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Neri Pozza: La quarta prosa

Tutte le nostre collane

Luoghi etruschi

Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2023
pagine: 142
Nell’aprile del 1927, D.H. Lawrence, che abitava con la sua compagna Frieda Weekley a villa Mirenda a Scandicci, intraprende con l’amico Earl Brewster un appassionato pellegrinaggio nei luoghi etruschi. Partendo da una visita al museo di Villa Giulia a Roma, i due amici raggiungono Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Volterra. Il resoconto di questo viaggio rimasto incompiuto (Lawrence si proponeva di visitare anche Chiusi, Cortona, Civita Castellana, Norchia, Vetulonia, Bieda – l’attuale Blera) fu pubblicato un anno dopo la sua morte, nel 1932. Il libro, snobbato dagli etruscologi e poco letto in Italia, è ben altro che un libro di viaggio e contiene, forse più dei romanzi, l’espressione più viva e articolata della sua visione del mondo. Nelle pitture delle tombe di Tarquinia, nelle necropoli tagliate nella roccia, nelle pareti scolpite di peperino che precipitano a picco su un corso d’acqua, il suo sguardo non cercava soltanto opere d’arte o testimonianze di una grande cultura dimenticata. Lawrence – così lo descrive Rebecca West – viaggiava «in una sorta di estatica agonia», cercando quella «visione apocalittica dell’umanità» che era la sola cosa che gli interessasse. In questione in questo libro straordinario non è, come si continua stancamente a ripetere, l’esaltazione del sesso e della sensualità da parte di un malato ormai impotente: Luoghi etruschi è in verità un visionario messaggio politico, in cui ogni parola è rivolta contro quella «forza distruttrice dell’anima» che Lawrence descrive nell’Apocalisse pubblicata l’anno stesso delle sua morte: «Lo stato cristiano moderno è una forza distruttrice dell’anima, perché è formato di frammenti che non hanno un’interezza organica, ma solo un insieme collettivo… Una democrazia non può non risultare oscena, perché composta di miriadi di frammenti disuniti, ognuno dei quali pretende di assumere per sé una falsa interezza, una falsa individualità.
17,00 € 16,15 €

Venezia. Nascita di una città

Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2022
pagine: 324
Che cosa fa di Venezia Venezia? Qual è l’intenzione artistica, la forma che concede a Domenico Theotocopuli di Candia o ad Antonio Vassilachis di Milo, Giorgione di Castelfranco, Tiziano di Pieve di Cadore di sentirsi perfettamente veneziani e di parlare artisticamente in veneziano? Ritenuto unanimemente il capolavoro di Sergio Bettini, Venezia. Nascita di una città, che qui ripresentiamo in una nuova edizione con un ricco apparato iconografico, costituisce certamente un unicum nella cultura italiana, oltre che il compendio dell’opera di uno studioso che appare oggi come uno dei più originali pensatori del nostro Novecento. Mostrando come Venezia obbedisca attraverso i secoli a un suo Kunstwollen, a una sua propria intenzione artistica, Bettini illumina la città lagunare come una sola, coerente e viva opera d’arte. La nascita, e il divenire storico di Venezia, la sua struttura urbana, le architetture tutte risolte in facciata, le superfici lucenti dei mosaici e le ombre ribattute delle polifore rispondono a una forma che contesta gli ordini della geometria e le costruzioni della prospettiva, sovverte le gerarchie della statica, ignora le rigide simmetrie e si tiene in bilico, quale ostinato miracolo, tra le superfici illimitate dell’acqua e del cielo. Tutto, spiega Bettini, a Venezia è luce e ritmo, o meglio «tempo», dimensione incomparabile in cui questa forma attesta nei secoli la sua esistenza. E Venezia davvero esiste soltanto se non viene da noi «contemplata» – né ridotta, come accade, a lugubre museo, spettacolo miserabile, vile cartolina – ma propriamente vissuta.
25,00 € 23,75 €

Il nome e la voce. Per una filosofia dell'inno

Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2022
pagine: 320
L’inno – il canto in onore degli dèi – è oggi per noi qualcosa di cosí estraneo e lontano, che dimentichiamo che esso è stato per secoli la forma per eccellenza della poesia. La scoperta davvero inedita di Nicoletta Di Vita è che un legame segreto unisce fin dalle origini l’inno alla filosofia dell’Occidente, che esso è stato cioè per il mondo classico la forma per eccellenza del pensiero. Una rigorosa indagine archeologica, che scavalca le false barriere fra le discipline – dalla storia letteraria all’antropologia, dalla linguistica alla scienza delle religioni – mostra cosí non soltanto che Empedocle, Aristotele, Cleante, Proclo e lo stesso Socrate hanno composto inni, ma che l’inno è, insieme al lamento, il luogo in cui l’uomo compie l’esperienza originaria del suo essere parlante. Nella nominazione del dio non è, cioè, semplicemente in questione un genere letterario, che ha caratteri costanti dagli inni omerici ai tardi inni di Hölderlin, ma l’evento stesso del nome, cioè di quell’elemento del linguaggio di cui Saussure diceva che non è possibile fornire una definizione. Il lettore che avrà seguito l’appassionante ricerca di Nicoletta Di Vita scopre alla fine che l’inno e il lamento sono ancora oggi le due vocazioni fondamentali dell’essere parlante, in cui l’uomo celebra e custodisce il suo stesso linguaggio, prova a dire lo stesso rapporto – sempre problematico e rischioso – fra le parole e le cose. L’inno è per questo «il piú prezioso esempio di filosofia».
22,00 € 20,90 €

La materia fiorente. Sulla natura della poesia

Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2022
pagine: 128
Chi ha detto che la materia è incapace di creare da sé la forma (o le forme)? D'accordo, è stato Aristotele, lo sappiamo. Ma cosa accadrebbe invece se, forzando il maestro di coloro che sanno, troncassimo il legame tra forma e arte perché «mediante un concetto di forma radicalmente altro diventerà possibile una distruzione dell’arte – e, in particolare della poesia – concepita come ambito autonomo, come sfera distinta dalla non-arte, dalla non-poesia oppure come sublime riflessione sull’esistenza. Non sarà che qui si compie una risoluzione dell’arte nella natura?» Non è alla scienza o alla negromanzia tecnologica faustiana che l’autore affida tale compito, ma alla poesia stessa, concepita – secondo un paradigma insieme antico e attualissimo – come la fiorente materia del tutto. Il libro di Sjöberg, scritto in originale con minuscole che aspirano al filo d’erba, ma grondante della rugiada dei grandi – l’autore cita dall’originale i classici italiani della naturalezza poetico-politica e simbolica della lingua, ancora al di là di ogni teologia politica: Dante, Bruno, Campanella (che ha tradotto nella sua lingua), senza dimenticare Folengo e Rabelais – mostra che sarà un passaggio “naturale” e invita a compierlo. A condizione che le differenze linguistiche dettate dai luoghi di appartenenza dei parlanti che li abitano, una volta riconosciute e valorizzate, escano dal labirinto dei simboli e delle culture e si lascino attraversare da un senso per la differenza simpatetico all’intelletto comune di Averroé, atto a pensare l’umano sotto un principio unico di permanente, immediata connessione. Consumata allora la babele dell’incomprensione tra popoli bellicosi, l’aiuola che ci fa tanto feroci troverà finalmente una sua pace, che sarà l’ordine mondiale del “giardino planetario” a garantire. Nel “comunismo cosmico” a esso promesso la forma inoperosa di giardinaggio sarà poetica. Trapianterà, al posto della poesia antropocentrica dedita a una decidua filologia, una sempre rifiorente “filologia naturale” in cui l’umano ridivenuto natura ritroverà alla fine quell’innocenza infantile che, forse, non si ricorderà più nemmeno di aver perso. M.F. «Un altro modo di comprendere la materia sarebbe, approssimativamente, di trattarla come una produzione di infinite, innumerevoli forme entro un incessante movimento di decomposizione e composizione, dissoluzione e ricombinazione. Concepita in questo modo la materia non sarebbe più un substrato passivo su cui si debba intervenire con un lavoro formale, bensì, al contrario, una molteplicità di forme che genera se stessa e con cui combacerebbe».
18,00 € 17,10 €

Paura della libertà

Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2018
pagine: 154
Sulla spiaggia di Le Baule, mentre le divisioni corazzate tedesche corrono le pianure della Polonia e si preparano a invadere la Francia, l’autore trentasettenne cerca di fissare lo sguardo sulla crisi della cultura europea e di interrogare le ragioni che hanno condotto un’intera civiltà al suo esito catastrofico. Con una scrittura insieme fresca e ambiziosa, Levi sottopone a una critica implacabile la religione (che trasforma il sacro in sacrificio), lo Stato (l’idolo sociale per eccellenza, da cui la politica occidentale in tutte le sue forme non riesce a liberarsi), la guerra, il sangue, la massa, l’amore e l’arte. Ed è solo a partire dalla libertà dischiusa da questo percorso allucinato e quasi profetico che le opere successive di Levi, da "Cristo si è fermato a Eboli" a "L’orologio" acquistano il loro vero senso, che è quello di una testimonianza che non riguarda il passato, ma il nostro presente.
15,00 € 14,25 €

La discordanza. Scritti scelti

Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
pagine: 400
22,00 € 20,90 €

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