Libro: Libro rilegato
anno edizione: 2026
pagine: 348
L'ordine globale si è frantumato. Il sistema internazionale che abbiamo conosciuto - quello costruito dopo la Seconda guerra mondiale e fondato sul primato del diritto, sul multilateralismo, l'apertura dei mercati e l'egemonia degli Stati Uniti - sta cedendo il passo a un mondo in cui hanno fatto ritorno la politica di potenza, le sfere di influenza e la forza quale criterio decisivo delle relazioni tra gli Stati. Si tratta di un cambiamento epocale, la cui forza dirompente sta investendo in primo luogo l'Europa. L'integrazione europea, infatti, è nata e si è sviluppata entro quell'ordine: una costruzione politica e giuridica che al diritto, alle regole e all'integrazione economica ha affidato il compito di garantire la pace, la prosperità e la libertà. L'Europa in trasformazione ricostruisce i tanti tasselli di questo cambiamento. La guerra in Ucraina, l'avvento dell'amministrazione Trump, la competizione tra Washington e Pechino, la rivoluzione dell'IA, la dipendenza energetica, la «weaponizzazione» dell'economia, la crisi delle democrazie liberali e l'aggressività degli imperi autocratici non sono fenomeni separati, ma tessere di un'unica transizione storica, che impone all'Unione europea il compito di ridefinire il proprio ruolo, i propri strumenti e le proprie finalità. La trasformazione, del resto, è già iniziata, e l'Europa sta assumendo responsabilità che fino a pochi anni fa sembravano impensabili: dalla sicurezza e difesa all'autonomia tecnologica e all'innovazione, dalla tutela delle filiere strategiche alla protezione del mercato interno. Ne emerge un'Unione diversa. Non più soltanto uno spazio di regolamentazione, ma un soggetto geopolitico chiamato a difendere i princìpi attorno ai quali è stato costruito. L'Europa saprà adattarsi a questa transizione? Saprà adeguarsi a un mondo in cui la prepotenza ha sostituito il dialogo e la mediazione? Si tratta di domande cruciali, addirittura «esistenziali», perché dalle risposte dipenderà non soltanto il destino dell'Unione, ma, nell'età del nuovo disordine mondiale, la sopravvivenza stessa delle nostre democrazie.