Questo libro è la storia degli incontri, degli scontri e dell’amicizia tra due intellettuali del Novecento, narrata attraverso le conversazioni pubbliche e una corrispondenza lunga oltre un quarto di secolo. John Berger e Susan Sontag si conoscono nel 1974, discutendo di fotografia di guerra alla Conferenza internazionale di design di Aspen, in Colorado. Ne nasce subito un intenso sodalizio intellettuale e personale, cui daranno seguito rivedendosi più volte nel corso degli anni e che culmina nel 1983, quando Berger invita Sontag a partecipare con lui al programma televisivo Voices. Sotto l'occhio delle telecamere, si accende un confronto serrato e senza sconti sulla narrazione e la responsabilità delle parole, in cui emergono le rispettive convinzioni e differenze: da un lato, lo scrittore britannico, con la sua idea di letteratura come testimonianza e radicamento, convinto che l’esistenza resti trattenuta sulla pagina salvandosi dall’oblio; dall’altro, la scrittrice americana, che lo incalza con compostezza sostenendo che la letteratura debba essere totalmente libera e indipendente dalla vita reale, e che l’autonomia creativa del linguaggio permette a chi narra di dire l’indicibile. Raccontare una storia raccoglie la memoria di quell’incontro e dei tanti scambi che lo hanno preceduto e seguito: un dialogo fatto di cartoline e inviti a mostre, lettere affettuose, domande che si rincorrono l’una con l’altra e risposte illuminanti, interrottosi solo con la scomparsa di Sontag nel 2004. L’istantanea di un’amicizia profonda, alimentata dal disaccordo, rafforzata dalla fiducia e immortalata da una stima sconfinata.