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Donzelli Editore

Tutti i libri editi da Donzelli Editore

Perditempo

Libro: Libro rilegato
anno edizione: 2026
pagine: 48
Il tempo dei bambini è ciò che manca alle persone di ogni età. Quello spazio dell'osservazione incantata, del sogno vivo, presente. Della verità nel ruolo del gioco, dell'abbraccio prolungato, delle arti tutte. Un invito a imparare dai bambini così da ritrovare il tempo lungo del sorriso. Età di lettura: da 3 anni.
22,00 € 20,90 €

Nazionalismo e internazionalismo. Ragioni e significati di una scelta politica

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
«I problemi che definiscono il presente, il clima, i conflitti, le migrazioni, le disuguaglianze, hanno una struttura che nessun confine nazionale può contenere. La necessità è internazionalista. Non una nostalgia utopica né una formula retorica, ma un internazionalismo che sia allo stesso tempo ambizioso e realistico, universale e attento alle differenze, istituzionale e radicato nella politica democratica. Rinunciarvi nel nome di una ritrovata sovranità nazionale significa, letteralmente, condannare il futuro a essere ingestibile». «L'ondata è nazionalista, ma la necessità è internazionalista». I flussi migratori, il cambiamento climatico, le violenze globali, i movimenti di capitali transnazionali e l'ipertecnologia sono sfide che nessuno Stato può affrontare da solo. Abbiamo superato l'era della semplice globalizzazione. Viviamo in un'epoca di interdipendenza totalizzante, in cui i social media ci informano, o più spesso ci disinformano, su ciò che accade a migliaia di chilometri di distanza, la finanza globale decide dei nostri risparmi, le violenze in aree rurali dell'Africa spingono persone verso le nostre coste. La risposta oggi più forte alle urne è il nazionalismo. Questo libro non lo liquida come un errore. Il bisogno di appartenenza, di protezione e di dignità a cui risponde è reale, e l'internazionalismo che per trent'anni lo ha ignorato ne ha pagato il prezzo. Ma vincere la competizione per il potere non è governarlo. Si possono vincere le elezioni promettendo di «riprendere il controllo», e scoprire poi che dentro quei confini non c'è nessuna delle leve che servono per tassare i grandi patrimoni, fermare una pandemia o il cambiamento climatico. In questo libro Andrea Ruggeri ricostruisce due idee nate nel l'Ottocento e avanza poi una doppia critica. Alle false soluzioni dei nazionalisti, il mito dell'interesse nazionale, il feticcio della frontiera, la militarizzazione come unica sicurezza, si affianca l'esame delle fallacie degli internazionalisti: la superiorità moralista, la fuga dalle scelte dietro il linguaggio della sinergia, l'illusione che la storia lavori per loro, le istituzioni costruite senza politica. Tuttavia, siamo di fronte a una necessità internazionalista. Rimane da pensare quale internazionalismo, perché non ci serve quello che abbiamo conosciuto, liberale nelle ambizioni ed egemonico nelle gerarchie. È un internazionalismo che intende la sovranità come capacità di agire e non come impermeabilità dei confini, che affronta il problema della legittimità democratica delle istituzioni comuni invece di aggirarlo, e che tratta la sicurezza come bene collettivo, mentre prometterla attraverso la sola forza militare rischia di innescare spirali di riarmo. Nazionalismo e internazionalismo non sono un destino, sono una scelta politica e questo libro prova a dirne le ragioni e i significati.
18,00 € 17,10 €

Ribelli a Israele. Da (bis)nonno Raimondo a Gaza: storie di ebrei in fuga da se stessi

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
«Cosa significa “ribellarsi a Israele”? Non è certamente rinnegare vicinanza, amore per la comunità degli ebrei d'Israele. Significa prendere atto del fallimento etico, ormai anche politico, del progetto di uno Stato ebraico democratico e fondato sul diritto. Significa, anche, prendere atto che lo Stato ebraico – come Stato-nazione che s'identifica in una “terra” – si è alienato dal meglio dell'identità ebraica: che è stata sempre un'identità di cultura, di progetto, non di sangue e di territorio, e quasi mai un'appartenenza esclusiva com'è per sua natura quella nazionalista». Il 7 ottobre 2023 è una data tragica nella storia di Israele: oltre mille civili israeliani, in gran parte ebrei, sono stati uccisi, molti rapiti e alcuni stuprati nell'attacco terroristico di Hamas. Infinitamente più tragica nel suo bilancio è stata la reazione di Israele: la guerra di sterminio condotta a Gaza, accompagnata e seguita dalle persecuzioni antipalestinesi dei coloni israeliani, tollerate e spesso favorite da esercito e polizia. La «guerra di Gaza» ha prodotto una frattura nel legame ideale e sentimentale di molti ebrei della diaspora, soprattutto europei e americani, con Israele: sebbene Israele si presenti come il custode e il difensore degli ebrei di tutto il mondo, in tanti hanno scelto di gridare «non in nostro nome» davanti allo scempio di umanità consumato a Gaza. È immaginabile per gli ebrei non israeliani «separarsi» mentalmente ed emotivamente da Israele? Roberto Della Seta, ebreo per parte di padre e impegnato dopo il 7 ottobre nella denuncia delle politiche israeliane a Gaza, scava in questo interrogativo risalendo alle sue radici più profonde. Lo fa seguendo due tracce parallele. La prima è la storia della sua famiglia, che attraversa più generazioni: dal bisnonno Raimondo, cresciuto nella Roma del Ghetto e testimone dell'emancipazione degli ebrei seguita al 1870, al nonno Angelo, fascista convinto fino a quando Mussolini emanò le leggi razziali; dal prozio Giovanni, morto ad Auschwitz, al padre Piero, allontanato dalla comunità ebraica per le sue posizioni precocemente anti-israeliane, fino alla sorella Claudia, che ha scelto di diventare cittadina di Israele. Vite diverse, unite dall'aspirazione a liberarsi dal «marchio» di un'identità esclusiva e dalla volontà di ribellarsi alle regole del proprio mondo d'origine. Al racconto familiare si intreccia una riflessione appassionata e rigorosa sulla crisi di coscienza che ha portato molti ebrei della diaspora a schierarsi pubblicamente contro le politiche israeliane a Gaza, individuandone le responsabilità non solo nel governo Netanyahu, ma anche in una più antica deriva colonialista, razzista e suprematista dello Stato ebraico. Si può essere ebrei senza amare Israele? L'ebraismo della diaspora, spiega l'autore, nasce da identità plurali e ibride, che hanno alimentato una tradizione di pensiero e agire critici, mentre Israele reclama un'appartenenza esclusiva, sempre più marcatamente nazionalista. È per questo che dopo il 7 ottobre «il cammino obbligato della diaspora ebraica europea, se vuole rimanere se stessa, è separarsi, dolorosamente ma inevitabilmente, da Israele».
17,00 € 16,15 €

Una Repubblica fondata sull'emigrazione. Marcinelle: storia e simbolo

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 176
Marcinelle non è solo il simbolo della più grande tragedia dell'emigrazione italiana, è uno specchio delle origini della Repubblica. Dietro la morte di quei minatori si cela una storia più ampia: l'emigrazione non fu soltanto una risposta alla povertà del dopoguerra, ma rappresentò una componente essenziale della costruzione della democrazia del nostro paese, del suo sviluppo economico e della sua proiezione internazionale. Perché l'Italia fondata sul lavoro nacque grazie al lavoro dei suoi emigranti.
16,00 € 15,20 €

C'era una volta la verità. Perché non possiamo fare a meno delle fiabe

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
«Massime fiabesche come “e vissero felici e contenti” o “c'era una volta” rappresentano un ostinato rifiuto di accettare la vita così com'è e l'esigenza che le aspirazioni utopiche trovino compimento. I barlumi di speranza venivano, e vengono tuttora, proiettati attraverso la fiaba. Sta a noi coglierli, oggi, nel raccontare le nostre storie e i nostri futuri». Ogni anno vengono prodotte migliaia di nuove fiabe per bambini e adulti, mentre il cinema, il teatro, il balletto, l'opera, le arti visive e la pubblicità ne reinventano linguaggi e significati. Tra le numerose riscritture dei classici – letture innovative che mettono in discussione le narrazioni convenzionali – e i molteplici usi commerciali, la fiaba – a tutti gli effetti un'istituzione culturale – attraversa epoche e media diversi senza mai perdere la propria attualità. Quale bisogno soddisfano queste storie, allora, se vengono riproposte sotto forme sempre nuove? Che cosa ci spinge, in un tempo segnato da crisi di ogni genere, a tornare a foreste incantate, streghe, animali parlanti e oggetti magici? Insomma: perché non possiamo fare a meno delle fiabe? Per Jack Zipes, uno dei massimi esperti di letteratura per l'infanzia, la risposta a questo interrogativo è presto detta: le fiabe continuano a essere attuali perché portano alla luce le contraddizioni e le menzogne su cui spesso si fonda il potere e, sfidando quest'ultimo, offrono «speranza in tempi in cui questa sembra mancare». Con un'analisi che attraversa secoli di storia culturale, in queste pagine Zipes ripercorre l'evoluzione della fiaba: dai classici più amati – «Hänsel e Gretel», «Il gatto con gli stivali» – alle visioni di E. T. A. Hoffmann e ai mondi immaginati da L. Frank Baum, fino alle moderne – e controverse – riletture Disney, la fiaba non ha mai smesso di reinventarsi e di parlare al presente, continuando a esercitare un'influenza senza eguali sul nostro modo di immaginare il mondo. Le fiabe nascono dunque dal desiderio e dal bisogno di figurarsi un'esistenza diversa, sono mondi alternativi in cui l'impossibile diventa possibile e dove anche gli «ultimi» possono ribaltare il proprio destino. È nel «prodigioso» – nelle metamorfosi, negli incantesimi, nelle prove da superare – che la fiaba custodisce il suo nucleo più autentico: la speranza che la realtà possa essere trasformata. Perché le storie migliori, come scrive l'autore, «non muoiono, né mentono», ma continuano a indicarci la strada per condurci fuori dal bosco, verso un altro finale possibile.
19,00 € 18,05 €

Nel giardino delle scrittrici. Racconti di piante, fiori e segreti, dall'Ottocento a oggi

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 288
Un viaggio tra le luci e le ombre dei giardini attraverso le parole di dodici grandi autrici di lingua inglese. Spazio liminale, il giardino è una porzione di natura addomesticata e privata, ma allo stesso tempo rappresenta una zona di confine con ciò che è selvatico, e può diventare incontrollabile. Specchio dell'anima o contraltare delle emozioni, sede dell'idillio o della perdizione, il giardino si rivela in questo volume lo spazio privilegiato in cui dodici grandi autrici di lingua inglese, dall'Ottocento a oggi, mettono in scena alcuni dei loro racconti più affascinanti. I giardini che compaiono in queste pagine possono brillare al chiarore promettente del mattino, fare da sfondo alle più incredibili scoperte, e presentarsi come territori sicuri, dove rifugiarsi e al tempo stesso sperimentare la propria identità. Possono fiorire alla luce meridiana, o sotto il fresco delle foglie, ed essere abitati da strani animali – una chiocciola coraggiosa, una cavalletta ferita o un magnifico gatto nero –, che proprio qui si ritrovano faccia a faccia con gli esseri umani. Il giardino si pone così come occasione di incontro con l'altro, con ciò che non si conosce, e la vegetazione può anche farsi ambigua, essere attraversata da presagi e tensioni sotterranee. Quando cala la sera, poi, le sue tinte si fanno più scure, allusive o inquietanti, e ogni cosa svela un altro aspetto: le ombre serviranno a celare segreti inconfessabili, o al contrario favoriranno l'esplodere di conflitti personali e sociali, di contraddizioni, di impulsi irrefrenabili e talvolta distruttivi. Nel libro, scritti di epoche e sensibilità diverse costruiscono un dialogo serrato tra tradizione e contemporaneità, racconti celebri e testi meno noti si illuminano a vicenda, restituendo le molte facce di uno stesso paesaggio narrativo. Il giardino si mostra così come un laboratorio formale e simbolico, uno spazio in cui le scrittrici mettono in discussione ruoli, gerarchie sociali e modelli di convivenza. Perché tutto può accadere, all'ombra di un giardino.
19,00 € 18,05 €

Il 1946, le donne, la Repubblica

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 256
Il 1946 è una data densa di avvenimenti per la storia italiana, tanto da poter essere letta come l'anno in cui tutto ricomincia. La ricostruzione economica è appena iniziata e i problemi sembrano insormontabili, ma la vita politica si va incanalando lungo il difficile sentiero della democrazia e non mancano grandi speranze. I partiti inaugurano un'attività febbrile, dirigenti e militanti si tuffano nel vortice dei comizi, delle riunioni, della diffusione dei materiali di propaganda. Ma soprattutto le italiane si recano per la prima volta alle urne, votano e sono elette: irrompono sulla scena della politica nazionale. Il volume ricostruisce il clima di quelle giornate elettorali, gli orientamenti dell'opinione pubblica, l'intensa attività di pedagogia politica dispiegata dalle associazioni femminili di massa e la loro significativa presenza nei processi di integrazione delle italiane e degli italiani nella democrazia. Particolare attenzione è rivolta alle elette, alle difficoltà incontrate nel lavoro istituzionale e nella costruzione di un'autorevole rappresentazione della donna politica frontalmente osteggiata da una parte della stampa decisa a svilire e a svuotare, attraverso il richiamo a canoni estetici, le competenze e la professionalità delle elette. A ottant'anni da quello storico momento, ripercorrere la contrastata affermazione delle donne nelle istituzioni e nei partiti è utile, come scrive Patrizia Gabrielli nella nuova Introduzione al volume, per «discernere i tanti fili della discriminazione di genere e custodire quel capitale di esperienze da cui è germogliata una tessitura di rapporti personali e politici capaci di introdurre nel tragico scenario postbellico il valore della partecipazione politica». Un'angolatura originale per guardare alla nostra storia recente, e all'anno di nascita della Repubblica.
25,00 € 23,75 €

C'era una volta nel bosco

Libro: Libro rilegato
anno edizione: 2026
pagine: 32
Una fiaba moderna destinata a diventare un classico. C'era una volta nel bosco un lupo cattivo, tre bambini curiosi e un'eroina molto particolare… Un racconto sulle emozioni, sulle paure, quelle vere e quelle solo immaginate, sull'amicizia, contro ogni prepotenza. Età di lettura: da 3 anni.
20,00 € 19,00 €

Il mestiere di educare. Voci e storie di periferie, di scuole e di comunità

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 256
Un mestiere per temerari, quello di educare, fatto per chi quotidianamente si scontra con situazioni complicate, spesso emergenziali, in contesti il più delle volte privi di risorse. Un mestiere per chi ha ancora il coraggio di sperare: «professionisti della speranza», li definisce Marco Rossi-Doria nell'Introduzione. Perché il mestiere di educare è un presidio di civiltà, il fondamento su cui si regge la costruzione di una società più giusta ed equa. Ma cosa significa educare oggi? Cosa fare per «aprire» la scuola al territorio che la circonda – e aprire il territorio alla scuola –, per rendere efficiente quella rete di saperi e pratiche che si chiama «comunità educante»? Quali sono gli ostacoli da superare? Quali le esperienze a cui ispirarsi? A queste e altre domande rispondono i protagonisti del settore intervistati da Francesco Erbani in mesi di ricerca sul campo: dirigenti scolastici, insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti di istituzioni, associazioni, enti filantropici, accomunati dagli stessi obiettivi – l'attenzione ai bambini e il contrasto alle disuguaglianze – e dalla convinzione che la risposta più efficace alla crisi educativa può essere solo collettiva. Ci sono donne e uomini che ogni giorno – scrive Giulio Cederna nella Prefazione – accettano una «sfida educativa intensa, gravosa, ma a tratti esaltante». E il fatto che non siano sufficientemente ascoltati da amministratori pubblici, da decisori politici o dall'informazione – sottolinea Erbani – è uno spreco intollerabile. Le loro voci dimostrano che la strada è tracciata, che le competenze ci sono, che la volontà non manca. Sono una preziosa testimonianza di ciò che già esiste e di ciò che potrebbe essere se si investisse davvero e meglio in questa direzione. Sono la prova che, come imparato nei momenti più difficili della pandemia, «tutti insieme» è l'unica strada possibile.
25,00 € 23,75 €

Ritratto di giovane fascista. Il caso Mauro De Mauro

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 224
«Se la personalità e il passato di Mauro De Mauro si fossero posti con più decisione al centro delle indagini sulla sua morte, forse si sarebbe potuta percepire la portata dei complotti, degli attentati e dei moti eversivi che di lì a poco, in quella lunga, terribile stagione politica, avrebbero messo in pericolo le istituzioni democratiche». La sera del 16 settembre 1970 il giornalista Mauro De Mauro viene sequestrato sotto la sua abitazione a Palermo e da quel momento scompare nel nulla. Nonostante due istruttorie e un processo, il suo caso resta uno dei più oscuri misteri italiani: nessun colpevole, nessun movente accertato, solo una grave serie di omissioni e distorsioni. Piste ignorate, testimonianze non raccolte, scenari ridotti a un'unica chiave interpretativa hanno pesato sulla ricerca della verità, finendo per oscurare le possibili connessioni tra più moventi complementari. Per oltre cinquant'anni le principali piste seguite – quella mafiosa e quella legata al delitto del presidente dell'ENI Enrico Mattei – si sono concentrate quasi esclusivamente sugli ultimi anni della vita di De Mauro, trascurando sistematicamente ciò che precedeva quella stagione: una biografia intricata e ingombrante, segnata in gioventù da una fervente fede fascista, dalla militanza nella Repubblica di Salò, poi dai legami mai recisi con ambienti conservatori di destra e neofascisti, a cominciare da personaggi come Junio Valerio Borghese. Forse proprio il passato di De Mauro avrebbe potuto far luce sugli interrogativi che orientavano la sua attività giornalistica in quella estate del 1970, su quella verità che, se rivelata, avrebbe – a suo dire – fatto saltare in aria «mezza Italia». In questo libro Mauro Canali interroga le zone d'ombra che hanno circondato il caso. Ricostruendo la «prima vita» di De Mauro e il contesto politico in cui maturò la sua scomparsa, emerge un intreccio inedito tra fascismo repubblichino, eversione nera, interessi internazionali, apparati dello Stato, servizi segreti e criminalità organizzata, sullo sfondo delle tensioni della guerra fredda. L'omicidio del giornalista si colloca così in un crocevia decisivo, a pochi mesi dal tentato golpe Borghese e negli anni più opachi della storia repubblicana. Con una rigorosa ricerca su documenti archivistici e processuali, Mauro Canali restituisce profondità storica a una vicenda rimasta a lungo prigioniera di interpretazioni parziali e che chiama in causa alcuni nodi irrisolti della storia italiana.
18,00 € 17,10 €

Io vorrei. La poesia civile di una cantora eretica

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 224
Storie, memorie, dialoghi e racconti si intrecciano nelle canzoni di Giovanna Marini, la musicista italiana più originale della sua generazione. Di formazione colta, riscopre il mondo della tradizione popolare durante una intensa attività di ricerca, e lo rinnova: muovendosi con consapevolezza dentro due culture musicali, lavorando sulla vocalità e sul linguaggio, giunge a trasformare quel mondo, e insieme a contaminare e a cambiare anche il canto politico e di protesta. Le più celebri composizioni qui raccolte – le lunghe canzoni che chiamava «ballate», i montaggi teatrali e musicali che chiamava «cantate» – narrano il nostro paese (e non solo) con passione, senza ortodossie, con un uso originale e spregiudicato della musica, del linguaggio, della teatralità, come bene illustrano i saggi di Valter Colle e di Ignazio Macchiarella presenti nel volume. La ripresa dei temi e delle parole della tradizione popolare avviene combinando storia e invenzione, visioni fantastiche e vicende concrete in un incastro perfetto ma sempre mobile, suscettibile di variazioni ad ogni esibizione: «Sono le cose, i fatti, la gente – scrive Alessandro Portelli nell'Introduzione – a prendersi la scena, a voler parlare con lei, attraverso di lei». Se chi fa la storia è anche chi la racconta, e spesso la falsa, Giovanna Marini invita a rimettere insieme i fatti e i racconti, ci sollecita ad essere noi a «fare» la nostra storia e a raccontarla mentre la facciamo. Una linfa civile percorre le sue canzoni, voci «indecenti» le animano, una polifonia epica che è insieme dialogo e dissonanza. Canzoni che Marini pensava cantate, che non guardava come inchiostro e carta davanti a sé ma tirava fuori dal suo corpo come materia sonora, con la sua prosodia e le sue sillabe, allungate, compresse o spezzate in un incalzante parlato ritmico, mai uguali e ordinate, ogni suono con una sua inconfondibile identità. Ed è per questo che, anche se qui le vediamo per la prima volta stampate e tutte in fila, conservano, vitale e incontenibile, tanta parte della loro irriducibile natura eretica.
26,00 € 24,70 €

I pregiudizi dell'AI. Disuguaglianze e potere nell'era dell'algoritmo

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 176
La tecnologia non è mai neutra, e non lo sono nemmeno i suoi effetti sociali. L'intelligenza artificiale ne è una delle espressioni più evidenti: dietro le promesse di progresso, concentra potere e produce nuove disuguaglianze. Mentre ridefiniscono conoscenza, lavoro e diritti, questi sistemi incorporano visioni del mondo, gerarchie e rapporti di forza. Ripoliticizzare l'innovazione diviene allora la condizione per orientare l'intelligenza artificiale verso modelli di sviluppo alternativi, capaci di restituire spazio alla pluralità, alla libertà e alla giustizia sociale.
16,00 € 15,20 €

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