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Laterza

Tutti i libri editi da Laterza

L'idea vegetariana. Una storia in dieci quadri

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 160
Massimo Montanari ricostruisce in dieci quadri la storia del pensiero vegetariano dall'antichità a oggi, tra motivazioni etiche e religiose, ascetismo, salutismo, rispetto per gli animali e per l'ambiente, progetti di riforma sociale e politica. Un racconto storico che mostra come pratiche e idee, materiale e immaginario abbiano sempre viaggiato insieme nella storia dell'alimentazione. Perché in epoche e culture diverse c'è chi sceglie di non mangiare carne? Massimo Montanari, uno dei più autorevoli storici dell'alimentazione a livello internazionale, non risponde con un'opinione ma con una ricostruzione storica. Sul lungo periodo c'è una domanda ricorrente: il cibo è prima di tutto una questione di convenienza – legata a ragioni ambientali, economiche, nutrizionali – o ha a che fare con valutazioni etiche e culturali, da cui derivano le abitudini alimentari? Montanari mostra come, nella realtà storica, le due prospettive siano inscindibili. Il libro si snoda in dieci quadri, ciascuno dedicato a uno degli argomenti che nel tempo hanno sostenuto la scelta vegetariana: motivazioni ‘estroverse', attente al rispetto della vita animale, alla giustizia sociale, al tema ambientale, e motivazioni ‘introverse', che ricercano la purezza spirituale, la salute fisica o altro ancora, non ultimo il piacere gastronomico. In questo viaggio che attraversa epoche, culture e sistemi di pensiero diversi, Massimo Montanari restituisce al lettore un'idea fondamentale: la scelta vegetariana è sempre stata, prima ancora che una pratica, una forma di consapevolezza culturale.
16,00 € 15,20 €

Cattive italiane. Storie di donne, collaborazionismo e guerra civile

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 224
Nei venti mesi della Repubblica Sociale e dell'occupazione nazista alcune donne scelsero di stare ‘dalla parte del nemico'. Donne comuni, vicine di casa, mogli, madri che denunciarono, torturarono, spararono. Barbara De Luna dissotterra dai fascicoli processuali del 1945 storie scomode e irriducibili agli stereotipi. Storie di donne che l'Italia del dopoguerra definì ‘cattive' e poi preferì dimenticare. È il 2 maggio 1944. A Fabriano, in provincia di Ancona, due partigiani aspettano di essere fucilati. A dare l'ordine d'esecuzione è una donna: in divisa, armata. Quando, nella primavera del 1945, l'Italia presenta il conto ai fascisti, davanti alle Corti d'Assise Straordinarie ci sono anche loro: le donne, chiamate a rispondere del reato di collaborazionismo con l'occupante nazista. Chi erano? Dai fascicoli processuali emergono le storie più disparate. C'era chi aveva denunciato partigiani, ebrei, antifascisti: consegnati alla deportazione e alla morte per lucro, per vendetta, per motivi che spesso con la guerra avevano poco a che fare. C'era chi aveva frequentato il nemico attirandosi l'odio o il sospetto della comunità. E poi c'era chi nel fascismo ci aveva creduto davvero: spie, propagandiste, ‘donne in armi', inquadrate in battaglioni e bande armate e responsabili di stragi, rastrellamenti e torture. Quando si presentano davanti alla Corte, i giudici non sanno come categorizzare quella violenza femminile. Ed è così che le imputate vengono giudicate attraverso vecchi cliché misogini e paternalisti. Tanto che, nell'immaginario collettivo del dopoguerra, questo universo femminile collaborazionista, variegato e complesso, verrà ridotto agli stereotipi della ‘spia' o dell'‘amante del nemico'. Ma a distanza di ottant'anni, le storie dimenticate di queste donne ancora ci parlano. Parlano di guerra civile e di guerra totale. Della violenza di un conflitto che aveva invaso ogni ambito dell'esistenza quotidiana.
20,00 € 19,00 €

Il vizio della ferocia

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 224
Un'analisi spietata e appassionata sull'eclissi della democrazia e sui rigurgiti di fascismo nella politica contemporanea. A partire dalle parole tossiche che minacciano la convivenza e normalizzano le grammatiche della disumanizzazione, Nichi Vendola traccia una continuità inquietante tra gli ‘anni feroci' del Novecento e il presente. Un pamphlet civile di chi sa che la libertà non si perde solo per soppressione, ma anche per superficialità, pigrizia culturale, indifferenza al dolore degli altri, assuefazione al male. Il fascismo non è un capitolo chiuso. È una possibilità sempre aperta, che torna quando la società rinuncia alla giustizia in nome dell'ordine, quando la disuguaglianza viene spacciata per legge di natura, quando la politica smette di cambiare il mondo e si limita ad amministrare un presente cupo e feroce. In questo libro, Nichi Vendola attraversa il Novecento e il presente con uno sguardo insieme storico e politico, letterario e civile. Dalle origini del fascismo italiano – il trauma della Grande Guerra, il rimosso coloniale, la parabola di Mussolini – all'analisi dei suoi interpreti più lucidi: Gramsci, Togliatti, Gobetti; dall'Olocausto – Auschwitz, la persecuzione degli ebrei, il Porrajmos dei rom e sinti, il triangolo rosa degli omosessuali, l'internamento dei malati di mente – alle metamorfosi contemporanee del fascismo: il sovranismo, il trumpismo, l'internazionale nera delle destre radicali, la guerra come grammatica del potere globale. Ma il libro non si ferma alla storia. Interroga il presente: le politiche migratorie che trasformano il soccorso in reato, la militarizzazione della società e del sapere, il negazionismo climatico e pandemico, il genocidio di Gaza, la manipolazione della memoria storica. E si misura con le grandi domande della democrazia contemporanea: perché le masse possono desiderare la propria sottomissione? Come si costruisce il consenso al male? Come si riconosce la disumanizzazione quando cambia nome e si fa rispettabile? Scritto con la densità argomentativa del saggio e la forza evocativa della letteratura, "Il vizio della ferocia" è un atto di resistenza intellettuale e civile. Un libro che non consola, ma illumina.
18,00 € 17,10 €

L'invenzione della nazione

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 112
La nazione è la più grande invenzione della politica moderna. Da due secoli i nazionalisti la spacciano per naturale ed eterna: non è così. La nazione è una costruzione storica di cui Alberto Mario Banti svela i meccanismi, mostrando come hanno funzionato in passato e come continuano a funzionare oggi. La nazione non affiora da un passato millenario, non è un destino scritto nella carne dei popoli. È una storia che si continua a raccontare con straordinaria abilità per raccogliere consensi, mobilitare masse, giustificare esclusioni. Alberto Mario Banti, tra i massimi storici italiani del nazionalismo, ha scritto il libro che mancava: una guida spietata al più grande inganno politico della modernità. Da Vincenzo Gioberti fino a Giorgia Meloni, ogni leader nazionalista ha ripetuto che la nazione viene prima della politica, che è incisa nell'identità profonda dei popoli, che difenderla significa difendere qualcosa di naturale e sacro. Banti smonta questa narrazione pezzo per pezzo: come il feudalesimo e il fascismo, anche la ‘nazione' è una costruzione storica e politica, nata con le rivoluzioni di fine Settecento e da allora incessantemente rimaneggiata. Per riconoscere l'invenzione della nazione occorre conoscerne gli ingredienti. Banti individua cinque nuclei fondamentali: la nazione come cultura, la nazione di sangue, la nazione sessuata, la nazione martire, la nazione organica, e ne segue la traiettoria dal Risorgimento, attraverso il fascismo e il nazismo, fino alla retorica di Fratelli d'Italia e della Lega.
14,00 € 13,30 €

Piccolo manuale per riparare la natura

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 160
Quando si parla di ‘conservazione della biodiversità' di solito si pensa che basti creare qualche area protetta, mettere al riparo le specie a rischio e poi lasciare che la natura faccia il suo. Ma la verità è che difendere l'esistente è un approccio fuori tempo. Abbiamo usato l'ambiente come se fosse un giocattolo, finché non si è rotto. Specie ed ecosistemi compromessi non si riparano da soli: tocca rimboccarsi le maniche. Piero Genovesi ci spiega come si può intervenire, in un prezioso manualetto che raccoglie tutti i trucchi e gli stratagemmi di un vero ‘meccanico della natura'. Ci piace pensare che l'ambiente sia sempre in grado di rimettersi in sesto, non importa quanti danni facciamo. Basta lasciar fare alla natura! Comodo, vero? Peccato che così si finisca per peggiorare le cose... Un pianeta in panne non si ripara da sé: serve qualcuno che faccia manutenzione. E quindi, che si fa? Per cominciare, potremmo dare ascolto a chi si sporca le mani ogni giorno cercando di mettere in salvo la biodiversità, cioè a quei tanto bistrattati tecnici della conservazione. Tra i tanti ‘meccanici della natura', Piero Genovesi è sicuramente uno dei più esperti e stimati al mondo. In questo libro, ci guida alla scoperta delle tecniche che han dato i risultati migliori, raccontando successi e disastri del passato, lezioni di cui si è fatto tesoro e questioni calde che richiedono la nostra attenzione. Si passa allora dalle reintroduzioni di specie che avevamo sterminato (come l'orso bruno sulle Alpi) al ripristino di interi habitat degradati; dalle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici fino a temi spinosissimi come i conflitti con le specie selvatiche (ne sa qualcosa chi abita dove è tornato il lupo) o il concetto di una caccia ‘sostenibile'. Un prontuario ricco di curiosità, che esplora anche le possibilità offerte da tecnologie come droni, DNA ambientale, clonazione e biologia sintetica. Armi formidabili da adoperare con cautela, certo, ma senza immotivata paura del nuovo. Nello stato in cui versa la natura, stare con le mani in mano per timore di sbagliare è un lusso che non ci possiamo più permettere.
17,00 € 16,15 €

Storia della frontiera adriatica

Libro: Libro rilegato
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 400
A firma di uno dei più autorevoli esperti di storia del confine orientale, un'opera unica che per la prima volta vede inserite le tragiche vicende novecentesche nel quadro di una millenaria e affascinante storia di frontiera. La frontiera adriatica è terra di incroci fra mondo latino, germanico, slavo e ungherese, senza dimenticare l'Oltremare. La sua storia è poco conosciuta dai lettori italiani, che solo nell'ultimo ventennio hanno preso confidenza con alcune vicende drammatiche del Novecento, come le foibe e l'esodo giuliano-dalmata. Ma per arrivare a quei momenti di tragedia, e per capirne il senso, bisogna fare molti passi indietro. Questa straordinaria sintesi muove dai castellieri protostorici, si sofferma sulla novità epocale della romanizzazione, attraversa le fratture fra dominii longobardi e bizantini, esplora il pulviscolo di poteri medievali, evidenzia il ruolo del Patriarcato di Aquileia, descrive l'espansione dell'influenza veneziana che lentamente cattura le città istriane ad eccezione di Trieste e Fiume, ricostruisce la colonizzazione slava fra Alto Medioevo ed età moderna. Segue l'epopea del cosmopolitismo sette ed ottocentesco nei porti franchi asburgici di Trieste e Fiume, fino al suo tramonto davanti ai processi di nazionalizzazione. Arrivano poi gli anni bui delle guerre mondiali, del fascismo di confine, delle stragi, degli spostamenti forzati di popolazione. Le ‘terre irredente' divengono prima italiane e poi perdute, mentre Trieste dal 1945 al 1954 vive un nuovo irredentismo. Infine, la ‘normalizzazione' e l'avvio della cooperazione transfrontaliera.
24,00 € 22,80 €

La Cina nuova

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 224
Attraversiamo metropoli futuristiche e hutong, locali fumosi e campi di ginseng, antichi principi confuciani e intelligenza artificiale, neomarxismo e ipercapitalismo. Incontriamo l'ambiguo funzionario del Partito comunista, l'operosa dottoressa di Wuhan, l'eterea vlogger della Cina rurale, l'astro della letteratura fantascientifica, la giovanissima attivista per l'ambiente. Addentriamoci nella Cina nuova, quella che scopriamo appena smettiamo di leggerne soltanto la superficie. I cambiamenti attraversati dalla Cina in poco più di cinquant'anni sono così profondi che, nella storia di altri paesi, analoghe trasformazioni hanno impiegato secoli per affermarsi. Là dove oggi si innalzano grattacieli sbalorditivi, fino a pochi anni fa c'era solo campagna. Moltissimi giovani, figli di operai e nipoti di contadini, sono arruolati nel settore hi-tech più dinamico al mondo. Il mastodontico inquinamento industriale si affianca alla più avanzata ricerca sulle energie sostenibili. Ma nonostante sia apparentemente tutta proiettata verso il futuro, la Cina contemporanea ha radici che affondano in un passato millenario, al quale spesso attinge traendone valori, idee, strategie che usa nel confronto sempre più serrato con l'Occidente. Oggi da un lato c'è la Cina che si consolida sempre più come potenza internazionale, unica alternativa credibile a quella americana; dall'altro, al suo interno, non riesce più a convincere i giovani che lavorare duramente serva davvero a migliorare la propria posizione sociale e a promuovere l'idea di un progresso infinito. È questo il tema dell'ultimo capitolo che aggiorna questa nuova edizione del libro. Simone Pieranni, tra i massimi esperti di Cina, ci immerge nella sua atmosfera e smonta quel volto apparentemente contraddittorio che si mostra allo sguardo della owai, dello straniero.
18,00 € 17,10 €

Magister. La scuola la fanno i maestri, non i ministri

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 152
Ivano Dionigi torna ancora una volta sul tema dell'insegnare e dell'apprendere. Un libro molto colto e per dir così un manuale, con pagine di immediata utilità per chiunque abbia qualcosa da insegnare, a qualunque livello. Corrado Augias, “il venerdì di Repubblica” Dionigi guarda alla vita dei giovani senza alcun senso di superiorità e senza l'ossessione del giudizio. Annalisa Cuzzocrea, “la Repubblica” Mai come in questo tempo, abbiamo bisogno di una scuola inedita che recuperi i perché interrogativi, che insegni a cogliere la profondità e la relazione tra le cose, che consenta di scoprire il valore del passato e della memoria e, al tempo stesso, di inventare il mai visto e l'inaudito. Per teste ben fatte piuttosto che teste ben piene, come auspicava Montaigne, si deve frequentare il pensiero dei classici, fondativo e al tempo stesso antagonista del presente.
11,00 € 10,45 €

Hotel Exile. Vite in fuga nella Parigi all'ombra della guerra

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 368
C'è un luogo a Parigi dove la storia del Novecento ha lasciato impronte indelebili. Il Lutetia, unico grand hotel della Rive gauche, è sempre stato qualcosa di più di un albergo: un salotto d'Europa, un crocevia di destini, uno specchio fedele delle catastrofi del secolo. Gide ci pranzava, Joyce ci visse, Picasso e Matisse ne frequentavano le sale. Ma è nelle pieghe più buie della sua storia che il Lutetia rivela la sua vera natura di testimone. Negli anni Trenta, infatti, il Lutetia è rifugio e quartier generale informale degli intellettuali tedeschi e austriaci in fuga dal nazismo. Jane Rogoyska li segue uno per uno, con la precisione dello storico e la sensibilità del romanziere: Gisèle Freund che sale su un treno notturno a Francoforte con le fotografie dei compagni perseguitati nascoste sul corpo; Heinrich Mann che lascia Berlino con ombrello e valigetta, come se andasse a una conferenza; Anna Seghers che svuota le tasche del figlio Peter e trova ‘un frammento di Germania': fili d'erba, un pfennig, una pigna. A Parigi li attendono povertà, burocrazia ostile, la speranza sempre più vana di tornare. Poi, l'occupazione tedesca. James Joyce e Nora Barnacle si trasferiscono al Lutetia perché il loro appartamento è senz'acqua calda; Samuel Beckett accompagna il vecchio scrittore quasi cieco per le strade buie della ville lumière oscurata. I tedeschi trasformano l'hotel nella sede dell'Abwehr, il servizio di controspionaggio militare, che ne fa il proprio centro operativo per stanare i nemici del Reich nella capitale occupata. Il palcoscenico cambia attori e si fa cupo. Nella primavera del '45 il Lutetia si trasforma nel luogo del ritorno: migliaia di deportati sopravvissuti ai campi di sterminio vi giungono stremati, cercando un nome sui cartelli esposti nella hall, sperando in un volto familiare.
22,00 € 20,90 €

La memoria della Terra. Un viaggio geologico attraverso l'Italia

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 208
Ogni roccia è un archivio. Ogni parete, ogni scogliera, ogni guglia custodisce una storia di centinaia di milioni di anni, scritta in un linguaggio che pochissimi sanno leggere. Un viaggio in 12 tappe che ci farà osservare il paesaggio italiano con occhi diversi. Perché la bellezza che conoscevate era solo la superficie. L'Italia è uno scrigno. Ma non solo per le sue chiese, i suoi musei, i suoi borghi medievali. Sotto ogni montagna, dentro ogni scogliera, lungo ogni gola di questa penisola si nasconde qualcosa di più antico e di più misterioso: la memoria viva della Terra, scritta nelle rocce per centinaia di milioni di anni. Alessandro Iannace ci porta in 12 luoghi d'Italia –dalle guglie delle Dolomiti alle scogliere bianche della Scala dei Turchi, dalle coste sarde alle vette appenniniche –e ci insegna a guardarli con occhi nuovi: non solo come paesaggi da ammirare, ma come monumenti della storia del pianeta. Partiremo dalle formazioni più giovani (in senso geologico: si parla pur sempre di migliaia e migliaia di anni) e proseguiremo verso le più antiche, esplorando un abisso temporale vertiginoso. Con pochi strumenti visivi e spiegazioni rigorose ma mai aride, conosceremo regole semplici che cambiano il modo di guardare il paesaggio. Non serve alcuna preparazione scientifica. Serve solo la curiosità di chi si ferma, guarda e vuole capire. E la disponibilità a stupirsi: perché quello che le rocce raccontano è una storia che nessun monumento costruito dall'uomo potrà mai eguagliare. Un libro che non si limita a spiegare il paesaggio italiano: lo farà anche amare di più.
19,00 € 18,05 €

Orazione incivile per la città di Milano

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 120
Che vuoi che sia se ti piazzano 30 piani nel cortile? Se cacciano ‘i pòver' e li sostituiscono con ‘i sciuri'? Se trovare una casa è diventato peggio di una mission impossible? Milan l'è semper chì! È sempre lei, la città più cool dell'orbe terracqueo con i suoi grattacieli, la gente che lavora, la gente che produce. Fatti andare tutto bene, altrimenti föra di ball! Una contro-narrazione feroce e lucidissima sulla Milano del potere, della speculazione e delle vite espulse. Tutto parte da un ascensore. O meglio da una scala tanto stretta da non permettere nemmeno il ‘giro barella'. In un vecchio condominio di Porta Venezia, dove per decenni i bagni sono stati in comune, si apre il conflitto: da una parte le signore ultranovantenni dei primi piani; dall'altra la banda degli ascensoristi e le élite dei piani alti, già proiettate sui traffici dei b&b. Una piccola guerra di pianerottolo che diventa, passo passo, la storia più ampia di una città. Quando nell'estate del 2025 partono le inchieste della procura di Milano, i milanesi scoprono un sistema di potere e ingiustizia di cui avevano già sentore: grattacieli spuntati ovunque, perfino nei cortili, e una nuova razza padrona fatta di squali della finanza e fruitori di eventi effimeri. Parlano una neolingua inzeppata di termini anglosassoni che colonizza subito la politica: il sindaco è un city manager, l'architetto è archistar, lo sfruttamento è inequalities, gli schiavi sono riders. Negli ultimi anni, quasi mezzo milione di milanesi ha lasciato la città. Chi è rimasto assiste sbalordito a prezzi degni di Zurigo, con salari fermi all'Italia di vent'anni fa. Un pamphlet incazzato, sporco e veloce come un vecchio pezzo punk, che è anche una lettera d'amore per una città che è sempre stata accogliente e ricca di possibilità.
15,00 € 14,25 €

La fortezza Israele. Anatomia di un paese senza pace

Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 144
Cosa è successo alla società israeliana dopo tre anni di guerra permanente e totale? Chi parla, oggi, per Israele? «Poche sono le persone che si sono immerse nel dramma del Medio Oriente con coraggio, profondità e umanità come Francesca Caferri. La sua scrittura è intensa e ci restituisce una lettura profonda e onesta di una delle regioni più difficili del mondo.» David Grossman Dal 7 ottobre del 2023, Israele si è presentato al mondo come una fortezza sotto assedio. Una piccola Sparta pronta a rispondere colpo su colpo alle aggressioni, senza incertezze e dubbi. Una società unita dal dolore e dalla volontà di sopravvivere, da cui sono banditi coloro che obiettano e dissentono. Ma siamo sicuri che Israele abbia una sola faccia o invece ce ne sono mille che si contraddicono, si ignorano, si temono a vicenda? Come è possibile che un leader accusato di corruzione in patria e di crimini contro l'umanità alla Corte dell'Aja continui a governare con il consenso della maggioranza? Per rispondere a queste domande, Francesca Caferri ha fatto un viaggio dentro la società israeliana con gli strumenti del buon giornalismo: le scarpe consumate sul campo, le interviste cercate e conquistate, lo sguardo capace di stare sui fatti. Così, ci porta dagli elettori della destra radicale e dai pacifisti ostinati e sempre più soli, dai media sotto pressione e dagli imprenditori che guardano dall'altra parte. E poi in Cisgiordania, a toccare con mano l'espulsione dei palestinesi. Voci che in Israele non hanno quasi mai diritto di parola, ma che finalmente riusciamo ad ascoltare. Sullo sfondo resta proprio Gaza, con i suoi morti e la sua distruzione. E anche una domanda che percorre tutto il libro: come può Israele non vedere ciò che indigna il resto del mondo? E non capire le conseguenze – pericolosissime – di questi anni di guerra?
16,00 € 15,20 €

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