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Meltemi: DeviAzioni

Tutte le nostre collane

Governare il conflitto. La criminalizzazione del movimento No TAV

Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2019
pagine: 369
Straordinaria attenzione mediatica, cinquanta procedimenti penali, più di 1.500 indagati, un maxiprocesso con 53 imputati, carcerazioni preventive e accuse di terrorismo: queste le principali caratteristiche della criminalizzazione del più longevo e pervicace movimento sociale in Italia. Fenomeni simili sono diffusi a livello internazionale, laddove progetti dal forte impatto ambientale, come le grandi opere, incontrano l’opposizione delle popolazioni, una resistenza a cui si risponde sistematicamente con la gestione penale del conflitto. Qui il potere giudiziario s’inserisce nella dinamica politica e non opera un bilanciamento fra diritti in cui anche l’opposizione riceverebbe tutela; al contrario, tende a proteggere la società da questo dissenso e a difendere le scelte di politica economica dello Stato. Una lettura inedita della criminalizzazione dei movimenti sociali che sviluppa la strategia dell’accerchiamento teorizzata da Foucault e costituisce il primo tassello di una genealogia del principio di difesa sociale.
20,00 19,00

Devianza, problemi sociali e forme di controllo

Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2019
pagine: 541
Dalle etnografie del bere in Polinesia allo studio transculturale della balbuzie, dalla paranoia come effetto delle dinamiche di esclusione alle etichette devianti elaborate dalle agenzie del controllo sociale e alle conseguenze dello stigma sulla riorganizzazione simbolica del sé “deviante”, questo classico di Edwin M. Lemert è tra i primi studi ad allontanarsi dall’atteggiamento teorico secondo il quale è la devianza a dar luogo al controllo sociale. Per il sociologo americano è invece il controllo a produrre la devianza e a far sorgere ulteriori forme di controllo sempre più invasive. Devianza, problemi sociali e forme di controllo costituisce ancora oggi un testo di riferimento per gli studiosi e per tutti coloro che vogliano accostarsi al pensiero del suo autore, pronti a coglierne le intuizioni e a guardare alle devianze come prodotti dell’organizzazione sociale.
28,00 26,60

Resti tra noi. Etnografia di un manicomio criminale

Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2019
pagine: 315
L’ospedale psichiatrico giudiziario, manicomio e prigione, è l’ultimo residuo istituzionale di una tradizione di contenimento e cura della devianza. Molti l’hanno considerato l’esempio par excellence delle istituzioni totali, luogo in cui scompare una marginalità pericolosa e indesiderata. L’etnografia svolta all’interno di uno di essi vuole però restituirne i confini frastagliati, concentrandosi sui soggetti che a lungo l’hanno abitato e che in esso hanno visto nascere speranze, affetti, relazioni. Per nulla totale, l’OPG è un mondo sociale molteplice e cangiante – un campo di battaglia che fa delle pratiche di continua negoziazione e della plasticità dei ruoli e degli spazi la propria ragion d’essere. L’istituzione totale, insieme a certe riletture di Basaglia, Goffman, Foucault, Bourdieu, deve cedere il posto, allora, a una rappresentazione più sfumata, attenta alle zone grigie in cui i soggetti si muovono, descrizione che l’etnografia aiuta a costruire e restituire.
24,00 22,80

Neurodiversità. Per una sociologia dell'autismo, dell'ADHD e dei disturbi dell'apprendimento

Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2018
pagine: 248
L’autismo, la sindrome da deficit d’attenzione e iperattività infantile (ADHD) e la famiglia dei disturbi dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia, ecc.) sono condizioni accomunate dal riguardare non tanto la classica categoria del ritardo mentale o del deficit intellettivo, bensì le “incapacità” connesse ad aspetti strettamente sociali come la socialità, le abilità implicate nel comunicare e nel capire gli altri e diversi aspetti “ovvi” dei processi di apprendimento. Ciò rende queste condizioni sia di grande interesse per chi studia le basi della socialità umana, sia un formidabile terreno di incontro, o di scontro, tra le prospettive “biologiste”, incarnate dalla medicina e soprattutto dalle neuroscienze, e quelle “umaniste”, sostenute dal pensiero critico. Quale significato va assegnato a tali condizioni? Sono “disturbi” da curare o “diversità” da rispettare negli ambienti sociali (la scuola, lo spazio pubblico, il lavoro, ecc.)? Hanno basi biologiche oppure sono un’ennesima forma di medicalizzazione del comportamento umano? Neurodiversità è il recente neologismo impiegato per descrivere tali condizioni allo scopo di evidenziarne la natura di “variazioni” rispetto alla normalità, rigettando così l’idea che si tratti semplicemente di malattie. In questo senso autismo, ADHD e dislessia costituiscono un ambito privilegiato per indagare l’operato di due categorie costitutive del nostro vivere sociale: la normalità e la devianza.
20,00 19,00

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