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Il Book Club della CIA. L'operazione segreta che ha deciso la Guerra fredda

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Il Book Club della CIA. L'operazione segreta che ha deciso la Guerra fredda
Titolo Il Book Club della CIA. L'operazione segreta che ha deciso la Guerra fredda
Autore
Traduttori ,
Collana Gli specchi
Editore Marsilio
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 368
Pubblicazione 06/2026
ISBN 9788829794126
 
19,00 € 18,05 €
 
Risparmi: €  0,95 (sconto 5%)
 
Prossima pubblicazione, disponibile dal 16-06-2026
Quanto può essere rivoluzionario leggere un libro? Nella Polonia oppressa dalla Guerra fredda e dal vigile occhio sovietico, sfogliare 1984 di George Orwell non è solo un gesto di ribellione culturale, ma è punibile con la tortura e il carcere. Neppure un simile deterrente, tuttavia, impedì che nei paesi del Blocco orientale circolassero e venissero lette migliaia di opere censurate dal regime, grazie a una rete di case editrici clandestine e librai dissidenti supportati da un'operazione di intelligence statunitense nota come «operazione libri». Charlie English ricostruisce la storia di questa «offensiva del pensiero libero e onesto», volta ad abbattere l'isolamento ideologico dei paesi dell'Est Europa, e i cui documenti sono tuttora secretati. Dalla metà degli anni cinquanta, la CIA finanziò l'invio clandestino di migliaia di riviste e libri proibiti in URSS – tra cui Aleksandr Solženicyn, Hannah Arendt, Albert Camus, Virginia Woolf – ispirando i militanti dell'opposizione e aiutandoli a lottare per la democrazia e la libertà. Contrabbando, codici segreti e attività di spionaggio sono solo alcuni elementi di un capitolo oscuro della storia contemporanea, che ci ricordano come la forza delle idee riesca a piegare la violenza delle armi. Oggi, a distanza di decenni dalla fine della Guerra fredda, la disinformazione minaccia la democrazia come mai prima, mentre la censura e le liste di libri proibiti stanno nuovamente trasformando scuole e biblioteche in luoghi di scontro ideologico. Le vicende portate alla luce da English mostrano che il ruolo della parola stampata può ancora essere cruciale: «Sono stati i libri a uscire vittoriosi dallo scontro. Il libro è una sorgente di libertà, di pensiero indipendente, di dignità umana… Ci hanno consentito di sopravvivere senza impazzire».
 

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