Crediamo di conoscerli, di frequentarli fin dai banchi di scuola, eppure non sappiamo come prenderli veramente. In questo prezioso libro illustrato, Giulio Busi narra l'uso simbolico dei numeri attraverso tremila anni di storia. Dai poemi omerici alla letteratura new weird, dai segreti cabbalistici agli albori della psicanalisi, i numeri brillano di luce propria e di quella, speculare e sfuggente, delle lettere. A guidarci verso il loro senso piú antico e meno frequentato è il filo sottile ma tenace del racconto. Esiste una porta dei numeri? E se riuscissimo a trovarlo, un simile varco, dove ci condurrebbe? Nel dominio della misura, dell'ordine, della certezza? O nel terreno del presentimento, del sogno, della creatività? In entrambi i luoghi, verrebbe subito da rispondere. I numeri danno sicurezza e servono a esplorare le vie del mistero. Sono familiari come tutto ciò che impariamo a conoscere fin dall'infanzia, eppure non smettono mai di apparirci come il segno di qualcos'altro, della nostra fortuna o sfortuna, talvolta del nostro destino. Da dove viene questa natura duplice? Con uno sguardo vastissimo e lieve al contempo, Giulio Busi ci guida attraverso tremila anni di numerologia mistica, cercando di recuperarne il senso piú antico e meno noto. Il risultato è un vero e proprio scrigno di tesori, che attinge dall'Odissea alla Bibbia, dalle opere di Plutarco alla Comédie humaine di Balzac, dagli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola ai romanzi di Roberto Bolaño, passando per un Rinascimento «scapigliato» e i quadri futuristi, in un viaggio arcano e affascinante nelle nostre credenze piú misteriose. È anche l'occasione per indagare il rapporto di amore e odio tra numeri e alfabeto, antichi gemelli, uniti alla nascita e separati poi piú per convenzione che per vera necessità. Numeri di fuoco, lettere di luce è ordine e disordine, sogno e rigore, mondo da misurare, da dire, da inventare.