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Gramma Feltrinelli

Tutti i libri editi da Gramma Feltrinelli

L'osceno uccello della notte

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 672
Pubblicato per la prima volta nel 1970, "L'osceno uccello della notte" di José Donoso è unanimemente considerato uno dei libri fondamentali della letteratura occidentale, l'opera che, allontanandosi dal realismo magico, ha contribuito, secondo Vargas Llosa, “in modo decisivo alla modernizzazione della tradizione latinoamericana”. Apparso in Italia nel 1973, nel trentesimo della morte di Donoso, viene riproposto in una nuova traduzione che ne restituisce appieno la forza immaginativa e la maestria della lingua. È la storia di don Jerónimo de Azcoitía, gentiluomo cileno che ha vissuto in gioventù a Parigi, è stato candidato conservatore al parlamento, ha sposato la bella, adorabile Inés, con la quale ha condiviso la difficoltà ad avere figli e poi la sventura della tanto attesa venuta al mondo del primogenito: un bambino nato con una deformità mostruosa. Subito dopo il parto, Inés provvede a uscire di scena. Va a Roma e poi in un sanatorio svizzero. Don Jerónimo de Azcoitía decide allora di proteggere e sottrarre Boy, il figlio, alla derisione e alla crudeltà altrui, costruendo per lui un mondo separato all'interno della Rinconada, la tenuta di famiglia, in cui la “mostruosità” sia la norma anziché l'eccezione. Affida così al suo segretario Humberto il compito di popolare quel mondo di creature altrettanto mostruose, di modo che Boy sappia che non esiste altro mondo che non sia quello in cui lui vive, e altre fattezze che non siano quelle sue e delle creature che lo circondano. I confini e i recinti, tuttavia, si sa, prima o poi crollano o non resistono alla tentazione di essere oltrepassati. E così accade al mondo creato da don Jerónimo de Azcoitía e custodito da Humberto, detto il Mudito. Raccontato attraverso voci che si trasformano e si moltiplicano, in una costante sovrapposizione di realtà e immaginazione, "L'osceno uccello della notte" è una delle più potenti opere della letteratura del Novecento in cui il tema del rapporto tra il potere e l'identità, tra il limite e la trasgressione, tra la norma e l'eccezione trova uno dei suoi più riusciti esiti letterari. In una nuova traduzione italiana, uno dei grandi libri della letteratura occidentale, al centro oggi di una vera e propria riscoperta internazionale.
25,00 € 23,75 €

Nella palude del padre

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 272
Un giorno Eraldo Affinati riceve da una signora sconosciuta una fotografia che ritrae suo padre bambino, seduto insieme alla sorellina ai piedi di tre donne, fra cui la nonna, Elisa Affinati. Con la camicetta bianca immacolata, i capelli a caschetto, la mano destra poggiata sul polso sinistro, in un gesto di autoprotezione, il padre gli appare isolato dal consorzio familiare, solo al mondo come nessun altro, la boccuccia chiusa, gli occhi tristi, i piedini affondati nell'erba. L'immagine, struggente e inaspettata, è all'origine di questo commovente, magistrale romanzo autobiografico. Nel 1930 Elisa muore di malattia a soli trentasei anni lasciando i due piccoli, entrambi non riconosciuti, privi di sostegno. Il libro racconta le loro vite sullo sfondo dell'Italia del Novecento: dal fascismo alla lotta partigiana, dalle speranze del secondo dopoguerra fino ai conflitti dei nostri giorni. Una vicenda dolorosa di passioni recise, delusioni, amarezze, sogni infranti e avventure segrete, ma anche una storia di possibile riscatto e sorprendente redenzione in terra africana attraverso il ritrovamento dei nomi perduti e di quelle stesse parole che i genitori non erano riusciti a dire a se stessi, prima ancora che ai loro figli. Il dramma dell'identità negata orienta da sempre la passione letteraria e pedagogica dell'autore di Campo del sangue e altre celebrate opere, impegnato a superare la propria inquietudine adolescenziale nell'aiuto ai minorenni non accompagnati provenienti da tutto il mondo. Nel dare conto di questo percorso esistenziale, con lo stile intenso che da sempre lo caratterizza, Eraldo Affinati affronta ora in questo libro i temi di tutta la sua opera: la riflessione sul male umano, cosa significa essere padri e madri, il valore dell'istruzione, quale senso dobbiamo attribuire al nostro stare al mondo, come sia possibile vincere la solitudine e l'indifferenza. “Padre mio, dimmi come mi devo comportare, dammi le indicazioni migliori, spiegami tutto: cosa è sbagliato e cosa è giusto, io, più che ascoltarti, ti guardo e prendo atto, mastico e deglutisco, mangio e sputo, fammi capire chi sei e chi sono, dove stiamo andando e come finirà.”
19,00 € 18,05 €

Pecorelle smarrite

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 304
Nella città affacciata sull'Alabaster Harbor, lo scalo principale dell'intera costa occidentale, Bud e Catherine conducono la loro vita coniugale di coppia aperta. Bud ha un decente lavoro di contabile al porto che gli concede una perenne abbronzatura e uno stipendio sufficiente a mantenere la famiglia. Gli capita, però, spesso di ripensare allo strambo “accordo” che lo lega a sua moglie, allora si rifugia nel suo minivan ad ascoltare vecchie canzoni e a meditare sull'angoscia di vivere. Catherine, ex artista, non esita, invece, a concepire il loro matrimonio aperto come “una scappatoia morale, uno sfogo creativo nell'immensità della monogamia”. In realtà di creativo nel loro rapporto, secondo padre Andrew, il prete della chiesa locale che pure si professa progressista, c'è solo che possono liberamente infliggere dolore a sé stessi e alla loro prole. Bud e Catherine Flynn hanno, infatti, tre figlie, tre piccole pecorelle smarrite. Abigail, diciassettenne, è carina come la protagonista di una soap opera cristiana, ma, con grande preoccupazione di Catherine, riversa le sue attenzioni su un ventenne, soprannominato “Wes Crimini di Guerra”, affetto da una malattia autoimmune al colon. Louise, quindicenne, ha una relazione virtuale concordialisaluti, un ragazzo canadese conosciuto in una chat room per figli di mezzo. Harper, dodicenne, è irrequieta, intelligente, studia lingue straniere e ritiene che il mondo non sia altro che una serie di codici risolvibili. Curiosando, non per malizia ma per noia, nelle mail di lavoro di suo padre, Harper scopre un giorno che alcuni carichi che transitano per il porto di Alabaster non sono completamente contabilizzati. Piccola Giovanna d'Arco, testarda nel suo rifiuto di accettare le cose così come sono, Harper trascina l'intera famiglia in una bizzarra e pericolosa avventura. Con il suo irresistibile humour e la sua impeccabile ironia, Madeline Cash offre un ritratto indimenticabile della vita sociale e familiare odierna, in cui le “Piccole donne” si sono trasformate in “Pecorelle smarrite”.
19,00 € 18,05 €

Quello che non si può dire

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 224
Da Moby Dick di Melville a Cuore di tenebra di Conrad, l'incontro con una forza misteriosa e imperscrutabile in cui naufraga ogni fede nella ragione è stato uno dei temi prediletti della letteratura e del pensiero occidentali. Tra i libri capaci di restituire il fascino e il potere evocativo di tali grandi opere, occorre ora annoverare "Quello che non si può dire" di Dorothee Elmiger. Salutato dall'entusiasmo della critica al suo apparire in Germania, vincitore indiscusso del più prestigioso premio letterario tedesco, il romanzo muove da un caso realmente accaduto: la scomparsa, nel 2014, di due giovani donne olandesi nella giungla tra Panama e la Colombia. Un mistero irrisolto, reso ancora più oscuro da alcuni scatti contenuti nella macchina fotografica rinvenuta sul luogo della sparizione. Novantuno indecifrabili fotografie scattate tra l'una e le tre del mattino, con il pulsante premuto in rapida successione nel tentativo di rendere visibile qualcosa nel fitto della giungla. Un enigma che affascina a tal punto un noto regista teatrale, convinto con Oscar Wilde che il mistero si annidi nel visibile e non nel suo contrario, da spingerlo a concepire un progetto ambizioso: un'opera teatrale ambientata esattamente nel luogo della scomparsa delle due olandesi, nel cuore della foresta tropicale. A restituire con la parola, in una sorta di diario della spedizione, tutto ciò che capita alla nutrita compagnia di teatranti viene chiamata una scrittrice. È attraverso la sua voce che Dorothee Elmiger cattura irresistibilmente il lettore. La cronaca degli eventi che si susseguono nella giungla si trasforma in una inarrestabile caduta nel cuore di tenebra della ragione. Nel racconto dei diversi protagonisti della spedizione, l'iniziale disorientamento per il silenzio incombente, le piantagioni abbandonate, il clima soffocante, diventa via via paura dell'ignoto e, infine, perdita totale dei concetti, del linguaggio, del senso del mondo dinanzi all'irrompere del Grande Dio Vuoto, il dio osceno dell'abisso in cui naufragano tutte le cose.
18,00 € 17,10 €

Come farfalla a luglio

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 192
Nel luglio del 2001, a una generazione di giovani è toccato vivere giorni in cui, per usare le parole di Primo Levi, “l'uomo è stato una cosa agli occhi dell'uomo”. Durante il G8 di Genova, nella caserma di Bolzaneto, le ragazze e i ragazzi provenienti da ogni parte d'Italia e d'Europa hanno cessato di apparire come esseri umani agli occhi di chi li torturava. Il potere ha preso i tratti di un Leviatano, di un mostro orribile che mirava non soltanto ai corpi, ma all'umanità stessa delle sue vittime. Grazie a un gioco di specchi e a richiami espliciti a Thomas Bernhard, Stefano Valenti ritorna con questo romanzo a quei drammatici giorni. La storia ruota attorno a tre protagonisti: il narratore, che assume su di sé il compito del testimone; Francesco, il docente universitario che fa del messianismo appreso sulle pagine di Walter Benjamin il perno del suo insegnamento e del suo impegno civile e politico; Carlo, la vittima. Uniti dalla militanza nel Milano social forum, i tre si ritrovano in piazza a Genova. Vogliono un mondo diverso che unisca nell'uguaglianza dei diritti e non divida in potenti e vittime. In cambio ricevono violenze inimmaginabili, e Carlo la morte. Valenti narra con una precisione priva di enfasi, quasi puramente descrittiva e, per questo, ancora più scioccante, le torture inflitte alle ragazze e ai ragazzi con la freddezza dei carnefici più spietati. La violenza fisica non è però il solo malefico frutto di quei giorni. Il loro veleno si insinua nella mente dei sopravvissuti. Torturato nella caserma di Bolzaneto, Francesco non reggerà al ritorno alla vita cosiddetta normale, a un'esistenza all'insegna dell'ipocrisia e della dimenticanza. Si suiciderà e lascerà all'amico il compito di testimoniare la tragica realtà di quei giorni e di ricordare la breve, eppure giusta e intensa, vita di un soccombente e di una vittima. I drammatici giorni del G8 di Genova in un romanzo su un testimone, un soccombente e una vittima.
18,00 € 17,10 €

Ilaria o la conquista della disobbedienza

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 160
Nella primavera del 1980, all'uscita di scuola, Ilaria trova suo padre ad attenderla. Con un tono spazientito, le porge la mano sudata e le dice che la porta da Léon, il ristorante in cui lui e la mamma si vedono una volta al mese da quando si sono separati. Ilaria si accomoda docile nella Bmw blu scuro. È una bambina di otto anni e apre subito il finestrino per fare entrare un po' d'aria ed evitare che il sedile di pelle le bruci le gambe. Suo padre ha il corpo rigido, le mani agitate, la voce perentoria. Mette in moto, passa per il paese di Hermance, poi il traforo del Monte Bianco, il confine franco-italiano, i tornanti della Valle d'Aosta. Sotto un cielo coperto da una coltre grigia, Ilaria viene rapita da suo padre. Comincia così una peregrinazione che dura due lunghi anni, in giro in auto per l'Italia, di albergo in albergo, senza una vera meta, percorrendo strade e autostrade di un paese segnato da violenti conflitti politici e sociali. Un viaggio pervaso da suspense e paura, in compagnia di un uomo instabile, sconvolto da un divorzio che non riesce ad accettare, un uomo convinto che la vita non gli riservi che umiliazioni, con una bambina al seguito che vuole essere leale con lui perché ne teme le reazioni. Una bambina che non osa chiedere e che trascorre il tempo disegnando e sognando il suo idolo, Nadia Comăneci. Quando, dopo un altro estenuante tragitto, si ritrova sola in una terra e una casa sconosciute, a Ilaria non resta che la strada della disobbedienza. Romanzo in cui l'infanzia viene strappata al suo incanto per misurarsi con l'oscura brutalità della vita adulta, "Ilaria o la conquista della disobbedienza" colpisce per l'esattezza della sua prosa, in cui ogni parola, tesa a restituire i pensieri e i moti più intimi della protagonista, appare insostituibile e necessaria. Vincitore del Prix Femina des lycéens 2024. Vincitore del Prix France Culture 2025. Selezionato per il Prix Médicis e per il Prix Le Monde.
18,00 € 17,10 €

Vita sommersa

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 224
In ogni nome è racchiuso un presagio, dice un'antica sentenza. Una verità che vale certamente per la protagonista di queste pagine, chiamata da sua madre, che amava più di ogni altra cosa il mare, Marissa, dal genitivo latinomaris. E come una creatura acquatica, Marissa cresce in un'isola delle Andamane, senza però che la madre, morta quando lei ha appena sei anni, possa vederla. Su quel piccolo lembo di terra, in compagnia del padre, un biologo animato dal desiderio di continuare le ricerche della moglie sulla riproduzione delle mante, trascorre la sua infanzia felice e la sua tragica adolescenza. Lì Marissa conosce Arielle, un incontro fatale che dà inizio al legame più profondo della sua vita. Insieme all'agile ragazza orgogliosa del suo sangue thailandese, scopre le fragili meraviglie delle barriere coralline, delle foreste e delle spiagge. Insieme a lei, si immerge nel blu più profondo del mare, dove le mante, nella stagione della riproduzione, si fondono insieme in una lotta veloce. Con lei, impara a trattenere a lungo il respiro sott'acqua. Un giorno, però, uno spaventoso tsunami si abbatte sull'isola. Un'onda possente travolge le due ragazze. Arielle viene trascinata via dalla forza del mare. Marissa si salva, ma il dolore per la perdita dell'amica la segna per sempre. Otto anni più tardi, a New York, smarrita e tormentata dal ricordo di Arielle, Marissa collabora stancamente a una rivista di viaggio per ricchi e passa da una relazione occasionale all'altra. Quando però l'uragano Sandy incombe sulla città e il passato torna come l'alta marea, comprende che è giunta l'ora per lei di trovare un equilibrio nel suo e nel nostro fragile mondo. Storia di un'amicizia, meditazione sulla perdita e lettera d'amore alle barriere coralline che stanno scomparendo, "Vita sommersa" mostra come il cambiamento ecologico e i disastri naturali non siano affatto una possibilità futura, ma una tragica, innegabile verità del passato e del presente. Sullo sfondo di due disastri naturali, un commovente romanzo sul lutto, la perdita e l'amicizia femminile.
18,00 € 17,10 €

La secondina

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 128
Come un infermiere provetto, esperto di farmaci e di dosaggi, Davvetas ha accudito per anni la madre malata di Alzheimer. Decisa ad andarsene come voleva lei e non come volevano i medici, sua madre ha resistito a lungo alle sue cure, sabotando puntualmente ogni terapia. Poi, i segni dell'avanzamento inesorabile del male: le telefonate alle amiche morte da tempo, le banconote lasciate ai negozianti senza prendere il resto, il ritorno a casa dopo aver fatto due, tre volte il giro dell'isolato. Infine, la tenebra, il caos della totale perdita di sé, con il figlio che si trasforma di colpo in un estraneo. È allora che Davvetas decide di diventare il biografo di sua madre, dando vita a quest'opera che, parafrasando Philip Roth, è una confessione in forma di romanzo o un romanzo in forma di confessione. È la storia di una donna che, malata di Alzheimer, ricorda soltanto il suo lontano passato di secondina in un carcere della Grecia dei colonnelli. Una vita rivissuta alla rovescia di una ragazza rimasta prematuramente vedova che, per pagare l'affitto e non abbandonare il figlio in un orfanotrofio, accetta il primo lavoro che le capita: guardia penitenziaria nel carcere femminile di Averof. E, dunque, sveglia alle cinque e ritorno a casa a tarda ora, per cedere subito al sonno. Un sonno agitato dal respiro pesante del carcere, dai nomi delle prigioniere politiche condannate a morte scanditi dalle compagne di cella, dai gemiti, dalle grida, dai sospiri di anime assetate di giustizia. Ricordi che risuonano all'orecchio del figlio la cui infanzia era stata segnata dalla vergogna per il lavoro della madre. Al cospetto di lei che, inerme e malata, rievoca il destino delle prigioniere di Averof, la vergogna nutrita per anni si dissolve però d'incanto per lasciare il posto alla struggente ricostruzione di una vita. Una commovente testimonianza personale di addio a una madre malata di Alzheimer, intrecciata con la storia della Grecia al tempo della dittatura dei colonnelli.
16,00 € 15,20 €

Corpi e confini

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 416
Nel 2019 Sarah Aziza viene ricoverata per una grave forma di anoressia. Comincia così per lei un lungo viaggio per sconfiggere una malattia feroce che le trasforma il corpo e la mente. In quel reparto, tuttavia, la fame si rivela per Sarah solo il brontolio di una lingua aliena e la sorveglianza, le telecamere, i pasti forzati appaiono rimedi tragicamente inutili, incapaci di porre fine all'inarrestabile desiderio di “sentirsi eterea, in fuga dalla sua stessa carne”. Sarah cederebbe così alla potenza del suo male, se l'amore tenace del suo compagno e il ricordo dell'abbraccio della nonna e del morbido rifugio del suo grembo non la soccorressero. Nonna Horea è morta a Gedda, l'ultima tappa di una vita da esiliata palestinese. Ha vissuto gli espropri britannici degli anni trenta, la Nakba del 1948, la fuga da Gaza, la vita nei campi profughi, il lavoro migrante in Arabia Saudita. Il suo è stato un corpo ferito dall'esilio, eppure un corpo vigoroso, resistente, un archivio vivente di riti, ricette, cibi, benedizioni che la tenevano legata al mondo perduto, alla Palestina. Sarah invece è nata in America, sotto un cielo terso in netto contrasto con quello della nonna. Eppure, anche il suo è un corpo ferito dall'esilio. Un corpo in cui l'esilio è divenuto alienazione da sé, sradicamento non solo dalla propria origine, ma anche dai suoi desideri più nascosti. Come ritrovare l'orgoglio, quel rifiuto di arrendersi che, per decenni, hanno spinto sua nonna e suo padre a sfidare l'annientamento, trasformando la sopravvivenza in vita? Confessione, indagine storica e viaggio che dal letto di un ospedale giunge fino alle strade incandescenti di Gaza, "Corpi e confini" è un libro che brucia e consola, che interroga ciò che significa appartenere, ricordare, resistere. Un memoir indimenticabile in cui una giovane donna, palestinese d'origine cresciuta negli Stati Uniti, racconta la sua discesa nell'inferno dell'anoressia e ripercorre, a un tempo, la storia della sua famiglia gazawa, esule da tre generazioni, in un viaggio che da Gaza conduce al Midwest, a New York e ritorno. Vincitrice del Palestine Book Award 2025.
22,00 € 20,90 €

Gli sfaccendati

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 352
Sulla sponda asiatica del Bosforo, come un monumento alla gloria passata, si erge la villa di Erenköy. Quando Şükrü Pascià, speziale di Abdülhamid II,la fece costruire, la volle con splendidi interni e lussuosi arredi perché fosse degna di accogliere il sovrano. Ora, è un palazzo cadente, con le grondaie penzolanti, gli intonaci screpolati, gli arredi decrepiti. Vista da fuori, è difficile credere che sia ancora abitata. Eppure, tra le sue pareti scrostate è accampata una bizzarra compagnia di sfaccendati, guidata dalla matriarca Leman Hanım, figlia di Şükrü Pascià e custode dell'antico splendore. Muammer, nipote di Leman Hanım, e sua moglie Ayla dormono in una grande camera al secondo piano. Avvocato che si guarda bene dall'esercitare la sua professione, Muammer non ha un centesimo di entrate. Anche Dündar Bey, vecchio rivoluzionario caduto in miseria, e Şükrü, poeta e narratore che odia sentire parlare di soldi, alloggiano al secondo piano. Al primo piano vi sono le camere di Galip Bey e Mürşide, rispettivamente genero senza arte né parte e figlia beona di Leman Hanım. La matriarca soggiorna anche lei al primo piano, dove divide il talamo con Davut Bey, il marito che ha dato fondo ai propri averi senza che nessuno se ne accorgesse. Incompatibili per indole e carattere, gli sfaccendati vivono sotto l'ala protettrice e grazie alle ormai esigue fortune di Leman Hanım. Il cambiamento epocale che ha condotto alla nascita della Repubblica ha eroso, infatti, non soltanto gli stucchi e gli arredi del Palazzo Erenköy, ma anche il patrimonio della figlia di Şükrü Pascià. Ma in quel luogo, in cui il caos del presente risuona come un'eco lontana, gli sfaccendati non se ne curano. Degna di figurare tra le più divertenti e spietate storie di famiglia, l'opera di Melih Cevdet Anday è un romanzo in cui onore e decadenza, virtù e disincanto si alternano mirabilmente.
20,00 € 19,00 €

Aprile è una strana stagione

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 176
La complessità dell’amore e della sessualità umani ha dato spesso vita, in alcuni magistrali romanzi, a personaggi indimenticabili, capaci di dar voce ai propri desideri e ai propri sentimenti al di là delle convenzioni e dei pregiudizi sociali. Si pensi, ad esempio, a libri come Orlando di Virginia Woolf o a Middlesex di Jeffrey Eugenides. È la magia della letteratura, capace di addentrarsi là dove nessuna indagine psicologica o medica può: nell’impenetrabile problematicità della natura umana e del suo desiderio. In Aprile è una strana stagione è all’opera una simile magia. Gabriella Ambrosio ritrae vita e avventura di un protagonista unico, che fa della duplicità della propria sessualità, dell’attrazione e della fascinazione per i due sessi, la ragione fondamentale del suo essere, la possibilità reale di divenire artefice della sua condotta e di sé stesso. È la storia romanzata di un cineasta italiano realmente vissuto che, nato negli anni trenta, attraversa il Novecento, passando per tre continenti e soprattutto due sessi: dall’infanzia napoletana degli anni del dopoguerra – dove la lingua di Gabriella Ambrosio, napoletana di nascita, si addolcisce in modo struggente –all’adolescenza in un collegio, fino all’età adulta con la paternità e insieme le più violente oscillazioni del pendolo della sua esistenza, amando uomini e donne ed essendo amato da entrambi, vivendo mille vite dentro una sola. Grazie a una scrittura impeccabile, capace di scolpire con parole vivissime le vicissitudini di un’avventura esistenziale, Gabriella Ambrosio dona al lettore una storia in cui trionfa un’unica norma: la legge dell’amore.
18,00 € 17,10 €

Parigi '44. L'onta e la gloria

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 480
Le pagine che seguono costituiscono l’avvincente narrazione di uno dei momenti decisivi della Seconda guerra mondiale: la liberazione della capitale francese dalle truppe naziste. Raccontano una storia, come indica il titolo, di onta e di gloria: onta del collaborazionismo che, largamente diffuso nella società francese, sfociò nella Repubblica di Vichy, e gloria a opera di un manipolo di uomini che contribuì davvero alla liberazione della città. Patrick Bishop ricostruisce gli eventi di quel fatidico anno in un libro che ha i toni di un romanzo, con un cast di personaggi davvero notevole: da Robert Brasillach, l’autore dei Sette colori, uno dei pochi scrittori fascisti che pagò con la vita il suo collaborazionismo, a Henri Rol-Tanguy, il leader comunista della Resistenza; dallo scultore ungherese Anton Prinner, nato Anna Prinner, introdotto nella bohème di Montmartre da un altro celebre esule ungherese, Robert Capa, nato André Friedmann, a Rose Valland, che salvò migliaia di opere d’arte dalla furia nazista; da Jerry Salinger a Ernest Hemingway. Salinger era sbarcato a Utah Beach e assegnato subito al controspionaggio in terra di Francia. Hemingway era corrispondente di guerra a Parigi. Si conobbero nell’area attorno Mortain, durante la battaglia in cui la controffensiva tedesca fallì. Bishop ricorda che Salinger scrisse: “Qui ho incontrato e parlato a lungo con Ernest Hemingway. È estremamente gentile e assolutamente privo di patriottismo. È qui per Collier’s”. Con la forza del suo stile e la sua ampia documentazione, Parigi ’44 si annovera tra i grandi resoconti di rinascita e miseria morale che emergono – si pensi a Napoli ’44 di Norman Lewis – quando un esercito occupante sconfitto lascia dietro di sé speranza e rovina.
29,00 € 27,55 €

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