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Einaudi: Frontiere Einaudi

Tutte le nostre collane

Custer

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 128
25 giugno 1876: la clamorosa sconfitta sul Little Bighorn sembra aver concesso a George Armstrong Custer fama imperitura. Ma chi era il generale? Perché ignorò i consigli di tutti? E davvero andò incontro alla morte con il sorriso? In questa breve biografia, che forma un dittico ideale con Cavallo Pazzo, Larry McMurtry ci offre un vivido ritratto di questo paradossale personaggio e si interroga sul significato storico della battaglia. Di fatto, sulle rive del Little Bighorn giunse a compimento la grande narrazione della conquista dell'Ovest. All'accademia militare di West Point, George Armstrong Custer si diplomò trentaquattresimo su trentaquattro, ma con perfetto tempismo. Appena uscito, si trovò catapultato nella guerra civile americana, quattro anni di mattanze che sancirono la sua fortuna. Tuttavia, nonostante la sua partecipazione a numerose battaglie importanti, non sarebbe mai entrato nella storia se il 25 giugno 1876 non avesse dato prova di tremenda arroganza, ignorato tutti gli avvertimenti e condotto al massacro cinque compagnie del 7o Reggimento Cavalleria. A differenza delle poche notizie certe che abbiamo su Cavallo Pazzo, che forse sul Little Bighorn bloccò la ritirata del generale verso nord, la documentazione su Custer è cosí vasta da essersi meritata il nome di «custerologia». Lo stesso Larry McMurtry ci confessa di aver posseduto, a un certo punto, una collezione custerologica di piú di mille reperti. Da questa vasta biblioteca attinge con sapienza per tracciare un ritratto del generale degno di un grande romanziere. Poco empatico ma molto legato alla famiglia e agli animali, odiato dai suoi sottoposti, Custer seppe scegliersi una moglie volitiva, Libbie, che rimasta vedova avrebbe difeso pubblicamente la sua memoria per altri cinquant'anni. Con rapide e vigorose pennellate, McMurtry ci racconta i fatti salienti della vita di Custer e ne ricostruisce il contesto storico, ricordando la contesa delle Black Hills, gli altri generali impegnati nella lotta contro gli indiani, e soprattutto gli indiani stessi, dai capi come Toro Seduto, il cui sogno fu determinante per l'esito della battaglia, agli scout che, pur sapendo di andare incontro a morte certa, non abbandonarono il generale e morirono insieme a lui. La parabola di un uomo troppo sicuro di sé diventa l'occasione per tratteggiare un nuovo, grandioso affresco dell'Ovest in tutti i suoi aspetti, compresi quelli piú ambigui.
17,00 € 16,15 €

Racconti del tè verde

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 224
Nel cuore di Kyoto c'è un luogo dove, da piú di trecento anni, si tramanda la cultura del tè, con i suoi rituali e i suoi segreti. È la casa da tè Ippodo della famiglia Watanabe, una bottega storica che prepara i migliori infusi giapponesi e preserva una tradizione secolare. Portandoci dietro le quinte di questo posto quasi magico, Watanabe Miyako ci fa conoscere l'attività di famiglia, accompagnandoci in un viaggio sorprendente alla scoperta dei mondi custoditi in una tazza di tè. Teramachi-dori è una suggestiva via commerciale, fra le piú antiche della città, che attraversa il cuore di Kyoto da nord a sud. Qui si trova una bottega che ha una storia secolare: fondata nel 1717, Ippodo è uno scrigno dei migliori infusi giapponesi, un negozio che è anche sala di degustazione e luogo dove poter apprendere - fra le altre cose - i rudimenti della cerimonia del tè. Watanabe Miyako ci lavora già da molti anni ed è diventata, anche grazie agli insegnamenti dell'amata suocera, una raffinata conoscitrice della materia, conservando però uno sguardo modesto e ancora disposto alla meraviglia. I suoi tanti aneddoti seguono il filo dei mesi e illustrano le conoscenze che si tramandano di generazione in generazione, i segreti per l'infusione delle foglie, le caratteristiche di ogni tipo di tè verde giapponese, i trucchi per una macinatura e una miscelazione perfetta delmatcha. Queste pagine compongono cosí un diario che sembra quasi tratteggiato all'acquerello, da cui emergono i colori delle stagioni, gli odori dei manicaretti da accompagnare al tè, i rumori della pioggerella che cade lieve sulle tende dei negozi di Kyoto. Ma i racconti suggestivi di Watanabe sono soprattutto un invito a curare ogni aspetto nei minimi dettagli e senza fretta, a versare il tè per i nostri ospiti nella tazza giusta e a scegliere tutti gli utensili che serviranno a farli sentire a loro agio. Un invito a prendersi il proprio tempo, a vivere il mondo a un ritmo piú gentile, a rimanere in ascolto.
18,00 € 17,10 €

Le sei donne che amarono Picasso

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 320
Lui il genio, loro le sue muse. È così che di solito viene raccontato il rapporto tra Picasso e le sei donne più importanti con cui intrecciò una relazione. La realtà però è un'altra: Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Françoise Gilot e Jacqueline Roque furono più che semplici comparse. Ognuna con una propria personalità artistica, non si limitarono a ispirare Picasso, ma ne influenzarono profondamente l'opera. Da qui parte Roe, animata da un unico ideale: mettersi al servizio di queste donne e rendere finalmente giustizia alle loro vite. Sembra quasi un atto dovuto, quello di Sue Roe: rendere giustizia a sei donne che la storia aveva relegato al ruolo di subalterne. Fernande Olivier, Olga Khokhlova, Marie-Thérèse Walter, Dora Maar, Françoise Gilot e Jacqueline Roque furono accomunate da un amore, quello per Pablo Picasso. Alcune gli diedero dei figli, lo sposarono, tutte gli fecero da modelle. Con loro Picasso condivise «studi, case, vacanze e quotidianità»; tutte lo amarono intensamente, tutte furono tradite da lui, due di loro si suicidarono, altre sprofondarono nella depressione. Per tutte, la relazione con Picasso rappresentò un punto di svolta. Ed è in funzione sua che sempre si racconta la loro vita, come se un'intera esistenza si riducesse alla manciata di anni trascorsi al fianco del grande artista. Sue Roe si ribella a questa narrazione. Con una scrittura limpida e vivace e uno sguardo che spazia dall'inizio del Novecento agli anni Ottanta, Roe riesce in un duplice obiettivo: restituire a queste donne un ruolo di primo piano e portare alla luce la profonda influenza che esercitarono sull'opera di uno dei maggiori artisti del secolo scorso. Così, veniamo a sapere che i ritratti di Fernande furono alla base del periodo rosa, e che il suo volto è riconoscibile in una delle "Demoiselles d'Avignon"; che fu Olga ad avvicinare Picasso al mondo del balletto; che a Dora Maar e Marie-Thérèse furono dedicati i più celebri dipinti degli anni Trenta; che fu sotto l'influsso di Françoise che le opere di Picasso virarono verso il modernismo, e sotto quello di Jacqueline che si avvicinarono all'astrattismo. Al contempo, ognuna perseguí la propria carriera, eccellendo nei rispettivi ambiti, dalla danza, alla pittura, alla fotografia. Né muse né vittime, dunque, ma donne straordinarie, vivaci, eleganti, sorprendenti. Donne forti, che lasciarono il segno nella vita di Picasso. Ritratti nascosti, che era ora di portare alla luce.
20,00 € 19,00 €

A cavallo con i poeti

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 152
Il Giappone per Igort è un luogo dell’anima, un luogo dove ripensare la bellezza e il suo prendere forma nel disegno. In questo libro magnificamente illustrato, a metà tra taccuino di viaggio e album dei ricordi, Igort ripercorre i passi di due amati maestri, il poeta Basho e il pittore Hokusai, da nord a sud, in cerca dello «spirito della tigre nell’aria», l’essenza delle cose, e di “karumi”, «la leggerezza del quotidiano». La natura è un tema privilegiato di moltissima poesia giapponese, a cominciare da quella espressa con la tecnica dell’haiku, tesa a cogliere l’attimo. Matsuo Basho, il più grande maestro di questa tecnica, trasse ispirazione da viaggi tanto faticosi quanto illuminanti, durante i quali percorse migliaia di chilometri su e giù per le piste poco battute del Giappone antico, in compagnia del fido Sora, poeta anche lui. Nel viaggio, sembra dirci Basho, c’è il segreto della bellezza, che deve essere imperfetta, discreta, asimmetrica, perché la simmetria è parodia, opera dell’uomo, appunto, e non della natura. Igort, a sua volta un grande viaggiatore e profondo conoscitore del Giappone moderno, ha ripercorso le tappe del cammino che Basho compì nel 1689, nel profondo Nord del Paese, e poi, sempre con taccuino e colori alla mano, si è diretto a sud, sulle tracce di un altro dei suoi amati maestri, il «vecchio pazzo per la pittura» Hokusai, per contemplare il mutevole Fuji, alla ricerca della stessa meraviglia. Questo libro raccoglie le parole e le immagini sgorgate durante questo duplice viaggio, compiuto in compagnia di un amico fotografo. È un “haibun”, un diario scandito musicalmente dagli haiku di Basho e dagli spazi bianchi sulla pagina, una mappa possibile per conoscere un Giappone forse inedito, poco noto al turista occidentale, un album dei ricordi e un esercizio zen. Mentre il click della macchina fotografica registra istantaneamente la realtà, racconti e disegni richiedono un tempo più lungo, una sedimentazione. Ciononostante, proprio perché Igort li ha eseguiti sul posto, hanno una grande immediatezza e allo stesso tempo la forza del rito che da sempre consente agli artisti di giungere a una conoscenza più profonda, alla contemplazione.
19,50 € 18,53 €

Rubare la scena. Balie, musici, delinquenti, popolane, filosofi, gente comune nel mondo di Shakespeare

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 152
Escono dalle quinte per poche, folgoranti battute. A volte condensano in pillole il significato del dramma. Soprattutto affermano una nuova visione del mondo, svincolata dal codice cavalleresco. Sono i personaggi minori di Shakespeare, di cui Nadia Fusini ci offre qui una rassegna originale e indimenticabile. Una ricca galleria di ritratti che ci permette di ammirare lo straordinario universo shakespeariano da una prospettiva inedita, quella della gente comune. Per poi capire che tutti, protagonisti e figure minori, sono mossi in ugual misura dalla mancanza che è al cuore dell’esperienza umana. In “Misura per misura” il delinquente Bernardino si ribella al boia che lo vuole impiccare. Ha bevuto tutta la notte e non è pronto, non morirà quel giorno. A poco valgono le parole del frate (in realtà il duca Vincenzo), che lo giudica inadatto sia a vivere che a morire, lui vuole vivere e basta, e in una manciata di battute rivendica il diritto all’habeas corpus, in barba a qualunque codice d’onore. Similmente, in “Tutto è bene quel che finisce bene”, Parolles, al servizio di Bertram, il conte di Roussillon, lo tradisce senza pensarci due volte, pur di avere salva la vita. La gloria e il servizio non gli interessano. Con il suo voltafaccia segnala che i valori del mondo cavalleresco stanno tramontando per sempre, non solo per lui. Anche Angelica, la balia di Giulietta, ha le idee molto chiare, non sulla morte ma sull’amore, che per lei è una questione di corpi e di posizioni. C’è chi sta sopra e chi sta sotto. Chi comanda e chi obbedisce. Ma a volte l’ordine prestabilito si può sovvertire, e infatti, per aiutare la sua protetta, Angelica non esiterà a spadroneggiare sul padrone. Idee altrettanto nette su quali siano le cose importanti e su come funzioni il mondo le esprimono il portiere del castello di Macbeth, la cameriera di Desdemona nell’“Otello”, il giardiniere del “Riccardo II” e tutti gli altri personaggi minori che in queste pagine Nadia Fusini presenta al lettore con grande vivezza e incisività. Sono i cittadini moderni, uomini e donne nuovi, né buoni né cattivi, né eroici né nobili, tutti impegnati nella lotta per la sopravvivenza, che per qualche battuta rubano la scena agli aristocratici protagonisti e di lì a poco più di un secolo saliranno alla ribalta letteraria, diventando i personaggi principali nella nuova forma di narrazione: il romanzo. Ma intanto, nel teatro di Shakespeare, hanno un ruolo di apertura, sono l’elemento imprevisto, inatteso, che sospende l’azione per un intermezzo comico o meditativo e in pochi versi suggerisce un’alternativa, un’altra visione del mondo e della vita.
18,00 € 17,10 €

Piccolo manuale di comicità femminista

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 160
In questo esuberante vademecum, Luisa Merloni ci mostra come funziona la comicità e come usarla per fare una piccola rivoluzione. Mica bruscolini. D’altronde, per far ridere occorre prendersi un po’ sul serio. Serissima, Merloni attinge alla sua lunga esperienza teatrale, alla folgorante lettura dei testi femministi e al fervido e costante dialogo con altre donne – amiche, studiose e grandi comiche del passato. Comiche, infatti, non si nasce, lo si diventa. E nel diventarlo, si possono scoprire uno sguardo fresco sul mondo e un seme di gioia nel corpo. Che le donne amino ridere lo si è sempre saputo, che sappiano far ridere, invece, è un tabù che si è infranto di recente. Se in passato la pratica della comicità da parte delle donne si svolgeva soprattutto nella sfera privata, da qualche anno, grazie in parte al successo della stand-up comedy, sono sempre più numerose le comiche che salgono alla ribalta, che fanno sentire la propria voce in un panorama finora dominato dagli uomini. Tra loro anche Luisa Merloni che, conscia dell’occasione storica, in queste pagine si chiede come convenga porsi, in quanto nuovo soggetto comico. Dopo un lungo e ricco percorso teatrale, che l’ha portata a diventare autrice dei propri testi, si rende infatti conto che non basta essere ammesse in un sistema di regole stabilito da qualcun altro: una comicità delle donne dovrebbe cambiarle, quelle regole. Per acquisire questa consapevolezza e trovare il coraggio necessario, i testi della tradizione femminista si rivelano uno strumento imprescindibile. Prima però occorre superare proprio lo stereotipo della femminista, quella donna un po’ sciatta, ancora vestita come negli anni Settanta, sempre arrabbiata e con le ascelle pelose. La vedete? Bene, perché anche lei può diventare una perfetta maschera comica. L’incontro tra comicità e femminismo fa scintille che non risparmiano nessuno. In questo brillante volumetto, pieno di idee, battute, aneddoti spassosi e riflessioni filosofiche, Luisa Merloni parte da questi presupposti e dal proprio vissuto per spiegare con grande chiarezza ed efficacia i meccanismi della comicità. A mo’ di esempio ricorda spesso maestri e maestre della tradizione comica italiana: Franca Valeri, Totò, Monica Vitti e Massimo Troisi, per citare solo i principali (in ordine di apparizione). Ma affronta anche i temi più scottanti del presente, come la “vexata quaestio” del politicamente corretto. Il risultato è un saggio poetico, militante e godibile insieme, stringente come un monologo teatrale, che nel fornire preziosi consigli a chiunque voglia far ridere traccia un’idea più aperta e femminista di società.
16,50 € 15,68 €

Il Il dentifricio radioattivo e altre scorie di famiglia

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 224
Quando scova in un cassetto le memorie del bisnonno, brillante chimico e inventore del dentifricio radioattivo, Joe Dunthorne è convinto di portare alla luce l’epopea di una famiglia ebreo-tedesca in fuga dalle persecuzioni naziste. Presto, però, si rende conto che quella che sta dissotterrando è una storia ben diversa, un intreccio di menzogne e non detti volti a nascondere un’altra, indicibile realtà. Joe Dunthorne dà vita a un memoir di commovente tenacia, che affronta con sagacia ed empatia gli scheletri e i fantasmi in grado di tenere sotto scacco intere esistenze. Quando Joe Dunthorne si sposa, la madre gli regala un anello: un eliotropio nero screziato di rosso che, a detta della donna, era «scampato ai nazisti» nel 1935 – o forse no? A poco a poco, Dunthorne comincia a sospettare che le cose non siano andate esattamente come ha sempre pensato, e che la storia della sua famiglia ebreo-tedesca in realtà sia una narrazione creata ad arte per nascondere qualche segreto particolarmente scomodo. Mentre rovista in casa della nonna alla ricerca di documenti d’archivio, si imbatte in un corposo faldone intitolato “Le memorie di Siegfried Merzbacher”. Siegfried è il suo bisnonno, che grazie all’invenzione del dentifricio radioattivo aveva ottenuto un posto importante in un laboratorio di armi chimiche a Oranienburg, «il borgo sonnolento in cui Berlino nascondeva i suoi segreti», ed è proprio in quelle carte che sono sepolte tutte le “scorie di famiglia”. Nelle pagine di quelle memorie, tra una ricostruzione storica e un aneddoto d’infanzia, Dunthorne scopre che Siegfried ha nascosto una lunga confessione, che getta un’ombra scura sulla sua parabola esistenziale: piano piano, prende forma un’indagine in cui coesistono sensi di colpa e tentativi di autoassoluzione, ammissioni e omissioni – un’indagine senza esclusione di colpi, in cui Dunthorne accetta di rinunciare alla narrazione eroica a cui aveva sempre preferito credere pur di «capire qual è il cemento che tiene insieme le mie verità». Con l’estro di un giallista, la precisione di uno storico e, soprattutto, la verve comica di un romanziere che sa fare dell’ironia un vero e proprio motore narrativo, Dunthorne dà vita a un memoir familiare di straordinaria effervescenza, capace di tenere col fiato sospeso fino all’ultima pagina. Senza mai cedere al pathos, scava tra le carte di Siegfried, le biblioteche pubbliche e le macerie del nazismo, e un po’ alla volta dissotterra la storia che la sua famiglia aveva tentato di seppellire – una storia che abbraccia Germania, Turchia, Scozia e Stati Uniti, e che si staglia sullo sfondo di una domanda esistenziale: su quali menzogne abbiamo costruito la nostra vita e quanta verità siamo disposti a sopportare?
19,50 € 18,53 €

Paparazzi

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 112
Ottantuno immagini che restituiscono la magia della «Hollywood sul Tevere», catturata negli anni Cinquanta e Sessanta da quei fotografi che, dopo “La dolce vita” di Federico Fellini, vennero chiamati paparazzi. Rino Barillari, Aldo Durazzi, Marcello Geppetti, Giuseppe Palmas, Pierluigi Praturlon, Carlo Riccardi, Tazio Secchiaroli, Elio Sorci e tanti altri sono stati protagonisti – insieme alle celebrità che immortalavano – di quell’epoca d’oro. Francesco Piccolo racconta le loro fotografie con il suo sguardo unico, innamorato e affabulatorio. Questo libro raccoglie un’ottantina di fotografie scattate fra gli anni Cinquanta e Sessanta dai fotoreporter universalmente noti come paparazzi. Come ci fa notare Francesco Piccolo, che per noi le commenta con il suo sguardo unico, innamorato e affabulatorio, i fotoreporter non sono solo gli autori delle foto ma anche alcuni fra i protagonisti delle notti indimenticabili che queste foto documentano. Chi l’aveva capito benissimo era Federico Fellini, che lo raccontò nel film che a quella stagione ha dato il nome, “La dolce vita”. Lo stesso film in cui viene coniato anche il termine con cui questi fotografi sono ormai chiamati in tutto il mondo. Mai come in quegli anni a Roma, la «Hollywood sul Tevere», sembra avvenire un cortocircuito, uno sfumare dei confini tra cinema e vita. Divi e fotografi si inseguono come guardie e ladri in notti folli e imprevedibili, nel grande gioco della mondanità e del divertimento. Non sempre è un gioco innocente: a causa di quegli scatti rubati, gli amori travolgenti delle celebrità finiscono. I fotografi, invece, a volte finiscono all’ospedale. Ma la caccia allo scatto rivelatore, il più vero, non per forza il più bello, è troppo avvincente. I paparazzi sono disposti a tutto: lunghissime attese, focosi alterchi e pure qualche gelato in faccia. Lo scopo è far sognare chi quelle foto le guarderà: sui rotocalchi all’epoca, in questo libro oggi. Via Veneto, poi, in quegli anni è un sogno a cielo aperto, alla portata di tutti. Chi ci cammina può avere la fortuna di imbattersi in una star che perde la scarpa come Cenerentola, in un’altra che accarezza un ghepardo al guinzaglio, in un pugile che dirige il traffico o in Domenico Modugno che rimette al suo posto Frank Sinatra. E così è per chi sfoglia queste pagine, con un pizzico di nostalgia, ammirando la bellezza di Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Jean-Paul Belmondo, Claudia Cardinale, Ingrid Bergman e molti altri. Come la bellezza, anche la frivolezza, ci ricorda Francesco Piccolo, può salvarci la vita, e i pettegolezzi sono un ingrediente fondamentale della conversazione umana.
30,00 € 28,50 €

Cavallo Pazzo

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 144
Dalla pagina eroica nella battaglia del Little Bighorn alla fine tragica a Fort Robinson, Cavallo Pazzo è vissuto negli ultimi anni in cui il popolo sioux poteva considerarsi ancora libero, ed è morto quando quell’epoca era ormai finita. Con grande passione e forza narrativa, Larry McMurtry si muove tra verità e leggenda, facendo affiorare il ritratto di un guerriero indomito, risoluto, schivo e altruista. Un uomo che ha lottato fino allo stremo per la sopravvivenza del suo popolo e del suo modo di vivere. Abbiamo più informazioni su Alessandro Magno, vissuto oltre duemila anni prima di lui, che su Cavallo Pazzo, morto poco meno di centocinquant’anni fa. Questo perché Cavallo Pazzo visse gran parte della sua esistenza da solo nelle praterie, cacciando, vagabondando e sognando, conducendo, insomma, la vita libera degli indiani delle Pianure. Non amava parlare con le persone e tanto meno con i bianchi, che si spingevano sempre più a ovest, minacciando con la loro presenza le riserve di selvaggina e la sopravvivenza stessa delle tribù. È questa una delle prime verità in cui si imbatte Larry McMurtry quando si accinge a scrivere una biografia di Cavallo Pazzo. Romanzieri, storici professionisti e dilettanti, affascinati dal tragico destino di uno dei più audaci resistenti indiani, gli hanno dedicato pagine su pagine, alcune anche splendide, sulla base di un esiguo numero di interviste ad anziani Sioux che l’avevano conosciuto, e dei documenti risalenti agli ultimi quattro mesi della sua vita, quando entrò infine in contatto con i bianchi e «la loro ansia di scrivere lettere e registrare tutto». Un po’ come la famiglia di scultori Ziolkowski sta facendo lentamente emergere dalla roccia di Thunderhead Mountain il profilo di Cavallo Pazzo, in questo testo breve ma incisivo Larry McMurtry sbozza la materia del mito tirando fuori la figura dell’uomo: Tashunka Uitko, come lo chiamavano i suoi. L’effetto di questo procedimento di sottrazione è sorprendente. Quando arriviamo alla battaglia del Little Bighorn, in cui Cavallo Pazzo svolse un ruolo importante se non decisivo, e ancor di più al resoconto dei suoi ultimi giorni di vita, ci sentiamo stringere la gola da un sentimento tragico. Solo un grande narratore come Larry McMurtry poteva attingere all’epica sfrondando il mito.
17,00 € 16,15 €

Dove vuole andare, sensei? Un viaggio nel cuore del Giappone

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 248
Quello tra Antonietta Pastore e il Giappone è un rapporto di lunghissima data, dal primo viaggio, nel 1974, fino a oggi. In queste pagine lievi eppure ricche di aneddoti istruttivi, con voce partecipe, ironica e generosa, Antonietta Pastore ripercorre la sua appassionante scoperta di un paese ignoto e lontano, conducendoci dentro le case dei giapponesi, oltre il gradino del “genkan” che segna la soglia dell’intimità domestica. È un Giappone inatteso, meno formale e ordinato di come lo immaginiamo di solito, in cui tradizione e modernità convivono in un equilibrio mobile e umanissimo. Conoscere veramente un posto, soprattutto quando si tratta di un paese per noi esotico e lontano come il Giappone, è il frutto di un processo lento, articolato, non sempre lineare. Questo ci dice Antonietta Pastore fin dai titoli delle tre parti in cui è diviso il libro – scoprire, comprendere, ritrovare –, che corrispondono a tre diversi momenti della sua vita: il primo viaggio in Giappone, per la luna di miele; i sedici anni trascorsi lì; e poi l’ultimo dei tanti viaggi compiuti per rivedere gli amici, nella primavera del 2024. In tutto, un arco temporale di mezzo secolo. Non sono molte le persone che possono vantare una conoscenza tanto approfondita del Giappone, eppure nel tracciare questo squisito affresco della vita quotidiana dei giapponesi, nel descrivere case, oggetti, usanze e spiegarne l’origine, Antonietta Pastore sceglie di raccontare la propria conoscenza nel suo farsi, mostrando scherzosa dubbi e inciampi, entusiasmi, gaffe e adattamenti. Siamo al suo fianco quando spia il comportamento del marito per capire se può scartare subito un regalo di nozze; arrossiamo con lei nello scoprire che non avrebbe dovuto svuotare la vasca dopo essersi fatta il bagno per prima; comprendiamo la sua scelta di portare il kimono solo in casa, come vestaglia, e di chiuderlo come le pare, in barba alle regole tradizionali. Il grande vantaggio di una frequentazione tanto lunga è la possibilità di vedere come cambia un paese e di capirlo, anziché coglierne solo un fotogramma, e quindi anche di individuare quello che, nonostante il passare del tempo, rimane uguale. Scopriamo per esempio che, sebbene ormai nella maggior parte delle case giapponesi di stanze con il pavimento in tatami ce ne sia solo una, perché la lavorazione della paglia è diventata troppo costosa, le persone continuano comunemente a misurare le stanze in tatami. Distratti da tablet e altri gadget tecnologici, i bambini giapponesi, come quelli di tutto il mondo occidentale, non hanno piú le buone maniere di una volta ma, richiamati all’ordine, sono in grado di inchinarsi in modo grazioso e sincero. Raccontandoci tutto questo con grande partecipazione, Antonietta Pastore ci offre un’immagine molto viva, toccante e attuale della società giapponese, e la rende al contempo più vicina e comprensibile.
19,50 € 18,53 €

Mai fidarsi delle donne insonni

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 272
Sono anni che Annabel Abbs soffre d’insonnia: per lei però l’invincibile veglia è il punto di partenza di un viaggio straordinario. Dal Sussex al Polo Nord, dalla Manica a Singapore, Abbs lascia il suo letto per girare il mondo in compagnia delle parole e delle opere di artiste, scrittrici, filosofe e attiviste che nelle tenebre hanno trovato coraggio, ispirazione e indipendenza. “Mai fidarsi delle donne insonni” è un’irresistibile passeggiata al chiaro di luna che ci fa riscoprire la notte come momento di riflessione e libertà: non preparazione al giorno ma tempo dalle infinite possibilità. Di notte siamo persone diverse. Il battito cardiaco diminuisce, il metabolismo rallenta, i muscoli si rilassano, la temperatura corporea scende, produciamo ormoni specifici. E, di solito, dormiamo. A meno che non soffriamo d’insonnia, come Annabel Abbs, che sin da piccola è abituata a passare le notti in bianco. E che perciò quando nell’inverno del 2020 viene travolta da una serie di lutti improvvisi sa che l’insonnia a cui era abituata si aggraverà. È preparata a girarsi e rigirarsi nel letto. Spera solo che i farmaci l’aiutino a conquistare almeno qualche ora di sonno discontinuo. Invece tutto cambia, e Abbs si trova catapultata in un viaggio inatteso, che un tempo l’avrebbe terrorizzata: «un viaggio che non ho scelto: mi è capitato». All’improvviso, Abbs comincia ad aspettare con trepidazione la solitudine e il silenzio notturni che le consentono di stare sola con i propri pensieri, elaborare il lutto senza dissimulare il dolore. Dapprima prende in esame le teorie di neurologi, scienziati, progettisti illuminotecnici, ma presto capisce che non le basta. Così decide di alzarsi dal letto, uscire di casa, e incontrare di persona le creature delle tenebre: falene, pipistrelli, lucciole, pesci fluorescenti. Ma soprattutto artiste, scrittrici, attiviste; da Virginia Woolf a Georgia O’Keeffe, da Jean Rhys a Louise Bourgeois, e poi Mary Webb, Laura Cereta, Lee Krasner. «Tessitrici notturne», che nella notte hanno vissuto, creato, sperimentato. È l’inizio di un’avventurosa esplorazione in cui Abbs assapora l’eterna oscurità del Polo Nord, s’immerge nelle acque gelide del Canale della Manica, dorme all’addiaccio nelle foreste, osserva l’aurora boreale dal ponte di una nave, percorre in lungo e in largo i litorali del Sussex con un unico, fedele compagno: il Sé Notturno. Una controfigura chimicamente alterata, emotivamente potenziata, tutt’uno col proprio corpo e la propria mente. Un alter ego più fantasioso, più disobbediente, più rabbioso, più irrequieto. È proprio questo che Abbs consegna alle donne: un invito a indagare la faccia nascosta della luna, del buio, del sé. E agli uomini, un consiglio: «mai fidarsi delle donne insonni».
19,50 € 18,53 €

La luce e l'onda. Cosa significa insegnare?

Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 168
Questo libro è un elogio del maestro. In modo originale Massimo Recalcati torna a interrogare la pratica dell’insegnamento. Incontrare un maestro è incontrare una luce e un’onda. Dieci anni dopo “L’ora di lezione”, Recalcati ritorna sul grande tema della Scuola. Ogni maestro è una luce e un’onda nello stesso tempo: è una luce perché allarga l’orizzonte del nostro mondo sospingendoci verso la necessaria soggettivazione del sapere; è un’onda poiché incarna l’impatto dell’allievo con qualcosa che resiste, con una differenza che non può essere pareggiata e che, proprio per questo, ci costringe a trovare un nostro stile singolare: quello che è stato scolasticamente acquisito deve essere ripreso in modo singolare, riaperto, reinventato. Se questi due movimenti del maestro non sono attivi, il sapere si devitalizza. Poi c’è il grande capitolo della Scuola al quale questo libro dedica molta attenzione. Come è possibile conservare nel suo dispositivo istituzionale la grazia della luce e dell’onda? Come è possibile non ridurre la sua azione a quella di una trasmissione tecnica di saperi più o meno specializzati per salvaguardare invece il suo compito più ampiamente formativo che è quello di contribuire in modo decisivo a dare una forma singolare alla vita dei nostri figli?
18,00 € 17,10 €

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