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Libri di Curzio Malaparte

Biografia e opere di Curzio Malaparte

Italia barbara

Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 168
Il 1925 è l’anno del “Manifesto degli intellettuali fascisti” di Giovanni Gentile, che Curzio Malaparte sottoscrisse, ed è lo stesso anno in cui lo scrittore toscano affidò “Italia barbara”, forse la sua opera più vicina al fascismo, alla casa editrice di Piero Gobetti, fervente antifascista. Certamente colpisce che il primo editore del libro sia stato il grande intellettuale torinese, che di lì a poco trovò la morte in Francia, ove fu costretto a riparare a causa delle persecuzioni subite dai fascisti, ma tra i due uomini vi fu sempre, sin dal 1922, una solida e profonda amicizia intellettuale che superava le divergenze politiche del “fascista imperfetto” Malaparte e del “liberalista eccentrico” Gobetti, che accompagnò la sua edizione del volume con una nota destinata a divenire celeberrima: «Presento al mio pubblico il libro di un nemico… la più forte penna del fascismo». “Italia barbara” è, nelle parole di Francesco Perfetti che firma l’esauriente studio introduttivo a questa nostra edizione, «una raccolta di saggi solo apparentemente eterogenei ma in realtà fra loro coordinati da una comune visione… di una “Italia barbara”, cioè di una “Italia antica, tradizionale, storica, popolaresca, ingenua”», che viene contrapposta a quell’Europa cosiddetta “civile”, frutto della «modernità trionfante delle nazioni dell’Occidente e del Settentrione». Una polemica contro la modernità, dunque, cui si aggiunge una visione critica del nostro Risorgimento che si innesta sul filone revisionistico iniziato proprio in quegli anni. Un’opera insolita che all’epoca della pubblicazione suscitò scalpore tanto tra i fascisti quanto tra gli antifascisti, ma ancora oggi fondamentale per capire il clima e le contraddizioni in cui maturò il consenso verso il Regime.
17,50 € 16,63 €

Giornale di uno straniero a Parigi

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2025
Nel giugno del 1947 Malaparte torna a Parigi dopo quattordici anni: non di assenza ma «d’esilio», precisa, come se la Francia fosse per lui una seconda patria. Una patria anzitutto letteraria: non a caso lo scrittore moderno che sente più vicino è Chateaubriand, di cui condivide i gusti, l’indole, i sentimenti, le inclinazioni – e la profonda malinconia: «È in virtù di Chateaubriand che, talvolta, mi sento francese». Non si tratta però solo di inclinazioni letterarie: «Ogni volta che attraverso la frontiera francese,» confessa «respiro meglio, dormo, mi sento tranquillo, e sicuro». È un’intera civiltà ad attirarlo irresistibilmente: la modernità «raffinatissima e intransigente» dell’età di Luigi XV, fiduciosa nell’«uomo perfetto»; la follia «fredda, chiara» di Cocteau e Giraudoux, che correggono con l’immaginazione quanto di troppo cartesiano c’è nello spirito francese; il colore del cielo di Parigi, degli alberi e dell’acqua della Senna, che Madame Schiaparelli sa catturare nelle sue stoffe. Ma il giornale di Malaparte è un racconto attorno a un «io» destinato al naufragio, in un’epoca che non gli appartiene più. I salons dove intreccia conversazioni con scrittori, gente di teatro, artisti e diplomatici sono ormai solo un riverbero del passato. I quattordici anni trascorsi hanno scavato un solco: nello sguardo di Mauriac, Malaparte coglie ora un oscuro rimprovero, e in quello di Camus incomprensione se non odio. È lo scotto che deve pagare in quanto italiano, e sospetto di collaborazionismo. Intorno a lui ormai serpeggia la convinzione «che soltanto i Francesi abbiano lottato per la libertà»: il sogno di una patria ideale non ha retto all’impatto della Storia, e ha lasciato posto alla lacerante solitudine di chi si scopre straniero in due patrie.
25,00 € 23,75 €

Maledetti toscani

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2017
pagine: 240
Perché, di fronte a un toscano, tutti si sentono a disagio? Risposta ovvia, per Malaparte: di gran lunga più intelligente degli altri italiani, e libero - la libertà dipende dall'intelligenza-, il toscano è spregioso, disprezza tutti gli esseri umani per la loro stupidità. Per di più è sboccato, insolente, crudele, fazioso, cinico e ironico. Possiede in compenso una greca virtù: il senso della misura, il sentimento della meravigliosa armonia che regge i rapporti fra le cose terrene e le divine (basti pensare alla Divina Commedia, dove il Paradiso sembra un angolo di Toscana). E il più toscano dei toscani, un toscano - diciamo così - allo stato di grazia, è il pratese: becero, certo, visto che non ha paura di parlare come pensa, e rabbioso, rissoso, riottoso, nemico d'ogni autorità, d'ogni titolo e d'ogni prosopopea. È a Prato, del resto, che in mucchi di cenci polverosi «tutto viene a finire: la gloria, l'onore, la pietà, la superbia, la vanità del mondo». Concepito come un arioso, amoroso, sfrontato Baedeker, sorretto da una lingua di scintillante nitore, "Maledetti toscani" ci guida attraverso i paesaggi, i popoli, le città, la letteratura della Toscana, mimetizzando sapientemente la violenza del pamphlet: giacché a ben vedere è anche un ritratto 'en creux' degli italiani, che, vili, pavidi e cortigiani, della verità hanno paura, sognano privilegi e invidiano abusi e prepotenze, non sanno essere liberi e giusti ma solo servi o padroni. E dovrebbero imparare dai toscani a «sputare in bocca ai potenti».
14,00 € 13,30 €

La pelle

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2015
pagine: 379
Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell'ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l'anima, spingendo le donne a vendersi e gli uomini a calpestare il rispetto di sé. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la peste - è questa l'indicibile verità - è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null'altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l'anima, come un tempo, o l'onore, la libertà, la giustizia, ma la "schifosa pelle". Come ha scritto Milan Kundera, nella "Pelle" Malaparte "con le sue parole fa male a se stesso e agli altri; chi parla è un uomo che soffre. Non uno scrittore impegnato. Un poeta".
14,00 € 13,30 €

Kaputt

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2014
pagine: 480
A Stoccolma Malaparte incontra il principe Eugenio, fratello del re di Svezia. E nella villa di Waldemarsudden non può trattenersi dal raccontare ciò che ha visto nella foresta di Oranienbaum: prigionieri russi conficcati nella neve fino al ventre, uccisi con un colpo alla tempia e lasciati congelare. È solo la prima di una fosca suite di storie che, come un novellatore itinerante, Malaparte racconterà ad altri spettri di un'Europa morente: ad Hans Frank, Generalgouverneur di Polonia, a diplomatici come Westmann e de Foxà, a Louise, nipote del kaiser Guglielmo II. Storie che si annidano nella memoria per non lasciarla mai più: il Ladoga, simile a "un'immensa lastra di marmo bianco", dove sono posate centinaia e centinaia di teste di cavallo, recise da una mannaia; il console d'Italia a Jassy, sepolto dal freddo peso dei centosettantanove cadaveri di ebrei che sembrano precipitarsi fuori dal treno che li deportava a Podul Iloaiei, in Romania; le mute di cani muniti di cariche esplosive che, in Ucraina, i russi addestrano ad andare a cercare il cibo sotto il ventre dei panzer tedeschi. Storie, anche, malinconiche e gentili: quella dei bambini napoletani convinti dai genitori che gli aviatori inglesi sorvolano la città per gettar loro bambole, cavallucci di legno e dolci; o, ancora, quella delle ragazze ebree destinate al bordello militare di Soroca. Storie che trascinano in un viaggio lungo e crudele, al termine del quale si vedrà l'Europa ridotta a un mucchio di rottami.
15,00 € 14,25 €

Tecnica del colpo di Stato

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2011
pagine: 280
Uscito per la prima volta in Francia nel 1931 grazie alla mediazione di Daniel Halévy (e in Italia solo nel 1948), immediatamente commentato da Trockij, bruciato dai nazisti sulla piazza di Lipsia e costato al suo autore l'arresto e il confino a Lipari per "manifestazioni di antifascismo compiute all'estero", "Tecnica del colpo di Stato", spieiata dissezione delle varie tipologie di golpe e delle loro costanti, viene subito avversato da tutti. Sta di fatto che ancor oggi lo si legge d'un fiato: non solo per l'"attualità" della sua analisi di ingegneria politica, ma soprattutto per lo stile, insieme icastico e concitato, geometrico e visionario, dove Malaparte sembra assumere le cadenze di un allievo di Tacito. Stile che risalta in tutte le sequenze su trionfi e fallimenti del golpismo classico, a partire dalla violenta "campagna di stampa" con cui Cicerone smaschera la congiura di Catilina, ma che tocca l'acme nelle ricostruzioni dei colpi di Stato dei primi decenni del secolo scorso, come nelle pagine sulla imminente rivoluzione a Pietrogrado, con le "dense nuvole nere sulle officine di Putilow" cui si contrappone la nebbia rossastra del sobborgo di Wiborg dove si nasconde Lenin. E nella parte finale spiccano, ritratti con rara vividezza, i volti e le psicologie degli autocrati a capo dei vari totalitarismi: Stalin, Mussolini e Hitler.
16,00 € 15,20 €

Coppi e Bartali

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2009
pagine: 56
La nobile lotta tra due campioni e tra due volti immutabili del nostro paese. Con una nota di Giovanni Mura.
6,50 € 6,18 €

Lotta con l'angelo

Libro
anno edizione: 1997
pagine: 180
Dopo "Il Cristo proibito", unico film realizzato da Malaparte, esce ora la sceneggiatura di "Lotta con l'angelo", l'altro film che lo scrittore aveva intenzione di portare sullo schermo, ma rimasto nel cassetto. Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto a Busto Arsizio il testo, tra significati simbolici e sofisticata analisi psicologica, contrappone la purezza e l'ingenuità della ragazza del popolo che poi si salva (eroe positivo) a quella impura e scaltra del vecchio che muore (eroe negativo), rispecchiando il gusto del tempo nella lotta tra buoni e cattivi, bene e male.
36,00 € 34,20 €

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