Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli: i Fantastici Quattro del tennis italiano. Come è andata a finire a Santiago del Cile lo sappiamo tutti. Eppure quella storia chiede ancora di essere raccontata, tornando su quel campo di gioco, per ritrovare una squadra che ha lasciato il segno e un'Italia inquieta, attraversata dalle contraddizioni di un tempo nuovo. Che anno il 1976. L'Italia fu scossa dal terrorismo, dalla crisi politica ed economica, da forti tensioni sociali, dalla lotta femminista. Intanto, il tennis azzurro conquistava la finale della coppa Davis in Cile: l'evento divenne un caso nazionale. Andare o non andare a Santiago, sotto la dittatura di Pinochet? Giocare accanto allo stadio della morte o rinunciare, lasciando la scena al regime? Il Paese si spaccò, tra piazze in fermento e polemiche feroci, mentre i tennisti volevano giocare e vincere. Si combatté una doppia battaglia, politica e sul rettangolo di gioco. A cinquant'anni di distanza, Eliana Di Caro ricostruisce quell'anno cruciale intrecciando sport e storia, con le voci di due protagonisti d'eccezione: Giuliano Amato e Paolo Bertolucci.