Con la grazia di un compositore, Eric-Emmanuel Schmitt esplora il rapporto travagliato tra Wolfgang Amadeus Mozart e suo padre Leopold Mozart. «Un Mozart non è mai mediocre» ripete spesso Leopold Mozart al figlio Wolfgang. E il piccolo Wolfgang di certo non lo è. Ma ha avuto un’infanzia come tutti i bambini del mondo hanno il diritto di avere? E Leopold, è il padre ossessivo e severo che ci tramanda la storia o è un uomo che ha capito subito il talento musicale del figlio e ha fatto di tutto per spianargli la strada? In questa rilettura romanzata del rapporto tra il grande musicista e suo padre, Eric-Emmanuel Schmitt, gran conoscitore di Mozart, ci mostra una famiglia Mozart molto unita in cui tutti sono consapevoli e orgogliosi del valore di Wolfgang, e in cui Wolfgang vede il padre come un nume tutelare e un essere infallibile. Ma come la psicanalisi insegnerà molto tempo dopo, un figlio deve simbolicamente uccidere la figura del padre per costruire la propria identità. Un racconto che, pur nel quadro di un’assoluta attendibilità storica, è scritto con la grazia di una composizione musicale, o meglio, di un’opera mozartiana in cui scherzi e colpi di scena si alternano alla solennità e alla commozione.