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Libri di David Bidussa

Biografia e opere di Antonio Gramsci

Apologia della storia o Mestiere di storico

Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2026
pagine: 168
"Papà, mi spieghi a cosa serve la storia?" Inizia così, con una domanda ingenua e perciò disarmante, "Apologia della storia" o "Mestiere di storico". Un libro che non è un semplice trattato metodologico, ma un manifesto sulla funzione civile dello storico, un'appassionata difesa della "scienza degli uomini nel tempo". Scritto negli anni Quaranta e rimasto incompiuto a causa della fucilazione di Marc Bloch da parte della Gestapo, questo volume rappresenta il testamento spirituale di uno degli storici più importanti del secolo scorso. Di fronte alla catastrofe nazista, Bloch si getta in un corpo a corpo che interroga il senso di una scienza che sembra non riuscire mai a evitare l'avvenire del peggio. Ma non solo: in queste pagine si trovano aneddoti e descrizioni illuminanti che raccontano il complesso lavoro dello storico. Un mestiere d'artigianato che non può limitarsi a raccogliere le fonti ma deve ogni volta analizzarle e compararle con delicatezza e precisione. Questa nuova edizione, curata da David Bidussa e basata sulla prima edizione francese del 1949, restituisce la forza e il colore di un pensiero nato in circostanze drammatiche. Un testo che rimane punto di partenza imprescindibile per orientarsi nel nostro mondo in cui fake news e manipolazioni ideologiche sembrano non lasciare nessuno spazio alla ricerca della verità.
13,00 € 12,35 €

Pensare futuro. Come ricominciare senza ripetersi

Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 176
“La storia va innanzi: gli uomini con essa. Gli schemi non possono restare gli stessi.” Giornalista, editore, intellettuale precocissimo, Gobetti visse e raccontò l’Italia del primo dopoguerra e degli inizi del fascismo con una lucidità che ne fa ancora oggi una delle figure più fertili del pensiero democratico europeo, grazie a una riflessione concentrata su idee e linee di condotta rivolte non all’immediato, ma a un “tempo lungo” di trasformazione morale e politica. Lo mostra chiaramente questa raccolta curata da David Bidussa, che propone alcuni dei testi centrali della produzione del giovane studioso torinese. Gobetti non oppone alla tirannide uno schema ideologico, ma un metodo: pensare, scrivere, agire per formare cittadini consapevoli. Alla passività dell’antipolitica risponde con l’etica dell’impegno, all’apatia con la volontà di riforma. La sua diagnosi del trasformismo come “vizio nazionale” e la sua ricerca di un’Italia moderna e laica, in dialogo con l’Europa, sono strumenti preziosi per comprendere i limiti del nostro tempo. A più di cento anni dalla sua nascita, Piero Gobetti non rappresenta quindi un classico “da celebrare”, ma un autore da riscoprire per ciò che può insegnare ora, nell’epoca del disincanto e delle scorciatoie populiste. A cominciare da questo volume, che si offre come laboratorio di riflessione per le lettrici e i lettori che non si accontentano delle risposte facili, ma vogliono imparare a farsi le domande giuste.
12,00 € 11,40 €

La memoria restituita. Storie di imprenditori e dirigenti ebrei nell'Italia delle leggi razziali

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
La persecuzione economica degli ebrei italiani a partire dal 1938 fu un deliberato tentativo di cancellare la dignità esistenziale e la memoria di una minoranza che, per oltre due millenni, aveva resistito a persecuzioni, espulsioni e profonde trasformazioni, ma anche intrecciato la propria storia economica, sociale e culturale con quella più generale della penisola. Le storie di imprenditori e dirigenti ebrei raccontate in queste pagine rappresentano solo una minima parte, seppur esemplare, di quelle emerse dall’indagine sui documenti conservati negli archivi storici di banche e altri enti. Fonti che rivelano l’esistenza di una macchina burocratica nel complesso diligente e a tratti zelante; un apparato che smentisce il mito dei bravi italiani. Germano Maifreda restituisce queste testimonianze alla memoria collettiva e propone una rilettura storica di ampio respiro delle peculiarità del caso italiano nel contesto europeo, dalla promulgazione delle leggi razziali fino al processo di restituzione e riparazione, che si è protratto per decenni e mai realmente compiuto.
16,90 € 16,06 €

Socialismo fascista. La risposta fascista alla crisi dell'Europa

Libro: Libro in brossura
editore: Fuoriscena
anno edizione: 2025
pagine: 191
Cominciamo da qui. Pierre Drieu La Rochelle (1893-1945), scrittore, saggista, intellettuale francese tra i più raffinati del Novecento. Ha attraversato la grande storia in prima linea. Partito con entusiasmo per il fronte all’inizio della Prima guerra mondiale, combatte e partecipa alla battaglia di Verdun (1916). Negli anni Venti raccoglie nei suoi scritti tutta la disillusione di chi si è sacrificato credendo nel proprio Paese e in quel momento si sente tradito. Nasce allora il legame con il nazionalismo di Charles Maurras, leader di Action française (movimento di estrema destra, monarchico e nazionalista), di cui fa sua l’inquietudine per un’Europa che avverte in decadenza, incapace di riconquistare un ruolo internazionale, senza un’economia solida, caratterizzata da un forte processo di denatalità, tutti temi che rimarranno centrali nella riflessione della destra politica francese, fino a oggi. Negli anni Trenta aderisce al Partito popolare francese di Jacques Doriot. In Germania, a Norimberga, assiste a un raduno del Partito nazista. Si dichiara convintamente fascista. Quando, nel marzo del 1945, i giornali annunciano un mandato di comparizione con l’accusa di collaborazionismo, Drieu sceglie il suicidio. Dal 2012 è uno degli autori inseriti nella prestigiosa Bibliothèque de la Pléiade, edita da Gallimard. Questo libro, introdotto da David Bidussa, apre una nuova serie che Fuoriscena dedica al pensiero e alla cultura di destra. Una serie motivata e contrassegnata da una convinzione, che è la seguente: la destra è oggi egemone in gran parte del mondo anzitutto perché, anche laddove non rappresenti il gruppo politico al potere, comunque definisce i temi al centro della discussione pubblica. Il nazionalismo, l’antiparlamentarismo, il culto del capo, l’antiamericanismo, inteso come critica delle democrazie occidentali, il sovranismo anche economico, con il rilancio di politiche autarchiche, l’attacco a sindacati, scioperi e all’idea stessa di conflitto di classe, l’esclusione dello straniero, la caratterizzazione etnica della democrazia sono tutti temi centrali dell’agenda politica odierna, che sottolineano come pensiero e cultura di destra siano egemoni. E sono temi centrali negli scritti qui raccolti, esposti con lucida chiarezza e precisione, non con la retorica posticcia che spesso trova spazio nel dibattito contemporaneo. L’idea di fondo che ispira questa serie è quella per cui, finché non ci sarà un nuovo vocabolario politico capace di imporsi come valida alternativa, la cultura di destra sarà ancora destinata a crescere e a conquistare spazio. A consolidare la sua egemonia.
16,50 € 15,68 €

Pensare stanca. Passato, presente e futuro dell'intellettuale

Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 224
Qual è stato il ruolo degli intellettuali nel secolo scorso? David Bidussa individua due fasi distinte ma contigue: la prima coincide con l’egemonia dei partiti politici di massa, la seconda va dall’inizio della loro dissoluzione fino alle soglie dell’attualità. La prima fase è caratterizzata da figure che si configurano come “dissidenti impegnati”, intellettuali infedeli. Sono Walter Benjamin, Simone Weil, Victor Serge ma anche Hannah Arendt, Albert Camus, Ignazio Silone, Nicola Chiaromonte e Furio Jesi. La seconda fase, che si dipana dall’inizio degli anni settanta fino al secondo decennio del ventunesimo secolo, è caratterizzata dall’insorgenza di movimenti e dalla lenta crisi delle democrazie rappresentative. Gli intellettuali assumono allora il ruolo di “chi mette in guardia” dai rischi del tempo presente, di chi indica i nodi o i temi rispetto ai quali il senso comune non ha gli strumenti per rispondere. Non sono più intellettuali infedeli, ma intellettuali radicali. Tra di loro Susan Sontag, Edward Said, Tony Judt, Zygmunt Bauman e Tzvetan Todorov. "Pensare stanca" non è però una storia degli intellettuali, ma una riflessione quanto mai necessaria sulla loro metamorfosi nel corso del Novecento, che si conclude con una domanda: cosa è rimasto dopo di loro, esistono oggi voci che hanno ereditato quella funzione? Insomma, c’è un futuro per gli intellettuali? Qual è stato il ruolo degli intellettuali nel secolo scorso? E, soprattutto, c’è ancora un futuro per gli intellettuali?
18,00 € 17,10 €

Me ne frego

Libro: Libro in brossura
editore: Chiarelettere
anno edizione: 2022
pagine: 144
Discorsi, articoli e interventi pubblici di Benito Mussolini, pronunciati e scritti tra il 1904 e il 1927. Le parole che hanno costruito l’immaginario fascista. Un linguaggio che continua a segnare il nostro presente. “Quelle parole, con il loro carico di immaginario, sono tornate a circolare nella nostra mente e spesso nel nostro linguaggio parlato. Sono tornate a essere ´parole gridate՝ e non più solo ´parole sussurrate՝. E la forza del grido, se senza contrasto, le rende ´parole ammesse՝. Ovvero ´legittime՝” (David Bidussa). Tre motivi per leggerlo: perché le parole pesano e vanno riconosciute. “Me ne frego”, “tiro dritto”, “prima gli italiani”, “chi si ferma è perduto” sono espressioni fasciste, e ora di nuovo nel linguaggio diffuso, cui il governo gialloverde strizza l’occhio e che ci riportano a una certa idea di società, dove la politica è solo un mezzo per affermarsi e zittire l’avversario. Perché leggere Mussolini è scioccante ma rivelatore. È lui l’inventore dell’antipolitica, della critica sprezzante dello Stato, dello sberleffo delle istituzioni. Le sue parole ci riportano al tempo in cui il fascismo ha occupato il posto lasciato libero dai partiti di allora, così come sta succedendo oggi in Italia. Perché anche negli anni Venti l’opinione pubblica credeva di poter cambiare le cose, convinta che le parole di Mussolini fossero finalmente il segno che l’Italia non era più nelle mani dello straniero, dei “professionisti della politica, della classe dirigente corrotta, servile, prigioniera dei poteri forti (soprattutto stranieri)”.
9,90 € 9,41 €

Il fascismo giorno per giorno. Dalle origini alla marcia su Roma nelle parole dei suoi contemporanei

Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2022
pagine: 352
È il marzo del 1919 quando “il prof. Mussolini” presiede a Milano alla fondazione dei fasci di combattimento. Nel giro di tre anni e mezzo quella che in un primo momento sembra un’accozzaglia di reduci delusi dalla fine della guerra e teste calde provenienti da altri partiti, desiderosa di continuare sotto altra forma l’esperienza bellica, diventerà una forza dirompente in grado di approfittare della crisi del paese e delle debolezze delle istituzioni per prendere il potere. Il modo migliore per capire come ciò sia stato possibile è quello di scoprire l’evoluzione del fascismo attraverso le parole dei testimoni di quel tempo: politici e uomini d’affari, intellettuali e giornalisti, prefetti e militari. In questo volume Giovanni Scirocco raccoglie le voci di coloro che, da punti di vista diversi ma sempre vicini al centro dell’azione, seguirono l’ascesa di Mussolini e dei suoi. Quello che si viene formando davanti agli occhi del lettore è un racconto in presa diretta che ci parla del fascismo, ma altrettanto del suo contesto, degli errori di valutazione di chi non comprese quel che si trovava di fronte o che, intuendolo, non ebbe il coraggio o il potere di intervenire per fermarlo. Come scrisse infatti Luigi Einaudi nell’agosto del 1922, “lo spettacolo di incapacità offerto dal parlamento e dal governo, le agitazioni continue, la guerriglia civile fra partiti ed organizzazioni armate hanno avuto, fra gli altri disgraziati effetti, quello di aver reso popolare in una parte notevole dell’opinione pubblica una parola: ‘dittatura’”. Prefazione di David Bidussa.
13,00 € 12,35 €

Scritti e discorsi. 1904-1945

Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2022
pagine: 768
Benito Mussolini è stato molte cose: il militante, l’uomo nuovo, il dittatore. Non più un funzionario, ma l’oppositore radicale nei confronti del passato; il volto e la voce della trasformazione violenta. Perché rileggere i suoi scritti politici e i suoi discorsi? In Italia esiste un codice culturale e politico che si ripropone ogni volta che la democrazia entra in crisi. Questo codice esprime una “virtù della nazione” e una “italianità autentica” che evocano la mentalità totalitaria del regime fascista, con i suoi valori e i suoi linguaggi. L’antologia a cura di David Bidussa indaga il fascismo non solo come la storia di un regime politico, ma ancora di più come una cultura, perché con l’esperienza del regime nel nostro Paese non c’è ancora stato un confronto stringente. “La continuità dello Stato,” scrive Bidussa, “non ha significato solo permanenza degli apparati, ma anche di figure economiche, sociali e culturali.” Di conseguenza, l’obiettivo di questa ricostruzione nuova è entrare nella politica del Duce. Con un metodo che rivela angoli finora inesplorati: gli eventi cruciali sono messi in rapporto alle parole e alle immagini presenti nella comunicazione di Mussolini, allo scopo di mostrare la fisionomia della ragione pubblica dell’uomo che ha governato l’Italia per vent’anni e l’ha cambiata radicalmente. Cosa rimane del fascismo nell’Italia repubblicana? Fino a che punto le nostre idee di bene comune, di confine o di identità nazionale corrispondono a quel progetto? E quanto pesano le innovazioni dello stato sociale fascista nel nostro sistema? Mussolini è stato figlio del suo secolo e artefice della propria epoca. In gran parte, anche della nostra. Ecco perché rileggere i suoi scritti e discorsi: per comprendere le origini dell’Italia di oggi e fare i conti col passato, che non è chiuso, non è sterile e, soprattutto, non è definitivamente alle nostre spalle. Al ventennio fascista risale il cantiere politico e culturale di un’ideologia dell’italianità e della nazione che ha un’aria di famiglia con il vocabolario contemporaneo del nostro Paese. Rileggere Benito Mussolini significa indagare come si sia costruita l’Italia di oggi.
25,00 € 23,75 €

Odio gli indifferenti

Libro: Libro in brossura
editore: Chiarelettere
anno edizione: 2015
pagine: 128
I testi che compongono questa scelta si riferiscono all'edizione degli scritti di Antonio Gramsci curata da Sergio Caprioglio per Giulio Einaudi Editore. In particolare alla raccolta La città futura. Scritti 1917-1918 (1982). Con due eccezioni: il brano Gli operai della Fiat, che fa parte della raccolta Socialismo e fascismo, Einaudi, Torino 1966, e che qui è ripreso parzialmente, e il discorso alla Camera del 1925, pubblicato su «l'Unità». I titoli dei testi sono redazionali, seguiti tra parentesi quadre dai titoli originali. Si deve a Sergio Caprioglio il lavoro di attribuzione di molti testi di Gramsci, e soprattutto il lavoro di riscontro, svolto presso l'Archivio di Stato di Torino, dei testi censurati, e in quell'edizione restituiti nella versione completa. Il governo Salandra, infatti, aveva imposto per decreto il 23 maggio 1915 (alla vigilia dell'entrata in guerra) che ogni pubblicazione dovesse essere sottoposta a censura preventiva, ovvero che le bozze di stampa fossero vidimate preventivamente dalla censura. Gran parte dei testi pubblicati sulla stampa socialista uscirono spesso parzialmente o interamente censurati. Proprio per non perdere quel prezioso lavoro di recupero, le parti censurate e ritrovate da Caprioglio nelle bozze di stampa conservate in Archivio di Stato sono state evidenziate mettendole tra parentesi quadre e indicandole con un filetto verticale a bordo pagina, in modo da rendere immediatamente percepibile al lettore la versione originale e integrale. L'editore ringrazia Sandro Caprioglio per aver concesso il permesso di pubblicare i testi a cura del padre. Ringraziamo anche Gianrico Carofiglio per averci fatto conoscere l'articolo “Odio gli indifferenti” da lui letto in occasione della manifestazione contro la legge sulle intercettazioni svoltasi al teatro Quirino di Roma il 31 maggio 2010. Antonio Gramsci (1891-1937). Studioso e uomo politico, iscritto al Psi nel 1913. Animatore del settimanale «L'Ordine nuovo» nel 1919-20. Nel gennaio 1921 è uno dei fondatori del Partito comunista e ne diventa segretario nel 1924. Eletto al Parlamento nell'aprile di quell'anno, è arrestato nel novembre 1926, in concomitanza con la messa fuori legge di tutti i partiti d'opposizione da parte del regime fascista. Condannato dal Tribunale speciale a venti anni di detenzione. La sua riflessione di quegli anni è raccolta nei Quaderni del carcere. Muore ancora nella condizione di prigioniero dopo una lunga malattia testimoniata nella raccolta delle Lettere dal carcere.
10,00 € 9,50 €

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