La più disgraziata e fragile di tutte le creature è l'uomo, e nello stesso tempo la più orgogliosa. Un umanista chiuso nella sua biblioteca. Un naturalista che gira il mondo osservando piante e animali. Benché diversissimi, Montaigne e Darwin convergono su una tesi radicale: il rifiuto dell'antropocentrismo. L'uno attraverso lo scetticismo filosofico, l'altro con l'indagine naturalistica, demoliscono la pretesa superiorità dell'homo sapiens rispetto agli altri animali. Due prospettive complementari che gettano le basi dell'antispecismo contemporaneo.