Giovanni è un bibliotecario vicino alla pensione, segnato da una malinconia tenace e dall'attenzione felina del libertino. Guidato da un impulso erotico infallibilmente selettivo, si è sempre mosso nell'universo femminile con un'antica e sciolta destrezza, la solitudine perseguìta come un'ossessione e scandita da rituali appaganti. Ma cosa accade a un uomo che ha sempre vissuto di desiderio quando il desiderio comincia a spegnersi? I fatti della vita lo costringono a rimodulare il rapporto con le donne, a partire dalla madre, affetta da demenza e ricoverata in una casa di riposo. Ci sono nuove conoscenze, nuove tentazioni, i fantasmi del passato, la galleria degli amori: torna tutta una vita, dall'infanzia in avanti, fino al presente, scandita da quella che l'autore chiama senza mezzi termini "la morte del cazzo". Marco Cassardo si muove in questi meandri, e pochi hanno saputo spingere la scrittura dentro una materia così scomoda, con una sorta di sorriso e di impietosa grazia.