Nobili decaduti, monaci erranti, guerrieri samurai, ricchi mercanti, ma anche semplici cittadini e abitatori dei quartieri di piacere. Le biografie dei poeti che animarono la scena letteraria tra il XII e il XIX secolo ci raccontano di un Giappone in cui la poesia continuò a rinnovarsi, adattandosi all'austerità dei monasteri da un lato, e alla quotidianità delle strade cittadine dall'altro. Dal periodo Kamakura (XII secolo) al periodo Tokugawa (XIX secolo) il linguaggio poetico del Giappone non fu più soltanto espressione di una cultura spiccatamente alta ed elitaria – come era stato in gran parte nel periodo precedente – ma si fece trasversale e promiscuo, arrivando ad accogliere le più elaborate riflessioni filosofiche e religiose a fianco di descrizioni vivide e perfino comiche della realtà del periodo. Spaziando tra generi quali il waka e il kanshi, il renga e lo haikai, questo secondo volume dell'Antologia della poesia giapponese attraversa uno dei periodi più ricchi e articolati della storia del Giappone: circa sei secoli e mezzo durante i quali le strutture politiche, sociali e culturali conobbero profonde trasformazioni, pur conservando un saldo legame con la tradizione di pensiero, religiosa e culturale dei secoli precedenti. Grazie al contributo di otto specialisti e traduttori di poesia giapponese premoderna, il volume guida il lettore attraverso i gusti e le sensibilità del Giappone più iconico – popolato da samurai, monaci buddhisti e geisha – offrendo al tempo stesso autenticità e rigore scientifico grazie a un accurato apparato di note e appendici.