«Molti dei racconti che leggerete si sono impossessati di me in questo o quel momento, e non mi hanno lasciato libero finché non li ho inchiodati alla pagina.» Così Ray Bradbury descrive la genesi dei testi racchiusi nel Pigiama del gatto, l'ultima raccolta da lui pubblicata. Sono tesori d'immaginazione scritti in un lungo arco di tempo e ambientati tra il passato prossimo e un indefinito futuro. Così l'autore di Fahrenheit 451 rende omaggio ai grandi scrittori che l'hanno ispirato, da Fitzgerald a Melville, da Poe a Wilde, e trascina il lettore nel suo mondo fatto di amicizie, delusioni, paure, viaggi nel tempo, vecchie dimore e artisti perduti. Ci narra di senatori ubriachi che al gioco perdono nientemeno che gli Stati Uniti; di sposini costretti a mettere a dura prova la loro idilliaca relazione; di misteriosi stranieri che terrorizzano il vicinato con inaudite urla notturne; di donne solitarie pronte a cogliere l'ultima occasione per amare. La quotidianità, o quasi, dell'American way of life osservata dall'occhio indagatore di una geniale mente letteraria capace di rendere l'ordinario sempre sorprendente.