La Cina non conquista con i carri armati: entra nei porti, nelle batterie, nei chip e nelle regole del mondo. La Cina è già nelle nostre tasche, nelle auto elettriche, nelle turbine eoliche, nei terminal portuali e nelle catene di fornitura che sostengono la vita quotidiana. "China Town" racconta come Pechino abbia trasformato terre rare, investimenti strategici, infrastrutture e tecnologia in strumenti di potere globale. Dalla raffinazione dei minerali critici alla Nuova Via della Seta, dai porti del Mediterraneo agli snodi di Africa, Medio Oriente e America Latina, il libro ricostruisce una rete capace di condizionare commercio, sicurezza energetica e autonomia politica. Al centro, Taiwan, il Mar Cinese Meridionale, l’Artico e la modernizzazione dell’Esercito Popolare di Liberazione: i fronti su cui si misura il nuovo equilibrio tra Cina e Stati Uniti. Ma il quadro non è soltanto quello della minaccia. La manifattura cinese ha ridotto i costi per consumatori e imprese occidentali, alimentato mercati e pensioni, reso più accessibile la transizione ecologica. È proprio qui che nasce il dilemma: come ridurre le dipendenze senza pagare il prezzo di un isolamento dal mercato globale?