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Adelphi

Tutti i libri editi da Adelphi

La solitudine di Sonia e Sunny

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 762
Ancora non si conoscono, Sonia e Sunny, malgrado il tentativo dei genitori di combinare il loro matrimonio. Sono entrambi indiani, figli di famiglie agiate che li hanno mandati a studiare e a farsi una carriera negli Stati Uniti: Sonia, che vive in un college nel nevoso Vermont, sogna di diventare scrittrice ed è invischiata in una relazione tossica con un pittore folle e narcisista; Sunny è un giornalista agli esordi, irrequieto e ambizioso, che tenta di costruirsi un futuro a New York per sfuggire a una madre tirannica e possessiva. Non si conoscono, ma tutti e due avvertono la solitudine di chi, sradicato, si ritrova in bilico fra due mondi, sospeso tra il desiderio di recidere i legami con una cultura sentita come arretrata e oppressiva e l'impossibilità di accogliere fino in fondo una nuova identità. Sarà un incontro fortuito su un treno notturno, in India, a far nascere un amore travolgente ma fragile, minato da incertezze e timori, cui seguirà un lungo distacco e una serie interminabile di avventure e disavventure – viaggi, malattie, faide familiari, delitti, trasformazioni – forse dovute alla perdita di un misterioso amuleto tibetano, che Sonia e Sunny dovranno ritrovare per ritrovarsi. Entrare in questo libro è come immergersi nelle acque di un fiume che si getta in altri fiumi, sempre più ampi e vorticosi, fino a formare un oceano di storie: storie intrecciate le une alle altre, che solo dopo essere attraversate rivelano il suo «tesoro nascosto». È la magia dei grandi romanzi. E La solitudine di Sonia e Sunny, di Kiran Desai – con la sua scrittura oceanica e traboccante di immagini, di colori, di humour – dovrebbe essere salutato come uno dei romanzi magici dei nostri tempi.
25,00 € 23,75 €

La Russia e l'Occidente

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 230
«Per la prima volta in Europa si levò la voce ferma e coraggiosa dell'opinione pubblica russa». Con queste lapidarie parole lo scrittore Ivan Sergeevič Aksakov accolse una serie di articoli apparsi in Germania e in Francia sul finire degli anni Quaranta dell'Ottocento e destinati a suscitare una vasta eco in Occidente. L'autore di quelle pagine anonime, che osavano rivolgersi all'Europa con inaudita libertà e dignità, era Fëdor Tjutčev. Diplomatico, poeta ammirato da Puškin e da Turgenev, da Dostoevskij e da Tolstoj, uomo di grandi vizi e virtù, Tjutčev era animato da un entusiasmo senza limiti per la sua Russia, che – credeva fermamente – sarebbe diventata un grande impero, capace di unire tutti i popoli slavi di fede ortodossa. Ancora oggi, se si vogliono comprendere le mire espansionistiche di quel paese, è agli scritti politici di Tjutčev che occorre volgere lo sguardo. Fra le sue «intuizioni storiche» – come le definisce il teologo Georgij Florovskij –, spiccano l'agonia della civiltà occidentale, la questione romana e il Papato, il ruolo della censura e dell'autocrazia zarista, fino alla previsione di una catastrofica guerra che l'Occidente avrebbe scatenato contro la Russia uscendone sconfitto, e che avrebbe segnato l'inizio di un nuovo capitolo della Storia. Temi, come salta agli occhi, di bruciante attualità. Postfazione di Massimo Cacciari.
14,00 € 13,30 €

Gli ultimi giorni di Ingeborg

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 44
Tre momenti dell'amicizia di una vita e il racconto laconico, rarefatto, lacerante degli ultimi giorni di Ingeborg Bachmann.
6,00 € 5,70 €

L'accompagnatrice

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 220
A un primo sguardo, Jillian Cole sembra una donna gradevole ma tutto sommato anonima. E lo stesso si potrebbe dire di suo padre, folti capelli bianchi e un paio di occhiali scuri a nasconderne la cecità. Fitte ombre, tuttavia, si allungano dietro questa facciata rassicurante. Di lui si dice che abbia poteri taumaturgici, che sia capace di guarire i malati con il solo tocco delle mani. Mentre Jillian, che di mestiere fa l'accompagnatrice per donne anziane e fragili, quando è il momento sa prendersene cura fino alle estreme, irreversibili conseguenze – non senza un sinistro piacere. Arrivata a Serena, Iowa, nel cuore dell'America rurale, la coppia non ci mette molto a individuare chi sarà la prossima assistita di Jillian: Mrs. Dobb, «un piccolo spettro pallido sostenuto dalla testiera scura del letto», che subito manifesta un ambiguo attaccamento per la giovane e una malcelata attrazione per il padre. Ma Mrs. Dobb non è sola: attorno a lei, nella grande casa dall'«inquietante mancanza di simmetria», gravitano, come in un morboso valzer familiare, David ed Eva – gli enigmatici figli gemelli, legati solo dalla reciproca avversione – e una nipote «irresponsabile ma non felice». Come se non bastasse, qualcuno riaffiora dall'oscuro passato di Jillian e non sembra intenzionato ad andarsene prima di aver trovato una risposta alle domande scomode che lo hanno portato fin lì. Con questo romanzo cupo e ipnotico, forgiato su un personaggio femminile irresistibilmente torbido e amorale, Greenhall si conferma maestro dell'innaturale, genere letterario che è tutto suo.
19,00 € 18,05 €

Nel regno del gioco. Quello che ci rivelano sulla vita i polpi che giocano a palla, le scimmie che si lanciano dagli alberi, gli elefanti che fanno lo scivolo nel fango

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 329
Perché gli animali giocano? Cosa distingue il gioco degli uomini da quello degli animali? Ma soprattutto che cos'è esattamente il gioco? A cosa serve quest'attività misteriosa, altrettanto imperscrutabile dell' «entanglement quantistico o della materia oscura»? Un radicato pregiudizio ha a lungo svilito l'attività ludica degli animali, riducendola ad aspetto «frivolo e di scarsa importanza», anche perché spesso non è facile distinguerla da altri tratti comportamentali, come il combattimento o il corteggiamento. Un pregiudizio che David Toomey smonta con maestria una volta per tutte, avvalendosi di una fantasmagoria di esempi, ciascuno dei quali chiama in causa uno o più dei vantaggi adattativi del gioco plasmati dal «tempo profondo» dell'evoluzione: polpi che manipolando oggetti di vario tipo esplorano un'ampia gamma di schemi cognitivi; maialini che si producono in giochi simili a forme di autosabotaggio, in realtà funzionali ad apprendere come «gestire l'imprevisto»; ratti il cui complesso «gioco alla lotta» funge anche da automedicazione; suricati del Kalahari impegnati in zuffe quotidiane che inficiano molte ipotesi correnti sulle finalità del gioco come mera forma di «addestramento motorio». Mettendo in relazione il gioco con i meccanismi di competizione e cooperazione, la selezione naturale e sessuale, la «programmazione genetica» e i comportamenti appresi, Toomey riesce a illuminare le peculiarità ludiche di diverse specie e a connetterle con quelle umane. E ci mostra che quando un uomo e il suo border collie si divertono in un parco a lanciare e riportare una pallina, il «diaframma linneano» che li separa si dissolve e, «per un lungo istante, un istante che sembra senza tempo», su quel prato non ci sono più un umano e un cane ma «solo due creature che stanno giocando».
28,00 € 26,60 €

Stalingrado

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 1042
Un romanzo sconfinato, dove si respira l'aria delle grandi epopee. Un fiume che investe tutto, chi lo scrive, i suoi lettori, attraverso pagine che si imprimeranno in loro per sempre. Se Grossman è stato definito «il Tolstoj dell'Unione Sovietica», ora possiamo finalmente aggiungere che Stalingrado, insieme a Vita e destino, è il suo Guerra e pace.
17,00 € 16,15 €

Kolchoz

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 407
Ci sono stati, nell'infanzia di Emmanuel Carrère, momenti di memorabile beatitudine: quelli in cui, in occasione dei viaggi del padre, a lui e alle due sorelle minori era concesso di trasferirsi nella camera dei genitori. «Marina, che era la più piccola, dormiva nel lettone. Nathalie e io portavamo i nostri materassi o semplicemente mettevamo dei cuscini intorno al letto. A questo rito mia madre aveva dato un nome: fare kolchoz. Ci piaceva da morire fare kolchoz». I tre fratelli, ormai più che adulti, ripeteranno quel rito nella camera di un hospice, raccogliendosi attorno alla madre per trascorrere con lei l'ultima notte della sua vita. Sarà proprio Emmanuel a chiuderle gli occhi; e poco tempo dopo inizierà la stesura di questo libro. Che è al tempo stesso il grande «romanzo familiare» in cui Carrère, da quel formidabile narratore che è, ricostruisce la storia – perigliosa, tormentata, avvincente come una saga – delle due famiglie da cui discendeva sua madre, quella russa e quella georgiana; il racconto di come la povera, orgogliosa Hélène Zourabichvili dal cognome impronunciabile sia diventata la più influente storica francese dell'Unione Sovietica prima e della Russia poi, fino a essere eletta segretaria perpetua dell'Académie française; e una struggente dichiarazione d'amore per questa donna dura, autoritaria, avida di riconoscimenti accademici e mondani, ma anche coraggiosa, tenace, generosa, di cui il figlio non nasconde ombre e asprezze, rendendole l'omaggio più esaltante che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.
22,00 € 20,90 €

Il giornalista e l'assassino

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 170
Fort Bragg, 1970. Un capitano medico dei Berretti Verdi, Jeffrey MacDonald, viene accusato di aver massacrato la moglie incinta e le due figlie a colpi di bastone e con un punteruolo da ghiaccio, ma viene scagionato da un tribunale militare per mancanza di prove. Anni dopo il caso viene riaperto, e il giornalista Joe McGinniss, in cerca di una storia di sicuro successo, si conquista l'amicizia di MacDonald e ne diventa il confidente per tutta la durata del processo che lo condannerà all'ergastolo, intrecciando con lui una corrispondenza sconcertante per doppiezza psicologica. Quando infatti, nel 1983, il libro di McGinniss viene pubblicato, MacDonald si scopre tradito dal giornalista, che lo ha dipinto come un assassino narcisista e psicopatico, e decide di citarlo in giudizio per frode. La vicenda scomoda in aula il Primo Emendamento e in molti da allora continuano a chiedersi fino a dove può spingersi la libertà di stampa, o se è legittimo ricorrere all'inganno in nome della cosiddetta «informazione». Ma soprattutto scomoda Janet Malcolm, una delle firme leggendarie del «New Yorker», che all'epoca aveva qualche ragione per interessarsi al caso: poco tempo prima uno psicoanalista americano, scontento del ritratto che la Malcolm ne aveva fatto, l'aveva querelata chiedendo un risarcimento di dieci milioni di dollari. E così la giornalista decide di ripercorrere il processo, non per «sapere se MacDonald sia colpevole o innocente, e nemmeno stabilire se ciò che dice di lui McGinniss sia falso o diffamatorio, ma solo giudicare se McGinniss avesse il diritto di dirlo dopo aver fatto credere a MacDonald di pensare il contrario» commenta Emmanuel Carrère. Su questa vertigine morale rivolge il suo sguardo affilato la Malcolm, che, con implacabile onestà e una punta di masochismo – visto che dopotutto parla del suo lavoro –, si interroga sull'etica e sulla pratica di un mestiere per natura ambiguo, offrendoci un reportage magistrale sul rapporto fedifrago che lega il giornalista e il suo soggetto d'indagine. La loro storia, scrive Janet Malcolm, è «la storia di Sherazade, ma senza lieto fine», e il loro matrimonio, per funzionare, è destinato a concludersi nel più breve tempo possibile. «In nessun caso, o quasi, il soggetto riesce, per così dire, a salvarsi». Postfazione di Emmanuel Carrère.
19,00 € 18,05 €

Autocronologia

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 246
Fieramente avverso al «proustismo di maniera» – cioè a ogni «rievocazione sentimentale e patetica di nonne e bisnonne, e tanti sacrifici tra mangiarini e cuoricini e dispiaceri in casolari e casamenti intimistici» –, Arbasino ha steso sulla sua vita un velo di pudore e di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l'idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia. Com'era prevedibile, ha finito per assecondare la sua verve irriverente, trasformando un anodino apparato in un congegno abnorme e fuori scala: più precisamente, in un libro di Arbasino, dove spiccano il suo stile inconfondibile e tutte le novità di un sedizioso percorso di «flâneur di varie arti», saggista e romanziere: la pratica di una «Kulturkritik» perseguita con leggerezza alla faccia di «ogni mini-territorio esclusivo delimitato da tante pipì accademiche»; il nomadismo – sullo sfondo di un'Italia ancora immobile e provinciale –, fruttuoso di «incontri e conversazioni», «mostre e serate teatrali e musicali epocali e memorabili»; la concezione del libro come macchina , come organismo autonomo e sempre provvisorio.
16,00 € 15,20 €

Dieci coniglietti

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 30
Che lo spettacolo di magia abbia inizio! Mino il Mago entra in scena e, mentre giriamo le pagine contando insieme a lui, dal suo cilindro saltano fuori un coniglietto, due coniglietti, tre coniglietti... Arrivati a dieci, però, Mino è letteralmente sommerso dal branco di coniglietti. Riuscirà a farli sparire di nuovo? Età di lettura: da 5 anni.
18,00 € 17,10 €

La scatola delle lacrime

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 68
C'era una volta una bambina che viveva in un villaggio remoto fra le montagne. Come «due ciottoli sott'acqua», i suoi grandi occhi scuri erano sempre bagnati di pianto: bastava un'ombra, il soffio umido del vento poco prima della pioggia, un piccolo gesto o una melodia lontana a farle versare lacrime. Poi, un giorno, giunse al villaggio un uomo vestito di nero, con un grande cappello, una borsa scura e un minuscolo uccellino blu dalle piume lucenti. Era un collezionista di lacrime, alla ricerca dell'esemplare rarissimo che mancava alla sua raccolta: la lacrima versata «per nessuna ragione in particolare, e per tutte le ragioni del mondo». Incuriosita dalle storie di quell'uomo misterioso e ammaliata dalla «forza strana» dell'uccellino blu, la bambina decise di unirsi al loro viaggio. E durante il cammino – come narra Han Kang in questo racconto delicato e visionario, che ricorda una fiaba di Miyazaki – il mondo intero iniziò a mutare dentro e fuori di lei. Età di lettura: da 8 anni.
12,00 € 11,40 €

Il parricidio mancato

Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 160
«Il significato di ogni parola della lingua dell'Occidente, e quindi, ormai, della lingua del pianeta – è stabilito, guidato e dominato dalla riflessione che il pensiero greco ha operato sul senso dell'essere e del niente». Questi nuovi saggi di Severino sono appunto concentrati su alcune di quelle parole, fra le più usuali e più essenziali, che ci appaiono ormai troppo evidenti. E perciò il libro è rivolto alle origini greche: si parli, come qui avviene, di Nietzsche o di Schopenhauer o di Marx o di Kierkegaard, il discorso è ogni volta costretto a ripercuotersi su Platone, il grande «parricida», che osò colpire il «padre Parmenide». E, dietro il suo, intravediamo un altro gesto parricida, in Empedocle. Lo sforzo di Severino, qui più palese che mai, è quello di sollevare il dubbio non tanto su certe antiche definizioni, che oggi ci guardano come maschere inquietanti dai primi testi della filosofia, quanto su quelle che pure appaiono in quei testi, ma ci sono diventate più familiari, e addirittura ci sembrano coincidere con l'evidenza, quasi fossero un dato precedente al pensiero: come per esempio la definizione platonica della téchne, da cui discende la nostra concezione della «tecnica». O anche, più evidente di ogni altra, sì che da essa tutto in qualche modo discende, l'affermazione del divenire. Secondo Severino, «la fede nell'esistenza del divenire» è la vera fede originaria del nostro mondo. Scalzare quella fede è la grandiosa impresa teoretica a cui il suo pensiero da anni si dedica. Tale impresa si è naturalmente attirata, e continua ad attirarsi, tentativi di confutazione. Ad alcuni di essi, tra i più rilevanti, si troverà qui un'articolata risposta, quasi una «confutazione delle confutazioni», nell'ultima parte del libro, dove vediamo ripresentarsi, in tutti i dettagli della loro intelaiatura teoretica, tesi che già avevamo incontrato nelle parti dedicate all'inesauribile «parricidio» greco.
24,00 € 22,80 €

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