, Tjutčev era animato da un entusiasmo senza limiti per la sua Russia, che – credeva fermamente – sarebbe diventata un grande impero, capace di unire tutti i popoli slavi di fede ortodossa. Ancora oggi, se si vogliono comprendere le mire espansionistiche di quel paese, è agli scritti politici di Tjutčev che occorre volgere lo sguardo. Fra le sue «intuizioni storiche» – come le definisce il teologo Georgij Florovskij –, spiccano l'agonia della civiltà occidentale, la questione romana e il Papato, il ruolo della censura e dell'autocrazia zarista, fino alla previsione di una catastrofica guerra che l'Occidente avrebbe scatenato contro la Russia uscendone sconfitto, e che avrebbe segnato l'inizio di un nuovo capitolo della Storia. Temi, come salta agli occhi, di bruciante attualità. Postfazione di Massimo Cacciari.
14,00 € 13,30 €

Autocronologia

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 246
Fieramente avverso al «proustismo di maniera» – cioè a ogni «rievocazione sentimentale e patetica di nonne e bisnonne, e tanti sacrifici tra mangiarini e cuoricini e dispiaceri in casolari e casamenti intimistici» –, Arbasino ha steso sulla sua vita un velo di pudore e di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l'idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia. Com'era prevedibile, ha finito per assecondare la sua verve irriverente, trasformando un anodino apparato in un congegno abnorme e fuori scala: più precisamente, in un libro di Arbasino, dove spiccano il suo stile inconfondibile e tutte le novità di un sedizioso percorso di «flâneur di varie arti», saggista e romanziere: la pratica di una «Kulturkritik» perseguita con leggerezza alla faccia di «ogni mini-territorio esclusivo delimitato da tante pipì accademiche»; il nomadismo – sullo sfondo di un'Italia ancora immobile e provinciale –, fruttuoso di «incontri e conversazioni», «mostre e serate teatrali e musicali epocali e memorabili»; la concezione del libro come macchina , come organismo autonomo e sempre provvisorio.
16,00 € 15,20 €

La scatola delle lacrime

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 68
C'era una volta una bambina che viveva in un villaggio remoto fra le montagne. Come «due ciottoli sott'acqua», i suoi grandi occhi scuri erano sempre bagnati di pianto: bastava un'ombra, il soffio umido del vento poco prima della pioggia, un piccolo gesto o una melodia lontana a farle versare lacrime. Poi, un giorno, giunse al villaggio un uomo vestito di nero, con un grande cappello, una borsa scura e un minuscolo uccellino blu dalle piume lucenti. Era un collezionista di lacrime, alla ricerca dell'esemplare rarissimo che mancava alla sua raccolta: la lacrima versata «per nessuna ragione in particolare, e per tutte le ragioni del mondo». Incuriosita dalle storie di quell'uomo misterioso e ammaliata dalla «forza strana» dell'uccellino blu, la bambina decise di unirsi al loro viaggio. E durante il cammino – come narra Han Kang in questo racconto delicato e visionario, che ricorda una fiaba di Miyazaki – il mondo intero iniziò a mutare dentro e fuori di lei. Età di lettura: da 8 anni.
12,00 € 11,40 €

La mia educazione. Un libro di sogni

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 258
Per anni William Burroughs si è chiesto per quale motivo i sogni, quando vengono raccontati, risultino sempre così scialbi, finché un mattino non ha trovato la risposta, semplicissima: «Manca il contesto... come un peluche lasciato sul pavimento di una banca». E a quel punto un dubbio lo ha sfiorato: «Sono un alieno? Alieno rispetto a cosa, esattamente? Forse la mia casa è la città dei sogni, più reale della mia cosiddetta vita da sveglio». Il sogno e il mondo infero sono d'altro canto il contesto di tutte le avventure del corpo e della mente che Burroughs ha affrontato, e di tutti i libri che ha scritto. Andare a zonzo nella Terra dei Morti è normalissimo per uno come lui; unica pecca – lamenta –, non riuscire mai a fare una colazione decente. Nei sogni può incontrare Allen Ginsberg o Mick Jagger, giocare con le amate armi da fuoco, accudire amorevolmente i suoi gatti, disquisire di sesso o di sesso, tempo e morte («Sia la morte sia il sesso rimuovono il soggetto dal tempo»), e ancora di guerra, scienza, società, futuro e altre bagatelle. E nei sogni può spacciare – senza timore di essere arrestato – pillole proibite di saggezza impopolare nonché dosi micidiali di humour vitreo: sono solo parole, è vero, ma sono anche la prima e ultima droga per i cosiddetti umani.
16,00 € 15,20 €

Tripla eco

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 98
Siamo nel cuore vivo, intimamente vulnerabile, della campagna inglese, la seconda guerra mondiale è al terzo anno e il marito della protagonista è da tempo prigioniero dei giapponesi. Isolata, lontana anche dal minuscolo centro abitato, la donna conduce un'esistenza selvatica, scandita dai ritmi della natura, e solo l'irruzione di un giovane soldato in licenza, refrattario alla vita militare, rompe la solitudine. Quando il ragazzo decide di disertare, lei lo asseconda e, in virtù della sua bellezza eterea, quasi femminea, non esita a travestirlo in modo da farlo passare per la sorella agli occhi di eventuali curiosi. La relazione sembra reggere sui trampoli del magato idillio, finché un brutale sergente della polizia militare non s'invaghisce della «sorella», con le conseguenze del caso. Tutto rimarrà ambiguo sino all'ultimo, prima di convergere nell'esito beffardo tracciato a punta secca dalla sorte. Rarissimo è incontrare un racconto così calibrato, perfetto in ogni dettaglio, dalla cadenza del fraseggio al susseguirsi delle stagioni, dai colori del paesaggio agli umori dei personaggi, dai tuoni alle risate, fino al senso di prigionia che la neve insinua nell'«estasi del vuoto», nell'incosciente attesa di uno sparo, o della sua eco. E non possiamo che essere grati a Bates per questo incontro.
12,00 € 11,40 €

Amras

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 104
«Nei miei libri tutto è artificio ... e lo spazio della scena è totalmente buio ... Nell'oscurità tutto diventa più chiaro» ha scritto Bernhard. Ed è dalle tenebre della torre di Amras, dove hanno trovato rifugio dopo essere scampati al suicidio della loro famiglia – concertato in una notte di Föhn –, che affiorano sotto i nostri occhi i fratelli K . e Walter. Avvinghiati l'uno all'altro, prigionieri di una «endogamia spirituale», uniti da un affetto che scaturisce dalla «reciproca avversione naturale», vivranno in quel luogo «un'unica notte senza sonno»: una notte attraversata, per noi lettori-spettatori, da un freddo bagliore, e da una domanda perenne, destinata a non avere risposta: «perché siamo costretti a vivere ancora?». Libro prediletto di Bernhard, presto dimenticato per la sua giovanile sfrontatezza e l'audacia compositiva – cui concorrono materiali disparati, pagine scritte da Walter nella torre, lettere, aforismi –, Amras ci sconcerta ancora oggi per la sua voce inaudita, come quella della «cornacchia congelata» che abita in queste pagine e in ognuno di noi, turbandoci «con la sua attenzione»: la coscienza.
12,00 € 11,40 €

L'abolizione dell'uomo

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 107
L'approdo al cristianesimo, per Lewis – «un pagano convertito in un mondo di puritani apostati», come lui stesso amava definirsi –, affonda le radici in tutto quanto nella filosofia, nei miti e nella letteratura lo aveva ammaliato, quasi che Platone e le saghe nordiche, i Salmi e le avventure di Artù e Merlino fossero indissolubilmente intrecciati. Ed è a difesa dell'antica sapienza che Lewis, con queste conferenze tenute al King's College di Newcastle nel 1943 e presto divenute un caposaldo della critica alla modernità e al suo culto della tecnologia, volle lanciare una generale chiamata alle armi. Prendendo le mosse dall'innocuo paragrafo di una grammatica per le elementari, Lewis, con la chiarezza del logico aristotelico, l'umorismo polemico di Chesterton e Swift e la forza immaginativa dello scrittore di fantascienza, bracca il relativismo che serpeggia velenoso nella nostra società, nei modelli educativi, nella propaganda e nel mercato dei consumi, e delinea l'ormai ineluttabile trionfo di una sinistra distopia tecnocratica. È possibile inventare nuovi valori in nome del progresso? Che cosa accomuna scienza e magia? Quale tirannide si annida in un sistema che recide i nessi con la tradizione universale e condiziona le coscienze? E soprattutto: che cosa significaessere e restare esseri umani? Interrogativi che si sono imposti prepotentemente nell'èra digitale, ma che Lewis aveva formulato con profetica chiarezza più di ottant'anni fa.
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