Un viaggio rocambolesco e una famiglia attraversata dalla malattia mentale e dalla perdita, che mostra cosa tiene davvero insieme le persone quando tutto sembra sul punto di crollare. Hattie vive a Parigi da sola, da quando il fidanzato l'ha abbandonata per ritirarsi in un ashram in India, ma una telefonata notturna la richiama a casa, in Canada, perché sua sorella ha avuto una crisi psicotica ed è stata ricoverata. Senza essere preparata Hattie si ritrova responsabile dei due nipoti, Logan e Thebes: un quindicenne scontroso e una bambina che è un vulcano di parole. Da questa emergenza nasce una fuga improvvisata attraverso il Nord America alla ricerca del padre dei ragazzi, mentre, chilometro dopo chilometro, il viaggio si trasforma in uno spazio instabile e vitale, tra il silenzio ferito e rabbioso di Logan e l'energia anarchica carica di comicità infantile di Thebes. Con la sua voce inconfondibile, che non rinuncia in nessun caso alla leggerezza come forma di resistenza, Miriam Toews dà vita a un romanzo profondamente umano che ci mostra come a volte l'unico modo per prendersi cura degli altri sia accettare di perdersi insieme a loro, anche senza sapere dove si arriverà.