La guerra è sempre un orrore per chi la fa e ne subisce le conseguenze. È spesso anche un'occasione interessante per chi la fa fare agli altri. La pace, per chi sta dalla sua parte, è sommo dovere sostenerla con ogni mezzo quando c'è, promuoverla quando non c'è e difenderla quando è minacciata. Le vie di mezzo sono solo ipocrisie. Il sottotitolo di questo libro si rifà a una citazione del testo rabbinico Pirké Avot risalente al IV secolo d.C.: «Su tre cose si regge il mondo: la verità, la giustizia e la pace». La verità porta alla giustizia e la giustizia alla pace. Se ne manca anche una sola il mondo è destinato a crollare. Verità, giustizia e pace sono parole e cose interconnesse, difficili da definire e altrettanto difficili da realizzare. La guerra, invece, è semplice e c'è da tempi immemorabili. Dicendo cosí, si sottintende che è nella natura degli esseri umani e non c'è niente da fare. Ma, nella natura degli esseri umani c'è anche la pace. Allora c'è molto da fare soprattutto oggi, quando la tecnologia bellica ha raggiunto livelli tali da rendere impossibile parlare ancora di guerre giuste.