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Donzelli

Tutti i libri editi da Donzelli

C'era una volta la verità. Perché non possiamo fare a meno delle fiabe

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 208
«Massime fiabesche come “e vissero felici e contenti” o “c'era una volta” rappresentano un ostinato rifiuto di accettare la vita così com'è e l'esigenza che le aspirazioni utopiche trovino compimento. I barlumi di speranza venivano, e vengono tuttora, proiettati attraverso la fiaba. Sta a noi coglierli, oggi, nel raccontare le nostre storie e i nostri futuri». Ogni anno vengono prodotte migliaia di nuove fiabe per bambini e adulti, mentre il cinema, il teatro, il balletto, l'opera, le arti visive e la pubblicità ne reinventano linguaggi e significati. Tra le numerose riscritture dei classici – letture innovative che mettono in discussione le narrazioni convenzionali – e i molteplici usi commerciali, la fiaba – a tutti gli effetti un'istituzione culturale – attraversa epoche e media diversi senza mai perdere la propria attualità. Quale bisogno soddisfano queste storie, allora, se vengono riproposte sotto forme sempre nuove? Che cosa ci spinge, in un tempo segnato da crisi di ogni genere, a tornare a foreste incantate, streghe, animali parlanti e oggetti magici? Insomma: perché non possiamo fare a meno delle fiabe? Per Jack Zipes, uno dei massimi esperti di letteratura per l'infanzia, la risposta a questo interrogativo è presto detta: le fiabe continuano a essere attuali perché portano alla luce le contraddizioni e le menzogne su cui spesso si fonda il potere e, sfidando quest'ultimo, offrono «speranza in tempi in cui questa sembra mancare». Con un'analisi che attraversa secoli di storia culturale, in queste pagine Zipes ripercorre l'evoluzione della fiaba: dai classici più amati – «Hänsel e Gretel», «Il gatto con gli stivali» – alle visioni di E. T. A. Hoffmann e ai mondi immaginati da L. Frank Baum, fino alle moderne – e controverse – riletture Disney, la fiaba non ha mai smesso di reinventarsi e di parlare al presente, continuando a esercitare un'influenza senza eguali sul nostro modo di immaginare il mondo. Le fiabe nascono dunque dal desiderio e dal bisogno di figurarsi un'esistenza diversa, sono mondi alternativi in cui l'impossibile diventa possibile e dove anche gli «ultimi» possono ribaltare il proprio destino. È nel «prodigioso» – nelle metamorfosi, negli incantesimi, nelle prove da superare – che la fiaba custodisce il suo nucleo più autentico: la speranza che la realtà possa essere trasformata. Perché le storie migliori, come scrive l'autore, «non muoiono, né mentono», ma continuano a indicarci la strada per condurci fuori dal bosco, verso un altro finale possibile.
19,00 € 18,05 €

Nel giardino delle scrittrici. Racconti di piante, fiori e segreti, dall'Ottocento a oggi

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 288
Un viaggio tra le luci e le ombre dei giardini attraverso le parole di dodici grandi autrici di lingua inglese. Spazio liminale, il giardino è una porzione di natura addomesticata e privata, ma allo stesso tempo rappresenta una zona di confine con ciò che è selvatico, e può diventare incontrollabile. Specchio dell'anima o contraltare delle emozioni, sede dell'idillio o della perdizione, il giardino si rivela in questo volume lo spazio privilegiato in cui dodici grandi autrici di lingua inglese, dall'Ottocento a oggi, mettono in scena alcuni dei loro racconti più affascinanti. I giardini che compaiono in queste pagine possono brillare al chiarore promettente del mattino, fare da sfondo alle più incredibili scoperte, e presentarsi come territori sicuri, dove rifugiarsi e al tempo stesso sperimentare la propria identità. Possono fiorire alla luce meridiana, o sotto il fresco delle foglie, ed essere abitati da strani animali – una chiocciola coraggiosa, una cavalletta ferita o un magnifico gatto nero –, che proprio qui si ritrovano faccia a faccia con gli esseri umani. Il giardino si pone così come occasione di incontro con l'altro, con ciò che non si conosce, e la vegetazione può anche farsi ambigua, essere attraversata da presagi e tensioni sotterranee. Quando cala la sera, poi, le sue tinte si fanno più scure, allusive o inquietanti, e ogni cosa svela un altro aspetto: le ombre serviranno a celare segreti inconfessabili, o al contrario favoriranno l'esplodere di conflitti personali e sociali, di contraddizioni, di impulsi irrefrenabili e talvolta distruttivi. Nel libro, scritti di epoche e sensibilità diverse costruiscono un dialogo serrato tra tradizione e contemporaneità, racconti celebri e testi meno noti si illuminano a vicenda, restituendo le molte facce di uno stesso paesaggio narrativo. Il giardino si mostra così come un laboratorio formale e simbolico, uno spazio in cui le scrittrici mettono in discussione ruoli, gerarchie sociali e modelli di convivenza. Perché tutto può accadere, all'ombra di un giardino.
19,00 € 18,05 €

Il 1946, le donne, la Repubblica

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 256
Il 1946 è una data densa di avvenimenti per la storia italiana, tanto da poter essere letta come l'anno in cui tutto ricomincia. La ricostruzione economica è appena iniziata e i problemi sembrano insormontabili, ma la vita politica si va incanalando lungo il difficile sentiero della democrazia e non mancano grandi speranze. I partiti inaugurano un'attività febbrile, dirigenti e militanti si tuffano nel vortice dei comizi, delle riunioni, della diffusione dei materiali di propaganda. Ma soprattutto le italiane si recano per la prima volta alle urne, votano e sono elette: irrompono sulla scena della politica nazionale. Il volume ricostruisce il clima di quelle giornate elettorali, gli orientamenti dell'opinione pubblica, l'intensa attività di pedagogia politica dispiegata dalle associazioni femminili di massa e la loro significativa presenza nei processi di integrazione delle italiane e degli italiani nella democrazia. Particolare attenzione è rivolta alle elette, alle difficoltà incontrate nel lavoro istituzionale e nella costruzione di un'autorevole rappresentazione della donna politica frontalmente osteggiata da una parte della stampa decisa a svilire e a svuotare, attraverso il richiamo a canoni estetici, le competenze e la professionalità delle elette. A ottant'anni da quello storico momento, ripercorrere la contrastata affermazione delle donne nelle istituzioni e nei partiti è utile, come scrive Patrizia Gabrielli nella nuova Introduzione al volume, per «discernere i tanti fili della discriminazione di genere e custodire quel capitale di esperienze da cui è germogliata una tessitura di rapporti personali e politici capaci di introdurre nel tragico scenario postbellico il valore della partecipazione politica». Un'angolatura originale per guardare alla nostra storia recente, e all'anno di nascita della Repubblica.
25,00 € 23,75 €

C'era una volta nel bosco

Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 32
Una fiaba moderna destinata a diventare un classico. C'era una volta nel bosco un lupo cattivo, tre bambini curiosi e un'eroina molto particolare… Un racconto sulle emozioni, sulle paure, quelle vere e quelle solo immaginate, sull'amicizia, contro ogni prepotenza. Età di lettura: da 3 anni.
20,00 € 19,00 €

Ritratto di giovane fascista. Il caso Mauro De Mauro

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 224
«Se la personalità e il passato di Mauro De Mauro si fossero posti con più decisione al centro delle indagini sulla sua morte, forse si sarebbe potuta percepire la portata dei complotti, degli attentati e dei moti eversivi che di lì a poco, in quella lunga, terribile stagione politica, avrebbero messo in pericolo le istituzioni democratiche». La sera del 16 settembre 1970 il giornalista Mauro De Mauro viene sequestrato sotto la sua abitazione a Palermo e da quel momento scompare nel nulla. Nonostante due istruttorie e un processo, il suo caso resta uno dei più oscuri misteri italiani: nessun colpevole, nessun movente accertato, solo una grave serie di omissioni e distorsioni. Piste ignorate, testimonianze non raccolte, scenari ridotti a un'unica chiave interpretativa hanno pesato sulla ricerca della verità, finendo per oscurare le possibili connessioni tra più moventi complementari. Per oltre cinquant'anni le principali piste seguite – quella mafiosa e quella legata al delitto del presidente dell'ENI Enrico Mattei – si sono concentrate quasi esclusivamente sugli ultimi anni della vita di De Mauro, trascurando sistematicamente ciò che precedeva quella stagione: una biografia intricata e ingombrante, segnata in gioventù da una fervente fede fascista, dalla militanza nella Repubblica di Salò, poi dai legami mai recisi con ambienti conservatori di destra e neofascisti, a cominciare da personaggi come Junio Valerio Borghese. Forse proprio il passato di De Mauro avrebbe potuto far luce sugli interrogativi che orientavano la sua attività giornalistica in quella estate del 1970, su quella verità che, se rivelata, avrebbe – a suo dire – fatto saltare in aria «mezza Italia». In questo libro Mauro Canali interroga le zone d'ombra che hanno circondato il caso. Ricostruendo la «prima vita» di De Mauro e il contesto politico in cui maturò la sua scomparsa, emerge un intreccio inedito tra fascismo repubblichino, eversione nera, interessi internazionali, apparati dello Stato, servizi segreti e criminalità organizzata, sullo sfondo delle tensioni della guerra fredda. L'omicidio del giornalista si colloca così in un crocevia decisivo, a pochi mesi dal tentato golpe Borghese e negli anni più opachi della storia repubblicana. Con una rigorosa ricerca su documenti archivistici e processuali, Mauro Canali restituisce profondità storica a una vicenda rimasta a lungo prigioniera di interpretazioni parziali e che chiama in causa alcuni nodi irrisolti della storia italiana.
18,00 € 17,10 €

Io vorrei. La poesia civile di una cantora eretica

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 224
Storie, memorie, dialoghi e racconti si intrecciano nelle canzoni di Giovanna Marini, la musicista italiana più originale della sua generazione. Di formazione colta, riscopre il mondo della tradizione popolare durante una intensa attività di ricerca, e lo rinnova: muovendosi con consapevolezza dentro due culture musicali, lavorando sulla vocalità e sul linguaggio, giunge a trasformare quel mondo, e insieme a contaminare e a cambiare anche il canto politico e di protesta. Le più celebri composizioni qui raccolte – le lunghe canzoni che chiamava «ballate», i montaggi teatrali e musicali che chiamava «cantate» – narrano il nostro paese (e non solo) con passione, senza ortodossie, con un uso originale e spregiudicato della musica, del linguaggio, della teatralità, come bene illustrano i saggi di Valter Colle e di Ignazio Macchiarella presenti nel volume. La ripresa dei temi e delle parole della tradizione popolare avviene combinando storia e invenzione, visioni fantastiche e vicende concrete in un incastro perfetto ma sempre mobile, suscettibile di variazioni ad ogni esibizione: «Sono le cose, i fatti, la gente – scrive Alessandro Portelli nell'Introduzione – a prendersi la scena, a voler parlare con lei, attraverso di lei». Se chi fa la storia è anche chi la racconta, e spesso la falsa, Giovanna Marini invita a rimettere insieme i fatti e i racconti, ci sollecita ad essere noi a «fare» la nostra storia e a raccontarla mentre la facciamo. Una linfa civile percorre le sue canzoni, voci «indecenti» le animano, una polifonia epica che è insieme dialogo e dissonanza. Canzoni che Marini pensava cantate, che non guardava come inchiostro e carta davanti a sé ma tirava fuori dal suo corpo come materia sonora, con la sua prosodia e le sue sillabe, allungate, compresse o spezzate in un incalzante parlato ritmico, mai uguali e ordinate, ogni suono con una sua inconfondibile identità. Ed è per questo che, anche se qui le vediamo per la prima volta stampate e tutte in fila, conservano, vitale e incontenibile, tanta parte della loro irriducibile natura eretica.
26,00 € 24,70 €

I pregiudizi dell'AI. Disuguaglianze e potere nell'era dell'algoritmo

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 176
La tecnologia non è mai neutra, e non lo sono nemmeno i suoi effetti sociali. L'intelligenza artificiale ne è una delle espressioni più evidenti: dietro le promesse di progresso, concentra potere e produce nuove disuguaglianze. Mentre ridefiniscono conoscenza, lavoro e diritti, questi sistemi incorporano visioni del mondo, gerarchie e rapporti di forza. Ripoliticizzare l'innovazione diviene allora la condizione per orientare l'intelligenza artificiale verso modelli di sviluppo alternativi, capaci di restituire spazio alla pluralità, alla libertà e alla giustizia sociale.
16,00 € 15,20 €

Fashioning the Crown. La regina Elisabetta, la moda e il potere

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 350
La moda non è mai solo una questione di abiti: tessuti, colori e modelli raccontano chi siamo – o chi vogliamo apparire – e trasmettono messaggi spesso più incisivi delle parole. Nelle corti, questo linguaggio rivela il suo potere più sottile: quello di plasmare l'immaginario collettivo. Justine Picardie racconta come, dietro ogni scelta estetica della monarchia britannica, si celi una precisa visione politica e culturale, capace di influenzare la percezione del pubblico e consolidare un'istituzione secolare. Dalla nascita del casato dei Windsor nel 1917 la monarchia ha attraversato due guerre mondiali, crisi dinastiche, l'ascesa dei totalitarismi e rivoluzioni culturali e sociali che ne hanno messo a dura prova la tenuta. Eppure ha resistito, anche grazie a un alleato inatteso: la moda. A corte, tessuti, scelte cromatiche e gioielli danno voce a una «diplomazia sartoriale» in grado di comunicare stabilità, continuità e vicinanza al popolo. Per l'immagine delle donne della famiglia reale l'abbigliamento è stato sempre un fattore centrale: dai colori rassicuranti della regina madre Elisabetta, moglie di Giorgio VI, durante la guerra agli abiti provocatori della scandalosa Wallis Simpson. Ma è stata Elisabetta ii a trasformare lo stile in un efficace strumento di consenso, aiutando la monarchia a costruire una nuova immagine di sé, fin da piccola, quando i suoi abiti facevano immancabilmente notizia. Dalle uniformi al sontuoso abito nuziale, fino agli iconici tailleur pastello, la regina ha costruito negli anni uno stile riconoscibile, in grado di alimentare il fascino e il potere della Corona, comunicando solidità e misura. Dietro le quinte di questa passerella che intreccia moda e politica, un mondo di creativi: stilisti – da Edward Molyneux a Norman Hartnell e Hardy Amies – che inventano linee e colori, fotografi che immortalano pose ed eventi, e consiglieri che orchestrano ogni particolare. Basato su ricerche negli Archivi reali, su esperienze dirette nei luoghi simbolo della monarchia – da Balmoral a Buckingham Palace – e impreziosito da un ricco apparato iconografico, Fashioning the Crown celebra il centenario della nascita di Elisabetta ii con un racconto raffinato e coinvolgente che rivela come, nella storia della Corona britannica, la moda non sia mai stata un dettaglio, ma una vera e propria forma di soft power.
30,00 € 28,50 €

Dietro quel portone. L'infanzia negata nei collegi dell'Italia del dopoguerra

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 192
«Il portone del collegio che si chiude non significa solo una separazione fisica, ma simbolica. È il gesto che sancisce l'ingresso in un altro mondo, in un'altra logica, in un'altra vita. Ecco la realtà nascosta dietro il mito dell'educazione rigorosa: una pedagogia del dolore, una didattica dell'obbedienza, un'istituzione totale che non formava, ma piegava». «Allora non ne ero ancora consapevole, ma tutto quello che ero e che ero stato fino a quel momento sarebbe scomparso per sempre, chiuso fuori da quel portone. Niente sarebbe stato più come prima. Niente è stato più come prima». Così Emilio Ciavarelli ricorda il momento in cui, da bambino, entra nella colonia permanente «Federico Di Donato» di Narni. Dal 1965 al 1970, gli anni della scuola elementare, Emilio vive lontano dalla famiglia, nell'istituto gestito da suore come un «lager». L'unico conforto: le visite di una donna che lo riempie di affettuose attenzioni, ma che a un certo punto svanisce nel nulla, e che Emilio cercherà per tutta la vita: Maria Vittoria Scrocchia. Il rumore del portone che si chiude alle spalle è fissato in modo indelebile nei ricordi di centinaia di ex bambine e bambini che, tra gli anni cinquanta e settanta, vissero dentro istituti che promettevano assistenza ed educazione ma che spesso si traducevano in rigida disciplina, abusi e privazioni affettive. Luoghi in cui la coercizione era continua e minuta, lo spazio rigidamente diviso, il tempo frammentato, persino i movimenti codificati. La voce di Emilio, raccolta con grazia da Claudia Fantini e sapientemente intrecciata ad altre testimonianze in un racconto corale, descrive cosa significasse, nell'Italia del boom, crescere in un collegio dell'Opera nazionale maternità e infanzia, uno di quegli istituti fondati durante il fascismo per educare all'obbedienza e chiusi solo negli anni settanta, dopo che alcune inchieste giornalistiche – riportate in appendice al volume – avevano rivelato un sistema di malversazioni e clientelismi nell'assistenza all'infanzia che coinvolgeva gerarchie religiose e interessi politici. Alle testimonianze dalla viva voce degli ex bambini e bambine del collegio «Federico Di Donato» si affiancano le riflessioni dell'autrice che, inquadrando le vicende di Narni nel più ampio contesto storico e sociale, illuminano una pagina poco raccontata della storia sociale italiana e invitano a interrogarsi sul rapporto tra istituzioni, educazione e diritti dell'infanzia. Come scrive Giorgio Parisi nella sua Prefazione, «i piccoli reclusi di un tempo hanno trovato in Claudia Fantini una mediatrice partecipe, e in questo libro un luogo per parlare con tutti noi». Una storia individuale che si rivela, alla fine, storia di molti.
19,00 € 18,05 €

Rivoluzione meridionale (1816-1926). Narrazioni e memorie

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 368
Meridione e rivoluzione: due parole che la tradizione storiografica ha spesso considerato inconciliabili, consegnandoci l'immagine di un Sud indifferenziato al suo interno, oggetto della «conquista» piemontese, colonia politica ed economica dell'Italia unita, eternamente arretrato. Come se, con la sconfitta della Repubblica napoletana del 1799, il Mezzogiorno avesse esaurito ogni impulso rivoluzionario, condannandosi all'immobilismo. Una lunga storia di sconfitte, sedimentata dal dibattito pubblico, dalla pubblicistica politica, dal cinema, dalla letteratura, che ha generato interpretazioni durature, quanto riduttive, capaci di influenzare il senso comune. Eppure, i fatti raccontano una storia diversa: dal 1816, anno di nascita del Regno delle Due Sicilie, fino all'Unità d'Italia, il Meridione è attraversato da rivoluzioni, controrivoluzioni, guerre civili. In questo quadro, il 1860 non è letto come l'esito di un processo lineare, ma come il culmine di un conflitto stratificato: tra borbonici e antiborbonici, liberali e legittimisti, tra diverse idee di patria – napoletana, siciliana, italiana. Anche la stagione post-unitaria, dunque, è parte integrante di questo ciclo rivoluzionario, mentre i decenni successivi fino al 1926 – allorché una rivoluzione di tutt'altro segno si impone – diventano il terreno su cui si elabora la memoria di quei conflitti per cercare di dare risposta alla domanda che ogni stagione rivoluzionaria lascia dietro di sé: ne è valsa la pena? Con un'analisi che abbraccia un lungo arco cronologico e intreccia conflitto politico, sociale ed economico, Salvatore Lupo ricostruisce come la memoria di quegli eventi è stata formulata, trasmessa, rimasticata, facendosi potente racconto pubblico. Liberato da stereotipi e semplificazioni, il Mezzogiorno si apre come un campo attraversato da narrazioni in conflitto in grado di orientare ancora oggi giudizi, identità e appartenenze.
28,00 € 26,60 €

Nella polvere e negli sputi. Crescere nell'Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 224
Alto, dinoccolato, un block notes e la biro nera infilati nella giacca, dalla metà degli anni cinquanta Antonio Cederna percorre in lungo e in largo le strade della capitale per annotare la distruzione di parchi e ville storiche: un'alluvione di mattoni e cemento sommerge prati, valli, giardini. Se in principio gli articoli invocano la tutela del verde in nome delle bellezze naturali e artistiche, dopo la paternità, e dopo i primi viaggi alla scoperta dell'urbanistica europea, la sua attenzione si sofferma sulle esigenze dei bambini, rivendicando parchi attrezzati, aree gioco, servizi dedicati. I diritti urbanistici si saldano sempre più con i diritti umani e civili, a cominciare dalla cura del tempo libero, vero indice di una società evoluta e armonica. E il paesaggio, nella sua visione, acquista una funzione materiale, fisica: diventa patrimonio solo se vissuto e praticato concretamente dalle persone. A trent'anni dalla sua scomparsa, il figlio Giulio, impegnato nel campo della ricerca e dell'intervento in favore dell'infanzia a rischio, ha raccolto una trentina di articoli – accompagnati da un ampio ventaglio di fotografie – che restituiscono un percorso movimentato e vario, ricco di esplorazioni, incontri, domeniche passate a scarrozzare i figli. Un viaggio nel laboratorio di uno dei padri dell'ambientalismo italiano, ma anche di un educatore. «Se educare vuol dire offrire ai cittadini un'alta qualità di vita – scrive Lorenzo Cantatore nella Prefazione –, al sicuro da privilegi, interessi e speculazioni, allora Cederna ci ha educati come un grande maestro di scuola».
26,00 € 24,70 €

Proteggere dalla tratta. Luci e ombre del sistema italiano

Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2026
pagine: 240
L'articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione ha reso l'Italia un'eccellenza a livello internazionale nel contrasto alla tratta degli esseri umani. Oggi è ancora efficace? La tratta degli esseri umani è uno dei crimini più redditizi al mondo e produce migliaia di vittime ogni anno. Nel 1998 l'Italia si distinse come un paese all'avanguardia nel contrasto al fenomeno introducendo l'articolo 18, un modello di intervento innovativo poi riprodotto in altri Stati europei. Uno strumento che non rappresenta solo la garanzia «formale» di un permesso di soggiorno, ma anche un progetto di accoglienza per le vittime che scelgono di sottrarsi allo sfruttamento delle organizzazioni criminali. La norma nasceva da un virtuoso processo di collaborazione tra attori istituzionali, associazioni, enti religiosi e privato sociale. Percorso culminato nell'approvazione dell'articolo di legge e in un'ampia sperimentazione che lo ha reso un modello di intervento apprezzato a livello internazionale. Oggi quello strumento è drammaticamente in crisi. Perché e che cosa servirebbe per renderlo di nuovo efficace? Questa ricerca, finanziata da Fondazione Migrantes e realizzata, insieme ai curatori, da un gruppo di ricercatrici, giornaliste e operatori anti-tratta della Fondazione Gruppo Abele di Torino – Albertina Sanchioni, Athina Bonadei, Natalie Sclippa e Paolo Valenti –, intende fornire alcune risposte. Grazie a un'articolata indagine empirica condotta su dati, documenti e testimonianze dirette di esperti, operatori dei servizi anti-tratta ed ex vittime, propone un bilancio di ciò che negli ultimi anni non ha funzionato e ragiona su alcune possibili soluzioni. Attraverso uno sguardo multidisciplinare e valorizzando le evidenze raccolte, la ricerca formula indicazioni e suggerisce percorsi concreti affinché l'articolo 18 non resti un ricordo del passato, ma torni a essere protagonista di un sistema di protezione all'altezza delle sfide del presente.
17,00 € 16,15 €

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