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Libri di Stefano Passigli

Biografia e opere di Stefano Passigli

Vademecum per elettori disorientati

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 172
In Italia si vota ogni anno: elezioni politiche, elezioni europee, elezioni per Regioni e Comuni. E inoltre, referendum abrogativi e costituzionali. Delle elezioni i cittadini italiani dovrebbero conoscere ogni aspetto. Invece, disertano le urne perché hanno appreso a loro spese che il loro voto conta ben poco perché i loro rappresentanti in Parlamento non sono eletti, ma “nominati” dalle segreterie di partito. Gli italiani negli ultimi trenta anni hanno conosciuto quattro diverse leggi elettorali e sono ora chiamati a votare con una quinta. In tutte le principali democrazie invece il sistema elettorale non cambia da secoli o almeno da molti decenni. L’Italia rappresenta un’anomalia. Perché allora varare una nuova legge elettorale? La risposta è semplice: con la precedente legge Rosato l’attuale maggioranza perderebbe inevitabilmente le elezioni. Questo libro esamina dapprima i principali sistemi elettorali, e analizza in seguito la nuova legge elettorale voluta da Giorgia Meloni. Contrariamente a quanto affermato dal Governo, l’85% del Parlamento viene eletto con liste bloccate; il Premierato sottrae al Presidente della Repubblica molti dei suoi più fondamentali poteri; un abnorme premio di maggioranza, non del 15% come si vuol far credere, ma di poco meno del 22%, falsa inevitabilmente la volontà degli elettori. Dopo la sconfitta nel referendum sulla giustizia, la maggioranza di governo ha deciso di varare questa riforma con legge ordinaria anziché costituzionale, esponendola però al fondato rischio che la Corte dichiari la illegittimità costituzionale. Questo Vademecum indica infine la necessità di superare le divisioni che animano le nostre contrapposte coalizioni anche al loro interno. Non è con il falso bipolarismo creato da leggi iper-maggioritarie che danno vita a maggioranze non coese e divise al proprio interno che porteremo risposta ai grandi problemi che travagliano l’Italia. Come in altri momenti della nostra storia, solo uno sforzo unitario saprà superare la crisi che da anni attanaglia la nostra Nazione.
16,00 € 15,20 €

Nordio. Ragioni e pericoli di una riforma

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 168
Nelle democrazie liberali l’equilibrio tra poteri è un principio fondamentale. In Italia, vi è però chi – come l’attuale maggioranza di governo – teorizza che poteri come l’Esecutivo e il Legislativo che derivano da un voto popolare abbiano una legittimità maggiore del Giudiziario non eletto dal popolo, facendone conseguire che l’attività giurisdizionale della magistratura non deve tradursi in “indebite interferenze” e porre limiti all’azione di chi governa. È in questo contesto che vanno giudicati i problemi della giustizia italiana, e in primo luogo la sua lentezza. Questo libro prende in esame le molteplici cause di questa lentezza, distinguendone i fattori strutturali (come gli insufficienti organici, o l’eccesso di piccoli Tribunali) dalle cause comportamentali (ad esempio l’improprio utilizzo di istituti quali la prescrizione) e culturali (come l’abuso del garantismo, o la progressiva modifica del ruolo della Cassazione). In conclusione, la riforma Nordio è non solo inutile a eliminare la lentezza dei processi penali e civili per esplicita ammissione del suo estensore, ma addirittura dannosa. Obiettivo della riforma non è infatti eliminare i mali della giustizia italiana – né tantomeno la separazione delle carriere, già pienamente attuata con la riforma Cartabia del 2022, che interessa ogni anno non più di 40-50 magistrati –, ma eliminare il sistema di “pesi e contrappesi” tra poteri autonomi e indipendenti che ha retto fino a oggi la nostra democrazia, concentrando tutto il potere nel Governo – e con l’eventuale introduzione del Premierato in un’unica persona – senza possibilità di cambiamenti per l’intera legislatura e al prezzo di ridimensionare il ruolo della stessa Presidenza della Repubblica. Infine, aprendo la via all’introduzione con leggi ordinarie di limiti all’obbligatorietà dell’azione penale, la riforma, se approvata, limiterebbe il potere di controllo della magistratura introducendo forme di immunità per la classe politica. Prefazione di Ferruccio De Bortoli.
15,00 € 14,25 €

Crisi istituzionale o crisi democratica? Come Giovanni Sartori giudicherebbe oggi l’Italia

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 384
La fine della Prima Repubblica ha aperto un lungo periodo di transizione che in tre decenni ha visto 18 governi, 4 cambiamenti di legge elettorale e 2 tentativi di radicale riforma costituzionale, entrambi bocciati dal voto popolare nel 2006 e 2016. È evidente che l’Italia ha sofferto di una crisi istituzionale cui la nostra classe politica non ha saputo portare rimedio, una crisi che si è progressivamente aggravata, come testimonia il crescente astensionismo elettorale, e che rischia ormai di sfociare in una vera e propria crisi democratica. È in questo contesto che Stefano Passigli si è posto l’interrogativo di come il grande politologo Giovanni Sartori avrebbe giudicato oggi il sistema politico italiano. Per portare una risposta Passigli, che quando Sartori lasciò l’Italia ne ha ereditato la cattedra, ha utilizzato scritti che nell’arco di vari decenni sono stati oggetto di un continuo confronto con i temi e le posizioni di Sartori. Da tale confronto emerge che Sartori, al contrario dei tanti soi-disant ma falsi liberali che popolano la scena politica e accademica italiana, si schiererebbe oggi decisamente contro le proposte del Governo Meloni, e in particolare contro il Premierato e la riforma della Giustizia mirata a ricondurre all’ordine una magistratura di cui il Governo sembra temere l’indipendenza. Sartori si schiererebbe contro sia perché già lo fece al tempo delle riforme tentate da Berlusconi, sorprendentemente simili a quelle oggi proposte, sia perché esse ledono profondamente il principio fondamentale della liberal-democrazia: la limitazione del potere, da conseguire attraverso la presenza di poteri aventi fonti diverse di legittimità. In una liberal-democrazia, infatti, non tutto dipende dal voto popolare, specie quando sistemi elettorali maggioritari tramutano in schiaccianti maggioranze parlamentari quelle che sono minoranze nel Paese. Quanto è necessario alla vita di un sistema realmente democratico sono i pesi e i contrappesi assicurati da un equilibrio tra poteri indipendenti. Quell’equilibrio oggi messo a rischio dalle riforme progettate dall’attuale Governo.
28,00 € 26,60 €

Elogio della prima Repubblica

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2021
pagine: 384
La Prima repubblica è stata vittima a lungo di un diffuso giudizio negativo che deriva da un’errata lettura dei suoi limiti temporali. Grazie all’azione della sua classe politica un paese distrutto, diviso politicamente e culturalmente, povero, e caratterizzato da profonde diseguaglianze, conobbe in pochi anni nel dopoguerra, un forte sviluppo dell’economia e del reddito pro capite, una maggiore giustizia sociale, e un ampio riconoscimento di nuovi diritti civili, compiendo un deciso passo avanti verso una società e un sistema politico più aperti e democratici. Ricostruire criticamente gli eventi della Prima repubblica in una corretta cornice temporale che ne ponga il termine non tra il 1992 e il 1994 a causa dell’azione della magistratura, ma alla fine degli anni Settanta con il venir meno del disegno perseguito da Moro e Berlinguer di superare la democrazia bloccata e di aprire a possibili alternanze di governo, è esercizio che può dare utili indicazioni anche per superare la crisi di legittimità che affligge il nostro sistema politico. In tempi di populismo una riflessione sulla Prima repubblica può rivelarsi un potente antidoto a pericolose pulsioni anti-sistema e al rifiuto della competenza. Tendenze che possono sfociare in una seria minaccia alla democrazia che è solida quando i cittadini sono animati da un senso di efficacia della propria azione e di fiducia nel ruolo delle élites, partecipando attivamente alla loro selezione. Obiettivo di questo libro è così non solo quello di una corretta valutazione della Prima repubblica, sfatando i numerosi luoghi comuni che hanno portato a errati giudizi, ma anche quello di indicare la via per operare responsabilmente nel presente.
19,00 € 18,05 €

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