Cora ha gli occhi di un blu tempestoso, una bellezza feroce e una certezza inscalfibile per i suoi ventitré anni: il pianeta Terra è sull’orlo dell’apocalisse. È cresciuta sulle rive dell’Arno, Cora. E conosce il fiume come si conosce una persona amata. Nelle sue vene scorre il sangue dei Bacci, antica dinastia di conciatori che per tre secoli ha costruito la propria fortuna su quelle terre, e su quelle acque. Lei, però, ha fatto un giuramento: un giorno ripulirà ciò che la sua famiglia ha contribuito a inquinare. Poi, nella vita di Cora arrivano Simon, geniale programmatore cresciuto sulle Dolomiti, e Bode, imprenditore visionario sbarcato in Italia dalla Silicon Valley. Insieme danno vita a Hyperobject, il primo videogioco carbon free, concepito per rivoluzionare l’industria del gaming. I tre diventano inseparabili, legati da un’amicizia assoluta in cui, presto, amore e desiderio finiscono per confondersi. Ma il sogno si spezza. Una mattina d’estate Cora viene ritrovata senza vita sulle rive dell’Arno, poco lontano dal luogo in cui sta sorgendo un data center di ultima generazione. Dovrebbe essere pulito, sostenibile, a emissioni zero. Sarà invece il prototipo di un gigantesco centro di calcolo per l’Intelligenza artificiale voluto da Davide Mori, uno dei più potenti finanzieri europei. Intorno alla morte della giovane si gioca così una partita che dalle rive dell’Arno si allarga fino alle potenze impegnate a contendersi il dominio tecnologico. Dopo il successo di "I diavoli", Guido Brera torna a raccontare come la finanza condiziona la nostra vita. "Il fiume" è una storia di amori, tradimenti e utopie smarrite, un thriller politico su un futuro prossimo che è già presente e sull’ossessione che lo governa: andare sempre più veloci.