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Gramma Feltrinelli

Tutti i libri editi da Gramma Feltrinelli

Vita sommersa

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 224
In ogni nome è racchiuso un presagio, dice un'antica sentenza. Una verità che vale certamente per la protagonista di queste pagine, chiamata da sua madre, che amava più di ogni altra cosa il mare, Marissa, dal genitivo latinomaris. E come una creatura acquatica, Marissa cresce in un'isola delle Andamane, senza però che la madre, morta quando lei ha appena sei anni, possa vederla. Su quel piccolo lembo di terra, in compagnia del padre, un biologo animato dal desiderio di continuare le ricerche della moglie sulla riproduzione delle mante, trascorre la sua infanzia felice e la sua tragica adolescenza. Lì Marissa conosce Arielle, un incontro fatale che dà inizio al legame più profondo della sua vita. Insieme all'agile ragazza orgogliosa del suo sangue thailandese, scopre le fragili meraviglie delle barriere coralline, delle foreste e delle spiagge. Insieme a lei, si immerge nel blu più profondo del mare, dove le mante, nella stagione della riproduzione, si fondono insieme in una lotta veloce. Con lei, impara a trattenere a lungo il respiro sott'acqua. Un giorno, però, uno spaventoso tsunami si abbatte sull'isola. Un'onda possente travolge le due ragazze. Arielle viene trascinata via dalla forza del mare. Marissa si salva, ma il dolore per la perdita dell'amica la segna per sempre. Otto anni più tardi, a New York, smarrita e tormentata dal ricordo di Arielle, Marissa collabora stancamente a una rivista di viaggio per ricchi e passa da una relazione occasionale all'altra. Quando però l'uragano Sandy incombe sulla città e il passato torna come l'alta marea, comprende che è giunta l'ora per lei di trovare un equilibrio nel suo e nel nostro fragile mondo. Storia di un'amicizia, meditazione sulla perdita e lettera d'amore alle barriere coralline che stanno scomparendo, "Vita sommersa" mostra come il cambiamento ecologico e i disastri naturali non siano affatto una possibilità futura, ma una tragica, innegabile verità del passato e del presente. Sullo sfondo di due disastri naturali, un commovente romanzo sul lutto, la perdita e l'amicizia femminile.
18,00 € 17,10 €

La secondina

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 128
Come un infermiere provetto, esperto di farmaci e di dosaggi, Davvetas ha accudito per anni la madre malata di Alzheimer. Decisa ad andarsene come voleva lei e non come volevano i medici, sua madre ha resistito a lungo alle sue cure, sabotando puntualmente ogni terapia. Poi, i segni dell'avanzamento inesorabile del male: le telefonate alle amiche morte da tempo, le banconote lasciate ai negozianti senza prendere il resto, il ritorno a casa dopo aver fatto due, tre volte il giro dell'isolato. Infine, la tenebra, il caos della totale perdita di sé, con il figlio che si trasforma di colpo in un estraneo. È allora che Davvetas decide di diventare il biografo di sua madre, dando vita a quest'opera che, parafrasando Philip Roth, è una confessione in forma di romanzo o un romanzo in forma di confessione. È la storia di una donna che, malata di Alzheimer, ricorda soltanto il suo lontano passato di secondina in un carcere della Grecia dei colonnelli. Una vita rivissuta alla rovescia di una ragazza rimasta prematuramente vedova che, per pagare l'affitto e non abbandonare il figlio in un orfanotrofio, accetta il primo lavoro che le capita: guardia penitenziaria nel carcere femminile di Averof. E, dunque, sveglia alle cinque e ritorno a casa a tarda ora, per cedere subito al sonno. Un sonno agitato dal respiro pesante del carcere, dai nomi delle prigioniere politiche condannate a morte scanditi dalle compagne di cella, dai gemiti, dalle grida, dai sospiri di anime assetate di giustizia. Ricordi che risuonano all'orecchio del figlio la cui infanzia era stata segnata dalla vergogna per il lavoro della madre. Al cospetto di lei che, inerme e malata, rievoca il destino delle prigioniere di Averof, la vergogna nutrita per anni si dissolve però d'incanto per lasciare il posto alla struggente ricostruzione di una vita. Una commovente testimonianza personale di addio a una madre malata di Alzheimer, intrecciata con la storia della Grecia al tempo della dittatura dei colonnelli.
16,00 € 15,20 €

Corpi e confini

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 416
Nel 2019 Sarah Aziza viene ricoverata per una grave forma di anoressia. Comincia così per lei un lungo viaggio per sconfiggere una malattia feroce che le trasforma il corpo e la mente. In quel reparto, tuttavia, la fame si rivela per Sarah solo il brontolio di una lingua aliena e la sorveglianza, le telecamere, i pasti forzati appaiono rimedi tragicamente inutili, incapaci di porre fine all'inarrestabile desiderio di “sentirsi eterea, in fuga dalla sua stessa carne”. Sarah cederebbe così alla potenza del suo male, se l'amore tenace del suo compagno e il ricordo dell'abbraccio della nonna e del morbido rifugio del suo grembo non la soccorressero. Nonna Horea è morta a Gedda, l'ultima tappa di una vita da esiliata palestinese. Ha vissuto gli espropri britannici degli anni trenta, la Nakba del 1948, la fuga da Gaza, la vita nei campi profughi, il lavoro migrante in Arabia Saudita. Il suo è stato un corpo ferito dall'esilio, eppure un corpo vigoroso, resistente, un archivio vivente di riti, ricette, cibi, benedizioni che la tenevano legata al mondo perduto, alla Palestina. Sarah invece è nata in America, sotto un cielo terso in netto contrasto con quello della nonna. Eppure, anche il suo è un corpo ferito dall'esilio. Un corpo in cui l'esilio è divenuto alienazione da sé, sradicamento non solo dalla propria origine, ma anche dai suoi desideri più nascosti. Come ritrovare l'orgoglio, quel rifiuto di arrendersi che, per decenni, hanno spinto sua nonna e suo padre a sfidare l'annientamento, trasformando la sopravvivenza in vita? Confessione, indagine storica e viaggio che dal letto di un ospedale giunge fino alle strade incandescenti di Gaza, "Corpi e confini" è un libro che brucia e consola, che interroga ciò che significa appartenere, ricordare, resistere. Un memoir indimenticabile in cui una giovane donna, palestinese d'origine cresciuta negli Stati Uniti, racconta la sua discesa nell'inferno dell'anoressia e ripercorre, a un tempo, la storia della sua famiglia gazawa, esule da tre generazioni, in un viaggio che da Gaza conduce al Midwest, a New York e ritorno. Vincitrice del Palestine Book Award 2025.
22,00 € 20,90 €

Gli sfaccendati

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 352
Sulla sponda asiatica del Bosforo, come un monumento alla gloria passata, si erge la villa di Erenköy. Quando Şükrü Pascià, speziale di Abdülhamid II,la fece costruire, la volle con splendidi interni e lussuosi arredi perché fosse degna di accogliere il sovrano. Ora, è un palazzo cadente, con le grondaie penzolanti, gli intonaci screpolati, gli arredi decrepiti. Vista da fuori, è difficile credere che sia ancora abitata. Eppure, tra le sue pareti scrostate è accampata una bizzarra compagnia di sfaccendati, guidata dalla matriarca Leman Hanım, figlia di Şükrü Pascià e custode dell'antico splendore. Muammer, nipote di Leman Hanım, e sua moglie Ayla dormono in una grande camera al secondo piano. Avvocato che si guarda bene dall'esercitare la sua professione, Muammer non ha un centesimo di entrate. Anche Dündar Bey, vecchio rivoluzionario caduto in miseria, e Şükrü, poeta e narratore che odia sentire parlare di soldi, alloggiano al secondo piano. Al primo piano vi sono le camere di Galip Bey e Mürşide, rispettivamente genero senza arte né parte e figlia beona di Leman Hanım. La matriarca soggiorna anche lei al primo piano, dove divide il talamo con Davut Bey, il marito che ha dato fondo ai propri averi senza che nessuno se ne accorgesse. Incompatibili per indole e carattere, gli sfaccendati vivono sotto l'ala protettrice e grazie alle ormai esigue fortune di Leman Hanım. Il cambiamento epocale che ha condotto alla nascita della Repubblica ha eroso, infatti, non soltanto gli stucchi e gli arredi del Palazzo Erenköy, ma anche il patrimonio della figlia di Şükrü Pascià. Ma in quel luogo, in cui il caos del presente risuona come un'eco lontana, gli sfaccendati non se ne curano. Degna di figurare tra le più divertenti e spietate storie di famiglia, l'opera di Melih Cevdet Anday è un romanzo in cui onore e decadenza, virtù e disincanto si alternano mirabilmente.
20,00 € 19,00 €

Aprile è una strana stagione

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 176
La complessità dell’amore e della sessualità umani ha dato spesso vita, in alcuni magistrali romanzi, a personaggi indimenticabili, capaci di dar voce ai propri desideri e ai propri sentimenti al di là delle convenzioni e dei pregiudizi sociali. Si pensi, ad esempio, a libri come Orlando di Virginia Woolf o a Middlesex di Jeffrey Eugenides. È la magia della letteratura, capace di addentrarsi là dove nessuna indagine psicologica o medica può: nell’impenetrabile problematicità della natura umana e del suo desiderio. In Aprile è una strana stagione è all’opera una simile magia. Gabriella Ambrosio ritrae vita e avventura di un protagonista unico, che fa della duplicità della propria sessualità, dell’attrazione e della fascinazione per i due sessi, la ragione fondamentale del suo essere, la possibilità reale di divenire artefice della sua condotta e di sé stesso. È la storia romanzata di un cineasta italiano realmente vissuto che, nato negli anni trenta, attraversa il Novecento, passando per tre continenti e soprattutto due sessi: dall’infanzia napoletana degli anni del dopoguerra – dove la lingua di Gabriella Ambrosio, napoletana di nascita, si addolcisce in modo struggente –all’adolescenza in un collegio, fino all’età adulta con la paternità e insieme le più violente oscillazioni del pendolo della sua esistenza, amando uomini e donne ed essendo amato da entrambi, vivendo mille vite dentro una sola. Grazie a una scrittura impeccabile, capace di scolpire con parole vivissime le vicissitudini di un’avventura esistenziale, Gabriella Ambrosio dona al lettore una storia in cui trionfa un’unica norma: la legge dell’amore.
18,00 € 17,10 €

Parigi '44. L'onta e la gloria

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 480
Le pagine che seguono costituiscono l’avvincente narrazione di uno dei momenti decisivi della Seconda guerra mondiale: la liberazione della capitale francese dalle truppe naziste. Raccontano una storia, come indica il titolo, di onta e di gloria: onta del collaborazionismo che, largamente diffuso nella società francese, sfociò nella Repubblica di Vichy, e gloria a opera di un manipolo di uomini che contribuì davvero alla liberazione della città. Patrick Bishop ricostruisce gli eventi di quel fatidico anno in un libro che ha i toni di un romanzo, con un cast di personaggi davvero notevole: da Robert Brasillach, l’autore dei Sette colori, uno dei pochi scrittori fascisti che pagò con la vita il suo collaborazionismo, a Henri Rol-Tanguy, il leader comunista della Resistenza; dallo scultore ungherese Anton Prinner, nato Anna Prinner, introdotto nella bohème di Montmartre da un altro celebre esule ungherese, Robert Capa, nato André Friedmann, a Rose Valland, che salvò migliaia di opere d’arte dalla furia nazista; da Jerry Salinger a Ernest Hemingway. Salinger era sbarcato a Utah Beach e assegnato subito al controspionaggio in terra di Francia. Hemingway era corrispondente di guerra a Parigi. Si conobbero nell’area attorno Mortain, durante la battaglia in cui la controffensiva tedesca fallì. Bishop ricorda che Salinger scrisse: “Qui ho incontrato e parlato a lungo con Ernest Hemingway. È estremamente gentile e assolutamente privo di patriottismo. È qui per Collier’s”. Con la forza del suo stile e la sua ampia documentazione, Parigi ’44 si annovera tra i grandi resoconti di rinascita e miseria morale che emergono – si pensi a Napoli ’44 di Norman Lewis – quando un esercito occupante sconfitto lascia dietro di sé speranza e rovina.
29,00 € 27,55 €

Linee parallele

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 288
Sebastian è per il dottor Martin Carr il suo paziente più fragile, un orfano nella tempesta, del tutto incapace di una “normale infelicità”. Abbandonato dalla madre biologica, adottato da una coppia improbabile, è traumatizzato al punto tale da avere a volte veri e propri crolli psicotici. Il dottor Carr, tuttavia, lo prende in cura, affascinato dal “lirismo delle sue libere associazioni” (Literary Review) e convinto che sia gratificante lavorare con chi soffre davvero, anziché assecondare l’“opulenta autostima” dei clienti che accorrono nel suo studio a Belsize Park. Sebastian, però, pone a Carr un inusuale problema per uno psicanalista. Olivia, la figlia che il dottore e sua moglie Lizzie hanno adottato, è la sorella gemella da cui il giovane paziente è stato separato alla nascita. I due hanno vissuto vite perfettamente parallele, ciascuno ignaro dell’esistenza dell’altro. Sebastian sprofondato nei suoi incubi e nelle sue oscure fantasie, Olivia alle prese con Apocalypse, il progetto radiofonico per la Bbc cui lavora, una serie sulle “sei cause più probabili della prossima grande estinzione”. Carr non osa dire la verità ai gemelli, temendo per il loro fragile equilibrio, ma sa anche che “i treni che aveva osservato da un’alta collina, mentre si avvicinavano l’uno all’altro lungo lo stesso binario” prima o poi si scontreranno con la forza inarrestabile del destino. Una forza che rende vana ogni possibilità di agire prima che le linee parallele si incrocino. Con la sua prosa fatta di “frasi che sfrecciano come dardi” sul nostro mondo in fiamme (New York Times), in cui imperversano leader sociopatici e narcisistici, telecamere di droni inquadrano crimini ecologici dall’altra parte del pianeta e società specializzate nell’“amortalità” sorgono nella Silicon Valley, Edward St Aubyn compone una magistrale satira della nostra epoca e, insieme, un’indimenticabile storia sul più potente dei legami, quello che riunisce nell’amore e nell’empatia un fratello e una sorella.
19,00 € 18,05 €

Ho paura torero

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
Nella primavera dell’86, le notti a Santiago del Cile trascorrono funeree, trafitte da spari, grida e luci di camion blindati. La protesta dilaga e, negli empori dei quartieri poveri, dove vendono un quarto di zucchero a credito, la gente si chiede se quello non sia l’anno buono perché la dittatura venga spazzata via. In uno di questi quartieri, in una casetta macilenta, vive la Fata dell’angolo, un travestito che abita appunto all’angolo della strada. Nelle sue mattine di finestre spalancate, lo si sente spesso cantare “Ho paura torero, ho paura che stasera il tuo sorriso svanisca”. Tutto il quartiere sa che ama intonare vecchie canzoni in falsetto, ricamare tovaglie con cherubini e uccellini per le signore dei quartieri alti, truccarsi come una mammoletta dalle sopracciglia increspate. “Gli manca solo il fidanzato,” bisbigliano dalle case di fronte. Nella sua vecchia soffitta, liberata da sorci, fantasmi e scarafaggi, la Fata dell’angolo però ospita già un ragazzo che le fa battere il cuore. Il ragazzo dice di chiamarsi Carlos e di essere uno studente universitario. In realtà è un militante del Fronte patriottico, Manuel Rodríguez, che usa la soffitta per incontrarsi clandestinamente con i suoi compagni di lotta. Per amore, l’amore di un cuore avvezzo alle passioni impossibili, la Fata dell’angolo accetta le mezze verità di Carlos e gli incarichi pericolosi che il ragazzo le affida. Finché un giorno, lungo la strada che scende verso la capitale, il destino di Carlos si incrocia con quello di Pinochet, il dittatore tormentato dagli incubi della sua infanzia e dalla paura della morte. Nella grande tradizione sovversiva del romanzo latino-americano, sospeso tra la realtà e il sogno, la quotidianità e il mito, con una prosa sensuale, scoppiettante e malinconica, Pedro Lemebel narra di un amore proibito che si intreccia con la storia politica di un paese.
17,00 € 16,15 €

Rimpatrio

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 192
In un luminoso giorno di primavera, Annabella Morelli riceve una notizia che getta la sua vita nello scompiglio più totale. Dall’altra parte del mondo, lontano dal quartiere di Saint-Jean della Vecchia Lione in cui lei conduce la sua irrequieta esistenza, suo padre è morto. Morto in un angolo del Camerun che rende arduo persino il rimpatrio della salma in Francia. In preda al dolore, Annabella si rifugia nella cattedrale di place Saint-Jean, dove mormora davanti all’altare: “Ho ucciso mio padre”. Figlia di un italofrancese riparato in Africa, come tanti europei in fuga da una condanna o da un dolore d’amore, e di una giovane congolese, Annabella ha vissuto un’infanzia felice in Congo, fino al giorno in cui sua madre, stanca del comportamento violento di suo padre, l’ha abbandonata quando lei aveva sette anni. È così cresciuta in compagnia di un uomo misogino, dispotico e attaccato alla bottiglia. Un uomo che, però, amandola di un amore incondizionato, è sempre stato il suo Dio. Un Dio cui lei ha ubbidito e che ha onorato, disprezzando le donne, tagliandosi i capelli, camminando a piedi nudi, accettando che si riferisse a lei come a un ragazzo. Un Dio, tuttavia, che ha poi rifiutato e abbandonato, quando, nei versi e nella vita delle grandi scrittrici, ha scoperto la potenza della parola delle donne. Tra i libri più apprezzati e premiati della recente stagione letteraria francese, vincitore del Prix Goncourt opera prima, Rimpatrio sorprende per la forza e la fluidità della sua scrittura, capace di penetrare nel turbamento interiore di una giovane donna con una narrazione che, con incomparabile intensità drammatica, sfuma i limiti tra pensiero e voce, tra silenzio e parola.
18,00 € 17,10 €

Zvanì. Indagine sulla morte di Giovanni Pascoli

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 192
17 febbraio 1912. L’uomo sorretto da due medici, che scende per la stradina della “Bicocca”, è Giovanni Pascoli. Lascia Castelvecchio di Barga e sta per salire sul treno speciale che lo porterà a Bologna, dove lui, il poeta più amato e più popolare di quegli anni, spera di guarire dalla cirrosi epatica che gli ha sconvolto la vita. Comincia il crudele duello contro un male che la medicina non sa arrestare e che si conclude il 6 aprile, Sabato Santo, nel tripudio delle campane che annunciano la Resurrezione. Come è potuto nascere e svilupparsi questo sconvolgimento? “Ognuno di noi si prepara la propria morte,” ha scritto Leonardo Sciascia raccontando la fine di Raymond Roussel. Stando alle testimonianze dei suoi amici medici, Pascoli se la preparò senz’altro con una condotta di vita segnata dal dolore, dalle delusioni, dalla solitudine e dall’alcol. La sua esistenza è perciò una lunga rincorsa verso l’epilogo atroce. A partire dal trauma infantile dell’assassinio del padre, dalla morte precoce della madre e da quella dei fratelli maggiori, Pascoli si rifugia nei doveri del lutto, felice, quasi, di essere infelice. Ai lutti si aggiungano la povertà inaspettata, l’attività politica nelle caotiche file del socialismo romagnolo sfociata nei 107 giorni di carcere da cui il rivoluzionario esce “per sempre indignato”, la girandola dell’insegnamento prima nei licei e poi nelle università, il desiderio e il “nido” della famiglia così a lungo sognato. Nido che dura poco. Ida, la sorella più grande, si sposa e Giovanni rimane con Maria, la sorella più piccola, che lo ama possessivamente, escludendo chiunque, istericamente dolce e severa. Con la sua scrittura nitida, capace di penetrare a fondo nella psicologia dei suoi personaggi, Osvaldo Guerrieri ritrae vita e morte di un grande poeta, voce unica nella letteratura europea moderna.
18,00 € 17,10 €

Nostalgia

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 400
Amir, studente di psicologia a Tel Aviv, e Noa, studentessa di fotografia a Gerusalemme, hanno preso casa al Castel, un quartiere di vie linde e vicoli fatiscenti a mezza strada tra le due città. L’appartamento è un piccolo bilocale, con un vano doccia provvisto di spatola per tirare via l’acqua quando si allaga. Ma per Amir e Noa va benissimo. Possono fare finalmente l’amore senza temere che un coinquilino rientri in anticipo. Nell’abitazione accanto alla loro vivono Moshe, il padrone di casa capace di aggiustare qualsiasi cosa nel condominio, la moglie Sima e i loro due bambini. Nell’appartamento di fronte abita il piccolo Yotam, che si sente trascurato da quando suo fratello è morto soldato in Libano. Sua madre, infatti, non fa altro che singhiozzare dalla mattina alla sera. Nei paraggi si aggira Saddiq, il muratore arabo che non ha casa al Castel, ma vorrebbe averla, anzi riaverla. Nella casa sopra il bilocale di Amir e Noa, prima che arrivassero i coloni ebrei, vivevano i suoi. Sotto il mattone sopra la porta d’ingresso, sua madre ha nascosto qualcosa che le sta cuore, e che Saddiq vorrebbe riportarle indietro. Sull’esistenza di Saddiq, Amir, Noa e degli abitanti del Castel si stende tuttavia il velo nero della tragedia. Itzhak Rabin, il primo ministro, viene barbaramente assassinato e la volontà di vivere, amare e ritrovare il proprio posto nel mondo è costretta a misurarsi con l’irrompere della violenza e del conflitto. Romanzo che ha rivelato il talento di Eshkol Nevo, Nostalgia viene ora riproposto in una nuova edizione, accompagnata da una postfazione dell’autore. “Il romanzo d’esordio di un grande della letteratura israeliana. Il racconto, quasi più parlato che scritto, di un microcosmo.” La Lettura – Corriere della Sera “Gli scrittori israeliani non scrivono. Gli scrittori israeliani parlano. È una letteratura fatta di voci. Nostalgia non fa eccezione. È un libro di voci soffuse e strazianti.” Alessandro Piperno “La storia di due giovani ebrei in cerca di un equilibrio individuale e di coppia nell’anno in cui il primo ministro Rabin fu assassinato.” Carlotta Vissani, D – la Repubblica “La notorietà arriva nel 2004 con il romanzo a più voci Nostalgia ambientato in Israele nella metà degli anni novanta del Novecento, all’epoca dell’assassinio dell’ex primo ministro israeliano Rabin (1995) per mano di un colono ebreo estremista, Yigal Amir. Il libro è vincitore nel 2005 del Book Publisher’s Association’s Golden Book Prize e del Premio letterario francese Raymond Valier nel 2008.” La Stampa Traduzione dall’ebraico di Elena Loewenthal
20,00 € 19,00 €

Io, futurista

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2025
pagine: 240
Nella storia del futurismo russo Roman Jakobson è un nome leggendario, quasi mitico. Giovane genio, nel 1915, all’età di diciannove anni, figura tra i fondatori del Circolo linguistico di Mosca. Due anni più tardi contribuisce alla nascita dell’Opojaz – la Società per lo studio della lingua poetica – assieme, tra gli altri, a Viktor Šklovskij e Osip Brik. Amico di Vladimir Majakovskij, Velimir Chlebnikov e Boris Pasternak, compone sulle loro opere dei saggi che non hanno pari per intuizioni e acume. Nel 1920, a ventiquattro anni, è tra i promotori del Circolo linguistico di Praga, la scuola che ha posto le basi della fonologia e indirizzato gli studi linguistici successivi. Considerato uno dei massimi studiosi del XX secolo, in grado, stando a Vasilij Katanjan, secondo marito di Lili Brik, di “maneggiare la propria memoria come una somma di fatti precisi”, Jakobson non ha lasciato nessuna opera autobiografica scritta sulla sua formazione giovanile e sui suoi rapporti con i protagonisti del futurismo russo. Tra il febbraio e il marzo del 1977, tuttavia, Bengt Jangfeldt, autore della monumentale biografia Majakovskij. Una vita in gioco, ebbe l’opportunità di registrare e poi trascrivere dodici lunghe conversazioni con il grande linguista. Assieme ad altro materiale – lettere, articoli, poesie – le conversazioni furono pubblicate in forma di libro nel 1992 a Mosca. L’opera viene ora riproposta in italiano in una nuova edizione che getta una luce inedita sulla biografia di Jakobson e consolida la sua posizione di figura centrale nella storia del formalismo e del futurismo russi. Tra struggenti ricordi di Vladimir Majakovskij e di Osip e Lili Brik, confessioni intime dell’amore nutrito per Elsa Triolet, memorie della vita grama dei migranti russi dopo la vittoria bolscevica, emerge in queste pagine non soltanto “un filologo professionista, ma un uomo in possesso di una rara genialità creativa”, un testimone unico di un secolo grande e tragico. Le memorie di un grande linguista: uno sguardo inestimabile sui protagonisti di un’epoca della Storia unica – Majakovskij, Chlebnikov, Belyj, i Brik, Šklovskij, Pasternak, Malevič su tutti – e sul contesto storico-politico della rivoluzione bolscevica e del futurismo russo.
17,00 € 16,15 €

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