Libro: Libro in brossura
anno edizione: 2026
pagine: 528
Qualcosa si aggira per la Cina, e non è uno spettro. Un fervore religioso scuote il Paese di Mezzo e, dopo decenni di feroce repressione, si tratta di uno dei più importanti risvegli spirituali della Storia. Sorgono centinaia di nuovi templi, chiese, moschee; il Paese è attraversato da torme di pellegrini; si assiste alla rinascita di un’anima religiosa mai davvero sopita, un fermento difficile da comprendere per un osservatore esterno, specie se occidentale. Non si tratta infatti soltanto delle confessioni che solitamente si associano alla Cina – daoismo, confucianesimo, buddhismo – ma di un amalgama sorprendente, che include anche i grandi monoteismi, in una continua contaminazione fra rituali, pratiche e luoghi di culto, con una teologia minima e un clero quasi inesistente. È la risposta di centinaia di milioni di cinesi alla ricerca di senso in una società dominata dal gigantesco apparato produttivo del capitalismo di Stato. È la reazione al desiderio troppo umano di una tensione immateriale, insopprimibile in qualsiasi consesso civile. Profondo conoscitore della Repubblica popolare cinese, il Premio Pulitzer Ian Johnson ha percorso per anni il Paese al fine di intercettare i testimoni di quella multiforme spiritualità che cerca di sottrarsi all’occhio del governo e ai suoi tentativi, abbandonata la formula repressiva, di prenderne il controllo. Dalla meditazione esoterica nelle grotte del Sud alla chiesa protestante sotterranea a Chengdu, ai canti dei sacerdoti daoisti nello Shanxi rurale, tra celebrazioni, nascite, morti, detenzioni e lotte, nel suo lungo viaggio Johnson ci fa ascoltare le mille voci di un popolo che ha saputo ritrovare la sua anima.