Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Passigli

Tutti i libri editi da Passigli

Disordine e dolore precoce

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 80
Il “disordine” del titolo di questo lungo racconto dal forte impianto autobiografico è quello della vita familiare e, insieme, dell’epoca in cui questa vita borghese si inserisce: la Germania del primo dopoguerra, con un’inflazione alle stelle e una forte instabilità sociale. Ma è anche il disordine che il professor Abel Cornelius, cinquantenne – la stessa età dell’autore –, vede crescere all’interno della propria famiglia, con un figlio e una figlia già più che adolescenti e un figlio e una figlia invece ancora bambini. Ed è proprio la figlia piccola, Lorchen, di soli cinque anni, la protagonista della seconda metà del titolo, quel “dolore precoce” che la prende all’improvviso quando scopre che Max, il giovane amico dei “fratelli grandi” che l’ha fatta ballare durante la festa casalinga, non è anche lui un fratello, come invece lei sente che dovrebbe essere, quasi una premonizione per lei di ciò che sarà la subdola potenza di Eros… Uscito per la prima volta su rivista nel 1925, “Disordine e dolore precoce” resta uno dei racconti più straordinari di Thomas Mann, che ne iniziò la stesura subito dopo aver pubblicato uno dei suoi massimi capolavori, il romanzo “La montagna incantata”.
9,50 € 9,03 €

Perle. Testo originale a fronte

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 192
Nella seconda metà degli anni Quaranta, in un’Italia appena uscita dal conflitto mondiale e già immersa nello scontro ideologico della guerra fredda, un poeta comunista traduce in italiano un poeta russo fucilato venticinque anni prima dai bolscevichi e innominabile – a quell’epoca e ancora per decenni – in Unione Sovietica. Da questo insolito incontro nasce questo volume: benché Franco Matacotta, il poeta-traduttore, avesse cercato in più occasioni di pubblicarle, le versioni da Nikolaj Gumilëv – quarantanove poesie tratte dalla raccolta "Žemčuga" ("Perle") – erano rimaste inedite e sono qui pubblicate per la prima volta. Si possono soltanto fare ipotesi sul perché, tra i molti grandi poeti russi del primo Novecento, la scelta sia ricaduta proprio su Gumilëv, apparentemente così distante – per posizioni politiche ed estetiche – da Matacotta. Certo è che Gumilëv era stato uno degli assoluti protagonisti della sua epoca, fondatore della “Gilda dei poeti”, capofila del gruppo degli acmeisti insieme ad Anna Achmatova e Osip Mandel’štam. Pur serbando l’impronta dell’epoca a cui risalgono, le traduzioni di Matacotta – che come in altri casi si avvalse dell’ausilio linguistico di una madrelingua russa, Valentina Preobraženskaja – riescono a renderci ancora oggi, a quasi ottant’anni di distanza dalla loro stesura, il fascino di una poesia certamente educata sui maestri simbolisti delle generazioni precedenti eppure già matura e improntata di una personalità poetica forte e originale.
19,50 € 18,53 €

Islam. Come religione e politica dividono una realtà multiforme

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 80
«Noi diciamo “l’Islam”. Più corretto sarebbe parlare degli Islam. D’altra parte, anche il cristianesimo e l’ebraismo si potrebbero – e forse si dovrebbero – declinare al plurale», così afferma Franco Cardini, medievista da oltre mezzo secolo attento ai problemi del rapporto fra Europa e Islam, in questo agile volume che rappresenta un’indispensabile guida per orientarsi non solo nella cultura e nella religione islamica – che si articola in molteplici sette e scuole nelle sue diverse confessioni –, ma anche nei suoi rapporti con le altre realtà politiche e religiose dalle origini ai giorni nostri, fino alle Primavere arabe e all’attuale conflitto israelo-palestinese. Le radici delle tensioni che sconvolgono il Medio Oriente, oltre che nel recente passato coloniale, sono da individuarsi nelle diversità religiose intrinseche all’Islam, ma definirla tout court una religione incline alla violenza equivale a una legittimazione del terrorismo presentato come fenomeno a essa fisiologicamente intrinseco, anziché un’aberrazione condannata da gran parte delle scuole coraniche e della popolazione musulmana del mondo. L’invito dell’autore è perciò quello a non arrendersi a facili stereotipi e documentarsi quanto più possibile sui testi relativi a questa affascinante e multiforme cultura poiché, come egli stesso ci dice, molti lavori a essa dedicati sono talmente condizionati da errori e pregiudizi che «a volte vi daranno l’impressione di non star parlando nemmeno del medesimo soggetto».
10,00 € 9,50 €

Oltre il baratro. Ripensare la sinistra e la democrazia

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 204
Vi è un filo rosso che collega le tante riflessioni di questo libro di Achille Occhetto: la convinzione che valori come libertà ed eguaglianza, fondamentali per l’umana convivenza, sono inscindibili dalla democrazia, e che le concrete vicende della politica condizionano la qualità della nostra vita e richiedono il nostro impegno. Occhetto si impegna così in un’articolata riflessione sui maggiori temi che toccano il nostro vivere. Nel suo scritto si avverte spesso la passione di chi ha a lungo praticato la politica in posizioni di grande responsabilità, vivendone momenti di grande cambiamento, ma si avverte anche la lucida analisi dell’intellettuale che degli avvenimenti coglie gli aspetti più ricorrenti e universali. Non mancano acute osservazioni sui processi in atto in questi anni: vecchi e nuovi autoritarismi; la nascita del populismo in parallelo alla contemporanea caduta della partecipazione alla politica; il crescente ruolo delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale; il mutato valore del lavoro; la crisi ecologica. A questi temi si aggiungono quelli relativi ai conflitti in Ucraina e Palestina, e alla sfida che le minacciose politiche di Trump portano all’Europa e all’alleanza atlantica. Il lavoro di Occhetto è in conclusione un’accorata riflessione sulle condizioni del nostro vivere civile e sul ruolo che una “buona politica” può avere per migliorarle, nonché un invito a ripensare i concetti stessi di sinistra e democrazia, dal momento che, come lui stesso afferma, «l’elezione di Trump e il suo discorso d’insediamento hanno non solo segnato uno spartiacque storico nella natura della democrazia americana ma avviato un vero e proprio tsunami nelle democrazie di tutto il mondo», che non può essere affrontato rimanendo fermi sugli spalti della mera difesa della liberaldemocrazia. In un’epoca in cui alla barbarie di fanatismi teocratici o di soffocanti autocrazie sembrano contrapporsi, nelle democrazie liberali, solo leader motivati da tornaconto personale o portatori di divisioni, questo libro di Occhetto mostra l’importanza che la cultura e i grandi valori alla radice della civiltà occidentale hanno ancora per la salute delle nostre società.
18,50 € 17,58 €

Vento e destino. Poesie, prose, sogni e appunti a Capri e a Napoli

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 120
Dopo le grandi città del Ventesimo secolo, la Berlino poco amata e la Parigi da cui è ambiguamente sedotto, Rainer Maria Rilke sceglie l’incanto di un’isola che rappresenta la quintessenza del Mediterraneo. È anche un modo per sfuggire alle relazioni troppo coinvolgenti con Lou Andreas Salomé, sua compagna a Berlino, e con la moglie Clara Westhoff, allieva di Rodin a Parigi. Così, dopo un breve soggiorno napoletano, Rilke arriva a Capri il 4 dicembre 1906, nel giorno del suo trentunesimo compleanno, «e il luogo scelto», scrive Elisabetta Potthoff nella prefazione a questo nostro volume, «pareva predestinato a fargli ritrovare l’equilibrio della quiete: a Villa Discopoli gli era stata messa a disposizione la Casina delle rose, edificio indipendente che sorge nel giardino della villa e dal quale facilmente si accede sulla via Tragara, da dove scorci improvvisi dischiudono, immensa, la vista del mare». Il soggiorno si protrae fino al maggio dell’anno successivo (con un ritorno nella primavera del 1908), lasciando in Rilke una profonda traccia, come testimoniato da questa nostra edizione, che raccoglie le prose e le poesie ispirate da questo suo buen retiro caprese, compresi quei testi che a Capri e Napoli sono nati, ma che solo a distanza di tempo hanno poi trovato la loro collocazione nell’opera del grande poeta.
14,50 € 13,78 €

Italia barbara

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 168
Il 1925 è l’anno del “Manifesto degli intellettuali fascisti” di Giovanni Gentile, che Curzio Malaparte sottoscrisse, ed è lo stesso anno in cui lo scrittore toscano affidò “Italia barbara”, forse la sua opera più vicina al fascismo, alla casa editrice di Piero Gobetti, fervente antifascista. Certamente colpisce che il primo editore del libro sia stato il grande intellettuale torinese, che di lì a poco trovò la morte in Francia, ove fu costretto a riparare a causa delle persecuzioni subite dai fascisti, ma tra i due uomini vi fu sempre, sin dal 1922, una solida e profonda amicizia intellettuale che superava le divergenze politiche del “fascista imperfetto” Malaparte e del “liberalista eccentrico” Gobetti, che accompagnò la sua edizione del volume con una nota destinata a divenire celeberrima: «Presento al mio pubblico il libro di un nemico… la più forte penna del fascismo». “Italia barbara” è, nelle parole di Francesco Perfetti che firma l’esauriente studio introduttivo a questa nostra edizione, «una raccolta di saggi solo apparentemente eterogenei ma in realtà fra loro coordinati da una comune visione… di una “Italia barbara”, cioè di una “Italia antica, tradizionale, storica, popolaresca, ingenua”», che viene contrapposta a quell’Europa cosiddetta “civile”, frutto della «modernità trionfante delle nazioni dell’Occidente e del Settentrione». Una polemica contro la modernità, dunque, cui si aggiunge una visione critica del nostro Risorgimento che si innesta sul filone revisionistico iniziato proprio in quegli anni. Un’opera insolita che all’epoca della pubblicazione suscitò scalpore tanto tra i fascisti quanto tra gli antifascisti, ma ancora oggi fondamentale per capire il clima e le contraddizioni in cui maturò il consenso verso il Regime.
17,50 € 16,63 €

Nordio. Ragioni e pericoli di una riforma

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 168
Nelle democrazie liberali l’equilibrio tra poteri è un principio fondamentale. In Italia, vi è però chi – come l’attuale maggioranza di governo – teorizza che poteri come l’Esecutivo e il Legislativo che derivano da un voto popolare abbiano una legittimità maggiore del Giudiziario non eletto dal popolo, facendone conseguire che l’attività giurisdizionale della magistratura non deve tradursi in “indebite interferenze” e porre limiti all’azione di chi governa. È in questo contesto che vanno giudicati i problemi della giustizia italiana, e in primo luogo la sua lentezza. Questo libro prende in esame le molteplici cause di questa lentezza, distinguendone i fattori strutturali (come gli insufficienti organici, o l’eccesso di piccoli Tribunali) dalle cause comportamentali (ad esempio l’improprio utilizzo di istituti quali la prescrizione) e culturali (come l’abuso del garantismo, o la progressiva modifica del ruolo della Cassazione). In conclusione, la riforma Nordio è non solo inutile a eliminare la lentezza dei processi penali e civili per esplicita ammissione del suo estensore, ma addirittura dannosa. Obiettivo della riforma non è infatti eliminare i mali della giustizia italiana – né tantomeno la separazione delle carriere, già pienamente attuata con la riforma Cartabia del 2022, che interessa ogni anno non più di 40-50 magistrati –, ma eliminare il sistema di “pesi e contrappesi” tra poteri autonomi e indipendenti che ha retto fino a oggi la nostra democrazia, concentrando tutto il potere nel Governo – e con l’eventuale introduzione del Premierato in un’unica persona – senza possibilità di cambiamenti per l’intera legislatura e al prezzo di ridimensionare il ruolo della stessa Presidenza della Repubblica. Infine, aprendo la via all’introduzione con leggi ordinarie di limiti all’obbligatorietà dell’azione penale, la riforma, se approvata, limiterebbe il potere di controllo della magistratura introducendo forme di immunità per la classe politica. Prefazione di Ferruccio De Bortoli.
15,00 € 14,25 €

Egemonia e democrazia

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 196
Antonio Gramsci ha elaborato il concetto di egemonia in vari passi dei suoi “Quaderni del carcere”. È dunque inevitabile che qualsiasi raccolta tratta dai Quaderni abbia un carattere di antologia, la cui natura unitaria è tuttavia assicurata dalla grande intuizione che il potere non sia assicurato dall’uso della forza, ma dal controllo delle modalità di formazione dell’opinione pubblica e del consenso politico, che Gramsci identifica nel controllo dell’università e della scuola, dei media, e in genere di tutti i processi culturali. In cento anni, questi processi sono profondamente cambiati con l’avvento di nuovi attori e nuovi canali, ma l’intuizione di Gramsci che lo scontro per il loro controllo sia un aspetto essenziale di ogni sistema politico conserva tutta la sua validità. L’egemonia è ancora la capacità di una classe, di un gruppo intellettuale, o di una forza politica, di influenzare e dirigere altre classi e altre forze politiche, come mostra questa selezione dai Quaderni curata da Gianni Cuperlo. Un’opera preziosa per orientarsi nell’odierno dibattito su egemonia e democrazia, che indica come malgrado i cambiamenti intervenuti il controllo dei processi formativi della cultura politica di una popolazione sia la più solida garanzia per acquisire e mantenere il potere.
18,50 € 17,58 €

Flush. Una biografia

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 136
Opera unica nel suo genere, “Flush. A Biography” (1933) è un esempio lampante della sensibilità e delle capacità narrative di Virginia Woolf, che attraverso gli occhi di Flush, il cocker spaniel donato alla poetessa Elizabeth Barrett (Durham, 1806 – Firenze, 1861) nell’estate del 1842, ripercorre la travagliata vita della donna: dagli anni in cui fu costretta a letto per via della sua salute cagionevole al matrimonio segreto – contro il volere della famiglia – con Robert Browning (Camberwell, Londra, 1812 – Venezia, 1889), anch’egli celebre poeta vittoriano, fino alla fuga d’amore in Italia, dove la coppia si stabilì e diede alla luce il figlio Pen. Ma “Flush. Una biografia” è anche altro. Ispirandosi, infatti, alle lettere che i due innamorati si scambiavano – ampiamente citate nel testo – Virginia Woolf si diverte a ricostruire, tra finzione e realtà, la biografia di Flush, al quale la scrittrice ha saputo dare le movenze dei propri amatissimi cani, creando una vera biografia nella biografia.
10,00 € 9,50 €

Diario di Parigi (1902)

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 152
A fine agosto del 1902, Rilke arriva per la prima volta a Parigi. Poco più di un anno prima, ha sposato la scultrice Clara Westhoff e dalla loro unione è nata la figlia Ruth; lo scrittore si trova così a dover affrontare una nuova situazione personale: dopo anni di agiato pellegrinaggio artistico, dovuti anche al legame con Lou Salomé, l’esigenza di una casa propria e le ristrettezze economiche sembrano rimettere tutto in discussione, al punto che Rilke arriverà addirittura a ipotizzare un proprio impiego in banca. È a questo punto che gli si apre la prospettiva di un soggiorno parigino, grazie all’incarico che riceve di scrivere un saggio su Rodin, il grande scultore francese ormai all’apice della sua fama. Il “Diario di Parigi” si riferisce a questo primo, fondamentale soggiorno, durato poco meno di un anno ma tale poi da stabilire l’indissolubile legame del poeta con la capitale francese. Come scrive Andreina Lavagetto nel saggio introduttivo che accompagna il volume: «Nella biografia di Rilke Parigi è, per eccellenza, scuola e luogo di lavoro; è il luogo della massima affermazione e della massima sofferenza, che Rilke cerca quando ne ha le forze e lascia quando le forze lo abbandonano. Se si accoglie l’idea che la poetica di Rilke si articoli sulla tensione fra istinto musicale e imperativo plastico, sulla loro costitutiva sfasatura e sulla dinamica dei loro aggiustamenti, Parigi è il cuore di questo meccanismo».
16,50 € 15,68 €

Ricordi della guerra di Spagna

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 112
Nel dicembre del 1936 George Orwell si recò in Spagna, dove da alcuni mesi infuriava la guerra civile che vide scontrarsi il Governo repubblicano e i falangisti rivoltosi guidati da Francisco Franco. Partito con il proposito di scrivere articoli per i giornali con cui collaborava, ben presto lo scrittore si arruolò nelle brigate internazionali a fianco della Repubblica, dove combatté nelle file del Partido Obrero de Unificación Marxista (POUM) finché non venne gravemente ferito nel maggio successivo. Universalmente noto è il frutto di quell’esperienza, il celeberrimo memoir "Omaggio alla Catalogna" (1938), ma lo stesso non si può dire degli articoli che Orwell scrisse su quei tragici mesi. "Vuotare il sacco spagnolo", dell’estate del 1937, è una testimonianza a caldo degli eventi che non risparmia severe critiche al Governo repubblicano, colpevole di essere preoccupato più ancora da una possibile rivoluzione proletaria che non dal golpe fascista; e un’analoga visuale la ritroviamo anche nel raro e coevo "Testimone a Barcellona", incentrato sulle “Giornate di maggio” del 1937 che ebbero come conseguenza la messa al bando del POUM, in seguito alla quale Orwell fu poi costretto a fuggire dalla Spagna. Completa il volume il saggio "Ripensando alla guerra di Spagna" (1942), in cui l’autore sembra voler ripercorrere il senso di quell’esperienza, con i ricordi lucidi e coinvolgenti del fronte aragonese, e gli insegnamenti che se ne possono trarre per salvare la democrazia dal nazifascismo e da ogni forma di totalitarismo: un rischio che non sembra mai tramontare e che proprio l’epoca in cui viviamo rende di nuovo attuale.
12,00 € 11,40 €

I fascisti invecchiano seguito da «Le due dittature»

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 104
Apparso nel 1946, a pochi mesi dalla fine della Seconda guerra mondiale, I fascisti invecchiano raccoglie una serie di elzeviri che Vitaliano Brancati pubblicò a partire dal febbraio 1945 su «La Città Libera» e «Risorgimento liberale». In queste pagine ritroviamo molti temi che saranno centrali in opere successive come Il bell’Antonio o Paolo il caldo, ma il loro pregio principale sta forse nell’impietosa analisi – e autoanalisi – degli anni della dittatura, arrivando a individuare in maniera estremamente lucida le contraddizioni di un popolo che non ha mai saputo fare davvero i conti con il fascismo e che persevera nei suoi difetti e nelle sue più meschine abitudini: la delazione, la nostalgia per l’ordine, la populistica ricerca dell’“uomo forte”, l’idea paradossale, ma sempre reiterata, che “si stava meglio quando si stava peggio”… La lettura di questi articoli, ancora oggi ben attuali, stimola i lettori a porsi una domanda precisa e sempre scomoda: i governi cambiano, ma gli italiani? Completa la nostra edizione il raro scritto Le due dittature, che riproduce l’intervento di Brancati a un dibattito pubblico sul tema “Diversità e Universalità” tenutosi a Parigi nel 1952, nel quale lo scrittore mette a confronto le dittature di destra e di sinistra, analizzando con estrema lucidità le “ragioni” di ogni totalitarismo.
9,50 € 9,03 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.