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Sellerio Editore Palermo: La memoria

Tutte le nostre collane

Mentre la vanga del becchino arrugginisce

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 350
Flavia de Luce, la detective teenager con una cultura enciclopedica in materia di veleni, torna a indagare questa volta per difendere da un’accusa di omicidio la ormai leggendaria Mrs. Mullet, la cuoca che eccelle soprattutto in parole storpiate e proverbi scomposti. Il cocciuto ispettore Hewitt si è infatti convinto che la domestica di lungo corso dei de Luce abbia preparato dei funghi velenosi a un nuovo acquisto del villaggio di Bishop’s Lacey, il Maggiore Greyleigh, un ex pubblico carnefice che nell’immediato dopoguerra aveva conosciuto il proprio quarto d’ora di celebrità. Flavia, con l’aiuto del maggiordomo Dogger e della giovanissima cugina Undine, scopre un collegamento tra Greyleigh e la vicina base dell’aeronautica militare americana: la fida «Signora M.» potrebbe essere stata sacrificata sull’altare della Ragion di Stato. Ambientato in una Inghilterra anni Cinquanta in cui i Conservatori sono ritornati al potere, "La vanga del becchino arrugginisce" è un romanzo di svolta all’interno della serie ambientata a Buckshaw; ormai quasi adolescente, Flavia dovrà fare i conti con sgradevolissime realtà: il profondo cinismo dell’establishment, le conseguenze ambivalenti della propria fama di investigatrice, e infine le occulte vicende della propria famiglia.
16,00 € 15,20 €

Hotel Chopin

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 156
Questa è la tragicomica storia di un bizzarro furbetto che a Venezia si mise a trafficare colori sottobanco, dopo che la Comunità europea, un decennio fa, ne proibì alcuni perché tossici. Li producevano in Ucraina. L’invasione del paese da parte dei russi rese impossibile la continuazione del lavoro. Ma, dopo un anno di silenzio, i barattoli dei colori senza etichette ricominciarono ad arrivare, da Varsavia. E fu là che dovette recarsi in macchina per tentare, con pochissimi indizi, di trovare chi avesse misteriosamente ripreso a produrli. Ma per strada salì a bordo uno strano autostoppista: un grosso gatto, di nome Serapione, dotato di voce umana e natura demoniaca, intelligente e sbruffone, incredibilmente imparentato con tutti i gatti della letteratura. In un continuo alternarsi di risse verbali e trabocchetti, stabiliranno la loro base d’azione nell’Hotel Chopin di Varsavia, per cercare i colori ma accostandosi sempre più al buio. Le notizie dall’Ucraina e il ricordo dei drammi del Novecento scorrono nelle lunghe serate passate in quell’albergo, mentre fuori la neve copre i vivi e i morti. Sono gli ospiti a raccontare, ma sono le presenze letterarie che rendono il libro singolare: Bulgakov, Kundera, Dostoevskij, Andruchovič, Blok, Brodsky, sono lì, veri e propri personaggi che conversano, commentano, litigano. Passato e presente, morte e vita, sogni e amare delusioni si sovrappongono e confondono come i tanti artisti e scrittori che Cataluccio, straordinario cultore di letterature slave, ha conosciuto nella sua vita o nelle pagine dei libri, permettendoci di attraversare confini, epoche e vicende storiche sullo sfondo di una catastrofica guerra tra mondi, vicini e ormai lontanissimi, che coinvolge ormai persino la lingua e la letteratura.
15,00 € 14,25 €

Persa e mai ritrovata

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 330
Oxford è l’incarnazione delle contraddizioni di un intero paese, città dove i senzatetto si accampano all’ombra di quegli stessi edifici eleganti abitati e frequentati dall’indifferente borghesia inglese. È una città in cui si può scomparire nel nulla, senza essere mai ritrovati. Sono le tre del mattino quando la polizia riceve una chiamata da Zara Fanshawe. Un’ora dopo, la Rolls-Royce dell’ereditiera viene trovata abbandonata in una squallida stradina. Della donna, però, nessuna traccia. I paparazzi impazziscono, l’intera città è in fibrillazione e il caso finisce sulle scrivanie di Ryan e Ray Wilkins. Per qualche motivo, da che è trapelata la notizia, la senzatetto Lena Wojcik è nervosamente alla ricerca di un uomo che a Oxford tutti conoscono, il burbero mendicante che si aggira per le vie della città spingendo un carrello stracolmo di effetti personali. Anche lui è scomparso nel nulla. Forse i due casi sono collegati. Dopo il successo di "Un omicidio a novembre" e "Il caso Poppy Clarke", arriva in libreria la terza avventura per la coppia più improbabile e appassionante del giallo britannico contemporaneo. Un’indagine impossibile in cui i ruoli si ribaltano continuamente, una ricerca che coinvolge strani senzatetto e poliziotti corrotti, muovendosi tra le pieghe di una società spaccata dalle differenze di classe. Ryan e Ray Wilkins sono tornati.
17,00 € 16,15 €

Omicidi Srl

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 370
Ammazzare la gente per soldi, pianificare, contenere le spese, gestire una piccola azienda di eliminazioni, con due principi basilari: «La sicurezza prima di tutto» e «Deve sembrare un incidente». Il Biondo e Quello con la cravatta sono killer professionisti, e hanno gli stessi dubbi e le stesse difficoltà di ogni professionista. Questioni etiche e questioni pratiche, dubbi esistenziali e dubbi tecnici su come onorare i contratti, modi, tempi, risvolti morali dell’ammazzare qualcuno. Niente di personale, è solo lavoro. Questa volta sono alle prese con un contratto inedito che li pone di fronte a una questione morale: accettare l’incarico, molto ben pagato, o cedere ai loro dubbi etici? Proprio per questo, per chiedere consiglio a una collega, coinvolgono la loro «stagista» Francesca Aroldi. Parte quindi una sequenza di contrattempi, infortuni, difficoltà, piani falliti, svolte e testacoda, incidenti di percorso, problemi familiari e pistole da pulire. Una trama di impicci e sviluppi a sorpresa, in cui, nell’azienda dei killer, si confrontano due scuole di pensiero: la pianificazione scientifica dell’omicidio che tende al delitto perfetto, e l’improvvisazione; lo spartito rigoroso fatto di piani infallibili, e il free jazz. Il Biondo e Quello con la cravatta giocano sul cinismo e sul disincanto, come anche cinico e disincantato è l’ambiente in cui si muovono, che attraversano, che descrivono in dialoghi veloci e fulminanti. Una società avida, senza scrupoli, che i due soci osservano con implacabile sarcasmo immersi in una Milano sgangheratamente ricca. Omicidi Srl è una commedia nera, feroce e divertente, che segue Il tallone da killer, precisa i contorni dei protagonisti, gioca con la satira, l’azione e il genere noir, si diverte a vedere la storia gialla dalla parte dei cattivi per rivelarci che anche i buoni... insomma...
17,00 € 16,15 €

Il tailleur grigio

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
Il tailleur grigio (pubblicato la prima volta nel 2008) è il romanzo di Camilleri che apre la strada a uno stupefacente filone «italiano» di ambientazione borghese. La lingua non è il vigatese. Leggermente mescidata e gelida, è l’autobiografia locutoria di una classe sociale. L’azione, che comprende un inserto relativo a un’impresa mafiosa, si svolge in Sicilia: tra la pirandelliana Montelusa e Palermo. Ed è la costruzione scenografica di una vibrante relazione poliamorosa che è una naturale e intensa questione di corpi e posizioni: una continua e spontanea emozione corporea. Protagonisti del romanzo sono due vedovi. Lui è un alto funzionario di banca andato in pensione. Lei, Adele, è una donna «elegantissima e vaporosa», tanto da sembrare «finta»: è «l’esatta copia di una delle dive americane del bianco e nero». Lui è un «vedovo di cinquantacinque anni», lei «una vedovella di trenta». Adele è più che sensuosa: è indipendente «da ogni sentimento» ed è «una macchina perfetta» che si mette «in moto appena» viene premuto il «pulsante» e non la smette più di «funzionare». Il marito «con la lucidità che sempre lo aveva governato seppe che, inevitabilmente, sarebbe arrivato un giorno in cui Adele non avrebbe potuto fare altro che tradirlo». Superata una iniziale «fitta di gelosia», il marito si convinse che era più che legittimo che il tradimento della moglie rientrasse «nell’ordine delle cose ineluttabili». La spiò. E quando Adele, in un albergo malfamato, si concesse al pivot di colore di una squadra di basket, il marito le fece capire che era più opportuno scegliere un posto più adatto alla sua comprovata suscettibilità. Entrò in scena anche Daniele: un atletico e biondo studente diciannovenne. L’ex funzionario di banca portò l’orecchio alla porta e registrò l’«ansimare armalisco» degli amanti. Nel romanzo circola però un vago sentore funerario. Una normale scrivania nera, di mogano, viene apprezzata come un «catafalco», e i quotidiani vanno in lettura preferibilmente per le loro pagine di necrologi. Sopravvissuto a un brutto incidente di macchina, il marito di Adele alla fine crollò gravemente. Era sconsolato. Esausto. Moribondo. Si ritrovò davanti al letto la moglie «in perfetto ordine». Indossava il «tailleur grigio». Quel tailleur era un vestito da «doppo lutto stritto o come pre lutto». Ma era anche una divisa «da donna d’affari». La morte di Ivan Il’ič di Tolstoj aveva insegnato che il momento estremo, la morte incalzante, poteva rivelare brutalmente che tutto era stato una menzogna, un fallimento nella vita familiare e nel lavoro. Il marito aveva avvertito una «malcelata ambiguità» nell’«arida» moglie. Salvatore Silvano Nigro
14,00 € 13,30 €

La Niña de Oro

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 312
In un angusto appartamento di una grigia Buenos Aires viene ritrovato un cadavere, rigido da settimane e che porta segni di tortura. Appartiene al professore di biologia Aníbal Doliner, noto tra i colleghi del liceo per essere un tipo solitario, ai limiti della misantropia. Il caso si preannuncia alquanto inquietante, oltre che difficile, perché il professore era dedito a una insolita scienza, la teratologia, lo studio delle anomalie e delle malformazioni corporee, e vi si dedicava maniacalmente nel tentativo di produrre «mostruosità». Per l’indagine non basta dunque solo raccogliere indizi ed esaminare la lista dei testimoni, spesso personaggi singolari. Ma è necessario anche sondare, penetrare nell’enigma delle ricerche perverse della vittima. Come, quando, perché si procurava i suoi esemplari; soprattutto uno, un ragazzo albino, Copito, bello e delicato come un fiocco di neve, chiamato la Niña de Oro. E sono quesiti che conducono dentro mondi sotterranei in cui traffici, stregonerie, sesso e vite bizzarre si incrociano. Guida l’inchiesta la sostituta procuratrice Silvia Rey, affiancata con non troppa intesa dal viceispettore Osvaldo Carrucci. I due, l’inquieta Silvia e lo spavaldo Carrucci, incarnano con i loro caratteri la duplice logica dell’investigazione: tante piste convenzionali che si aprono, seguono il loro percorso, sembrano sciogliersi, ma poi urtano come falene abbagliate contro un centro di mistero inscalfibile, che è insieme repellente e magnetico. Pablo Maurette si rivela al lettore italiano un costruttore di trame vertiginosamente ingegnose, debitrici di una propensione al realismo magico con punte di orrore. La Niña de Oro è un giallo dalla sofisticata precisione narrativa in cui non mancano colpi di scena, personaggi e atmosfere degni di un film di David Lynch: le istituzioni non funzionano, la polizia ostacola le indagini, mentre il soprannaturale si insinua serpentino nel quotidiano. Nella Buenos Aires di Silvia Rey, i misteri possono essere risolti, ma non sembra esserci posto per la giustizia.
15,00 € 14,25 €

L'uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 272
A Pineta, il paese sul litorale pisano nato dalla fantasia di Marco Malvaldi, i Vecchietti del BarLume sono ormai un’istituzione. Nell’arco di una vita intera, hanno maturato un notevole capitale di arguzia e di intelligenza, e tra risate beffarde, motteggi graffianti e intuizioni investigative sopraffine, sono diventati rappresentazione fantastica di una vera antropologia. Una rappresentazione innestata su una struttura gialla e con un andamento comico, che nei racconti – genere in cui prevalgono i dialoghi, la vitalità della scena e la singolarità della situazione – trova il suo distillato. L’uomo vestito di arancione raccoglie quattro anni di racconti gialli. Ognuno presenta una situation comique con crimine. Una strage di maiali sotto protezione; sulle piste da sci un morto e tre tute da donna identiche; una partita di calcio femminile con commenti immaginabili, e una calciatrice uccisa; una crociera-supplizio in compagnia di una canterina Loggia del Cinghiale e un ministro del culto anglicano; una Sagra del Totano con truffa; un traffico in Olanda, durante i festeggiamenti del compleanno reale, sventato da remoto dal gruppo del BarLume. In genere sono il barista Massimo e la sua fidanzata Alice, che è anche commissaria di polizia, a sciogliere il mistero: ma la loro è una sorta di regia, perché l’ordito su cui in tessere l’indagine lo forniscono sempre i vecchietti: l’Aldo, nonno Ampelio, il Del Tacca, il Rimediotti. Il loro mezzo è la maldicenza, combinata ai ricordi e a una psicologia da bar delle vecchie Case del Popolo, eppure efficacissima. E un fondo malinconico per un mondo che va svaporando senza lasciarne uno migliore. «È nei racconti», scrive Marco Malvaldi a commento di questo libro, che nasce da una scelta da varie antologie, «che si vede maggiormente il rapporto dei miei protagonisti con il tempo che passa e con i vecchi ricordi che riaffiorano. Ma, soprattutto, è nei racconti che probabilmente si vedono meglio i rapporti umani tra i protagonisti».
15,00 € 14,25 €

E non è subito sera

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 320
Una bambina sopravvive a stento al suo primo respiro e subito dopo muore soffocata nella culla. Oppure no? Diventa una donna adulta, muore circondata dall’amore di chi le sta attorno. Oppure no? Muore nella disperazione di un amore non corrisposto. Oppure no? La sua memoria è onorata, muore all’apice della fama letteraria. Oppure no, viene dimenticata da tutti, nell’oscurità di una casa di riposo. Cosa ci vuole per sopravvivere al ventesimo secolo? La storia del Novecento europeo viene ripercorsa attraverso cinque possibili vite di una donna, cinque universi alternativi eppure connessi in un unico romanzo: passando da una piccola città galiziana all’inizio del secolo, poi attraverso la Vienna prebellica e la Mosca di Stalin fino alla Berlino di oggi, Jenny Erpenbeck affronta in queste pagine quei momenti in cui la vita segue una diramazione particolare e il «destino» emerge inaspettato dall’interazione tra storia, carattere e quello che chiamiamo «caso». Ma sono le scelte di questa donna, la sua lotta e la sua umanità – mentre affronta tutto, dall’Austria occupata dai nazisti alla polizia segreta sovietica, alle prove imposte dalla vecchiaia – che rendono questo libro così commovente e indimenticabile. Con una lingua precisa, tenace, sospesa tra il terrore e la grazia, "E non è subito sera" districa i fili del destino e ci permette di vedere il presente e il passato con occhi nuovi.
16,00 € 15,20 €

La linea zero

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 384
Il polacco Twardoch scrive con questo libro il romanzo della guerra in Ucraina, dopo essersi recato più volte sulla linea del fronte, visitando i luoghi, esplorando psicologie di soldati, gente comune e strateghi. Un romanzo abissale come una seduta di psicoterapia, preciso come un documentario. Pantegana e Cavallo (sono i loro pseudonimi da combattimento) sono intrappolati dalla «parte sbagliata del fiume Dnipro». Pantegana è un uomo rozzo e pusillanime, che punta solo a diventare «un trecentesimo» (così si chiamano i feriti ricoverati, distinti dai «duecentesimi», i morti). Cavallo è invece un volontario della Legione Internazionale, un colto cittadino polacco. Cavallo inizia a raccontare, o meglio: lo spinge a raccontare il Narratore rivolgendosi a lui con il «tu». I ricordi «dell’altro mondo» (cioè prima della guerra) sono una premessa significativa alla «melma della storia in cui un essere umano non conta nulla»: il nonno fu soldato nell’upa, l’Esercito insurrezionale ucraino, armata collaborazionista dei nazisti, colpevole di massacri, che poi combatté tedeschi e sovietici; la nonna era una profuga tedesca e il podere in Slesia dove entrambi avevano vissuto era appartenuto prima a un tedesco; la madre figlia di polacchi massacrati da ucraini; il padre diceva invece con piccata insistenza di essere un polacco europeo. E Cavallo? Cavallo era un pilota di droni che uccideva nemici senza vederli e adesso è voluto venire nella «fanteria di carne», in prima linea, nella linea zero, spinto nel profondo dal desiderio di scavare in se stesso per mezzo delle esperienze degli altri, delle loro storie e pensieri. E sono questi incontri che scorrono mentre la tecnologia delle armi trasforma il combattimento fisico in attesa eterna e le vittime in sagome e punti luminosi: e i rari incontri faccia a faccia col nemico servono solo a mostrare il pervertimento dei sentimenti. Mirtillo, Sciacallo, Sciabola, Scimmia, la sua donna Zuja, Variago, Göring, Ariano, Veles, Leopardo, i vivi e i morti: «nell’esercito ucraino erano rappresentati tutti, e questo spaccato sociale faceva sì che le forze armate pullulassero dei tipi più svariati, comuni e fuori del comune». E perché Cavallo sia finito lì è qualcosa che riguarda più di ogni altra la condizione umana e la sua oscurità. La linea zero è un romanzo crudamente epico ed esistenziale, sull’impatto della guerra nell’animo; il romanzo della complessità umana alla luce della condizione di guerra che le imprime il suo tenebroso rilievo.
16,00 € 15,20 €

La rosa inversa

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 234
In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all’inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei «malpensanti del secolo ateo e libertino» come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta. Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l’odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l’immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.
17,00 € 16,15 €

L'idiota di famiglia

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 528
Igor ha da poco oltrepassato la soglia dei quarant’anni, vive a Roma con la fidanzata Marta e un gatto, e si guadagna da vivere con le parole. È un traduttore, passa le sue giornate chino sulla scrivania traducendo operette perlopiù trascurabili quando non proprio impresentabili, eccezion fatta per il sommo Badwalds – «che il Signore me lo preservi» –, autore di culto di cui è diventato, un po’ per caso, la voce italiana. Marta, abbandonata la carriera accademica dopo una cocente delusione, si è da poco reinventata saggista femminista, ha all’attivo un paio di libri ed è lanciatissima sulla scena editoriale. Le giornate di Igor si somigliano un po’ tutte, almeno finché le frustrazioni del traduttore e le invidie del fidanzato devono farsi da parte per fronteggiare una crisi più urgente. Un messaggio della sorella Ester lo informa che il padre sta perdendo lucidità. La demenza senile avanza implacabile e presto tutto ciò che rimane dell’altero Franco Nieri – soprannominato Herr Professor, sosia di Adorno e severo teorico post-marxista – sono pochi balbettii e un’infinità di ricordi. Igor, tornato a Viareggio, affronta la crisi familiare, rimettendo insieme i brandelli di una vita intera, quella di Herr, una vita di ambizioni frustrate e sogni politici irrealizzati. Con sarcasmo brillante e ironia pungente, tra pagine comiche e passaggi commoventi, Ferrari ci porta di nuovo a Viareggio, questa volta per affrontare il rapporto tra padri e figli, le incomprensioni, i conflitti, gli affetti. E per farlo ci trascina nelle esilaranti storture del mondo editoriale, raccontandoci il disagio di una generazione un po’ sghemba, in un romanzo stratificato che è a un tempo romanzo politico, satira e romanzo di formazione.
18,00 € 17,10 €

Lord Jim a casa

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 328
Giles Trenchard è nato in un ambiente privilegiato ma ostile, in un’atmosfera dominata da violenza emotiva e isolamento. Non amato, Giles lotta invano per essere sempre all’altezza delle aspettative della sua famiglia alto-borghese, viene spedito da un collegio all’altro finché, come gesto disperato, allo scoppio della guerra si arruola nella Regia Marina. Il cameratismo della vita militare gli offre una parvenza di scopo esistenziale, di appagamento. E tuttavia, di ritorno dalla guerra, si ritrova alla deriva e, come l’eroe del Lord Jim di Joseph Conrad, commette un atto così sconvolgente da mettere in discussione il suo passato, il suo carattere e il suo intero mondo di privilegi e di apparenze. E se nel romanzo di Conrad il protagonista tentava di scappare dalla vergogna per le sue azioni, qui la fuga non è un’alternativa. Pubblicato in Inghilterra nel 1973 e a lungo dimenticato, Lord Jim a casa racconta la caduta dall’Eden di un ragazzo cresciuto nell’ipocrisia della borghesia inglese. È un romanzo crudo, doloroso e appassionante, ricco di scene grottesche, una parodia dell’alta società britannica che diventa parodia di tutte le società occidentali. Con Lord Jim a casa scopriamo una voce nuova, spietata, più che contemporanea – nonostante sia un romanzo scritto (e dimenticato) più di cinquant’anni fa.
16,00 € 15,20 €

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