Un'Unione Europea lontana, assente, muta, incapace di imporre la pace in Ucraina, di contenere i prezzi dell'energia, di contrastare le merci cinesi sussidiate dallo Stato. Un mostro di burocrazia che strangola l'innovazione, ossessionato dalla transizione verde, col feticcio della concorrenza, il tabù del debito pubblico e adesso pure la pretesa di farci spendere per la difesa. Così ripete chi dall'Europa vorrebbe tutto, a condizione che non possa fare nulla. Paolo Gentiloni si sottrae al coro assordante dei lamenti e offre una visione del tutto opposta, basata su una realtà incontrovertibile: l'Europa è il continente in cui si vive più a lungo, il più sicuro, quello che si sforza di attenuare le ingiustizie grazie a tassazione progressiva, sanità e istruzione pubbliche, sistemi pensionistici solidi, presenza di ammortizzatori sociali. È il luogo dei diritti, della parità di genere, della libertà di pensiero, della tutela delle minoranze. Oggi l'Europa - la nostra patria comune fondata su libertà, pace, rispetto dell'ambiente e primato del diritto - è sotto assedio, per la minaccia di Putin, l'abbandono di Trump e l'azione costante di partiti e governi nazionalisti e populisti che si adoperano per minarne le fondamenta. Questo libro fa una scelta di campo, per un'Europa più forte e in marcia verso una nuova forma di integrazione federale capace di dare potenza e autonomia strategica all'Unione, in un equilibrio originale con gli Stati nazionali. Perché si può essere patrioti italiani ed europei. E non c'è sfida più affascinante di questa.