Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 286
La commedia più che un genere narrativo è una posizione nel mondo. La commedia cinematografica è una questione di punti di vista, con i quali si può edificare un immaginario profondo e duraturo. La commedia è un genere che ha delle regole ma non delle leggi: esistono diversi modi di praticarla, tanti quanti sono le cinematografie nel mondo. La commedia hollywoodiana e la commedia italiana sono forse i due modi di fare commedia nel cinema occidentale più identificabili, due punti di vista sulla società, sull’umanità e sul mondo che hanno contribuito a creare un immaginario riconoscibile e sistematico. Entrambe, grazie al sistema delle coproduzioni, hanno goduto di una fitta rete di scambi che hanno alimentato, nei decenni centrali del XX secolo, l’amplificazione dei rispettivi punti di vista sul mondo, contaminandoli, assimilandoli, respingendoli. La commedia all’italiana ha dovuto fare i conti, storicamente e criticamente, con quella hollywoodiana; la commedia hollywoodiana ha sovrapposto nel tempo, sia pure parzialmente, le sue pratiche con quelle della commedia italiana. Da Avanti! a La pantera rosa, da La cintura di castità a Un matrimonio, da Il diavolo in calzoncini rosa ad Anastasia mio fratello, da Vacanze romane a Caccia alla volpe: tanti sono gli incroci tra questi due modelli di commedia. E infiniti i registi, gli attori e le attrici che ne hanno preso parte: Wilder, Edwards, Monicelli, Scola, Steno, Festa Campanile, Loy, Wyler, Altman, Sordi, Lemmon, Curtis, Mastroianni, Loren, Vitti, Hepburn, Hoffman, Matthau. Pergolari e Perniola ricostruiscono le pratiche produttive e artistiche, miti, modelli, immaginario e reciproche contaminazioni, accentrando il proprio interesse, nell’ultima parte, su sedici film che sono altrettanti casi produttivi esemplari.