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Mondadori: Le scie. Nuova serie

Tutte le nostre collane

La resa dei conti. Dalla guerra civile alla violenza postbellica, il caso di Sant'Eufemia

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 312
Nel maggio del 1945, quando la guerra è ormai terminata e la libertà sembra finalmente conquistata, a Sant'Eufemia - una piccola borgata alla periferia di Brescia - un gruppo di ex partigiani uccide una quarantina di persone tra ufficiali della X Mas, funzionari della Repubblica sociale italiana e civili. Un episodio rimasto sinora sepolto negli archivi e nella memoria pubblica, che rappresenta tuttavia un caso emblematico dell'atmosfera di quel periodo storico e che oggi è qui ricostruito grazie a uno straordinario fondo documentario mai visto prima. Nel suo nuovo saggio, Mimmo Franzinelli parte da questa vicenda per ricostruire il clima umano e politico in cui maturarono le violenze che seguirono la Liberazione, spesso affrontate dalla storiografia in chiave scandalistica o moralistica, e isolate dalle circostanze che le hanno generate. Collocato nel suo contesto, l'eccidio di Sant'Eufemia permette invece di osservare da vicino le tensioni accumulate durante vent'anni di dittatura e due anni di guerra civile. La ricchezza della documentazione ritrovata consente di seguire decisioni, conflitti interni e il progressivo scivolamento verso una giustizia sommaria, sfuggito al controllo dei Comitati di liberazione nazionale. Attraverso materiali inediti, testimonianze e atti giudiziari, l'indagine di Franzinelli racconta i mesi della lotta e i giorni del furore, ripercorrendo l'occupazione tedesca, la nascita della Resistenza, la formazione delle bande ribelli, la violenza interpartigiana, la repressione nazifascista e le ambiguità del dopoguerra, nel tentativo di rispondere a un interrogativo: come può accadere che giovani protagonisti della lotta per la libertà si trasformino, a loro volta, in spietati giustizieri? Sant'Eufemia diventa dunque uno specchio della violenza che accompagna la fine di ogni guerra, quando l'odio accumulato negli anni riemerge proprio nel momento in cui le armi dovrebbero tacere. Senza semplificazioni né assoluzioni, Franzinelli restituisce così a quella stagione tutta la sua complessità storica.
24,00 € 22,80 €

Controcanto. Quando il pensiero maschile celebra le donne

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 228
Questo saggio è un invito ad ascoltare le voci di coloro che hanno celebrato le donne, mettendo in discussione i dogmi patriarcali e difendendo la parità in epoche in cui sembrava impensabile. La riscoperta di questi alleati è un atto di onestà intellettuale e politica, perché ci ricorda che la vocazione al femminismo non è - e non può essere - solamente femminile. È ora di prendere sul serio questo controcanto, che non può più rimanere inascoltato. Volubili, incostanti, vittime delle passioni: le donne sono inadatte al potere e al pensiero. Non sono fatte per comandare, ma per curare e servire. Gli uomini, invece, sono risoluti e autorevoli, nati per governare. Questo pregiudizio permea da sempre la filosofia occidentale. Da Aristotele a Nietzsche, passando per i Padri della Chiesa, il nostro canone è tristemente ostile alle donne e ha nutrito negli anni una cultura incline alla misoginia e alla diseguaglianza. Ma ci sono pensatori che, nonostante il loro genere, sono usciti dal coro. Giulia Sissa ripercorre la storia della filosofia con attenzione, alla ricerca di questo controcanto. Incontra così tre filosofi, lucidi e lungimiranti, che hanno superato i binarismi di genere e coltivato la solidarietà intellettuale: Sofocle, Platone e Derrida. Sofocle, poeta teatrale e autore dell'Antigone, ha scritto una tragedia in cui una donna lotta eroicamente contro un potere ingiusto, diventando una vera e propria forza sovversiva. Platone immagina una città ideale in cui ragazze e ragazzi ricevono la stessa educazione e ridefinisce l'amore, trasformandolo da gesto di possesso in atto di generazione. Secoli dopo, la teoria della decostruzione di Derrida rivoluziona il clima culturale novecentesco e incrina il pensiero dicotomico, fondato su fratture e gerarchie.
22,00 € 20,90 €

Caravaggio. Una vita in dieci quadri

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 192
Scrivere una biografia di Caravaggio è un'impresa impossibile. Troppo moderno per appartenere davvero al suo tempo, troppo sfuggente per essere rinchiuso in date e documenti, Michelangelo Merisi continua ancora oggi a sfidare ogni definizione, sospeso tra presenza e assenza. All'abbondanza di notizie su risse e processi che hanno contribuito a tramandare fino ai nostri giorni il cliché dell'artista maledetto si contrappongono infatti vuoti e tracce irregolari che scandiscono i misteri dell'apprendistato, le fughe e i delitti, le rivoluzioni pittoriche, alimentandone il fascino. Quella che Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese di Roma e tra le maggiori esperte dell'artista, presenta in queste belle pagine non è una biografia convenzionale, ma piuttosto un appassionante viaggio alla scoperta della vita e del genio di Caravaggio attraverso dieci delle sue opere più note. Le stesse che i contemporanei amarono e odiarono, in entrambi i casi con poca misura, anzi, con molti eccessi. Così, nel volto pallido del Bacchino malato possiamo forse riconoscere quello del pittore abbandonato agli eccessi del vino, o la sua immagine fragile e sofferente; nei ripensamenti ravvisabili nel drammatico Giuditta e Oloferne affiora il carattere tormentato dell'autore; nella figura sullo sfondo del Martirio di San Matteo, autoritratto di Caravaggio, si coglie un'insondabile malinconia. Dipinti straordinari per la capacità di rendere i riflessi e lo splendore del nero, portando sulla tela la qualità stessa dei materiali con una perizia difficilissima da eguagliare, forse maturata tra le molte luci e ombre della sua esistenza. Una pittura capace di cambiare per sempre il destino dell'arte e di tenere vivo l'enigma di Caravaggio: un enigma in cui, ancora una volta, a parlare sono i suoi quadri.
20,00 € 19,00 €

L'altro Garibaldi. I «Diari» di Caprera

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 216
Il volto inedito di Giuseppe Garibaldi. Dietro l'eroe dei due mondi, dietro la camicia rossa e il mito risorgimentale, si nasconde un uomo sorprendentemente moderno e attuale. Questo libro invita a osservarlo da vicino, spostando lo sguardo dalle imprese epiche alla vita quotidiana, dai campi di battaglia a Caprera, il luogo che Garibaldi scelse non come fuga dal mondo, ma come centro operativo del suo pensiero e della sua azione. Caprera non è un eremo, ma un laboratorio: agricolo, politico, umano. Qui il generale sperimenta, realizza un'azienda agricola modello, importa macchinari all'avanguardia, costruisce un mulino tra i più innovativi dell'epoca, semina, coltiva, impianta quattordicimila viti. Si circonda di un «secondo esercito» di mille capi di bestiame e fonda la Società Reale di Protezione degli Animali. E ancora, studia, scrive, riflette, anticipa modelli di famiglia allargata, accoglie amici, intellettuali e frotte di visitatori. Descrive, essenziale e preciso, le sue giornate. Nei Diari agricoli, documento straordinario, poco noto e fonte preziosa per questa appassionante biografia, la zappa e la spada si alternano, rivelando un Garibaldi contadino, imprenditore, allevatore. Il generale annota puntigliosamente la temperatura, i venti, la pressione atmosferica, la fioritura di stagione. E, in ultima colonna, eventi che segnano la storia: la visita di un emissario di Vittorio Emanuele o lo sbarco dell'anarchico Bakunin. Caprera è il suo buen retiro, uno spazio speciale da cui osservare il mondo e da cui continuare a influenzarlo. Ne emerge una figura lontana dagli stereotipi: non l'icona contesa e spesso strumentalizzata da ideologie opposte, bensì un uomo capace di passioni, errori, desideri e amicizie femminili profonde (d'altronde, la donna per il generale è il motore della trasformazione sociale). Un uomo cosmopolita e visionario, con la testa già rivolta al secolo successivo. Questo libro racconta l'altro Garibaldi, forse il più autentico.
20,00 € 19,00 €

La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l'unità d'Italia

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 228
Dopo l'Unità d'Italia, il Mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile. Da un lato, i ribelli si oppongono alle nuove istituzioni con violenza: teste mozzate esposte come trofei, stupri, soldati evirati. Dall'altro, lo Stato risponde con rastrellamenti, incendi di villaggi e fucilazioni sommarie. Ma etichettare tutti i ribelli come «briganti» e definire questa contrapposizione una «lotta al brigantaggio» è un errore, che produce una grave lacuna nella storiografia ufficiale. Per comprendere questo delicato momento della storia del nostro paese bisogna andare oltre le interpretazioni tradizionali e coglierne il carattere multiforme. Alla base c'è la questione della terra, che muove plebi impoverite, le quali vedono nel nuovo Stato non un'opportunità ma un ulteriore peso - a partire dalla coscrizione obbligatoria - e mettono in piedi rivolte che non hanno programma né direzione. Su questa instabilità sociale si innestano bande criminali, che talvolta si ammantano di valenze politiche ma che in realtà agiscono per il proprio tornaconto. Infine, agenti borbonici, papalini e reazionari locali non esitano a fomentare il caos per destabilizzare il neonato Stato italiano. La classe dirigente liberale, formatasi al Nord, ignora i problemi sociali del Mezzogiorno e, nell'ansia di legittimarsi agli occhi dell'Europa, risponde alle rivolte con la potenza del Regio esercito. Ne consegue un conflitto sproporzionato, in cui vengono mobilitati due terzi delle forze armate e si contano più vittime che nelle tre guerre di indipendenza messe insieme. In questa ricostruzione storica, rigorosa e appassionante, Gianni Oliva ripercorre quella che fu la prima, drammatica guerra civile italiana. E lo fa senza indulgere nella retorica neoborbonica né dar credito ai silenzi autoassolutori della storiografia ufficiale. Il risultato è un ritratto essenziale della nascita del nostro paese, fondamentale per comprendere le radici delle divisioni che lo attraversano ancora oggi.
21,00 € 19,95 €

Il sultano. La vita di Recep Tayyip Erdogan

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 264
A quasi vent'anni dalla sua ascesa al potere, Recep Tayyip Erdogan è oggi il leader più longevo della Repubblica turca. Nato a Istanbul nel 1954 da una famiglia di umili origini, la sua scalata politica è stata vertiginosa: sindaco della sua città nel 1994, nel 2001 fonda l'AKP, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo, con cui l'anno dopo vince le elezioni parlamentari. Primo ministro dal 2003, presidente dal 2014, ha ridisegnato il volto della Turchia. Agli esordi, Erdogan si presenta come il volto di un islam moderato, interessato alla crescita economica, ai grandi cantieri infrastrutturali, al dialogo con l'Europa. Ma col tempo abbandona la prospettiva europeista per imboccare la via dell'accentramento: reprime il dissenso, limita la libertà di stampa, promuove un vasto progetto culturale che mette in discussione l'eredità laica e democratica di Mustafa Kemal Atatürk. Al suo posto tornano i fasti dell'Impero ottomano, i miti dei sultani, la conquista di Costantinopoli, fino alla controversa riconversione di Santa Sofia in moschea. La svolta arriva con il fallito golpe del luglio 2016, episodio dai contorni mai chiariti, che gli consente di epurare decine di migliaia di funzionari rimasti fedeli alla vecchia visione e consolidare definitivamente il proprio potere. Da allora Erdogan è insieme alleato indispensabile della NATO e interlocutore scomodo per l'Occidente, come ha dimostrato durante la guerra in Siria, trasformando la massa dei profughi in una formidabile arma di pressione politica verso l'Europa. Oggi gode di una solida base di consenso, soprattutto nelle aree rurali, ma l'opposizione si sta riorganizzando. Attore fondamentale della scena internazionale, Erdogan ha indubbiamente cambiato i connotati alla sua nazione, sempre meno europea, sempre più islamica e proiettata in una nuova dimensione imperiale. In questo saggio Gennaro Sangiuliano ne traccia il ritratto: una figura ingombrante e ineludibile, uno dei grandi autocrati del nostro tempo.
20,00 € 19,00 €

Colpire Mussolini. Gli attentati al duce e la costruzione della dittatura fascista

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 360
Tra il novembre 1925 e l'ottobre 1926, quattro attentati in serrata sequenza presero di mira Benito Mussolini. Progetti tirannicidi falliti che, paradossalmente, anziché agevolare il ripristino della democrazia e abbattere il regime fascista, si rivelarono decisivi per il consolidamento del potere del duce. Sulla base di fonti di polizia e di materiali conservati in archivi privati sinora inaccessibili, Mimmo Franzinelli non solo indaga in modo accurato la genesi e le dinamiche di ciascun attentato, ma ne restituisce la reale portata storica al di là di stereotipi e ricostruzioni romanzate. Di Tito Zaniboni, accusato di aver ordito l'«attentato» (le virgolette sono d'obbligo) del 4 novembre 1925, viene analizzata la contraddittoria personalità, guidata - come risulta dal ricco materiale biografico finora inedito - più da motivazioni di ordine esistenziale che politiche. Quanto invece ai tre tentati omicidi del 1926, la rigorosa ricostruzione dei preparativi e della loro esecuzione si accompagna a un'attenta analisi dell'impatto della «politica degli attentati» sulla situazione italiana, con l'accorta manipolazione propagandistica da parte del regime e la campagna per screditare oppositori ed esuli. Emergono così gli ostinati quanto velleitari sforzi dei settori più radicali del regime di ricollegare la mistica irlandese Violet Gibson a personaggi e ambienti dell'antifascismo, nonché il trattamento disumano riservato in carcere al militante anarchico Gino Lucetti. Fino al gesto di Anteo Zamboni, che fornì al regime il pretesto per l'approvazione delle «leggi fascistissime», la reintroduzione della pena di morte e la costituzione del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Un saggio innovativo e documentatissimo, che mostra come la dittatura fascista abbia sfruttato la violenza per consolidare il proprio potere e «pone un quesito di persistente attualità sulla (dubbia) utilità di contrastare la nascente tirannia attraverso gesti individuali o complotti imperniati sull'eliminazione di un personaggio sorretto da un efficiente apparato di potere e forte di significativi consensi»
24,00 € 22,80 €

Il cantico dell'umiltà. Vita di san Francesco

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 156
Illetterato, sprovveduto, sognatore, Francesco d'Assisi è il «santo» per eccellenza. Ma è anche, nell'opinione comune, un personaggio fuori dalla storia, relegato nella sfera del misticismo e dell'utopia. Come mai, allora, la Chiesa decide di innalzarlo agli altari a soli due anni dalla morte, dopo un processo di canonizzazione tra i più brevi nella vicenda millenaria del cristianesimo? Francesco ribelle e antisistema o docile strumento nelle mani del potere ecclesiastico? Giulio Busi passa al vaglio le cronache dell'epoca, s'immerge nel mare sconfinato dell'agiografia, e poi dipinge un Francesco inedito, vigoroso, a tratti mite, più spesso provocatorio e intransigente. Quando è costretto, infatti, sa obbedire e accettare l'autorità. Ma è una scelta che gli costa, e da cui, ogni volta, riparte per inseguire la verità. Mentre attorno a lui la società scopre, e soffre, l'economia del mercato e del profitto, Francesco accoglie i lebbrosi, si unisce ai mendicanti, rivendica per sé un posto tra gli ultimi. Nei primi tempi, i benpensanti lo dileggiano, lo considerano un folle. Intanto, però, il suo carisma attrae sempre più seguaci. Nella primavera del 1212 Chiara d'Assisi, nobile per nascita, lascia i propri beni e la sontuosa casa paterna per seguire l'esempio di Francesco. È l'inizio di una consonanza spirituale che durerà tutta la vita. Ai «fratelli» che hanno cominciato a raccogliersi attorno al Poverello si aggiungono le «sorelle minori», ispirate da Chiara. Nel giro di pochi anni, il successo del movimento è travolgente. E i dubbi del fondatore diventano sempre più angosciosi. La Chiesa ha bisogno di un Ordine francescano forte, efficiente, solido. Ma lui riuscirà a difendere povertà e umiltà, a mantenere la semplicità delle origini? Al termine della sua esistenza, così breve e intensa, Francesco è malato, e deluso. Sembra sconfitto, ma nel momento più buio detta il Cantico di Frate Sole, splendido, gioioso inizio della letteratura italiana. Ringraziamento è l'esordio, inno la conclusione. Francesco lo sa, lo ha sempre saputo. La sorgente è una sola, un unico fine ha il creato. E ora il suo Cantico è libero di percorrere il vasto mondo. Che con lui se ne vada il dolore, assieme a lui si diffonda la lode.
20,00 € 19,00 €

L'invenzione di un continente. L'Europa dalla Lega di Delo alla Prussia di Bismarck

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 216
E se oggi, anziché tentare di ricostruire l'Europa, la si dovesse reinventare? Per farlo è importante sapere quante volte, nel corso della storia, questo progetto è stato immaginato e rimodellato. Sapere dove e quando nasce l'idea di un continente unito da un destino comune. L'Europa, una delle aree più ricche e culturalmente vivaci del mondo, fatica a parlare con una voce sola, ad agire come soggetto autonomo in un mondo globale e competitivo. Eppure, l'idea di unità europea ha una storia lunga, complessa e costellata di tentativi, sogni e fallimenti. Franco Cardini e Sergio Valzania ripercorrono con rigore e chiarezza i momenti cruciali in cui si è cercato di arrivare a una coesione politica e culturale del continente. Si parte dalla Lega di Delo e dall'eredità della Grecia classica, si attraversano la stagione aurea dell'impero romano, la renovatio imperii di Carlo Magno e la visione universalistica di Carlo V, fino ad arrivare al progetto napoleonico e all'unificazione tedesca guidata da Bismarck. Ogni tentativo rivela tensioni, potenzialità, ma anche limiti e contraddizioni: differenze linguistiche, religiose e geopolitiche che hanno reso l'unità un obiettivo sempre sfuggente. Questo libro non racconta semplicemente ciò che è stato, ma interroga il presente attraverso il passato. I percorsi iniziati e interrotti, le ambizioni incompiute, le visioni sfumate nel tempo: tutto contribuisce a delineare i contorni di una possibilità ancora viva, di un'Europa che va reinventata come patria di cittadini liberi, e non solo come spazio condiviso. Un'indagine lucida che, animata da una forte passione civile, permette di comprendere come il sogno europeo si sia formato, e perché oggi più che mai valga la pena di tornare a interrogarlo.
21,00 € 19,95 €

Il segreto del cigno. La rivoluzione silenziosa della principessa di Galles

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 228
Sguardo fermo, sorriso calibrato, grazia innata e bellezza regale: Catherine Middleton incarna l'ideale di perfezione che la monarchia britannica tenta ostinatamente di preservare. Ma dietro l'apparenza algida e l'indecifrabile riservatezza, si cela molto di più di una moderna Cenerentola: c'è una donna che ha fatto della discrezione un'arte e del silenzio uno strumento di potere. Elegante e misteriosa, la commoner che dal 29 aprile 2011 ha deciso di unire il proprio destino a quello di William, futuro sovrano d'Inghilterra, è diventata il membro più carismatico e amato della famiglia reale. Eppure per molti rimane un enigma, sempre in bilico tra la donna che è e quella che il suo ruolo le impone di essere. Paola Calvetti, con il suo sguardo appassionato e attento ai dettagli, ripercorre la vita della principessa di Galles scavando sotto la superficie dei gesti pubblici, dove la favola incontra la strategia, e il romanticismo convive con la disciplina ferrea di una futura regina. Dall'incontro con William al fastoso matrimonio, dalla nascita dei tre figli alle tante occasioni in cui ha concretizzato il suo impegno a favore dei bambini e delle persone che soffrono di disagi psichici, dal burrascoso rapporto con i cognati Harry e Meghan fino al toccante annuncio della malattia. Un gesto, quest'ultimo, che non solo ha cancellato d'un colpo i pettegolezzi, ma ha anche messo in luce il suo coraggio e la sua umanità, avvicinandola ancor di più alla gente comune. Il ritratto, disegnato con grazia e intensità, svela il profilo di una donna che si prepara a entrare nella Storia con la maestosa eleganza di un cigno, le cui zampe, sotto la superficie dell'acqua, si muovono rapide e senza sosta. Una principessa carismatica, determinata a dare una nuova impronta al futuro della monarchia.
20,00 € 19,00 €

I giganti silenziosi. Il Medioevo in dieci alberi

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 240
L'immagine oggi più diffusa - e al tempo stesso più stereotipata - dell'alto Medioevo racconta di «un mondo di foreste buie e popolate da cinghiali e da qualche barbaro, tra le quali si ergevano mesti i ruderi monumentali di un mondo che fu». Ma questa rappresentazione, come molte altre, non corrisponde per niente alla realtà. Il Medioevo, infatti, è ben diverso e più complesso di come la storiografia e la letteratura, soprattutto quella cavalleresca, l'hanno spesso dipinto. Attraverso dieci alberi che hanno rivestito un ruolo di primo piano nella vita sociale ed economica dell'epoca, Paolo Grillo ripercorre quei secoli restituendo all'elemento vegetale la giusta importanza quale inedita chiave di lettura per comprendere meglio tutto il mondo dell'Europa medievale. Il risultato è un ritratto originale e affascinante, che riesce a «far udire la voce degli alberi, far sì che siano essi stessi a parlarci della loro vita, attraverso i loro tronchi e i segni che il tempo e gli esseri umani vi hanno lasciato». Dall'olmo, sotto le cui fronde si tenevano le assemblee dei comuni urbani e rurali, al castagno, detto anche «albero del pane»; dall'ulivo e dalla palma, due simboli centrali della religione cristiana e islamica, fino alla quercia che, oltre alle ghiande per il nutrimento di uomini e animali, forniva il legname per la costruzione delle imponenti cattedrali di tutta Europa: ogni albero rivela un pezzo di storia e racconta in un modo nuovo la complessa convivenza tra uomini e piante. Gli alberi medievali escono finalmente dall'astrattezza di mosaici, editti, affreschi e trattati dell'epoca, per restituire una vivida immagine dell'Età di Mezzo, sottolineando il ruolo fondamentale della presenza vegetale che, in un clima che cambia, è bene ricordare anche oggi.
22,00 € 20,90 €

La scommessa di Costantino. Come il Concilio di Nicea ha cambiato la storia

Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 180
Ci sono luoghi e date che hanno segnato svolte epocali che più o meno tutti ricordano. Eppure, non sono in molti a conoscere il nome di Nicea, sebbene nella primavera del 325 questa piccola città dell'Asia Minore - oggi in Turchia, a pochi chilometri da Istanbul - sia stata teatro di un evento che cambiò per sempre la storia del cristianesimo: il primo concilio ecumenico. Convocati dall'imperatore Costantino, oltre duecentocinquanta vescovi provenienti da diverse parti dell'impero si riunirono per rispondere a una questione centrale: chi è veramente Cristo? Il sovrano, che aveva posto fine all'ultima grande persecuzione contro i cristiani, sperava così di riuscire a pacificare le chiese. Si accorse ben presto che l'obiettivo era difficilmente raggiungibile, ma le conseguenze di quella sua iniziativa furono capitali: il dibattito acceso e cruciale di quelle settimane, infatti, avrebbe definito la fede e le basi teologiche su cui si fondano ancora oggi le diverse confessioni cristiane. Il Credo, formulato in quell'occasione, rimane fondamentale, così come le decisioni prese sulla data della Pasqua. In questo libro, Gian Guido Vecchi e Giovanni Maria Vian ricostruiscono con rigore storico e chiarezza narrativa quei giorni di fervente discussione, in cui la teologia, la politica e l'autorità imperiale si intrecciarono in un confronto destinato a lasciare un'impronta indelebile. Nicea non fu solo il primo di una lunga serie di concili che avrebbero scandito la storia della chiesa fino al Vaticano II, ma divenne il modello - seppure idealizzato - di ogni successiva assemblea ecclesiastica. A distanza di millesettecento anni, il concilio di Nicea si conferma uno spartiacque nella storia del cristianesimo e della civiltà occidentale. Questo libro non è solo la cronaca di un evento storico decisivo, ma anche un'analisi profonda del rapporto tra imperatore e chiesa, tra fede e potere, una tensione che ancora oggi influisce sulle dinamiche religiose e politiche globali.
20,00 € 19,00 €

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