«Questo libro è per me un modo di festeggiare cinquant'anni di vita e settant'anni di carriera. Aspé... ah, già, è il contrario! Mamma mia bella... Adesso che lo scrivo mi fa ancora più impressione... Quello che più mi turba non sono tanto i cinquant'anni di carriera, quanto i settanta di vita. Questo mestiere ti conserva giovane, giovanissimo, un ragazzino di dodici anni. Poi, quando pensi che ne hai settanta, ti viene da piangere come a un bambino di sei. Vabbè, sempre bambino resti. Meno male, va'. Bisogna sempre proteggere il bambino che si ha dentro. Anzi, a questo proposito mi permetterei di elargire a tutti una mia piccola perla di saggezza: "Ritrova il bambino che è in te... e poi abboffalo di mazzate, perché deve imparare da piccolino!"»