Da Tokyo a New York, da Barcellona a Milano, le nostre città stanno subendo una mutazione irreversibile che le rende sempre meno vivibili e accoglienti. Al contempo, la crisi climatica costringe le persone a una gestione diversa degli spazi urbani. Le case non stanno meglio: si sono trasformate da spazi di vita ad asset finanziari. Spinti dall'iperturismo e dal boom degli affitti brevi, i prezzi degli immobili e dei canoni di locazione registrano impennate record. I quartieri cambiano rapidamente, con le istituzioni che faticano ad arginare il mercato. Attraverso le inchieste e i reportage di grandi testate internazionali, dal Guardian a Japan Times, ma anche Libération, Maclean's e Aeon, questo libro mappa la crisi che coinvolge case e città, ma illumina anche le risposte creative e le resistenze collettive che sorgono dal basso. Dalle occupazioni solidali post-apartheid a Città del Capo alla coabitazione autogestita della Ménardière in Francia, dall'architettura sociale a Innsbruck fino alle lotte contro gli sgomberi forzati a Lagos, emerge così un'urgente domanda: chi ha il diritto di decidere sulle città di domani? Con un'introduzione di Christian Raimo, "Dove vivremo domani" ci ricorda che l'abitare non è una dimensione accessoria dell'uomo, ma una delle sue esigenze fondamentali. E oggi rischiamo che siano i grandi capitali e non gli abitanti a decidere il futuro delle nostre case e delle nostre città.