Il XIV volume dell’Enciclopedia Treccani, pubblicato nel 1932, conteneva due voci dedicate al fascismo. Il filosofo Giovanni Gentile, ideatore e direttore scientifico dell’Enciclopedia, senatore del Regno e già ministro dell’Istruzione, si assegnò il compito di redigere la voce dedicata alle “Idee fondamentali” del movimento fascista, mentre la voce “Dottrina politica e sociale” fu stilata da Mussolini in persona. A dieci anni esatti dalla Marcia su Roma era necessario conferire una legittimazione ideale e filosofica a un regime – allora saldamente al potere – che nella visione di Gentile esprimeva la piena realizzazione dell’idea di nazione già auspicata nel Risorgimento. Nella voce curata da Mussolini si faceva invece riferimento a un regime che si voleva latore di una nuova concezione dello Stato e dell’individuo, in forte antitesi con la tradizione liberale dell’Ottocento. Nella sua acuta prefazione Gianni Cuperlo indaga le sottili differenze tra il pensiero di Gentile e quello di Mussolini, mostrando come rileggere questi testi «alla luce dei fatti storici e di qualche inquietudine attuale può rivelarsi esercizio non del tutto inutile», specie in tempi che vedono sempre più analogie con un passato che si riteneva definitivamente consegnato alla storia. Completa il volume un articolo di Giovanni Gentile del 1930 sul progetto dell’“Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti” e sulle sue finalità: riunire intorno all’Enciclopedia il meglio della cultura italiana per rafforzare l’identità nazionale, e attraverso un sempre più stretto rapporto tra politica e cultura consolidare l’egemonia del fascismo. Prefazione di Gianni Cuperlo.