Come quei fiori che riescono a sbocciare da sotto un cumulo di pietre, l’amore impossibile tra Mara Bonfanti e Mario Canevari nasce tra le macerie di una Milano ferita dai bombardamenti inglesi. Quello del 24 ottobre 1942 è l’attacco più brutale dall’inizio della guerra, ma ci sono emozioni ben più forti della paura, soprattutto a vent’anni. E così basta una prima, fragile intimità – uno sguardo, un sorriso – per riscrivere due esistenze che sembravano già scritte. Mara è bella, sfrontata, destinata a un matrimonio importante con un uomo vicino al duce, gli studi classici al Collegio delle Fanciulle, la sicurezza dell’appartenenza a una classe agiata. Mario è operaio alla Breda, figlio di un barbiere del Ticinese che gli ha insegnato l’avversione per il regime e la gentilezza dei gesti semplici. Si innamorano, sognano di poter stare insieme alla luce del sole, sposarsi, avere un figlio, anzi, una bambina, che Mara vorrebbe chiamare Lola. Ma non è solo l’invalicabile barriera sociale a dividerli. È la Storia: un Paese tagliato in due, con la caduta di Mussolini che accende speranze presto soffocate nel sangue dalla Brigata Muti e dall’occupazione nazista. In questa spirale di violenza, vendetta privata e repressione politica si confondono, e amare la persona sbagliata diventa un atto sovversivo come distribuire volantini clandestini o resistere alla tortura per non tradire un compagno. Altri vent’anni dovranno passare, di segreti indicibili, vite stravolte, nascite clandestine, morti efferate e impensabili atti di eroismo. Vent’anni per sciogliere i nodi stretti dal destino. Un giorno staremo insieme e il mio amore scioglierà ogni paura e illuminerà ogni lato oscuro. Mentre il tempo passava e il momento tanto atteso si avvicinava, mi lasciavo avviluppare da questi progetti come da una calda coperta di lana. Niente presente, con le sue bombe, la fame, i morti. Niente passato. Con i suoi incubi.