Che cosa collega il rapimento di una quindicenne vaticana alla Banda della Magliana, ai conti segreti dello ior, alle guerre del petrolio e a un filone di cinema erotico-satanista prodotto all’ombra del Cupolone? Per quarant’anni il caso Orlandi è stato raccontato come un enigma irrisolvibile, sospeso tra depistaggi, “piste bulgare”, telefonate anonime e rivelazioni a metà. Questo libro ricompone il quadro, seguendo una traccia rimasta ai margini delle inchieste ufficiali: la saldatura tra finanza vaticana, criminalità organizzata, Servizi segreti e un circuito di film “estremi” usati come strumento di adescamento, ricatto e copertura. Attraverso documenti giudiziari, archivi interni, verbali di pentiti, informative dei Servizi e testimonianze inedite, Emanuele Fucecchi mostra come attorno alla “ragazza del Vaticano” si muovesse un sistema di potere che andava ben oltre i confini della Città leonina: dal crack del Banco Ambrosiano alle trattative sotterranee con la mafia, dalle messe nere nei salotti romani ai messaggi cifrati pubblicati sui giornali. Ne esce un’inchiesta che scardina i cliché del complottismo: niente misteri gratuiti, ma una ricostruzione puntuale, ferocemente logica, in cui il cinema satanista non è folklore, bensì una delle chiavi per capire perché Emanuela Orlandi sia diventata il corpo sacrificale di un ricatto globale. Emanuele Fucecchi, romano, coetaneo di Emanuela, è cresciuto negli stessi anni, negli stessi quartieri, la sua famiglia incrociava quella degli Orlandi e la Roma che racconta è quella che ha vissuto: le parrocchie, i palazzi del potere, le strade intorno al Vaticano, le voci che correvano, gli scandali che esplodevano, le attenzioni ambigue di certi prelati, le ragazze coinvolte loro malgrado in un sistema di ricatti e silenzi. Prefazione di Luca Telese.