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Libri di Roberto Galaverni

Biografia e opere di Roberto Galaverni

Paesi tuoi

Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2026
pagine: 320
Apparso nel 1941, "Paesi tuoi" è il primo romanzo pubblicato da Cesare Pavese, ma contiene già in embrione i temi e le atmosfere della maturità: il “ritorno al paese” e il legame con le origini, il contrasto tra città e campagna (e tra cultura e natura, ragione e istinto), la solitudine dell'individuo nel momento delle scelte decisive. Se non è forse l'opera di Pavese che nel tempo è stata più amata, è tuttavia con molta probabilità, almeno dal punto di vista storico-letterario, la più importante per il suo significato di rottura e di innovazione rispetto alla narrativa coeva, prima prova di quel realismo simbolico e accesamente autobiografico che caratterizza lo scrittore. Attraverso la cronaca dei giorni in collina di Berto e Talino – il cittadino e il campagnolo che si fronteggiano come antagonisti di un dramma antico – Pavese indaga il lato più oscuro e selvaggio della natura e la dimensione ancestrale del mondo contadino, col suo retaggio di istinti primordiali, sensualità, violenza bestiale. E ne fa il paradigma di un confronto impari che il protagonista ingaggia con il proprio mistero, per scoprirsi infine irrimediabilmente estraneo e spaesato, incapace di trovare una sintonia con la vita e un posto nel mondo.
14,00 € 13,30 €

Carte correnti. Nove lezioni sul senso della poesia

Libro: Libro in brossura
editore: Fazi
anno edizione: 2023
pagine: 675
Qual è il senso della poesia? E, soprattutto, con quali mezzi e in che modo un poeta promuove il senso della sua poesia? A queste domande Roberto Galaverni ha risposto non attraverso la costruzione di una teoria ma con la messa a punto di una pratica. Collocato in un territorio fluido che sta tra la lezione, il saggio, il commento, la riflessione sulla natura della poesia e la cartografia storico-poetica, "Carte Correnti" costituisce non a caso un percorso, il resoconto di un’esperienza in atto di lettura e d’interpretazione. Attraverso l’analisi di alcuni testi significativi della poesia italiana contemporanea – da Eugenio Montale, Vittorio Sereni, Franco Fortini, Andrea Zanzotto, a Remo Pagnanelli, Milo De Angelis, Fabio Pusterla e Valerio Magrelli – vengono messe a fuoco qui non solo le particolari fisionomie poetiche dei rispettivi autori («poesie come persone», come diceva proprio Sereni), ma anche importanti questioni di poesia che si presentano nel corso dell’argomentazione, come il rapporto tra regola ed esperienza, la giustizia poetica, la necessità di dire, l’etica della scrittura, la reciprocità tra forma e vita, la natura affermativa e il carattere rituale del discorso poetico, o ancora, e certo non ultima, l’appartenenza della poesia al nostro corredo antropologico.
25,00 € 23,75 €

P.P.P. Poesie per Pasolini

Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2022
pagine: 204
Nessun poeta contemporaneo ha mosso le parole dei nostri poeti, nessuno è stato cantato in versi quanto Pier Paolo Pasolini. Omaggi, critiche, dialoghi, liti, derisioni, riconoscimenti, fedeltà, invettive, celebrazioni, anatemi: il "poeta delle Ceneri" ha costituito una fonte straordinariamente feconda d'ispirazione poetica. Ma dire la propria su Pasolini – e non fa differenza se per incensarlo o metterlo al muro – per molti ha significato e tuttora significa dire la propria anche sulla poesia in quanto tale, esplorare la tensione tra parole e cose, tra forma e vita, tra discorso e azione, tra il poeta (o il Poeta) e la poesia (o la Poesia). Poco meno di tutta la poesia italiana dal secondo dopoguerra a oggi - da Arbasino a Zanzotto - viene chiamata in causa da queste poesie e, tanto più, dal rapporto dei loro autori col poeta che è l'oggetto o il destinatario dei versi. Il che è un segno dell'assoluta centralità di Pasolini nelle vicende della nostra letteratura contemporanea, e una prova ulteriore, caso mai ce ne fosse bisogno, della sua dismisura. La maggior parte di queste poesie implica infatti un quadro di rapporti, diramazioni e intrecci – letterari, intellettuali, personali – non solo complesso ma vastissimo. Un po' come accade per Laura nel Canzoniere petrarchesco, anche le poesie che a Pasolini sono state dedicate si potrebbero dividere tra quelle in vita e quelle in morte del poeta. Si vedrebbe allora che le seconde sono più numerose delle prime, che queste ultime sono per lo più critiche (e in genere più rilevanti dal punto di vista degli argomenti poetici) e le altre il più delle volte partecipi, elogiative, e in qualche caso anche agiografiche. Eppure la questione non è così lineare, perché se il tema-Pasolini costituisce, in tutta l'estensione del termine, un tema-poesia, allora si vedrà anche che il discrimine segnato dalla morte, se in certi casi ha offuscato la vista e confuso le parole dei suoi mittenti poetici, in altri li ha aiutati a comprendere cosa fosse davvero in gioco nella sua ininterrotta belligeranza artistica ed esistenziale. Per questo gli omaggi in versi che gli sono stati tributati consistono in genere in una presa d'atto ch'è insieme un rendere atto, a Pasolini ovviamente, del suo tentativo di sovvertire le regole del gioco, d'impiegare la letteratura non come uno scudo ma come una spada, di aprire la porta per spingere la poesia al di là di se stessa, anche a costo di perderla. La maggioranza delle poesie di questa antologia testimonia anzitutto la gratitudine per questo suo impegno. E se nella sua vicenda si può riconoscere un significato anche sacrificale, questo sta tutto nel suo aver sacrificato la poesia e la letteratura (paradossalmente attraverso la poesia e letteratura stessa) in nome di qualcosa di diverso, la si chiami pure vita, o realtà, o magari poesia della vita, poesia della realtà. Non è un caso che chi gli ha dedicato i propri versi sia stato toccato, prima ancora che dalle sue idee particolari o dai singoli risultati espressivi, dal suo intendimento e dalla sua direzione, poetica o impoetica la si sia poi giudicata, ovvero dal suo nucleo estetico-poetico. Quello che i poeti hanno compreso e sentito più vicino è insomma ciò che Pasolini ha voluto 'fare'. Con tutte le sue buone riuscite e i suoi passi a vuoto, il Pasolini che esce da queste poesie è allora qualcuno che ha portato all'ordine del giorno quel che in fondo i poeti da sempre sanno, ma che, evidentemente, hanno bisogno di ripetersi sempre di nuovo: che al cospetto della realtà uno scrittore non può vivere col cuore in pace, dare per acquisiti il senso e l'efficacia dei suoi strumenti espressivi, trovare nella compiutezza estetica e formale la propria assoluzione. Questa tensione al fuori, questa spinta a disperdersi per ritrovarsi, è qualcosa di consustanziale alla poesia stessa, un elemento primario, basico, dell'arte poetica.
20,00 € 19,00 €

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