Questa storia comincia a Roma, in un’ambulanza e poi in un ospedale. Comincia con una bambina di venti giorni e sua madre Ivie che sta cercando di salvarle la vita. Ivie è arrivata in Italia come vittima di tratta, ma spera comunque che il Paese in cui è approdata si prenderà cura di lei e di sua figlia: cosa che non avviene. Quella notte infatti ha inizio il suo nuovo calvario. Ma non è il primo. Perché Ivie è stata tradita dai suoi cari e strappata con l’inganno alla sua terra. Minacciata con la forza di una tradizione religiosa usata come un’arma, in Italia ha conosciuto la violenza, la discriminazione, la paura. Ha trovato rifugi temporanei, lavori precari, uomini sbagliati: ha fatto i conti per tanti anni con l’incertezza e ha combattuto per poter dare alle sue figlie una quotidianità serena. Ma ora questa Italia in cui a fatica si è costruita una vita e una famiglia ha deciso di distruggere entrambe. Perché quando la luce del Sistema si accende su di te non puoi più sfuggirle. Maria Grazia Calandrone entra nella storia di Ivie con la sensibilità della scrittrice e la forza della passione civile: con l’evidenza degli atti e delle testimonianze mostra la crudeltà delle incomprensioni culturali, delle violenze di Stato, delle colpevoli omissioni. Racconto e riflessione, asperità e poesia, personale e politico si intrecciano in un libro di straordinaria potenza che è cronaca, narrazione, analisi, denuncia. Un’opera che ci chiama a difendere un’idea di umanità al di là di qualsiasi nazionalità, condizione e differenza.