Una vicenda criminale che non smette di porre interrogativi inquietanti, le cui radici affondano nella miseria di borgata e i cui rami arrivano fino ai giorni nostri. È la storia della banda della Magliana, nata alla fine degli anni Settanta da malavitosi di borgata abbastanza scaltri da mettersi al servizio di poteri occulti, della mafia e delle frange eversive che miravano a destabilizzare il Paese. Scritto con il ritmo del romanzo e con rigorosa aderenza ai fatti, Mai ci fu pietà fa parlare i protagonisti senza omettere nomi, luoghi e circostanze in una sequenza agghiacciante di delitti e misteri: dall’omicidio di Mino Pecorelli al sequestro Moro, dai rapporti con camorra e Cosa Nostra alla cupola criminale di Mafia Capitale capeggiata da Massimo Carminati, fino al recente ritorno sulla scena del Palletta, storico braccio destro di Enrico De Pedis. In questa nuova edizione riveduta e ampliata torna anche un caso che ancora oggi divide magistrati e familiari: la scomparsa di Emanuela Orlandi, di cui Camuso fornisce notizie inedite. Attingendo a centinaia di documenti giudiziari e a colloqui con magistrati, investigatori e collaboratori di giustizia, si ricostruisce il ruolo che la banda avrebbe avuto nel rapimento della giovane cittadina vaticana, anche alla luce delle audizioni della commissione parlamentare d’inchiesta del 2024-2025. Un pezzo di storia italiana su cui restano ancora molti interrogativi.