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Sellerio Editore Palermo

Tutti i libri editi da Sellerio Editore Palermo

Persa e mai ritrovata

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 330
Oxford è l’incarnazione delle contraddizioni di un intero paese, città dove i senzatetto si accampano all’ombra di quegli stessi edifici eleganti abitati e frequentati dall’indifferente borghesia inglese. È una città in cui si può scomparire nel nulla, senza essere mai ritrovati. Sono le tre del mattino quando la polizia riceve una chiamata da Zara Fanshawe. Un’ora dopo, la Rolls-Royce dell’ereditiera viene trovata abbandonata in una squallida stradina. Della donna, però, nessuna traccia. I paparazzi impazziscono, l’intera città è in fibrillazione e il caso finisce sulle scrivanie di Ryan e Ray Wilkins. Per qualche motivo, da che è trapelata la notizia, la senzatetto Lena Wojcik è nervosamente alla ricerca di un uomo che a Oxford tutti conoscono, il burbero mendicante che si aggira per le vie della città spingendo un carrello stracolmo di effetti personali. Anche lui è scomparso nel nulla. Forse i due casi sono collegati. Dopo il successo di "Un omicidio a novembre" e "Il caso Poppy Clarke", arriva in libreria la terza avventura per la coppia più improbabile e appassionante del giallo britannico contemporaneo. Un’indagine impossibile in cui i ruoli si ribaltano continuamente, una ricerca che coinvolge strani senzatetto e poliziotti corrotti, muovendosi tra le pieghe di una società spaccata dalle differenze di classe. Ryan e Ray Wilkins sono tornati.
17,00 € 16,15 €

Modi di tornare a casa

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 140
Ci sono molti modi di tornare a casa. Alejandro Zambra lo fa mettendo ordine nei ricordi di un’infanzia vissuta in Cile negli anni della dittatura di Pinochet. In prima persona un bambino di nove anni racconta del suo incontro con Claudia, dodici anni, a Maipú nella notte del terremoto del 1985. Inizia una strana amicizia, forse qualcosa di più, alimentata da una missione segreta che gli assegna la ragazza: spiare tutti i movimenti dello zio Raúl che vive nel suo stesso quartiere. Vent’anni dopo scoprire di più di quel misterioso compito è come un’epifania. Diventato scrittore, quel bambino, rivive gli avvenimenti politici del passato e torna sui suoi passi: chi era veramente Raúl? E da che parte stavano i suoi genitori durante il regime? Inizia a scavare nella memoria di una generazione che andava incontro all’adolescenza, l’amore, la scuola, le prime letture, mentre gli adulti facevano i conti con la dittatura, nel silenzio o nel dissenso, complici, carnefici o vittime. Così, ritrovare Claudia e ritornare a casa sono gesti essenziali. La scrittura è catarsi, completare il romanzo della sua infanzia è urgente per risolvere il proprio conflitto con il padre e raccontare il Cile di ieri e di oggi. Con una voce limpida e malinconica, a tratti ironica, Modi di tornare a casa è forse il romanzo più personale di Zambra. Un romanzo politico, d’amore, di formazione di uno scrittore che riflette e si inserisce nella storia, che dubita e specula sul modo migliore di raccontarla, arricchendo con un affascinante piano metaletterario pagine di potente forza narrativa.
16,00 € 15,20 €

Omicidi Srl

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 370
Ammazzare la gente per soldi, pianificare, contenere le spese, gestire una piccola azienda di eliminazioni, con due principi basilari: «La sicurezza prima di tutto» e «Deve sembrare un incidente». Il Biondo e Quello con la cravatta sono killer professionisti, e hanno gli stessi dubbi e le stesse difficoltà di ogni professionista. Questioni etiche e questioni pratiche, dubbi esistenziali e dubbi tecnici su come onorare i contratti, modi, tempi, risvolti morali dell’ammazzare qualcuno. Niente di personale, è solo lavoro. Questa volta sono alle prese con un contratto inedito che li pone di fronte a una questione morale: accettare l’incarico, molto ben pagato, o cedere ai loro dubbi etici? Proprio per questo, per chiedere consiglio a una collega, coinvolgono la loro «stagista» Francesca Aroldi. Parte quindi una sequenza di contrattempi, infortuni, difficoltà, piani falliti, svolte e testacoda, incidenti di percorso, problemi familiari e pistole da pulire. Una trama di impicci e sviluppi a sorpresa, in cui, nell’azienda dei killer, si confrontano due scuole di pensiero: la pianificazione scientifica dell’omicidio che tende al delitto perfetto, e l’improvvisazione; lo spartito rigoroso fatto di piani infallibili, e il free jazz. Il Biondo e Quello con la cravatta giocano sul cinismo e sul disincanto, come anche cinico e disincantato è l’ambiente in cui si muovono, che attraversano, che descrivono in dialoghi veloci e fulminanti. Una società avida, senza scrupoli, che i due soci osservano con implacabile sarcasmo immersi in una Milano sgangheratamente ricca. Omicidi Srl è una commedia nera, feroce e divertente, che segue Il tallone da killer, precisa i contorni dei protagonisti, gioca con la satira, l’azione e il genere noir, si diverte a vedere la storia gialla dalla parte dei cattivi per rivelarci che anche i buoni... insomma...
17,00 € 16,15 €

Flavia de Luce e il delitto nel campo dei cetrioli

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 424
Inghilterra, estate 1950. A Buckshaw, l’antica e decadente dimora dove abita la famiglia de Luce, la monotonia della vita è interrotta da alcuni misteriosi eventi. Il freddo corpicino di un uccello morto viene ritrovato sulla soglia di casa, con un francobollo infilzato nel becco. Poi, quelle parole oscure e inquietanti, che Flavia sente pronunciare oltre la porta dello studio del padre: «Il vecchio Tazza? È morto da trent’anni...». «E lo abbiamo ucciso noi». Infine, poche ore dopo, un’orrida scoperta: Flavia inciampa nel corpo di un uomo agonizzante nel campo dei cetrioli e lo osserva, affascinata, mentre sussurra il suo enigmatico addio: «Vale!». Segreti di famiglia, indizi nascosti e premonizioni stuzzicano la curiosità di questa piccola detective che userà la sua passione sfrenata per la chimica e una sfacciataggine fuori dal comune per risolvere i misteri di Buckshaw. Ironia, arguzia e un pizzico di brivido: sono questi gli ingredienti del primo, irresistibile, romanzo di Flavia de Luce.
16,00 € 15,20 €

Le crociate di Terrasanta

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 224
Cosa furono, veramente, le crociate di Terrasanta? Pellegrinaggi armati o guerre sante? Guerre di espansione dell’Occidente o di difesa dalla spinta islamica? E ancora: quale fu il loro concreto svolgimento storico e chi furono i protagonisti? E infine: quali sono, anche nel dibattito culturale attuale, i sensi di quelle lotte plurisecolari tra la Cristianità occidentale e l’Islam medievale? Sono le domande che Marco Meschini ha posto al centro di questo piccolo libro, che conduce il lettore in una lunga cavalcata tra le tragedie e gli eroismi di un’epopea che non smette di interrogare e appassionare. L’intera storia delle Crociate maggiori di Terrasanta, quelle finalizzate alla riconquista di Gerusalemme e del Santo Sepolcro, in un arco cronologico che va dall’XI alla fine del XII secolo, quando con l’assedio di S. Giovanni d’Acri (1291), ultima roccaforte cristiana in Terrasanta, si chiuse l’epopea «classica» delle Crociate. Un lungo viaggio attraverso terre e mari, regni e imperi, dall’Europa in Asia e Africa, insieme a personaggi leggendari: da Urbano ii e Pietro l’Eremita, i «creatori» della Prima crociata (1095- 1099), sino al tragico epilogo a Gerusalemme con il massacro del 1099; dalle gesta di Goffredo di Buglione a quelle di Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone; dal campione medievale del jihad, il sultano d’Egitto Saladino, ai feroci mamelucchi, ex schiavi bianchi che presero il potere nel mondo musulmano, respinsero l’offensiva mongola da est e buttarono a mare gli ultimi crociati. Un lungo, appassionante racconto per comprendere il senso di una storia che ancora oggi scuote le coscienze.
18,00 € 17,10 €

La prima volta che siamo stati bianchi

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 390
Nel 1975 l’autrice, ventenne, si ritrovò a far parte di una spedizione in Africa nel Dahomey, oggi Benin, per girare un documentario sulla cultura africana. Era stato il re Aho René Glelé, erede della monarchia decaduta e capo vodun, a sollecitare l’incontro con Ascanio e Ulisse, uno enologo con la passione per l’etnologia, l’altro uomo di libri e di editoria, uomo eclettico, amante d’arte e di viaggi. Nella lettera il re si diceva disposto a far girare un documentario per mettere il mondo a parte della magia dell’Africa, le virtù del fuoco e quelle dell’acqua, i riti vodun, la divinità, gli gnomi. Ascanio e Ulisse si innamorarono dell’idea di immergersi in quel mondo e di testimoniarne riti, miti, medicina. Il viaggio doveva durare alcuni mesi, ma Ulisse finì per restarci due anni. La Rai finanziò la spedizione e alla fine il documentario intitolato Magia d’Africa fu trasmesso su Rai2. Questo libro è il racconto di quella straordinaria esperienza, tutti coloro che parteciparono alla spedizione, a partire dalla troupe Rai, rimasero coinvolti e incantati da uomini, paesaggi, riti dell’Africa più remota. Nell’esplorazione di quel mondo i tempi si dilatano, gli italiani sono visti con sospetto soprattutto dai nuovi governanti, antiche dinastie lottano tra loro, stregoni e imbroglioni, amori e visioni del passato coloniale francese, tutto si intreccia mentre lo sguardo di Maria Pace Ottieri – autrice e protagonista – combina magistralmente il racconto di viaggio con l’osservazione antropologica. Quasi vent’anni dopo l’autrice ritornerà in Benin dove tutto sarà diverso, un mondo in trasformazione e quasi corrotto dal turismo. Ma è cambiato soprattutto l’approccio a quella terra.
15,00 € 14,25 €

La peggior specie

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 262
Le Langhe, le colline di un Piemonte dal sapore arcaico che al tempo stesso sono una Disneyland del gusto e del lusso. Accanto alle cascine e ai piccoli borghi, dove si lavora soprattutto per i ricchi e i prodotti sono stati sostituiti da «esperienze», convivono i laboratori e i capannoni dell’industria alimentare. Tra questi c’è la RonCarni, uno dei più grandi allevamenti e mattatoi della regione. Una serie di video scioccanti girati nello stabilimento vengono diffusi da un programma televisivo molto popolare, la domenica pomeriggio, e diventano di dominio pubblico. Si vede la breve vita infelice degli animali, la brutalità della catena di montaggio che stordisce, sbeffeggia, tortura, per trasformare un mammifero in una bistecca. Un investigatore privato, uno specialista in questo genere di crisi, dovrà infiltrarsi tra gli operai e gli attivisti del posto per scoprire chi abbia divulgato illegalmente quelle immagini. È un’indagine difficile, piena di menzogne e omissioni, di incontri clandestini con informatori incappucciati e militanti dei movimenti ambientalisti. Ne emerge un disagio violento, un malcontento che divide e ferisce le persone, un dolore profondo che sembra accomunare tutti, chi prova a costruire un mondo diverso e quelli che se ne fregano, gli animali liberi e quelli destinati al macello. Maurizio Torchio costruisce una narrazione politica e un’indagine morale, con una tensione e dei meccanismi non lontani dal thriller, dove non esistono i buoni e i cattivi: nessun personaggio è nelle condizioni di fare prediche, mentre il dominio dell’uomo sull’uomo si intreccia al dominio dell’uomo sugli altri animali. "La peggior specie" è un romanzo che vive di squarci visionari e circostanze iperrealistiche, segnato da una lingua spietata e raffinata. La civiltà del cibo e del vino e la lotta animalista, il paesaggio industriale e il vegetarianesimo: tra loro si spalanca una discesa agli inferi fatta di corpi e sangue, dove c’è solo una bestia dalla quale bisogna davvero difendersi.
17,00 € 16,15 €

Il tailleur grigio

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
Il tailleur grigio (pubblicato la prima volta nel 2008) è il romanzo di Camilleri che apre la strada a uno stupefacente filone «italiano» di ambientazione borghese. La lingua non è il vigatese. Leggermente mescidata e gelida, è l’autobiografia locutoria di una classe sociale. L’azione, che comprende un inserto relativo a un’impresa mafiosa, si svolge in Sicilia: tra la pirandelliana Montelusa e Palermo. Ed è la costruzione scenografica di una vibrante relazione poliamorosa che è una naturale e intensa questione di corpi e posizioni: una continua e spontanea emozione corporea. Protagonisti del romanzo sono due vedovi. Lui è un alto funzionario di banca andato in pensione. Lei, Adele, è una donna «elegantissima e vaporosa», tanto da sembrare «finta»: è «l’esatta copia di una delle dive americane del bianco e nero». Lui è un «vedovo di cinquantacinque anni», lei «una vedovella di trenta». Adele è più che sensuosa: è indipendente «da ogni sentimento» ed è «una macchina perfetta» che si mette «in moto appena» viene premuto il «pulsante» e non la smette più di «funzionare». Il marito «con la lucidità che sempre lo aveva governato seppe che, inevitabilmente, sarebbe arrivato un giorno in cui Adele non avrebbe potuto fare altro che tradirlo». Superata una iniziale «fitta di gelosia», il marito si convinse che era più che legittimo che il tradimento della moglie rientrasse «nell’ordine delle cose ineluttabili». La spiò. E quando Adele, in un albergo malfamato, si concesse al pivot di colore di una squadra di basket, il marito le fece capire che era più opportuno scegliere un posto più adatto alla sua comprovata suscettibilità. Entrò in scena anche Daniele: un atletico e biondo studente diciannovenne. L’ex funzionario di banca portò l’orecchio alla porta e registrò l’«ansimare armalisco» degli amanti. Nel romanzo circola però un vago sentore funerario. Una normale scrivania nera, di mogano, viene apprezzata come un «catafalco», e i quotidiani vanno in lettura preferibilmente per le loro pagine di necrologi. Sopravvissuto a un brutto incidente di macchina, il marito di Adele alla fine crollò gravemente. Era sconsolato. Esausto. Moribondo. Si ritrovò davanti al letto la moglie «in perfetto ordine». Indossava il «tailleur grigio». Quel tailleur era un vestito da «doppo lutto stritto o come pre lutto». Ma era anche una divisa «da donna d’affari». La morte di Ivan Il’ič di Tolstoj aveva insegnato che il momento estremo, la morte incalzante, poteva rivelare brutalmente che tutto era stato una menzogna, un fallimento nella vita familiare e nel lavoro. Il marito aveva avvertito una «malcelata ambiguità» nell’«arida» moglie. Salvatore Silvano Nigro
14,00 € 13,30 €

La Niña de Oro

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 312
In un angusto appartamento di una grigia Buenos Aires viene ritrovato un cadavere, rigido da settimane e che porta segni di tortura. Appartiene al professore di biologia Aníbal Doliner, noto tra i colleghi del liceo per essere un tipo solitario, ai limiti della misantropia. Il caso si preannuncia alquanto inquietante, oltre che difficile, perché il professore era dedito a una insolita scienza, la teratologia, lo studio delle anomalie e delle malformazioni corporee, e vi si dedicava maniacalmente nel tentativo di produrre «mostruosità». Per l’indagine non basta dunque solo raccogliere indizi ed esaminare la lista dei testimoni, spesso personaggi singolari. Ma è necessario anche sondare, penetrare nell’enigma delle ricerche perverse della vittima. Come, quando, perché si procurava i suoi esemplari; soprattutto uno, un ragazzo albino, Copito, bello e delicato come un fiocco di neve, chiamato la Niña de Oro. E sono quesiti che conducono dentro mondi sotterranei in cui traffici, stregonerie, sesso e vite bizzarre si incrociano. Guida l’inchiesta la sostituta procuratrice Silvia Rey, affiancata con non troppa intesa dal viceispettore Osvaldo Carrucci. I due, l’inquieta Silvia e lo spavaldo Carrucci, incarnano con i loro caratteri la duplice logica dell’investigazione: tante piste convenzionali che si aprono, seguono il loro percorso, sembrano sciogliersi, ma poi urtano come falene abbagliate contro un centro di mistero inscalfibile, che è insieme repellente e magnetico. Pablo Maurette si rivela al lettore italiano un costruttore di trame vertiginosamente ingegnose, debitrici di una propensione al realismo magico con punte di orrore. La Niña de Oro è un giallo dalla sofisticata precisione narrativa in cui non mancano colpi di scena, personaggi e atmosfere degni di un film di David Lynch: le istituzioni non funzionano, la polizia ostacola le indagini, mentre il soprannaturale si insinua serpentino nel quotidiano. Nella Buenos Aires di Silvia Rey, i misteri possono essere risolti, ma non sembra esserci posto per la giustizia.
15,00 € 14,25 €

L'uomo vestito di arancione. Sei casi al BarLume

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 272
A Pineta, il paese sul litorale pisano nato dalla fantasia di Marco Malvaldi, i Vecchietti del BarLume sono ormai un’istituzione. Nell’arco di una vita intera, hanno maturato un notevole capitale di arguzia e di intelligenza, e tra risate beffarde, motteggi graffianti e intuizioni investigative sopraffine, sono diventati rappresentazione fantastica di una vera antropologia. Una rappresentazione innestata su una struttura gialla e con un andamento comico, che nei racconti – genere in cui prevalgono i dialoghi, la vitalità della scena e la singolarità della situazione – trova il suo distillato. L’uomo vestito di arancione raccoglie quattro anni di racconti gialli. Ognuno presenta una situation comique con crimine. Una strage di maiali sotto protezione; sulle piste da sci un morto e tre tute da donna identiche; una partita di calcio femminile con commenti immaginabili, e una calciatrice uccisa; una crociera-supplizio in compagnia di una canterina Loggia del Cinghiale e un ministro del culto anglicano; una Sagra del Totano con truffa; un traffico in Olanda, durante i festeggiamenti del compleanno reale, sventato da remoto dal gruppo del BarLume. In genere sono il barista Massimo e la sua fidanzata Alice, che è anche commissaria di polizia, a sciogliere il mistero: ma la loro è una sorta di regia, perché l’ordito su cui in tessere l’indagine lo forniscono sempre i vecchietti: l’Aldo, nonno Ampelio, il Del Tacca, il Rimediotti. Il loro mezzo è la maldicenza, combinata ai ricordi e a una psicologia da bar delle vecchie Case del Popolo, eppure efficacissima. E un fondo malinconico per un mondo che va svaporando senza lasciarne uno migliore. «È nei racconti», scrive Marco Malvaldi a commento di questo libro, che nasce da una scelta da varie antologie, «che si vede maggiormente il rapporto dei miei protagonisti con il tempo che passa e con i vecchi ricordi che riaffiorano. Ma, soprattutto, è nei racconti che probabilmente si vedono meglio i rapporti umani tra i protagonisti».
15,00 € 14,25 €

E non è subito sera

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 320
Una bambina sopravvive a stento al suo primo respiro e subito dopo muore soffocata nella culla. Oppure no? Diventa una donna adulta, muore circondata dall’amore di chi le sta attorno. Oppure no? Muore nella disperazione di un amore non corrisposto. Oppure no? La sua memoria è onorata, muore all’apice della fama letteraria. Oppure no, viene dimenticata da tutti, nell’oscurità di una casa di riposo. Cosa ci vuole per sopravvivere al ventesimo secolo? La storia del Novecento europeo viene ripercorsa attraverso cinque possibili vite di una donna, cinque universi alternativi eppure connessi in un unico romanzo: passando da una piccola città galiziana all’inizio del secolo, poi attraverso la Vienna prebellica e la Mosca di Stalin fino alla Berlino di oggi, Jenny Erpenbeck affronta in queste pagine quei momenti in cui la vita segue una diramazione particolare e il «destino» emerge inaspettato dall’interazione tra storia, carattere e quello che chiamiamo «caso». Ma sono le scelte di questa donna, la sua lotta e la sua umanità – mentre affronta tutto, dall’Austria occupata dai nazisti alla polizia segreta sovietica, alle prove imposte dalla vecchiaia – che rendono questo libro così commovente e indimenticabile. Con una lingua precisa, tenace, sospesa tra il terrore e la grazia, "E non è subito sera" districa i fili del destino e ci permette di vedere il presente e il passato con occhi nuovi.
16,00 € 15,20 €

La linea zero

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 384
Il polacco Twardoch scrive con questo libro il romanzo della guerra in Ucraina, dopo essersi recato più volte sulla linea del fronte, visitando i luoghi, esplorando psicologie di soldati, gente comune e strateghi. Un romanzo abissale come una seduta di psicoterapia, preciso come un documentario. Pantegana e Cavallo (sono i loro pseudonimi da combattimento) sono intrappolati dalla «parte sbagliata del fiume Dnipro». Pantegana è un uomo rozzo e pusillanime, che punta solo a diventare «un trecentesimo» (così si chiamano i feriti ricoverati, distinti dai «duecentesimi», i morti). Cavallo è invece un volontario della Legione Internazionale, un colto cittadino polacco. Cavallo inizia a raccontare, o meglio: lo spinge a raccontare il Narratore rivolgendosi a lui con il «tu». I ricordi «dell’altro mondo» (cioè prima della guerra) sono una premessa significativa alla «melma della storia in cui un essere umano non conta nulla»: il nonno fu soldato nell’upa, l’Esercito insurrezionale ucraino, armata collaborazionista dei nazisti, colpevole di massacri, che poi combatté tedeschi e sovietici; la nonna era una profuga tedesca e il podere in Slesia dove entrambi avevano vissuto era appartenuto prima a un tedesco; la madre figlia di polacchi massacrati da ucraini; il padre diceva invece con piccata insistenza di essere un polacco europeo. E Cavallo? Cavallo era un pilota di droni che uccideva nemici senza vederli e adesso è voluto venire nella «fanteria di carne», in prima linea, nella linea zero, spinto nel profondo dal desiderio di scavare in se stesso per mezzo delle esperienze degli altri, delle loro storie e pensieri. E sono questi incontri che scorrono mentre la tecnologia delle armi trasforma il combattimento fisico in attesa eterna e le vittime in sagome e punti luminosi: e i rari incontri faccia a faccia col nemico servono solo a mostrare il pervertimento dei sentimenti. Mirtillo, Sciacallo, Sciabola, Scimmia, la sua donna Zuja, Variago, Göring, Ariano, Veles, Leopardo, i vivi e i morti: «nell’esercito ucraino erano rappresentati tutti, e questo spaccato sociale faceva sì che le forze armate pullulassero dei tipi più svariati, comuni e fuori del comune». E perché Cavallo sia finito lì è qualcosa che riguarda più di ogni altra la condizione umana e la sua oscurità. La linea zero è un romanzo crudamente epico ed esistenziale, sull’impatto della guerra nell’animo; il romanzo della complessità umana alla luce della condizione di guerra che le imprime il suo tenebroso rilievo.
16,00 € 15,20 €

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