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L'ultimo re d'America. Vita, regno e pazzia di Giorgio III

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L'ultimo re d'America. Vita, regno e pazzia di Giorgio III
Titolo L'ultimo re d'America. Vita, regno e pazzia di Giorgio III
Autore
Traduttore
Editore UTET
Formato
Formato Libro Libro: Libro rilegato
Pagine 960
Pubblicazione 06/2026
ISBN 9791221210095
 
48,00 € 45,60 €
 
Risparmi: €  2,40 (sconto 5%)
 
Prossima pubblicazione, disponibile dal 30-06-2026
Si racconta che Giorgio III, perso nella sua pazzia, un giorno offrì «con cordialità e riguardo estremi» la mano a un ramo di una quercia nel grande parco di Windsor, convinto di essere di fronte al re di Prussia. In questo caso “si racconta” non è un modo di dire, perché la vicenda è inventata di sana pianta da un tal Philip Withers, nel suo "Una storia della malattia reale" con una serie di aneddoti divertenti del 1789. Come non è vero che abbia sfidato a una gara di corsa un cavallo, né che scrivesse lettere a corti straniere su questioni inventate o che svuotasse addosso al medico il contenuto del vaso da notte… La vita di Giorgio III è talmente intrisa di storie false spacciate per vere che è molto difficile distinguere le une dalle altre, come si è accorto lo storico britannico Andrew Roberts misurandosi con la sfida di questa monumentale biografia. Ma dove nascono tutte queste fandonie? La sfortuna di Giorgio III è quella di essere stato, tra le altre cose, l’ultimo re d’America, e in quanto tale il nemico giurato di Thomas Jefferson e degli altri padri fondatori americani. In pieno secolo dei lumi, la guerra d’indipendenza americana fu infatti combattuta con ogni mezzo possibile, ivi compresi i pamphlet e le vignette satiriche, i giornali e le dicerie. E Giorgio III non solo ne è uscito sconfitto politicamente, perdendo quelle tredici colonie d’oltreoceano, ma ha anche subìto la peggiore beffa che il destino potesse riservargli: il ritratto impietoso e dissacrante della propaganda rivoluzionaria è diventato Storia, falsificando il ricordo di un sovrano dal notevole coraggio (sopravvissuto a diversi attentati, sempre con britannica compostezza) e dalla viva intelligenza, dimostrata dagli scambi di lettere con i grandi pensatori dell’epoca, come Samuel Johnson (che lo definì «il più raffinato gentiluomo che io abbia mai conosciuto»). A 250 anni dalla dichiarazione di indipendenza del 1776, L’ultimo re d’America è la prima affidabile biografia di Giorgio III, ma è anche una controstoria della nascita degli Stati Uniti d’America, dal punto di vista del più regale dei vinti.
 

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