Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Donzelli Editore

Tutti i libri editi da Donzelli Editore

Fashioning the Crown. La regina Elisabetta, la moda e il potere

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 350
La moda non è mai solo una questione di abiti: tessuti, colori e modelli raccontano chi siamo – o chi vogliamo apparire – e trasmettono messaggi spesso più incisivi delle parole. Nelle corti, questo linguaggio rivela il suo potere più sottile: quello di plasmare l'immaginario collettivo. Justine Picardie racconta come, dietro ogni scelta estetica della monarchia britannica, si celi una precisa visione politica e culturale, capace di influenzare la percezione del pubblico e consolidare un'istituzione secolare. Dalla nascita del casato dei Windsor nel 1917 la monarchia ha attraversato due guerre mondiali, crisi dinastiche, l'ascesa dei totalitarismi e rivoluzioni culturali e sociali che ne hanno messo a dura prova la tenuta. Eppure ha resistito, anche grazie a un alleato inatteso: la moda. A corte, tessuti, scelte cromatiche e gioielli danno voce a una «diplomazia sartoriale» in grado di comunicare stabilità, continuità e vicinanza al popolo. Per l'immagine delle donne della famiglia reale l'abbigliamento è stato sempre un fattore centrale: dai colori rassicuranti della regina madre Elisabetta, moglie di Giorgio VI, durante la guerra agli abiti provocatori della scandalosa Wallis Simpson. Ma è stata Elisabetta ii a trasformare lo stile in un efficace strumento di consenso, aiutando la monarchia a costruire una nuova immagine di sé, fin da piccola, quando i suoi abiti facevano immancabilmente notizia. Dalle uniformi al sontuoso abito nuziale, fino agli iconici tailleur pastello, la regina ha costruito negli anni uno stile riconoscibile, in grado di alimentare il fascino e il potere della Corona, comunicando solidità e misura. Dietro le quinte di questa passerella che intreccia moda e politica, un mondo di creativi: stilisti – da Edward Molyneux a Norman Hartnell e Hardy Amies – che inventano linee e colori, fotografi che immortalano pose ed eventi, e consiglieri che orchestrano ogni particolare. Basato su ricerche negli Archivi reali, su esperienze dirette nei luoghi simbolo della monarchia – da Balmoral a Buckingham Palace – e impreziosito da un ricco apparato iconografico, Fashioning the Crown celebra il centenario della nascita di Elisabetta ii con un racconto raffinato e coinvolgente che rivela come, nella storia della Corona britannica, la moda non sia mai stata un dettaglio, ma una vera e propria forma di soft power.
30,00 € 28,50 €

Dietro quel portone. L'infanzia negata nei collegi dell'Italia del dopoguerra

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 192
«Il portone del collegio che si chiude non significa solo una separazione fisica, ma simbolica. È il gesto che sancisce l'ingresso in un altro mondo, in un'altra logica, in un'altra vita. Ecco la realtà nascosta dietro il mito dell'educazione rigorosa: una pedagogia del dolore, una didattica dell'obbedienza, un'istituzione totale che non formava, ma piegava». «Allora non ne ero ancora consapevole, ma tutto quello che ero e che ero stato fino a quel momento sarebbe scomparso per sempre, chiuso fuori da quel portone. Niente sarebbe stato più come prima. Niente è stato più come prima». Così Emilio Ciavarelli ricorda il momento in cui, da bambino, entra nella colonia permanente «Federico Di Donato» di Narni. Dal 1965 al 1970, gli anni della scuola elementare, Emilio vive lontano dalla famiglia, nell'istituto gestito da suore come un «lager». L'unico conforto: le visite di una donna che lo riempie di affettuose attenzioni, ma che a un certo punto svanisce nel nulla, e che Emilio cercherà per tutta la vita: Maria Vittoria Scrocchia. Il rumore del portone che si chiude alle spalle è fissato in modo indelebile nei ricordi di centinaia di ex bambine e bambini che, tra gli anni cinquanta e settanta, vissero dentro istituti che promettevano assistenza ed educazione ma che spesso si traducevano in rigida disciplina, abusi e privazioni affettive. Luoghi in cui la coercizione era continua e minuta, lo spazio rigidamente diviso, il tempo frammentato, persino i movimenti codificati. La voce di Emilio, raccolta con grazia da Claudia Fantini e sapientemente intrecciata ad altre testimonianze in un racconto corale, descrive cosa significasse, nell'Italia del boom, crescere in un collegio dell'Opera nazionale maternità e infanzia, uno di quegli istituti fondati durante il fascismo per educare all'obbedienza e chiusi solo negli anni settanta, dopo che alcune inchieste giornalistiche – riportate in appendice al volume – avevano rivelato un sistema di malversazioni e clientelismi nell'assistenza all'infanzia che coinvolgeva gerarchie religiose e interessi politici. Alle testimonianze dalla viva voce degli ex bambini e bambine del collegio «Federico Di Donato» si affiancano le riflessioni dell'autrice che, inquadrando le vicende di Narni nel più ampio contesto storico e sociale, illuminano una pagina poco raccontata della storia sociale italiana e invitano a interrogarsi sul rapporto tra istituzioni, educazione e diritti dell'infanzia. Come scrive Giorgio Parisi nella sua Prefazione, «i piccoli reclusi di un tempo hanno trovato in Claudia Fantini una mediatrice partecipe, e in questo libro un luogo per parlare con tutti noi». Una storia individuale che si rivela, alla fine, storia di molti.
19,00 € 18,05 €

Rivoluzione meridionale (1816-1926). Narrazioni e memorie

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 368
Meridione e rivoluzione: due parole che la tradizione storiografica ha spesso considerato inconciliabili, consegnandoci l'immagine di un Sud indifferenziato al suo interno, oggetto della «conquista» piemontese, colonia politica ed economica dell'Italia unita, eternamente arretrato. Come se, con la sconfitta della Repubblica napoletana del 1799, il Mezzogiorno avesse esaurito ogni impulso rivoluzionario, condannandosi all'immobilismo. Una lunga storia di sconfitte, sedimentata dal dibattito pubblico, dalla pubblicistica politica, dal cinema, dalla letteratura, che ha generato interpretazioni durature, quanto riduttive, capaci di influenzare il senso comune. Eppure, i fatti raccontano una storia diversa: dal 1816, anno di nascita del Regno delle Due Sicilie, fino all'Unità d'Italia, il Meridione è attraversato da rivoluzioni, controrivoluzioni, guerre civili. In questo quadro, il 1860 non è letto come l'esito di un processo lineare, ma come il culmine di un conflitto stratificato: tra borbonici e antiborbonici, liberali e legittimisti, tra diverse idee di patria – napoletana, siciliana, italiana. Anche la stagione post-unitaria, dunque, è parte integrante di questo ciclo rivoluzionario, mentre i decenni successivi fino al 1926 – allorché una rivoluzione di tutt'altro segno si impone – diventano il terreno su cui si elabora la memoria di quei conflitti per cercare di dare risposta alla domanda che ogni stagione rivoluzionaria lascia dietro di sé: ne è valsa la pena? Con un'analisi che abbraccia un lungo arco cronologico e intreccia conflitto politico, sociale ed economico, Salvatore Lupo ricostruisce come la memoria di quegli eventi è stata formulata, trasmessa, rimasticata, facendosi potente racconto pubblico. Liberato da stereotipi e semplificazioni, il Mezzogiorno si apre come un campo attraversato da narrazioni in conflitto in grado di orientare ancora oggi giudizi, identità e appartenenze.
28,00 € 26,60 €

Nella polvere e negli sputi. Crescere nell'Italia del boom e altri scritti sulle città dei ragazzi

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 224
Alto, dinoccolato, un block notes e la biro nera infilati nella giacca, dalla metà degli anni cinquanta Antonio Cederna percorre in lungo e in largo le strade della capitale per annotare la distruzione di parchi e ville storiche: un'alluvione di mattoni e cemento sommerge prati, valli, giardini. Se in principio gli articoli invocano la tutela del verde in nome delle bellezze naturali e artistiche, dopo la paternità, e dopo i primi viaggi alla scoperta dell'urbanistica europea, la sua attenzione si sofferma sulle esigenze dei bambini, rivendicando parchi attrezzati, aree gioco, servizi dedicati. I diritti urbanistici si saldano sempre più con i diritti umani e civili, a cominciare dalla cura del tempo libero, vero indice di una società evoluta e armonica. E il paesaggio, nella sua visione, acquista una funzione materiale, fisica: diventa patrimonio solo se vissuto e praticato concretamente dalle persone. A trent'anni dalla sua scomparsa, il figlio Giulio, impegnato nel campo della ricerca e dell'intervento in favore dell'infanzia a rischio, ha raccolto una trentina di articoli – accompagnati da un ampio ventaglio di fotografie – che restituiscono un percorso movimentato e vario, ricco di esplorazioni, incontri, domeniche passate a scarrozzare i figli. Un viaggio nel laboratorio di uno dei padri dell'ambientalismo italiano, ma anche di un educatore. «Se educare vuol dire offrire ai cittadini un'alta qualità di vita – scrive Lorenzo Cantatore nella Prefazione –, al sicuro da privilegi, interessi e speculazioni, allora Cederna ci ha educati come un grande maestro di scuola».
26,00 € 24,70 €

Proteggere dalla tratta. Luci e ombre del sistema italiano

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 240
L'articolo 18 del Testo unico sull'immigrazione ha reso l'Italia un'eccellenza a livello internazionale nel contrasto alla tratta degli esseri umani. Oggi è ancora efficace? La tratta degli esseri umani è uno dei crimini più redditizi al mondo e produce migliaia di vittime ogni anno. Nel 1998 l'Italia si distinse come un paese all'avanguardia nel contrasto al fenomeno introducendo l'articolo 18, un modello di intervento innovativo poi riprodotto in altri Stati europei. Uno strumento che non rappresenta solo la garanzia «formale» di un permesso di soggiorno, ma anche un progetto di accoglienza per le vittime che scelgono di sottrarsi allo sfruttamento delle organizzazioni criminali. La norma nasceva da un virtuoso processo di collaborazione tra attori istituzionali, associazioni, enti religiosi e privato sociale. Percorso culminato nell'approvazione dell'articolo di legge e in un'ampia sperimentazione che lo ha reso un modello di intervento apprezzato a livello internazionale. Oggi quello strumento è drammaticamente in crisi. Perché e che cosa servirebbe per renderlo di nuovo efficace? Questa ricerca, finanziata da Fondazione Migrantes e realizzata, insieme ai curatori, da un gruppo di ricercatrici, giornaliste e operatori anti-tratta della Fondazione Gruppo Abele di Torino – Albertina Sanchioni, Athina Bonadei, Natalie Sclippa e Paolo Valenti –, intende fornire alcune risposte. Grazie a un'articolata indagine empirica condotta su dati, documenti e testimonianze dirette di esperti, operatori dei servizi anti-tratta ed ex vittime, propone un bilancio di ciò che negli ultimi anni non ha funzionato e ragiona su alcune possibili soluzioni. Attraverso uno sguardo multidisciplinare e valorizzando le evidenze raccolte, la ricerca formula indicazioni e suggerisce percorsi concreti affinché l'articolo 18 non resti un ricordo del passato, ma torni a essere protagonista di un sistema di protezione all'altezza delle sfide del presente.
17,00 € 16,15 €

Siamo su un vulcano. La Russia, il romanzo, la rivoluzione

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 160
«L'epica contadina è caratterizzata da periodiche eruzioni vulcaniche perché la temperatura del magma della sofferenza alle forme di dominio è sempre prossima al punto di esplosione». «Siamo su un vulcano», scrisse Anatolij Lunacarskij nell'ottobre del 1917 nel pieno della Rivoluzione russa. Questa metafora naturalistica ci spinge a interrogarci sulla natura di quel magma rivoluzionario e sul motivo per cui le sue diverse componenti siano arrivate contemporaneamente al punto di ebollizione esplosiva. Pensare la rivoluzione oggi, in una fase nella quale il modo di produzione dominante naturalizza sé stesso, decretando la sua immortalità, è operazione quasi impossibile. Una «frattura cognitiva» caratterizza il pensiero del nostro tempo a proposito delle grandi rivoluzioni: un'estrema difficoltà a comprendere l'universo mentale dei protagonisti di eventi epocali intrisi di passioni, di tensioni verso rotture radicali dell'esistente. Un universo mentale che è ormai estraneo alla prevalente temperie dell'eterno presente, il che favorisce un approccio per analogie politiche, per giudizi politici. Riattivare le logiche profonde del «mestiere di storico» resta allora l'unica scelta coerente per lasciare aperta la strada del possibile tanto nei processi storici quanto nella storiografia. Ed è questa la scelta operata da Paolo Favilli, che in questo libro esercita fino in fondo la criteriologia delle «distinzioni», a partire da quella tra «giudizio storico» e «giudizio politico». Si esce dal panpoliticismo storiografico anche non rimanendo dell'ambito delle fonti del dibattito teorico e politico che hanno accompagnato lo svolgersi della Rivoluzione russa. Marc Bloch ha usato la metafora dello storico che somiglia all'orco della fiaba alla ricerca di qualsiasi luogo ove vi sia carne umana. Carne e sangue della lunga Rivoluzione che Favilli ha cercato e trovato in frammenti letterari di rara potenza evocativa (da Cechov a Grossman, passando, tra gli altri, per Bulgakov, Platonov, Zošcenko), in forme capaci di farci vedere meglio all'interno del magma ribollente fuoriuscito dal vulcano, giacché, come scrive Piero Bevilacqua nella sua Prefazione: «La logica profonda della Rivoluzione, la sua verità, si afferra solo nelle pagine della letteratura, che fornisce alla ricostruzione storica quel di più di complessità, di vicinanza ai fatti, quella loro scarnificazione dalle ideologie, con cui gli storici di professione tendono a razionalizzarla e inquadrarla nella loro visione generale».
17,00 € 16,15 €

La linea spezzata

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 96
Un libro spezzato in due, come il suo titolo e la sua partitura, per delineare la separatezza tra i tempi del vivere e del contemporaneo. Questo è La Linea spezzata di Fabrizio Lombardo. E spezzata in due appare anche l'unica poesia possibile oggi, come il suo linguaggio. Da un lato gli anni settanta e ottanta, nel ricordo di un bambino, poi di un ragazzo, cresciuto osservando la lotta operaia e il conflitto di classe, attraverso la ribellione artistica del punk; dall'altro la vita adulta nella genitorialità del nuovo millennio, nell'amore della vita coniugale, e il lavoro di una professione qualificata con il salto, e il rientro, all'interno di una dimensione dell'abitare opposta alla prima: una zona solo borghese, e solo apparentemente borghese. Nel ridisegnare una impossibile memoria intergenerazionale, questo libro – affatto scontato sulla scena contemporanea – rimarca la scissione e l'unione salda tra esperienza individuale e storia collettiva, in un viaggio che corrode e divarica in due l'Italia: l'epoca appena successiva all'utopia del Sessantotto e il senso imprendibile del presente. Una prima parte, come storia primitiva, racconta la vera e propria linea spezzata (nel richiamo al terrorismo di prima linea) ed è a sua volta concepita in capitoli, dove la vicenda privata si fonde con il paesaggio politico e culturale degli anni settanta, fino a confluire in Ionio, sezione stratificata in cui il lutto per la morte del padre, e il legame con la Calabria, si sovrappongono in un movimento temporale fluido. Una seconda vicenda, Strategie di fuga, rallenta l'andatura del racconto catturando ritratti brevi, testi pensati come fotografie in bianco e nero con volti, luoghi, istantanee che lo sguardo coglie passando in auto, accanto a figure celebri di poeti e di scrittori quali frammenti di una geografia emotiva e culturale. Con lo sfondo in movimento e stasi dell'amore. Ed è questo Atlante dei giorni a far emergere un «noi» generazionale, mai dichiarato ma profondamente presente, pagine come un'eco condivisa. Un libro duplice e reversibile, nello sforzo più alto di una voce già distinta e distinguibile come quella di Lombardo. Ma un libro mai doppio, che apre a una visione potente del contemporaneo, attraverso il racconto di un lento e silenzioso crollo della società e della cultura occidentale, della poesia come strumento di descrizione del mondo. E che si muove tra narrazione, fotografia, riflessione, con l'ambizione di restituire la complessità del tempo vissuto. Pur sempre immaginato.
15,00 € 14,25 €

Storia della Repubblica. L'Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026)

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 448
Ottant'anni di storia: un percorso intenso, intriso di speranze e di delusioni, di traumi e di mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati nel corso di essi? E quanta parte di questa storia è presente nella memoria del paese? Nel nostro orizzonte collettivo sono sempre meno «costitutivi» gli anni duri, conflittuali ma al tempo stesso solidali, della Ricostruzione, le speranze e talora le illusioni del «miracolo economico», la ventata riformatrice degli anni sessanta e settanta (pur segnati, questi ultimi, dalle tragedie della «strategia della tensione» e degli «anni di piombo») o l'ottimismo rampante degli anni ottanta (sia pur minato da germi che sarebbero dilagati). Ed è sempre più presente, invece, la memoria della dissoluzione successiva: di qui l'importanza di uno sguardo d'insieme, come il libro propone. Non è solo italiana la crisi e la scomparsa dei grandi partiti di massa, così come l'affermarsi di populismi aggressivi: colpisce però la rapidità che il processo ha assunto in un paese in cui la «democrazia dei partiti» era stata molto radicata e profonda. Da questo punto di vista il capitolo che analizza gli ultimi dieci anni segnala un salto di qualità che ha trovato espressione nel governo guidato da Giorgia Meloni. Nel suo operare infatti vi è sia la negazione o la deformazione di tratti fondanti della storia nazionale sia una progressiva trasformazione delle istituzioni cui dovrebbero contribuire al tempo stesso progetti generali esplicitamente perseguiti e modifiche parziali via via introdotte. Vi è cioè il tentativo di delineare una diversa fisionomia culturale e istituzionale del paese, e anche su questo il libro invita a riflettere.
28,00 € 26,60 €

Guerre in codice. Come le intelligenze artificiali resettano la democrazia

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 208
Nelle tecnologie belliche e in quelle di controllo civile sono all'opera gli stessi meccanismi di programmazione degli attacchi e delle interferenze cognitive. In questo quadro emerge ormai fin troppo visibile la strategia di una tecnodestra che mira a sostituire la politica con il calcolo, le regole con il codice. Solo negoziando costantemente dati e algoritmi si può rigenerare una democrazia assediata dai templari digitali di Peter Thiel.
16,00 € 15,20 €

Artisti e architetti alla prova dello spazio

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2025
pagine: 560
Il volume indaga, attraverso focus parziali su temi, problemi, opere e protagonisti, soluzioni originali alla annosa diatriba tra artisti e architetti. Con alcune premesse irrinunciabili: l'individuazione delle prerogative delle singole discipline, la salvaguardia delle loro differenze, il rifiuto di un'accezione di sintesi come sacrificio reciproco. L'architettura non è mera funzione, come molti artisti pensano, e l'arte non è mera decorazione, come molti architetti sperano. I confini sono netti: quando gli artisti s'improvvisano architetti, si limitano spesso a dilatare le dimensioni dell'opera d'arte, incuranti delle valenze spaziali che il salto di scala comporta. Quando gli architetti gareggiano con gli artisti per liberarsi da ossessioni funzional-razionaliste, si riducono a decorare e abbellire facciate e involucri anonimi. È possibile allora una «sintesi delle arti» dove nessuna domini o mortifichi l'altra ed entrambe rispettino i relativi ambiti poetici ed etici? Questo l'interrogativo che ci consegnano queste pagine incalzanti e appassionate, nient'affatto neutrali: indagano infatti lo scontro tra titani, il corpo a corpo tra artisti e architetti negli spazi deputati, in quelli anomali e in quelli pubblici, il ruolo dell'allestimento come mediazione critica, la rivoluzione dell'anarchitettura e quella della frugalità, sempre sullo sfondo di quanto si agita nella società e adottando un punto di vista di «modernità critica», contro ogni citazionismo, anacronismo, classicismo.
50,00 € 47,50 €

Mondi sotterranei. Grotte, gallerie, miniere e altre meraviglie del sottosuolo

Libro: Libro rilegato
anno edizione: 2025
pagine: 40
Un itinerario che ci condurrà nell'affascinante mondo sotto i nostri piedi. Scopriremo una grotta sorretta da gigantesche colonne di ghiaccio, rimarremo a bocca aperta ammirando una volta costellata di una miriade di vermetti luminosi e finiremo persino nella pancia di un vulcano! Ma non è soltanto la natura ad aver creato sorprendenti architetture sotterranee, anche gli esseri umani hanno fatto la loro parte: antiche città scavate nella roccia, costruzioni segrete nelle viscere della Terra e prodigi della tecnica, come la galleria del San Gottardo, sono solo alcuni dei luoghi che esploreremo durante le nostre scorribande nell'altro mondo. Via allora, partiamo alla scoperta di 18 luoghi nascosti in giro per il mondo e degli affascinanti misteri che li circondano! Età di lettura: da 6 anni.
25,00 € 23,75 €

Il gesto più antico. Filosofia e icone del pudore

Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2025
pagine: 240
Che fine ha fatto il pudore nell'epoca dei social, dei corpi esibiti, dell'intimità messa in piazza? In un tempo che ci vuole esposti, sempre visibili, sempre connessi, Andrea Tagliapietra riflette in questo saggio su una virtù inattuale e potentissima. Gesto antico che distingue l'essere umano dall'animale, gesto minimo ma ostinato, capace di difendere dall'omologazione dello sguardo e della parola, il pudore – fuori da ogni nostalgia moralistica – diventa qui un elemento chiave per interrogare la nostra epoca. Tagliapietra ne ripercorre le forme nel tempo: dalla vergogna dei miti antichi alla confessione cristiana, dal segreto inconoscibile al fondo di ogni essere umano alla pornografia dell'algoritmo. Perché, come scrive l'autore, «il pudore mette alla prova una società senza segreti», protegge ciò che non può essere detto né mostrato: la singolarità irriducibile di ciascuno. Virtù o sentimento, passione o concetto, il pudore appare così come risorsa, spazio di libertà, argine di resistenza alle maschere che il potere e la società impongono. Mostrare tutto non è libertà, ma obbedienza a un nuovo precetto: quello dell'esposizione continua, della trasparenza senza resto. La forza del pudore sta nell'apparente semplicità di un gesto di diniego che troviamo riproposto, prima ancora che nei testi della filosofia o della letteratura, nei capolavori dell'arte – da Masaccio e Botticelli ad Artemisia Gentileschi, da Courbet a Munch –, che in questo libro si intarsiano con la scrittura in un dialogo continuo tra parola e immagine.
34,00 € 32,30 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.