Ruth, giovane americana a Londra, di giorno vaporizza fragranze costose sui frequentatori dei grandi magazzini da lei ribattezzati orrids, la sera cerca di orientarsi in un mondo fatto di sguardi ingombranti − quelli degli altri, uomini e donne sempre pronti a giudicarla, e il proprio, così gravato dall'incertezza. È fragile, è annoiata, certi giorni è la protagonista del film della sua vita, certi altri soltanto un personaggio marginale. La narratrice la osserva con un misto di distacco e affetto materno, accondiscendenza e umorismo: questa green girl – la "ragazzetta inesperta", come Ofelia nell'Amleto shakespeariano – è ogni donna persa in quel limbo tra gioventù ed età adulta, esilarante e spaventoso al contempo, una frastornante alternanza di alienazione ed epifanie. Riecheggiando i classici moderni firmati da Jean Rhys, Sylvia Plath e Clarice Lispector, Zambreno ci consegna una tagliente meditazione su consumismo, autoconsapevolezza e desiderio, e sul labirinto che è l'esperienza di essere donna.