Monica Vitti è stata una delle figure più originali e multiformi del cinema e della cultura italiana del secondo Novecento. La voce graffiata, il corpo fuori dai canoni, la capacità di attraversare comico e drammatico l'hanno resa una presenza vitale nell'immaginario collettivo. Il volume analizza la vita, l'opera e l'immagine divistica dell'attrice, ricostruendone gli anni di formazione fra teatro e televisione e seguendo il filo dei ruoli che ne hanno segnato la carriera: dalla trilogia dell'incomunicabilità con Antonioni alle protagoniste irrequiete e sovversive degli anni Sessanta e Settanta, fino alle esperienze autoriali degli anni Ottanta e Novanta, tra cinema, televisione e scrittura. Attraverso uno sguardo che intreccia storia del cinema, studi culturali e storia del femminismo italiano, il libro restituisce la complessità di una diva che interroga il presente con sorprendente attualità.